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Longo: "Orgoglioso, abbiamo portato la nostra identità"

Autore: Andrea Mazzeo

Il primo successo stagionale arriva nel modo più netto e convincente. Dopo il 4-0 rifilato al Cosenza al Massimino, Emilio Longo si presenta in sala stampa soddisfatto per la risposta della squadra, ma senza lasciarsi trascinare dall'entusiasmo del risultato. Il tecnico del Catania insiste soprattutto su un concetto: la vittoria deve rappresentare un punto di partenza e non cancellare ciò che resta ancora da migliorare.

Longo chiarisce subito che, rispetto alle precedenti uscite, non c'è stata una rivoluzione tattica ma piuttosto qualche correttivo, soprattutto nella fase senza palla. "Non credo di aver detto che abbiamo cambiato completamente direzione. Stasera la squadra si è abbassata di una decina di metri e ha provato ad avere più spazio alle spalle della linea avversaria per attaccare la profondità. Quando abbiamo avuto il pallone, però, non abbiamo praticamente cambiato niente".

La modifica più evidente ha riguardato il centrocampo, con Cavuoti utilizzato in una posizione più avanzata: "Abbiamo invertito il centrocampo: invece di avere un vertice basso, abbiamo utilizzato un vertice alto. La squadra ha provato a fare quello che abbiamo sempre fatto. L'unico elemento realmente diverso è che non siamo andati subito uomo contro uomo sulla prima costruzione avversaria e abbiamo cercato di tenere le linee un po' più strette in fase di non possesso".

Il tecnico sottolinea soprattutto il lavoro svolto durante la settimana dopo le sconfitte precedenti. "La cosa che mi ha soddisfatto maggiormente è che la squadra è riuscita a staccarsi dalle sconfitte e ha lavorato esattamente come nelle altre settimane, continuando a provare le nostre cose. Sapevamo che bisognava vincere, ma la mia vittoria sarebbe stata soprattutto vedere una squadra identitaria in mezzo al campo".

Longo, però, invita immediatamente a non considerare il 4-0 come la soluzione definitiva a tutti i problemi: "Tra tre settimane credo che questa squadra possa e debba fare ancora meglio. Il risultato di questa sera potrebbe far sembrare che da domani non ci sia più nulla da correggere, invece la cosa più importante sarà staccarci dal risultato e mettere a posto alcune cose che anche oggi non hanno funzionato".

Uno dei protagonisti della serata è stato Nicolò Cavuoti, schierato subito dal primo minuto e coinvolto in diverse azioni decisive. Longo spiega perché il giovane centrocampista sia stato il nuovo acquisto ritenuto immediatamente pronto: "Ad oggi Cavuoti è il calciatore più pronto per essere inserito perché ha svolto tutta la preparazione e si allenava già a pieno regime. Questa sera aveva il passo per poter fare quel tipo di lavoro".

Situazione differente per altri elementi arrivati negli ultimi giorni del mercato. "Gli altri hanno bisogno di tempo. Massimo Coda ha bisogno di tempo, Caligara ha bisogno di tempo e Cabianca ha bisogno ancora di tempo. Credo che nel giro di due o tre settimane questa squadra, costruita definitivamente nell'ultimo giorno di mercato, potrà avere una sua dimensione reale".

Proprio la presenza di Cavuoti ha permesso al Catania di trasformare frequentemente il 4-3-3 in un 4-2-3-1. Longo, tuttavia, non considera il sistema utilizzato contro il Cosenza come una scelta definitiva. "Credo che questa squadra abbia la possibilità di cambiare struttura con molta facilità. Quando avrò tutti a disposizione potremo fare più cose, potremo anche giocare a tre. Sono contento di avere la possibilità di effettuare diverse scelte strategiche a seconda della partita".

Il concetto fondamentale resta quello dei principi, indipendentemente dalla disposizione geometrica: "A prescindere da come ci sistemiamo in campo, la squadra deve avere principi chiari. Anche nei primi quindici minuti, quando non tutto riusciva perfettamente, ho visto tutti provare le rotazioni del centrocampo. La difesa non ha buttato via il pallone, abbiamo cercato trasformazioni e occupazioni degli spazi. Sono cose che hanno bisogno di tempo e fiducia".

Ed è proprio su questo aspetto che arriva uno dei passaggi più significativi della conferenza: "Sono orgoglioso dei ragazzi perché, in questo senso, abbiamo vinto la partita. Non ci siamo snaturati. Abbiamo fatto degli aggiustamenti, ma la squadra ha portato la propria identità in mezzo al campo".

Longo evita invece di parlare di svolta definitiva. Per il tecnico il successo contro il Cosenza deve essere inserito all'interno di un processo più ampio: "Il risultato è sempre figlio di un lavoro. Fare valutazioni definitive dopo due, tre o quattro partite porta a paragoni che secondo me hanno poco senso. Se credo che questa squadra possa giocare? Mi hanno chiamato per questo e su questo devo continuare a lavorare".

Parole importanti anche per Flavio Russo, autore del terzo gol e protagonista di una prestazione generosa. "Russo è un combattente. È cresciuto tantissimo anche dal punto di vista della condizione e credo abbia ancora un 30-40% di margine. Può migliorare nella capacità di attaccare gli spazi e andare in profondità, perché è un calciatore moderno".

Longo evidenzia soprattutto l'atteggiamento dell'attaccante: "Anche questa sera ha dimostrato quanta voglia abbia e quanti chilometri faccia per la squadra. È stato dentro una prestazione carica di cattiveria, una cattiveria che probabilmente nasce anche dal dolore delle sconfitte precedenti".

Nel corso della conferenza il tecnico dedica poi parole particolarmente significative ad Alessandro Quaini, costretto durante la gara ad arretrare in difesa dopo l'uscita di Pagliai. "Vorrei parlare di Quaini e sottolineare quanto sia importante in termini di abnegazione, spirito di sacrificio e identità. Non parla, ma è come se parlasse ogni secondo attraverso il modo in cui si muove in campo".

Il giudizio diventa quasi un'indicazione per tutto il gruppo: "Sta facendo il difensore centrale, sta facendo l'interno e lo fa sempre con lo stesso profitto, ma soprattutto con la stessa cattiveria. Noi dobbiamo salire a quel livello. Tutti dobbiamo arrivare a quel livello e sapere che dobbiamo sporcarci di più".

Il tecnico, comunque, non vuole lasciarsi trascinare dal risultato: "Prima di dire che abbiamo fatto un vero passo avanti, mi aspetto che questa prestazione venga ripetuta nel tempo. La strada è ancora lunga".

Molto positivo anche il giudizio sul lavoro degli esterni offensivi, protagonisti di una serata particolarmente incisiva. "È evidente che oggi gli esterni siano stati devastanti. Hanno fatto le due fasi in maniera eccezionale, abbassandosi quando serviva e poi producendo strappi importanti. Possiamo ancora aspettarci qualcosa in più anche nelle conclusioni, ma si sono fatti trovare pronti".

Longo invita infine a non separare completamente questa prestazione da quanto mostrato nelle precedenti gare: "Non vorrei dimenticare quello che abbiamo fatto nelle altre uscite. C'è una crescita che oggi ha preso una direzione positiva. Siamo riusciti ad andare in vantaggio, abbiamo saputo attraversare alcuni momenti di sofferenza in maniera intelligente e gli episodi questa volta li abbiamo portati dalla nostra parte".

Resta infine da valutare la situazione di Pagliai, uscito nella ripresa dopo aver già accusato un problema durante il primo tempo. "Dobbiamo aspettare. Mi auguro che si tratti di un problema di natura traumatica. Finora abbiamo avuto pochissime problematiche muscolari e speriamo che anche questa volta non ci sia nulla di particolarmente serio".

Il 4-0 al Cosenza restituisce dunque ossigeno e fiducia al Catania, ma Longo non vuole trasformare una serata finalmente positiva in un punto d'arrivo. La richiesta ai suoi è già rivolta al prossimo impegno: conservare la stessa identità, lo stesso sacrificio e la stessa intensità, dimostrando che il poker del Massimino non è stato soltanto un episodio.


scritto da Sala Stampa Catania-Cosenza
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Le dichiarazioni integrali del tecnico Emilio Longo