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Longo: "Mi è piaciuta la sostanza, ora qualità e sacrificio"

Autore: Redazione

Il pareggio senza reti contro il Barletta non soddisfa pienamente Emilio Longo, ma il tecnico del Catania trova comunque diversi aspetti positivi nella prestazione della sua squadra. In sala stampa l’allenatore rossazzurro ha sottolineato soprattutto lo spirito di sacrificio mostrato dagli etnei, la capacità di reggere le transizioni degli avversari e una maggiore solidità nella fase di non possesso. Allo stesso tempo, Longo ha riconosciuto come la squadra non sia riuscita a riproporre con la stessa continuità la brillantezza vista pochi giorni prima a Picerno.

"Non possiamo essere soddisfatti del pareggio, ma nelle ultime due partite abbiamo ottenuto una vittoria e un pareggio. Può sembrare quasi ridicolo dirlo, ma credo che questa squadra, con il sacrificio e l’abnegazione mostrati questa sera, probabilmente non avrebbe perso né contro la Scafatese né contro l’Inter. Possiamo però guardare soltanto avanti. Oggi porto a casa lo spirito di una squadra che, in fase di non possesso, è stata molto granitica contro un avversario che fa delle ripartenze e delle transizioni uno dei suoi punti di forza".

Longo ha poi analizzato la seconda parte della gara, evidenziando come il Catania sia riuscito comunque a costruire alcune situazioni potenzialmente decisive: "Nel secondo tempo mi sembra che loro abbiano avuto una sola possibilità, mentre noi abbiamo avuto un’occasione importante con Insigne e una con Coda. Ha tirato anche Bruzzaniti, seppur male, e ci ha provato ancora Insigne. Secondo me nella ripresa siamo anche cresciuti. Quello che è mancato è stata la condizione che avevamo mostrato a Picerno. Martedì la squadra aveva speso tantissimo e oggi si vedeva che aveva meno minuti nelle gambe. Mi è piaciuto, però, lo spirito con cui i ragazzi si sono fatti trovare pronti per tutti i novanta minuti".

Alla domanda se la prestazione contro il Barletta possa essere considerata un passo indietro rispetto a Picerno, Longo ha preferito porre l’accento sulla capacità della squadra di adattarsi a una gara più sporca: "Oggi considero positivo il fatto che la squadra si sia sporcata, abbia fatto sacrificio e sia stata alla pari con l’avversario anche sul piano della cattiveria agonistica. La squadra non mi è piaciuta dal punto di vista della bellezza, ma mi è piaciuta per la sostanza".

Il tecnico rossazzurro ha però posto l’attenzione anche sulla gestione arbitrale dei primi minuti: "Credo che per il primo quarto d’ora il nostro approccio sia stato importante. In quella fase abbiamo subito quattro falli sistematici in transizione e non è mai stato estratto un cartellino giallo. Non voglio cercare alibi, ma penso che qualcosa vada rivisto anche nel modo in cui vengono condotte le partite. Quattro falli sistematici avrebbero potuto portare qualche giocatore a non poter più interrompere le nostre transizioni con la stessa facilità".

Uno dei temi affrontati è stato anche quello dell’amalgama, sollevato precedentemente da Matteo Di Gennaro. Longo ha condiviso il concetto, ricordando come diversi elementi della rosa abbiano avuto pochissimo tempo per lavorare insieme: "Matteo è tornato a lavorare con la squadra da poco ed è stata anche una bella iniziativa quella di schierarlo in due partite consecutive, martedì e sabato. Ma con la squadra ha svolto pochissimi allenamenti. Quelli che si porta dietro oggi sono soprattutto i meccanismi dell’anno scorso. Che Matteo abbia lavorato quest’anno con Ierardi, Allegretto o Marco Perrotta è qualcosa che praticamente non esiste. È un discorso che vale per Vallocchia, Caligara, Cavuoti, Massimo Coda e per altri calciatori. Possiamo parlare quanto vogliamo di amalgama, ma più i ragazzi staranno insieme e più miglioreranno anche le relazioni in campo. E secondo il mio punto di vista sono proprio le relazioni a fare la differenza".

Longo si è soffermato anche sull’atteggiamento tattico del Catania. L’avvio prevedeva una pressione molto aggressiva, uomo contro uomo, che si è progressivamente abbassata dopo le prime occasioni create dal Barletta: "Siamo partiti andando uomo contro uomo, abbiamo spinto e portato Allegretto sulla mezzala avversaria anche fino ai sedici metri. Lo spartiacque della partita, però, è stata la loro prima occasione. Da quel momento la squadra ha iniziato ad abbassarsi e ha perso un po’ la capacità di continuare a pressare alto. Abbiamo preferito concedere loro un tempo di gioco in più, perché uscire in ritardo e andare comunque uomo contro uomo avrebbe significato rischiare di concedere una ripartenza a cinquanta metri dalla nostra porta".

A incidere, secondo il tecnico, è stata anche la condizione fisica dopo l’impegno infrasettimanale: "La gamba di questa sera non era quella di martedì. È un dato certo. La squadra ha quindi provato ad adattarsi all’avversario. Nel secondo tempo abbiamo modificato alcune scalate per proteggerci maggiormente. Abbiamo messo Cavuoti a uomo su Franco, evitando così di dover far uscire continuamente il braccetto sulle mezzali e accettando il due contro tre davanti".

Il tecnico ritiene che, pur senza costruire una mole elevata di occasioni, il Catania abbia avuto le possibilità per vincere: "La squadra mi è sembrata capace di tenere bene il campo e di creare, non tantissimo, ma comunque le condizioni per vincere la partita. È una gara che, ai punti, puoi anche portare a casa. Basta che al 92’ entri il pallone di Coda o quello di Insigne e il giudizio cambia. È stata una partita equilibrata, non bella, molto sporca, ma all’interno di questo tipo di gara credo che nel secondo tempo noi abbiamo avuto più possibilità".

Longo considera inoltre importante la crescita della squadra sotto il profilo della mentalità: "Questo atteggiamento più votato al sacrificio, più sporco, probabilmente ci avrebbe permesso di raccogliere qualche punto in più nella prima parte della stagione, quando eravamo ancora in rodaggio. Adesso dobbiamo mettere insieme le due cose".

Un passaggio importante della conferenza ha riguardato finalmente la possibilità di lavorare con maggiore continuità durante la settimana: "Quando ho visto i calendari sono stato veramente felice, perché ho rivisto la possibilità di tornare a lavorare con una settimana tipo. Avremo tanti sabato-domenica e poi un lungo periodo con partite una volta alla settimana. Nell’ultimo mese, credetemi, non abbiamo praticamente mai lavorato di squadra se non con un vero allenamento settimanale. Il resto era rifinitura, preparazione della partita oppure inserimento dei nuovi arrivati. Ora possiamo tornare a riprendere i concetti di una squadra che vuole giocare un certo tipo di calcio, quello che si è visto a Picerno, ma con maggiore continuità".

Longo ha poi fatto il punto sulle condizioni di Cicerelli e Russo, entrambi costretti a lasciare il campo prima del termine: "Per Cicerelli è stata fatta una scelta conservativa. Non volevamo mettere in difficoltà il ragazzo e, avendo già consumato uno slot, non mi sembrava corretto rischiarlo durante il secondo tempo. È stato quindi un cambio precauzionale".

Più cautela, invece, sulle condizioni di Flavio Russo: "Per Russo dobbiamo aspettare l’esame strumentale, che credo verrà effettuato domani. Farà una risonanza magnetica e poi valuteremo. Speriamo che si tratti di una lesione di livello molto basso, ma ha avvertito qualcosa al flessore e quindi dobbiamo aspettare".

Infine, il tecnico ha respinto l’idea di quantificare in percentuale il livello di identità raggiunto dalla squadra: "Non credo si possa misurare così facilmente, perché cambiano gli avversari e non sempre riesci a sviluppare il piano gara che avevi immaginato. Se guardiamo ciò che abbiamo fatto a Picerno, contro il Cosenza o anche contro la Scafatese, pur perdendo, possiamo dire che abbiamo già una percentuale abbastanza alta di identità. Oggi siamo stati più sporchi, ma non so se questo significhi avere meno identità. Mi piace pensare, invece, che una squadra capace di mostrare questa cattiveria anche nelle partite più sporche possa aggiungere qualcosa al proprio percorso di crescita. Quando ci saranno gare nelle quali vincerà chi sarà più forte anche sotto questo aspetto, credo che questa mentalità possa diventare un vantaggio per noi".


scritto da Sala Stampa Catania-Barletta
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Le dichiarazioni integrali di Emilio Longo