Longo: "Dobbiamo avere coraggio, identità e imporre il nostro gioco"
Autore: Andrea Mazzeo
Alla vigilia dell’esordio nel campionato di Serie C 2026/27, Emilio Longo ha presentato la sfida che vedrà il Catania affrontare domani alle ore 18 l’Inter Under 23 allo stadio “Angelo Massimino”. Una conferenza lunga e ricca di temi, nella quale il tecnico rossazzurro ha parlato della condizione della squadra, dell’identità costruita durante il ritiro, delle possibili soluzioni tattiche, dei nuovi arrivati, del mercato e delle situazioni individuali ancora da definire.
Longo ha voluto innanzitutto concentrare l’attenzione sul gruppo che ha lavorato con lui nell’ultimo mese, evitando di spostare il discorso sull’imminente arrivo di Massimo Coda, che non sarà comunque disponibile contro l’Inter U23. "Massimo non deve essere presentato, ha un curriculum impressionante. La società ha ritenuto opportuno iniziare una possibilità di collaborazione con un calciatore di questo livello, però oggi dobbiamo preparare la partita contro l’Inter Under 23 e Massimo non sarà sicuramente della gara. Abbiamo un’unica certezza e quindi proviamo a parlare dello stato di forma della squadra. Rispettiamo un gruppo che per oltre trenta giorni si è approcciato con disponibilità e dedizione a un nuovo progetto tecnico. Nelle tre uscite con Ravenna, Vicenza e Parma, alzando sempre il livello degli avversari, abbiamo provato a mantenere una linea d’identità molto chiara. Credo che domani ci sarà ancora in campo un Catania che avrà voglia di legittimare questo percorso attraverso chiari principi di gioco".
L’esordio al Massimino rappresenterà inevitabilmente un momento particolare anche per l’allenatore. Longo non ha nascosto l’attesa per il primo impatto con il pubblico rossazzurro: "Vorrei riuscire a godermi dall’inizio alla fine tutti i secondi e tutti i minuti che passerò nell’attesa e soprattutto nel vedere in campo la mia squadra sostenuta da un popolo eccezionale. Non posso garantire il futuro, perché non sono un mago, ma posso garantire che per questi colori darò il massimo delle mie potenzialità. Domani voglio vivere un’emozione unica: sarà la prima e non ci sarà mai una seconda possibilità di fare una buona prima impressione a Catania. Voglio cercare, con l’aiuto della squadra, di non steccare questa occasione".
Sul mercato, il tecnico ha preferito ribaltare il concetto delle presunte lacune dell’organico, sottolineando invece quanto ritenga già competitivo il gruppo a disposizione. "Vorrei che non parlassimo delle mancanze. Credo che dobbiamo cominciare a lavorare soprattutto su quello che c’è. Mi piacerebbe evidenziare quanto potenziale abbia già in essere questa squadra. Devo ritenermi soddisfatto del percorso di un mercato che ci vede protagonisti. Il direttore Varrà e l’amministratore Grella stanno provando a mettermi a disposizione calciatori proporzionali a quello che vogliamo fare in termini di gioco, però quello che c’è secondo me è già tanto".
Particolare attenzione anche all’attacco, dove Longo ha evidenziato il valore di Flavio Russo e Simone Leonardi in attesa di poter recuperare Salvatore Caturano dalla squalifica. "Flavio Russo e Leonardi sono due ottimi calciatori, figli di questa terra, che probabilmente possono darci quel qualcosa in più che può determinare la distanza tra essere una squadra accademica e una squadra piena di passione, capace di trascinare la gente. Mi piace che ci siano ragazzi di Catania: voglio togliere loro la responsabilità di essere catanesi, ma mi piacerebbe che portassero i colori, il gusto e la passione di questa terra".
Dal punto di vista tattico, Longo ha confermato la volontà di costruire una squadra flessibile, capace di modificarsi anche all’interno della stessa partita. "Penso che quest’anno dovremo cercare quanto più possibile di essere flessibili, una squadra capace di evolvere in modo intelligente all’interno della partita e del campionato per non essere prevedibile. Stiamo lavorando con un centrocampo a tre, ma è un centrocampo particolare perché uno dei tre è sicuramente un sottopunta, un attaccante tipico: parliamo di Jimenez. Partiamo a tre, ma siamo capaci di avere anche una logica diversa nel posizionamento. Quello che mi interessa è capire il vestito che devo cucire: non voglio farlo né troppo largo né troppo stretto. Il nostro mestiere è essere dei sarti e scegliere la taglia giusta per mettere i calciatori nelle condizioni ideali di dare il meglio".
Anche l’abbondanza di attaccanti non viene percepita come un problema dal tecnico, che non esclude cambiamenti rispetto al 4-3-3 utilizzato finora. "Il campionato è talmente lungo che avremo bisogno di tanti calciatori. Non è detto che andremo avanti giocando con una sola punta centrale: possiamo giocare con due punte, con una punta e un rifinitore o in tanti altri modi. Se dovessi scegliere stabilmente il 4-3-3, con quattro attaccanti avrei matematicamente il 75% di scontenti ogni domenica. Io credo invece che tutti possano concorrere in modo diverso alle vittorie. Le grandi sfide e le grandi imprese si fanno quando tutti mettono un po’ da parte l’io e coniugano più spesso il noi".
Uno dei concetti sui quali Longo ha insistito maggiormente è quello del coraggio. "La prima caratteristica è il coraggio. Dobbiamo essere coraggiosi. Nelle tre uscite ho visto che la squadra ha sempre imposto con coraggio le proprie idee. Domani sarà una verifica diversa, perché giochiamo davanti ai nostri spettatori. Ringrazio i tifosi a nome della squadra: ogni giorno, vedendo crescere il numero degli abbonamenti, sentivamo una carezza e una gioia in più. Avere tanta gente che ci ha dato fiducia è qualcosa di straordinario. Mi auguro che i ragazzi capiscano che questa fiducia è legata a un progetto che ha un valore: andare in campo, mettere in pratica ciò che facciamo durante la settimana e poi accettare il verdetto del campo".
Contro un’Inter U23 giovane e veloce, il Catania dovrà però mantenere equilibrio, soprattutto quando porterà molti uomini nella metà campo avversaria. Longo è tornato sull’esperienza di Parma per spiegare il concetto: "Il nostro modo di giocare ci porta a tenere tanto la palla e a portare molti uomini nella metà campo avversaria. A Parma abbiamo avuto numeri per certi aspetti straordinari: è difficile pensare che una squadra di Serie C contro una squadra di Serie A possa fare il 70% di possesso palla. E non era un 70% stupido, perché il palleggio era soprattutto nella metà campo avversaria. È normale, però, che così ci si esponga alle ripartenze e alle transizioni. Dobbiamo essere equilibrati, portare uomini sopra ma avere anche qualcuno che ragioni con pessimismo, pensando già a cosa succede se perdiamo il pallone. Proveremo da subito a imporre il gioco".
Sull’Inter Under 23, Longo non ha sottovalutato il valore dell’avversario, ma ha chiarito quale dovrà essere l’atteggiamento del Catania. "È una squadra che bisogna prendere con le molle. Ci sono molti calciatori che, all’interno del loro percorso di crescita, vedremo probabilmente nelle massime categorie: gente di gamba, strutturata, selezionata e allenata da un tecnico vincente e pragmatico per la categoria. Però noi siamo il Catania. Mi piacerebbe che analizzassimo più noi stessi che gli altri. Non devo costruire conferenze stampa nelle quali faccio crescere il valore degli avversari per crearmi un parafulmine o un alibi. Il Catania può affrontare tutti e può vincere contro chiunque, poi dovrà dimostrarlo il campo. L’Inter l’abbiamo studiata bene e proveremo con umiltà a fronteggiare una squadra giovane, sbarazzina e ben allenata".
Longo ha poi fatto il punto sulle condizioni di alcuni calciatori. Per Lunetta resta necessaria prudenza: "Ha fatto bene l’ultima parte della settimana con la squadra, ma ha un piccolo risentimento all’adduttore. In modo precauzionale stiamo cercando di fargli riprendere ritmo e carichi nel modo giusto, per evitare che possa avere problemi successivi che lo allontanerebbero più a lungo dal campo".
Sul caso di Salvatore Aloi, destinato a rimanere fuori lista durante il recupero, il tecnico ha apprezzato la scelta della società di mantenerlo all’interno del gruppo. "Mi è piaciuta la scelta molto umana della società di continuare ad averlo con noi. Sasà potrà darci una mano anche per il valore umano del calciatore, tanto che abbiamo chiesto che venga comunque al campo, faccia allenamento e successivamente la sua rieducazione. Aver avuto Aloi dall’inizio probabilmente avrebbe risolto tanti problemi del nostro mercato. Mi auguro possa guarire il prima possibile. Sarà un calciatore inserito nello spogliatoio ma non in lista e mi auguro che, quando arriverà il momento di scegliere a gennaio, possa diventare realmente un nuovo acquisto".
Tra i nuovi arrivati, Russo e Masciangelo possono già entrare nelle valutazioni per domani. "Russo e Masciangelo sono senza ombra di dubbio ragazzi che in parte potremmo vedere già domani. Flavio, più degli altri nominati, sarà un calciatore utile, credo utilissimo: è più pronto, si vede che ha lavorato maggiormente con una squadra. Quando è arrivato da noi aveva già due settimane di allenamenti in gruppo, mentre Masciangelo ha lavorato tanto ma non in équipe, quindi c’è maggiore distanza tra il fitness e la condizione da campo". Su Luca Mihai, invece, Longo ha spiegato: "È un calciatore che stiamo valutando. Stiamo cercando di capire la sua utilità all’interno del progetto e poi faremo valutazioni più approfondite".
Il tecnico ha affrontato anche l’analisi delle due reti subite contro il Parma, respingendo l’idea che le responsabilità possano essere attribuite esclusivamente alla difesa. "Parlare del singolo reparto non è giusto. Il primo gol è un gol di squadra totale: marchiamo a zona sugli angoli, abbiamo marcato male e la responsabilità è collettiva. Il secondo nasce da una transizione dopo una palla persa a centrocampo e poi c’è una serie di situazioni che dobbiamo curare meglio. Mi piacerebbe che le analisi fossero complessive: la squadra, in non possesso, non è stata brava nella sua totalità. La qualità della nostra difesa crescerà quando perderemo meglio i palloni. Quando si palleggia e si prova l’imbucata bisogna saper scegliere il momento, altrimenti bisogna pazientare".
Chiarimenti anche sulle posizioni di Matteo Di Gennaro e Andrea Dini. "Di Gennaro non ha mai avuto un problema di natura tecnico-tattica. Sta rientrando con il gruppo squadra e tutto ciò che riguarda il contratto lo stanno verificando con la società. C’è l’interesse delle parti a continuare un percorso, ma il percorso va fatto insieme e bisogna trovare le sintonie affinché questo meccanismo prosegua". Sul portiere: "Ho due ottimi portieri a disposizione. Ho fatto delle scelte nella prima e nella seconda partita e ne farò ancora altre. Poi esistono valutazioni che riguardano quel famoso cammino comune: se si vuole stare da una parte lo si dimostra e, se la società vuole trattenere un calciatore, lo dimostra. Ad oggi non ci sono valutazioni diverse dalla possibilità di proseguire, ma poter proseguire non significa necessariamente che si prosegua".
Particolarmente significativo il passaggio dedicato a Kaleb Jimenez, al quale Longo chiede di trasformare definitivamente il potenziale in rendimento concreto. "Mi aspetto che riesca a mettere in campo il valore assoluto che lo rappresenta. Kaleb è davanti a una scelta: so quanta voglia abbia di fare una categoria superiore, però abbiamo una possibilità. Con questo progetto, in questa città e in questa società, la Serie B si può ritrovare a Catania. Se un nostro calciatore fosse già da Serie B sarebbe già in Serie B, quindi perché non legittimare questa volontà andando oltre i nostri limiti qui?". Il tecnico ha poi fissato obiettivi molto chiari: "Kaleb ha valori assoluti e deve metterli in pratica. Probabilmente non è la migliore mezzala di contenimento del campionato, ma è sicuramente una delle migliori per rifinitura, qualità nel dribbling, superamento dell’avversario e finalizzazione. Deve legittimare con i numeri la sua potenzialità: sette-otto gol, dieci rifiniture e oltre. Questa è la sua sfida: non trovare oggi la Serie B da comprimario, ma lavorare qui per portare alla vittoria questa piazza e prendersi la B a Catania".
Longo ha poi parlato della gestione di un’estate complicata dal punto di vista societario, spiegando di aver mantenuto il gruppo concentrato esclusivamente sul lavoro. "Nelle situazioni sono abituato a chiedermi cosa posso fare per rendermi utile, non cosa devono fare gli altri per mettermi in vantaggio. Ho fatto semplicemente l’uomo e il professionista di una società che aveva bisogno di professionisti capaci di mettersi a disposizione con tranquillità e serenità. Ci siamo guardati in faccia e non abbiamo lesinato sforzi durante il ritiro. Dentro non ci è mai mancato nulla. Abbiamo lavorato bene, ci siamo stimati e ci siamo detti le cose in faccia, anche con quelli che poi sono andati via. Credo che bisogna essere leali con le persone e penso che questa sarà una componente che ci caratterizzerà durante la stagione".
Capitolo Cicerelli e Bruzzaniti. Sul capitano, Longo ha confermato l’importanza nel progetto e il dialogo in corso per il futuro: "Cicerelli si è calato nel progetto in modo assoluto. Sta continuando a lavorare bene con il gruppo e parallelamente sta cercando di trovare un vantaggio professionale e contrattuale con la società. Stanno parlando e c’è la volontà di arrivare alla possibilità di continuare il cammino insieme. Io non devo forzare né una parte né l’altra: mi piacerebbe essere uomo di equilibrio, che Cicerelli scelga Catania perché gli piace lavorare in questo modo e che la società riesca a mettermelo a disposizione trovando un equilibrio economico". Su Bruzzaniti: "Giovanni è un ragazzo splendido sotto tutti i punti di vista. A Parma nel secondo tempo ha fatto la mezzala e l’ha fatto in modo egregio. Può giocare lineare, fascia-fascia, oppure da esterno sul lato opposto per rientrare. È sicuramente una freccia importante a mia disposizione e spero di renderla ancora più efficace".
Tra gli ultimi arrivati, Longo ha descritto anche le caratteristiche di Tommaso Di Marco: "È una mezzala moderna, un centrocampista di grandissimo inserimento. Ha doti metaboliche molto importanti e una buona tecnica di base. Nelle sue esperienze ha sempre fatto gol. Lo ritengo un cursore interessante, un box to box che può formare con Corbari una coppia molto interessante e di grande valore".
Sul percorso svolto durante il precampionato, l’allenatore ritiene che il principale margine di crescita sia rappresentato dalla velocità delle decisioni. "Abbiamo cambiato un po’ il chip rispetto a quello che veniva fatto prima, senza avversione e senza giudizi. I giocatori hanno dovuto cominciare a pensare in modo diverso. Quello che dobbiamo accelerare è la fase della scelta. Contro il Parma si è visto che guardiamo, pensiamo e poi scegliamo: contro calciatori di qualità quel tempo diventa enorme. Dobbiamo ridurre il momento del pensiero ed essere più veloci nella scelta. Quando arriveremo a quel concetto, questa squadra diventerà davvero importante".
Longo ha infine confermato la volontà di valorizzare anche i giovani e ha indicato nel lavoro quotidiano la strada per conquistarsi spazio, evitando scorciatoie. "I giovani devono avere pazienza. Una delle problematiche più grandi è che hanno fretta di arrivare e chi va troppo veloce può sbandare. Serve tempo, bisogna trovare lo spazio con educazione e con lo spirito di chi vuole rubare il mestiere agli altri. Devono sfruttare il vantaggio della gioventù mettendosi a disposizione".
Domani, però, tutte le riflessioni dovranno lasciare spazio al campo. Longo ha costruito il primo mese attorno a concetti precisi — coraggio, identità, possesso, equilibrio e responsabilità — e contro l’Inter U23 arriverà la prima verifica con i tre punti in palio. Il tecnico chiede al suo Catania di non rinunciare a quanto costruito finora e di trasferire immediatamente quei principi davanti al pubblico del Massimino.
Alla vigilia dell’esordio nel campionato di Serie C 2026/27, Emilio Longo ha presentato la sfida che vedrà il Catania affrontare domani alle ore 18 l’Inter Under 23 allo stadio “Angelo Massimino”. Una conferenza lunga e ricca di temi, nella quale il tecnico rossazzurro ha parlato della condizione della squadra, dell’identità costruita durante il ritiro, delle possibili soluzioni tattiche, dei nuovi arrivati, del mercato e delle situazioni individuali ancora da definire.
Longo ha voluto innanzitutto concentrare l’attenzione sul gruppo che ha lavorato con lui nell’ultimo mese, evitando di spostare il discorso sull’imminente arrivo di Massimo Coda, che non sarà comunque disponibile contro l’Inter U23. "Massimo non deve essere presentato, ha un curriculum impressionante. La società ha ritenuto opportuno iniziare una possibilità di collaborazione con un calciatore di questo livello, però oggi dobbiamo preparare la partita contro l’Inter Under 23 e Massimo non sarà sicuramente della gara. Abbiamo un’unica certezza e quindi proviamo a parlare dello stato di forma della squadra. Rispettiamo un gruppo che per oltre trenta giorni si è approcciato con disponibilità e dedizione a un nuovo progetto tecnico. Nelle tre uscite con Ravenna, Vicenza e Parma, alzando sempre il livello degli avversari, abbiamo provato a mantenere una linea d’identità molto chiara. Credo che domani ci sarà ancora in campo un Catania che avrà voglia di legittimare questo percorso attraverso chiari principi di gioco".
L’esordio al Massimino rappresenterà inevitabilmente un momento particolare anche per l’allenatore. Longo non ha nascosto l’attesa per il primo impatto con il pubblico rossazzurro: "Vorrei riuscire a godermi dall’inizio alla fine tutti i secondi e tutti i minuti che passerò nell’attesa e soprattutto nel vedere in campo la mia squadra sostenuta da un popolo eccezionale. Non posso garantire il futuro, perché non sono un mago, ma posso garantire che per questi colori darò il massimo delle mie potenzialità. Domani voglio vivere un’emozione unica: sarà la prima e non ci sarà mai una seconda possibilità di fare una buona prima impressione a Catania. Voglio cercare, con l’aiuto della squadra, di non steccare questa occasione".
Sul mercato, il tecnico ha preferito ribaltare il concetto delle presunte lacune dell’organico, sottolineando invece quanto ritenga già competitivo il gruppo a disposizione. "Vorrei che non parlassimo delle mancanze. Credo che dobbiamo cominciare a lavorare soprattutto su quello che c’è. Mi piacerebbe evidenziare quanto potenziale abbia già in essere questa squadra. Devo ritenermi soddisfatto del percorso di un mercato che ci vede protagonisti. Il direttore Varrà e l’amministratore Grella stanno provando a mettermi a disposizione calciatori proporzionali a quello che vogliamo fare in termini di gioco, però quello che c’è secondo me è già tanto".
Particolare attenzione anche all’attacco, dove Longo ha evidenziato il valore di Flavio Russo e Simone Leonardi in attesa di poter recuperare Salvatore Caturano dalla squalifica. "Flavio Russo e Leonardi sono due ottimi calciatori, figli di questa terra, che probabilmente possono darci quel qualcosa in più che può determinare la distanza tra essere una squadra accademica e una squadra piena di passione, capace di trascinare la gente. Mi piace che ci siano ragazzi di Catania: voglio togliere loro la responsabilità di essere catanesi, ma mi piacerebbe che portassero i colori, il gusto e la passione di questa terra".
Dal punto di vista tattico, Longo ha confermato la volontà di costruire una squadra flessibile, capace di modificarsi anche all’interno della stessa partita. "Penso che quest’anno dovremo cercare quanto più possibile di essere flessibili, una squadra capace di evolvere in modo intelligente all’interno della partita e del campionato per non essere prevedibile. Stiamo lavorando con un centrocampo a tre, ma è un centrocampo particolare perché uno dei tre è sicuramente un sottopunta, un attaccante tipico: parliamo di Jimenez. Partiamo a tre, ma siamo capaci di avere anche una logica diversa nel posizionamento. Quello che mi interessa è capire il vestito che devo cucire: non voglio farlo né troppo largo né troppo stretto. Il nostro mestiere è essere dei sarti e scegliere la taglia giusta per mettere i calciatori nelle condizioni ideali di dare il meglio".
Anche l’abbondanza di attaccanti non viene percepita come un problema dal tecnico, che non esclude cambiamenti rispetto al 4-3-3 utilizzato finora. "Il campionato è talmente lungo che avremo bisogno di tanti calciatori. Non è detto che andremo avanti giocando con una sola punta centrale: possiamo giocare con due punte, con una punta e un rifinitore o in tanti altri modi. Se dovessi scegliere stabilmente il 4-3-3, con quattro attaccanti avrei matematicamente il 75% di scontenti ogni domenica. Io credo invece che tutti possano concorrere in modo diverso alle vittorie. Le grandi sfide e le grandi imprese si fanno quando tutti mettono un po’ da parte l’io e coniugano più spesso il noi".
Uno dei concetti sui quali Longo ha insistito maggiormente è quello del coraggio. "La prima caratteristica è il coraggio. Dobbiamo essere coraggiosi. Nelle tre uscite ho visto che la squadra ha sempre imposto con coraggio le proprie idee. Domani sarà una verifica diversa, perché giochiamo davanti ai nostri spettatori. Ringrazio i tifosi a nome della squadra: ogni giorno, vedendo crescere il numero degli abbonamenti, sentivamo una carezza e una gioia in più. Avere tanta gente che ci ha dato fiducia è qualcosa di straordinario. Mi auguro che i ragazzi capiscano che questa fiducia è legata a un progetto che ha un valore: andare in campo, mettere in pratica ciò che facciamo durante la settimana e poi accettare il verdetto del campo".
Contro un’Inter U23 giovane e veloce, il Catania dovrà però mantenere equilibrio, soprattutto quando porterà molti uomini nella metà campo avversaria. Longo è tornato sull’esperienza di Parma per spiegare il concetto: "Il nostro modo di giocare ci porta a tenere tanto la palla e a portare molti uomini nella metà campo avversaria. A Parma abbiamo avuto numeri per certi aspetti straordinari: è difficile pensare che una squadra di Serie C contro una squadra di Serie A possa fare il 70% di possesso palla. E non era un 70% stupido, perché il palleggio era soprattutto nella metà campo avversaria. È normale, però, che così ci si esponga alle ripartenze e alle transizioni. Dobbiamo essere equilibrati, portare uomini sopra ma avere anche qualcuno che ragioni con pessimismo, pensando già a cosa succede se perdiamo il pallone. Proveremo da subito a imporre il gioco".
Sull’Inter Under 23, Longo non ha sottovalutato il valore dell’avversario, ma ha chiarito quale dovrà essere l’atteggiamento del Catania. "È una squadra che bisogna prendere con le molle. Ci sono molti calciatori che, all’interno del loro percorso di crescita, vedremo probabilmente nelle massime categorie: gente di gamba, strutturata, selezionata e allenata da un tecnico vincente e pragmatico per la categoria. Però noi siamo il Catania. Mi piacerebbe che analizzassimo più noi stessi che gli altri. Non devo costruire conferenze stampa nelle quali faccio crescere il valore degli avversari per crearmi un parafulmine o un alibi. Il Catania può affrontare tutti e può vincere contro chiunque, poi dovrà dimostrarlo il campo. L’Inter l’abbiamo studiata bene e proveremo con umiltà a fronteggiare una squadra giovane, sbarazzina e ben allenata".
Longo ha poi fatto il punto sulle condizioni di alcuni calciatori. Per Lunetta resta necessaria prudenza: "Ha fatto bene l’ultima parte della settimana con la squadra, ma ha un piccolo risentimento all’adduttore. In modo precauzionale stiamo cercando di fargli riprendere ritmo e carichi nel modo giusto, per evitare che possa avere problemi successivi che lo allontanerebbero più a lungo dal campo".
Sul caso di Salvatore Aloi, destinato a rimanere fuori lista durante il recupero, il tecnico ha apprezzato la scelta della società di mantenerlo all’interno del gruppo. "Mi è piaciuta la scelta molto umana della società di continuare ad averlo con noi. Sasà potrà darci una mano anche per il valore umano del calciatore, tanto che abbiamo chiesto che venga comunque al campo, faccia allenamento e successivamente la sua rieducazione. Aver avuto Aloi dall’inizio probabilmente avrebbe risolto tanti problemi del nostro mercato. Mi auguro possa guarire il prima possibile. Sarà un calciatore inserito nello spogliatoio ma non in lista e mi auguro che, quando arriverà il momento di scegliere a gennaio, possa diventare realmente un nuovo acquisto".
Tra i nuovi arrivati, Russo e Masciangelo possono già entrare nelle valutazioni per domani. "Russo e Masciangelo sono senza ombra di dubbio ragazzi che in parte potremmo vedere già domani. Flavio, più degli altri nominati, sarà un calciatore utile, credo utilissimo: è più pronto, si vede che ha lavorato maggiormente con una squadra. Quando è arrivato da noi aveva già due settimane di allenamenti in gruppo, mentre Masciangelo ha lavorato tanto ma non in équipe, quindi c’è maggiore distanza tra il fitness e la condizione da campo". Su Luca Mihai, invece, Longo ha spiegato: "È un calciatore che stiamo valutando. Stiamo cercando di capire la sua utilità all’interno del progetto e poi faremo valutazioni più approfondite".
Il tecnico ha affrontato anche l’analisi delle due reti subite contro il Parma, respingendo l’idea che le responsabilità possano essere attribuite esclusivamente alla difesa. "Parlare del singolo reparto non è giusto. Il primo gol è un gol di squadra totale: marchiamo a zona sugli angoli, abbiamo marcato male e la responsabilità è collettiva. Il secondo nasce da una transizione dopo una palla persa a centrocampo e poi c’è una serie di situazioni che dobbiamo curare meglio. Mi piacerebbe che le analisi fossero complessive: la squadra, in non possesso, non è stata brava nella sua totalità. La qualità della nostra difesa crescerà quando perderemo meglio i palloni. Quando si palleggia e si prova l’imbucata bisogna saper scegliere il momento, altrimenti bisogna pazientare".
Chiarimenti anche sulle posizioni di Matteo Di Gennaro e Andrea Dini. "Di Gennaro non ha mai avuto un problema di natura tecnico-tattica. Sta rientrando con il gruppo squadra e tutto ciò che riguarda il contratto lo stanno verificando con la società. C’è l’interesse delle parti a continuare un percorso, ma il percorso va fatto insieme e bisogna trovare le sintonie affinché questo meccanismo prosegua". Sul portiere: "Ho due ottimi portieri a disposizione. Ho fatto delle scelte nella prima e nella seconda partita e ne farò ancora altre. Poi esistono valutazioni che riguardano quel famoso cammino comune: se si vuole stare da una parte lo si dimostra e, se la società vuole trattenere un calciatore, lo dimostra. Ad oggi non ci sono valutazioni diverse dalla possibilità di proseguire, ma poter proseguire non significa necessariamente che si prosegua".
Particolarmente significativo il passaggio dedicato a Kaleb Jimenez, al quale Longo chiede di trasformare definitivamente il potenziale in rendimento concreto. "Mi aspetto che riesca a mettere in campo il valore assoluto che lo rappresenta. Kaleb è davanti a una scelta: so quanta voglia abbia di fare una categoria superiore, però abbiamo una possibilità. Con questo progetto, in questa città e in questa società, la Serie B si può ritrovare a Catania. Se un nostro calciatore fosse già da Serie B sarebbe già in Serie B, quindi perché non legittimare questa volontà andando oltre i nostri limiti qui?". Il tecnico ha poi fissato obiettivi molto chiari: "Kaleb ha valori assoluti e deve metterli in pratica. Probabilmente non è la migliore mezzala di contenimento del campionato, ma è sicuramente una delle migliori per rifinitura, qualità nel dribbling, superamento dell’avversario e finalizzazione. Deve legittimare con i numeri la sua potenzialità: sette-otto gol, dieci rifiniture e oltre. Questa è la sua sfida: non trovare oggi la Serie B da comprimario, ma lavorare qui per portare alla vittoria questa piazza e prendersi la B a Catania".
Longo ha poi parlato della gestione di un’estate complicata dal punto di vista societario, spiegando di aver mantenuto il gruppo concentrato esclusivamente sul lavoro. "Nelle situazioni sono abituato a chiedermi cosa posso fare per rendermi utile, non cosa devono fare gli altri per mettermi in vantaggio. Ho fatto semplicemente l’uomo e il professionista di una società che aveva bisogno di professionisti capaci di mettersi a disposizione con tranquillità e serenità. Ci siamo guardati in faccia e non abbiamo lesinato sforzi durante il ritiro. Dentro non ci è mai mancato nulla. Abbiamo lavorato bene, ci siamo stimati e ci siamo detti le cose in faccia, anche con quelli che poi sono andati via. Credo che bisogna essere leali con le persone e penso che questa sarà una componente che ci caratterizzerà durante la stagione".
Capitolo Cicerelli e Bruzzaniti. Sul capitano, Longo ha confermato l’importanza nel progetto e il dialogo in corso per il futuro: "Cicerelli si è calato nel progetto in modo assoluto. Sta continuando a lavorare bene con il gruppo e parallelamente sta cercando di trovare un vantaggio professionale e contrattuale con la società. Stanno parlando e c’è la volontà di arrivare alla possibilità di continuare il cammino insieme. Io non devo forzare né una parte né l’altra: mi piacerebbe essere uomo di equilibrio, che Cicerelli scelga Catania perché gli piace lavorare in questo modo e che la società riesca a mettermelo a disposizione trovando un equilibrio economico". Su Bruzzaniti: "Giovanni è un ragazzo splendido sotto tutti i punti di vista. A Parma nel secondo tempo ha fatto la mezzala e l’ha fatto in modo egregio. Può giocare lineare, fascia-fascia, oppure da esterno sul lato opposto per rientrare. È sicuramente una freccia importante a mia disposizione e spero di renderla ancora più efficace".
Tra gli ultimi arrivati, Longo ha descritto anche le caratteristiche di Tommaso Di Marco: "È una mezzala moderna, un centrocampista di grandissimo inserimento. Ha doti metaboliche molto importanti e una buona tecnica di base. Nelle sue esperienze ha sempre fatto gol. Lo ritengo un cursore interessante, un box to box che può formare con Corbari una coppia molto interessante e di grande valore".
Sul percorso svolto durante il precampionato, l’allenatore ritiene che il principale margine di crescita sia rappresentato dalla velocità delle decisioni. "Abbiamo cambiato un po’ il chip rispetto a quello che veniva fatto prima, senza avversione e senza giudizi. I giocatori hanno dovuto cominciare a pensare in modo diverso. Quello che dobbiamo accelerare è la fase della scelta. Contro il Parma si è visto che guardiamo, pensiamo e poi scegliamo: contro calciatori di qualità quel tempo diventa enorme. Dobbiamo ridurre il momento del pensiero ed essere più veloci nella scelta. Quando arriveremo a quel concetto, questa squadra diventerà davvero importante".
Longo ha infine confermato la volontà di valorizzare anche i giovani e ha indicato nel lavoro quotidiano la strada per conquistarsi spazio, evitando scorciatoie. "I giovani devono avere pazienza. Una delle problematiche più grandi è che hanno fretta di arrivare e chi va troppo veloce può sbandare. Serve tempo, bisogna trovare lo spazio con educazione e con lo spirito di chi vuole rubare il mestiere agli altri. Devono sfruttare il vantaggio della gioventù mettendosi a disposizione".
Domani, però, tutte le riflessioni dovranno lasciare spazio al campo. Longo ha costruito il primo mese attorno a concetti precisi — coraggio, identità, possesso, equilibrio e responsabilità — e contro l’Inter U23 arriverà la prima verifica con i tre punti in palio. Il tecnico chiede al suo Catania di non rinunciare a quanto costruito finora e di trasferire immediatamente quei principi davanti al pubblico del Massimino.
scritto da Sala Stampa Pregara Catania-Inter U23
video
La conferenza stampa integrale del tecnico Emilio Longo
