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Rassegna stampa Catania: crisi e fischi dopo il ko con la Scafatese

13-09-2026 09:56 - Rassegna Stampa
Autore: Redazione

La sconfitta interna del Catania contro la Scafatese ha riacceso in maniera netta il dibattito attorno alla squadra di Emilio Longo. Il 2-1 maturato al Massimino, arrivato appena pochi giorni dopo il largo successo sul Cosenza, viene letto quasi unanimemente dalla stampa come un passo indietro pesante, soprattutto per modalità, continuità della prestazione e incapacità di trasformare il pareggio di Russo in una vera svolta della gara.

Come sempre la rassegna stampa di FORZACATANIA.COM ha esclusivamente finalità informative e non sostituisce in alcun modo l’acquisto e la lettura integrale dei quotidiani in edicola o nelle rispettive edizioni digitali.

La Sicilia sceglie un titolo durissimo: “Catania: confusione, sconfitta e fischi. La stagione è già diventata un incubo”. Il quotidiano sottolinea come il poker rifilato al Cosenza sia rimasto un episodio isolato e come il Catania sia tornato immediatamente a mostrare limiti già emersi nelle prime settimane. Il passaggio più netto fotografa così il momento rossazzurro: “Questa squadra ha limiti caratteriali e tecnici che preoccupano”. Nel pezzo viene evidenziata soprattutto la difficoltà nel dare continuità alle prestazioni, con un avvio di gara troppo passivo, una costruzione poco precisa e una fase difensiva che continua a concedere troppo.

La testata etnea insiste anche su un altro aspetto: la sensazione che, nonostante la qualità individuale, il Catania non riesca ancora a imporre con continuità il proprio metodo. Dopo il pareggio di Russo, arrivato grazie a una bella iniziativa di Bruzzaniti, la squadra ha provato a ribaltare il risultato senza però riuscire a creare una pressione davvero efficace. Il gol di Toscano nel finale ha quindi trasformato una partita che sembrava ancora aperta in un’altra serata di forte delusione, culminata nei fischi del pubblico.

Il Corriere dello Sport titola invece “Beffa Catania, Toscano pesca il jolly al 90’”, evidenziando una gara nella quale i rossazzurri hanno avuto anche alcune opportunità per cambiare il corso del match. Il quotidiano riconosce al Catania una reazione nella ripresa, ma sottolinea come la manovra sia rimasta troppo lenta e poco incisiva. Il concetto centrale è che la squadra abbia prodotto qualcosa in più dopo l’intervallo senza riuscire però a tradurre il predominio territoriale in concretezza.

Molto critico anche il taglio scelto da La Gazzetta dello Sport, che apre con “Catania, quanti fischi. La Scafatese fa il colpo con Emmausso e Toscano”. Nel pezzo vengono messi in evidenza soprattutto tre aspetti: poca continuità, poche idee e troppe disattenzioni. Il quotidiano sottolinea come il Catania sia apparso ancora troppo lento nella circolazione del pallone e vulnerabile nelle transizioni, con una squadra che continua a pagare caro ogni errore.

La Gazzetta pone l’accento anche sul dato delle tre sconfitte nelle prime quattro giornate di campionato e sulla difficoltà della squadra di Longo nel reagire con lucidità quando il piano gara si complica. Il gol di Russo aveva riaperto la partita, ma non è bastato a cambiare l’inerzia generale, mentre il finale ha restituito ancora una volta l’immagine di una squadra troppo fragile nei momenti decisivi.

Il Giornale di Sicilia sintetizza il momento con un titolo altrettanto esplicito: “Il Catania torna di nuovo in crisi. La Scafatese passa al Massimino”. L’analisi evidenzia come il successo sul Cosenza non abbia prodotto quella continuità che sembrava poter cambiare il corso dell’avvio di stagione. Dopo il rigore trasformato da Emmausso, il Catania ha trovato il pareggio soltanto nella ripresa, ma non è riuscito a completare la rimonta e ha finito per essere punito da Toscano nel finale.

Il filo conduttore resta dunque lo stesso: la difficoltà nel dare continuità ai momenti positivi della gara e, più in generale, alle prestazioni. Il 4-0 contro il Cosenza aveva suggerito una possibile inversione di tendenza, ma il ko con la Scafatese ha riportato in primo piano tutte le fragilità ancora irrisolte.

Anche Tuttosport, pur limitandosi al richiamo nella pagina sportiva dedicata alla C, sceglie un titolo che valorizza soprattutto l’impresa campana: “Che Scafatese! Sbanca Catania”. Il riferimento mette al centro il colpo esterno della squadra guidata in panchina da Michele Zeoli, grande ex rossazzurro, capace di uscire dal Massimino con tre punti pesantissimi.

La Gazzetta del Sud parla senza mezzi termini di crisi: “Blitz Scafatese al ‘Massimino’: è crisi Catania. C’è il Sorrento da solo in testa”. Anche in questo caso il risultato viene inserito in un quadro più ampio di classifica, con il Catania sempre più distante dalle posizioni di vertice mentre il Sorrento continua la propria corsa solitaria.

Infine, Il Mattino apre con “Scacco matto Catania”, raccontando il successo della Scafatese come il frutto di una partita interpretata con coraggio e ordine. Il quotidiano sottolinea come i campani abbiano saputo resistere al ritorno rossazzurro nella ripresa e colpire nel momento giusto con Toscano. In evidenza anche il peso dell’ex Zeoli, chiamato a guidare la squadra per la squalifica di Facciolo e capace di ottenere una vittoria dal forte valore simbolico.

Il quadro complessivo che emerge dalla stampa è quindi piuttosto uniforme. Il Catania viene descritto come una squadra ancora incompleta nella propria identità, poco continua e troppo fragile nei passaggi decisivi delle partite. Le qualità individuali non mancano, ma non vengono ancora trasformate in un rendimento collettivo stabile.

La sconfitta contro la Scafatese pesa soprattutto perché arriva dopo una vittoria larga che sembrava poter rappresentare un punto di ripartenza. Invece, il Massimino ha assistito a un nuovo stop, accompagnato dai fischi e da una sensazione crescente di urgenza.

Martedì, sul campo del Picerno, il Catania avrà già un’altra occasione per provare a cambiare direzione. Ma la rassegna di oggi restituisce un messaggio chiaro: il tempo delle spiegazioni si sta accorciando e la squadra di Longo ha bisogno soprattutto di risposte concrete sul campo.