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Longo: "Prestazione sotto livello, la responsabilità è soprattutto mia"

Autore: Redazione

Emilio Longo non nasconde la propria insoddisfazione dopo la sconfitta per 2-1 subita dal Catania contro l’Inter U23 al “Massimino”. In sala stampa il tecnico rossazzurro ha analizzato con attenzione una gara che, a suo giudizio, ha evidenziato problematiche mai emerse con questa intensità nelle precedenti uscite. Lentezza nella circolazione del pallone, difficoltà nel reagire immediatamente allo svantaggio, poca incisività negli ultimi metri e una gestione non ottimale delle palle inattive sono stati i principali aspetti sui quali Longo ha concentrato la propria analisi, assumendosi in prima persona le responsabilità della prestazione.

"Non parlerei di confusione. Sgomberiamo subito il campo da qualsiasi forma di giustificazione: è una prestazione che non mi è piaciuta, che non mi aspettavo e che deve essere migliorata almeno tre volte rispetto a quello che abbiamo fatto. Per 32 minuti siamo stati troppo lenti nella circolazione della palla, ma ho visto una squadra ordinata che ha creato tre situazioni per poter far gol. Fino alla rete nata dal calcio d’angolo non avevo avuto la sensazione che potessimo andare in svantaggio. Questo non significa che sia contento: dovevamo fare sicuramente meglio. Quello che rimprovererò maggiormente a me stesso e alla squadra è non essere rimasti dentro la partita dopo il gol subito. Abbiamo lasciato quattro o cinque minuti all’avversario e li abbiamo pagati a caro prezzo, andando sotto di due reti".

La reazione mostrata nella ripresa rappresenta invece uno dei pochi punti dai quali Longo vuole ripartire. "Nel secondo tempo abbiamo fatto trenta minuti ottimi. Prima del gol avevamo avuto delle situazioni e ne abbiamo create altre anche successivamente. Jimenez, per esempio, dentro l’area avrebbe potuto concludere invece di cercare ancora la rifinitura, così come Bruzzaniti avrebbe potuto cercare immediatamente la porta. Gli otto calci d’angolo contro quattro non rappresentano una giustificazione, ma testimoniano che abbiamo comunque provato a fare ciò che avevamo preparato. Lo abbiamo fatto però con una lentezza e con un peso che non riconoscevo alla mia squadra. Oggi mi è sicuramente più chiaro dove dobbiamo lavorare e da domani mattina si riparte".

Tra le note positive, Longo ha voluto evidenziare soprattutto la prestazione di Alessandro Quaini. "I margini di miglioramento del centrocampo sono altissimi, vista la prestazione di oggi. Però, dentro una partita che ci vede protagonisti in negativo, devo fare un plauso a Quaini. Alessandro ha disputato una partita gladiatoria: in due occasioni ha recuperato palloni partendo con due o tre metri di svantaggio e difendendo la nostra porta in maniera eccezionale. Non è stato aiutato molto perché la palla arrivava lentamente e spesso la sua posizione era coperta, ma ha fatto una partita importante. Non posso buttare tutto quello che ho visto: ci sono molte cose da correggere, ma anche aspetti positivi sui quali continuare a lavorare".

Uno dei nodi principali resta il blackout accusato dopo il vantaggio dell’Inter U23. Longo non ha cercato spiegazioni semplicistiche, concentrandosi soprattutto sulla necessità di impedire che simili momenti possano ripetersi. "Potremmo parlare della delusione per aver preso gol quando fino a quel momento non ci avevano impensierito, oppure di un abbassamento della tensione, ma potremmo fare tutte le valutazioni del mondo. La mia soluzione deve essere fare in modo che questo non accada più. Dobbiamo rimanere dentro la partita. Valuterò anche la sistemazione sui piazzati, perché è la seconda volta, dopo Parma, che lavoriamo male su queste situazioni. Ho scelto di difendere a zona perché negli ultimi quattro anni avrò preso tre gol in questo modo tra Picerno e Crotone. Se questa squadra mi farà capire che la difesa a zona non è l’abito adatto, potremo assumerci la responsabilità di passare alla marcatura a uomo. Dobbiamo cercare soluzioni, non colpevoli".

Il rammarico aumenta proprio osservando ciò che il Catania ha prodotto dopo l’intervallo. "Se avessimo sbagliato completamente la partita potremmo almeno dire di averla steccata nella sua interezza. Il rammarico è che nel secondo tempo ho visto una squadra che avrebbe potuto giocare così per novanta minuti. Non credo di aver sovrastimato i miei calciatori. Da domani torneremo al lavoro e proveremo a migliorare ciò che oggi è andato male".

Secondo Longo, il piano tattico preparato durante la settimana non era sbagliato, ma è stato interpretato con una velocità insufficiente. "Abbiamo trovato una squadra in attesa e non siamo riusciti a destabilizzarla. Nella prima mezz’ora siamo stati protagonisti in maniera sterile: ci muovevamo soltanto sul perimetro, andando da una parte all’altra troppo lentamente. Quando il pallone arrivava sugli esterni, Cicerelli e Liguori trovavano già i difensori pronti ad aggredirli. Se vuoi sviluppare quel tipo di gioco devi farlo con una velocità diversa. Il piano gara era giusto, ma è stato eseguito molto al di sotto della velocità necessaria per mettere in difficoltà una squadra così bassa e strutturata".

Il tecnico ha riconosciuto anche i meriti della formazione di Stefano Vecchi. "L’Inter ha avuto il merito di saper soffrire sotto palla. Nel secondo tempo, per alcuni momenti, è rimasta chiusa nei propri ultimi cinquanta metri ed è riuscita a non concedere troppo oltre al nostro gol. Noi siamo stati poco brillanti nel trovare le soluzioni, anche nelle conclusioni. Abbiamo spesso cercato il passaggio in più o una rifinitura forzata. Con Flavio Russo, però, ho visto un buon attacco della profondità e questo è un aspetto sul quale possiamo lavorare".

Proprio Flavio Russo, autore del gol dell’1-2, è stato promosso senza esitazioni dall’allenatore. "Flavio ha fatto una buona gara e ha avuto un ottimo ingresso. Ha mantenuto palla, ha segnato un gol straordinario, è andato alla conclusione altre due volte, ha lavorato con la squadra e per la squadra. Su Flavio non posso dire nulla: ho una buonissima sensazione su di lui e credo che ci darà grandissime soddisfazioni".

Sul reparto difensivo, apparso in difficoltà soprattutto quando l’Inter ha potuto attaccare in campo aperto, Longo ha allargato le responsabilità all’intero sistema di squadra, confermando comunque la possibilità di utilizzare Quaini da centrale. "La soluzione di Quaini in difesa è assolutamente percorribile. Anche io ho avuto la sensazione che i due centrali abbiano sofferto, ma all’interno di una squadra che si è mossa troppo lentamente e non ha offerto sufficienti soluzioni. Non li considero gli unici responsabili. C’è inoltre un difensore che sta recuperando e che mi auguro di avere a disposizione nel più breve tempo possibile: Di Gennaro, che può sicuramente alzare il tasso tecnico e tattico di una squadra che vuole costruire dal basso".

Longo ha però respinto qualsiasi ricerca di colpevoli individuali, spostando ancora una volta il peso della serata su se stesso. "Se dobbiamo trovare un colpevole in una partita del genere, dobbiamo trovarlo nel trainer, nel coach. L’allenatore deve essere criticato più dei propri calciatori. Se la squadra offre una prestazione di questo tipo, la responsabilità è mia rispetto a ciò che non siamo riusciti a fare in maniera massimale. Da domani dovrò lavorare meglio, trovare soluzioni migliori e dare subito uno sprone a una squadra che mi è sembrata troppo paurosa rispetto a quella che conosco. Nei primi trenta minuti ci è mancato il coraggio e io so che questi ragazzi possono essere molto più coraggiosi".

Il tecnico è stato altrettanto netto quando gli è stato chiesto se alcuni giocatori potessero essere condizionati dalle questioni di mercato. "Se avessi la minima percezione di una situazione del genere non sarei venuto prima in sala stampa: sarei entrato nello spogliatoio e avrei appeso qualcuno al muro. Non ho assolutamente questa percezione. Se dovesse mai esserci, sarebbe mia responsabilità dirlo pubblicamente".

Longo non ha voluto utilizzare neppure le caratteristiche attuali della mediana come attenuante. "Capisco la valutazione, ma io devo essere ricordato come una persona leale e onesta, anche se dovessi restare cinque giorni a Catania. Ieri ho detto che dobbiamo guardare quello che abbiamo e non quello che manca, quindi oggi non posso ribaltare il discorso soltanto perché abbiamo perso. Quello che avevo a disposizione era sufficiente per battere l’Inter e devo assumermi le responsabilità. Se la squadra ha giocato sotto livello è perché l’allenatore non è stato capace di velocizzare questo centrocampo e di fornire concetti più efficaci. Anch’io ho bisogno di tempo, non sono un mago, ma devo assumermi le responsabilità fin dalla prima giornata".

La ricerca dell’identità resta dunque un percorso ancora aperto. Longo ha sottolineato come la squadra abbia incontrato difficoltà soprattutto contro un avversario disposto con tanti uomini sotto la linea della palla. "Quando parlo di lentezza nel primo tempo, parlo di una lentezza strutturale. I terzini non riuscivano mai ad arrivare sopra la palla e a interscambiarsi. Abbiamo creato qualcosa soltanto quando Cicerelli e Donnarumma hanno cambiato posizione, ma è stata praticamente l’unica vera evoluzione del nostro sviluppo. Sapevo che avremmo incontrato difficoltà contro squadre chiuse: l’Inter ci ha lasciato un primo possesso che noi abbiamo gestito male e lentamente. Su questo c’è tantissimo lavoro da fare".

Il secondo tempo ha comunque mostrato una squadra più dinamica anche grazie ai cambi. "I tre ragazzi entrati all’intervallo hanno fatto bene. Raimo ha disputato un’ottima partita, Russo ha inciso e Bruzzaniti ha dato dinamismo anche in una posizione che non è propriamente la sua. Poi è entrato Lunetta e ha fatto bene, vincendo diversi uno contro uno che diventano fondamentali contro squadre chiuse. È cambiata proprio la velocità della squadra: la palla arrivava prima agli esterni e diventava più semplice creare qualcosa".

Longo ha ammesso che, fino alla vigilia, riteneva il processo di assimilazione dei propri principi più avanti rispetto a quanto mostrato all’esordio. "Ieri avrei detto che eravamo a una buonissima percentuale del nostro percorso e che la squadra fosse già molto identitaria. Mi dispiace che il pubblico abbia dovuto vedere una prestazione sotto livello proprio alla prima occasione. A Vicenza, per esempio, chi ha seguito soltanto la radiocronaca non ha potuto vedere una partita completamente diversa, contro una squadra di categoria superiore. Questo è il mio principale rammarico. Stanotte non dormirò, ma lo faccio sia quando vinco sia quando perdo: rivedrò la partita diverse volte per capire soprattutto quali difficoltà abbiano incontrato i ragazzi e cosa io non abbia visto nella preparazione del match".

Nessun appunto, invece, nei confronti del pubblico del Massimino. "I fischi non li ho sentiti. Giocare a Catania non è per tutti, ma i ragazzi scelti sapevano dove stavano venendo. Ho percepito invece tanta positività da parte dell’ambiente. Anche sullo 0-2 il pubblico ci ha sostenuto e sarebbe stato molto più semplice mollare. Non ha mollato il pubblico e non ha mollato la squadra. Nel momento in cui abbiamo iniziato a giocare con maggiore coraggio ho sentito la spinta dello stadio. Il pubblico si è esaltato nei primi quindici minuti del secondo tempo e ci ha accompagnato fino al gol in maniera eccezionale. Possiamo parlare di tutto, ma non del pubblico questa sera. Abbiamo calciatori che possono giocare a Catania, devono semplicemente farlo meglio. E dobbiamo farlo meglio tutti, iniziando dall’allenatore".

In chiusura Longo ha chiarito anche il significato del lungo confronto a bordo campo con il direttore sportivo Fortunato Varrà. "Io rimango sempre qualche minuto sul terreno di gioco per osservare l’allenamento di chi non ha giocato e fare un primo briefing con il mio staff. Con il direttore ci siamo fermati a parlare e ad analizzare la partita, com’è normale che accada tra le persone che hanno l’onere e l’onore di guidare tecnicamente e strutturalmente il club. È stata una chiacchierata giusta e proficua. Mi auguro che ci fermeremo a parlare anche dopo le vittorie. Domani, dopo aver rivisto la gara, faremo ulteriori valutazioni insieme, perché allenatore e direttore devono confrontarsi continuamente per capire quale strada stiamo percorrendo".


scritto da Sala Stampa Catania-Inter U23
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Le dichiarazioni integrali di Emilio Longo