Cosenza, Coppitelli dopo il ko di Catania: "La salvezza è super complessa"
Autore: Andrea Mazzeo
Una sconfitta pesante, accompagnata da un'analisi altrettanto netta. Dopo il 4-0 subito dal Catania al Massimino, il tecnico del Cosenza Federico Coppitelli ha parlato in conferenza stampa senza cercare alibi, soffermandosi sulle difficoltà della squadra, sul mercato, sul ritardo di condizione di diversi elementi e su un percorso che, a suo dire, si sta rivelando ancora più complicato del previsto.
Il primo passaggio è sulla fotografia attuale del gruppo: "In questo momento siamo una squadra che sta affrontando tutte le difficoltà, sia individualmente che collettivamente. Oggi forse stiamo iniziando a essere qualcosa, ma la realtà è che siamo ancora in ritardo. I nostri valori in questo momento sono distanti".
Coppitelli non nasconde il divario emerso contro il Catania: "Oggi non possiamo contrapporre alle altre squadre né il lavoro né i valori. Quando manca chi deve esserci, diventa tutto molto complesso. Mi dispiace per tutti, perché stiamo lavorando giorno e notte per cercare di essere presentabili".
Un tema centrale è quello del mercato, giudicato fortemente penalizzante per la costruzione della squadra: "Per me è stato devastante. Non solo per la quantità di giocatori in uscita, ma anche per quelli entrati successivamente. Dalla prima gara ufficiale abbiamo perso in pochi giorni diversi elementi e inserire ragazzi nuovi, anche importanti, non è semplice".
Il tecnico ha poi ribadito quanto la scelta di Cosenza si stia rivelando impegnativa: "Quando sono venuto qui tanti nel mondo del calcio mi hanno chiesto il perché di questa scelta. Io penso ancora che si possa tirare fuori qualcosa di buono, però onestamente è una sfida più ardua di quanto pensassi".
E ancora: "Se penso alle difficoltà che può affrontare una squadra di calcio, noi le abbiamo affrontate praticamente tutte. Sommando questo all'anno zero di cui si è parlato, è chiaro che si parte ancora più indietro. Costruire mentre si gioca diventa difficilissimo".
Coppitelli ha insistito anche sulla necessità di avere pazienza con un gruppo giovane e ancora incompleto sul piano della condizione: "Ci sono ragazzi che hanno pochi allenamenti nelle gambe e altri che venivano da mesi di inattività. Io li sto portando per mano, li sto spingendo e sto cercando di dare forza a tutto quello che ho".
Sul peso personale di queste settimane, il tecnico ha ammesso: "Alleno da vent'anni, ma questi due mesi valgono tre o quattro anni. Abbiamo faticato tanto, tutti noi: gruppo, staff e direttore".
Nonostante il momento, Coppitelli prova comunque a guardare avanti: "Sono sicuro che il Cosenza arriverà a salvarsi, ma oggi la salvezza è un obiettivo molto complesso. Anzi, in questo momento è un obiettivo super complesso".
Il tecnico ha poi messo a confronto il percorso dei rossoblù con quello di altre squadre: "I nostri competitor sono partiti il 15 luglio e hanno lavorato per uno o due mesi con il gruppo squadra. Noi invece abbiamo gestito tanti giocatori in uscita senza avere subito quelli nuovi. Non è stato facile".
Sul match del Massimino, l'ammissione è altrettanto chiara: "Oggi siamo questi. Le partite possono girare in un modo o nell'altro, magari resti più dentro la gara, ma sinceramente oggi avevamo poche chance di poter vincere. Questa è la realtà dei fatti".
Coppitelli ha difeso anche l'impegno dei suoi: "Mi dispiace perché ci sono ragazzi che si impegnano, per il mio gruppo di lavoro e per i tifosi. Cosenza è una piazza seguita e quando affronta queste categorie deve farlo in una certa maniera. Io posso solo mettere il lavoro e dedicarmi completamente a quello che sto facendo".
Interessante anche il passaggio sulla scelta di accettare il progetto rossoblù: "Venivo da un grande campionato. Sapevo che ci sarebbe stata una riduzione, ma non pensavo fosse così marcata. È stata sicuramente più importante di quanto mi aspettassi".
Nonostante questo, il tecnico rivendica la propria decisione: "Sono qui perché penso che ci sia ancora margine e che si possa fare un buon campionato. È chiaro che poi i campionati li fanno le risorse tecniche e il lavoro. In questo momento siamo un po' in deficit in alcune zone del campo e non siamo ancora riusciti a compensare queste mancanze con il lavoro".
Infine il tema degli svincolati. Coppitelli non sembra credere molto a soluzioni immediate: "Adesso è tardi. I giocatori che prendi oggi hanno bisogno di altre due o tre settimane e nel frattempo passano altre giornate. Io posso dire che abbiamo delle mancanze, ma in questo momento devo pensare soprattutto a lavorare con quello che ho".
E chiude con una frase che sintetizza bene la situazione: "Io faccio l'allenatore e, come dicono alcuni miei colleghi, faccio le omelette con le uova che ho".
Parole amare, ma estremamente lucide. Dopo il pesante ko di Catania, Coppitelli non nasconde le difficoltà strutturali e tecniche del suo Cosenza, chiedendo tempo ma anche consapevolezza. La priorità, adesso, è trasformare un gruppo ancora in costruzione in una squadra capace di reggere l'urto di un campionato che, già dopo tre giornate, si sta rivelando molto più duro del previsto.
Una sconfitta pesante, accompagnata da un'analisi altrettanto netta. Dopo il 4-0 subito dal Catania al Massimino, il tecnico del Cosenza Federico Coppitelli ha parlato in conferenza stampa senza cercare alibi, soffermandosi sulle difficoltà della squadra, sul mercato, sul ritardo di condizione di diversi elementi e su un percorso che, a suo dire, si sta rivelando ancora più complicato del previsto.
Il primo passaggio è sulla fotografia attuale del gruppo: "In questo momento siamo una squadra che sta affrontando tutte le difficoltà, sia individualmente che collettivamente. Oggi forse stiamo iniziando a essere qualcosa, ma la realtà è che siamo ancora in ritardo. I nostri valori in questo momento sono distanti".
Coppitelli non nasconde il divario emerso contro il Catania: "Oggi non possiamo contrapporre alle altre squadre né il lavoro né i valori. Quando manca chi deve esserci, diventa tutto molto complesso. Mi dispiace per tutti, perché stiamo lavorando giorno e notte per cercare di essere presentabili".
Un tema centrale è quello del mercato, giudicato fortemente penalizzante per la costruzione della squadra: "Per me è stato devastante. Non solo per la quantità di giocatori in uscita, ma anche per quelli entrati successivamente. Dalla prima gara ufficiale abbiamo perso in pochi giorni diversi elementi e inserire ragazzi nuovi, anche importanti, non è semplice".
Il tecnico ha poi ribadito quanto la scelta di Cosenza si stia rivelando impegnativa: "Quando sono venuto qui tanti nel mondo del calcio mi hanno chiesto il perché di questa scelta. Io penso ancora che si possa tirare fuori qualcosa di buono, però onestamente è una sfida più ardua di quanto pensassi".
E ancora: "Se penso alle difficoltà che può affrontare una squadra di calcio, noi le abbiamo affrontate praticamente tutte. Sommando questo all'anno zero di cui si è parlato, è chiaro che si parte ancora più indietro. Costruire mentre si gioca diventa difficilissimo".
Coppitelli ha insistito anche sulla necessità di avere pazienza con un gruppo giovane e ancora incompleto sul piano della condizione: "Ci sono ragazzi che hanno pochi allenamenti nelle gambe e altri che venivano da mesi di inattività. Io li sto portando per mano, li sto spingendo e sto cercando di dare forza a tutto quello che ho".
Sul peso personale di queste settimane, il tecnico ha ammesso: "Alleno da vent'anni, ma questi due mesi valgono tre o quattro anni. Abbiamo faticato tanto, tutti noi: gruppo, staff e direttore".
Nonostante il momento, Coppitelli prova comunque a guardare avanti: "Sono sicuro che il Cosenza arriverà a salvarsi, ma oggi la salvezza è un obiettivo molto complesso. Anzi, in questo momento è un obiettivo super complesso".
Il tecnico ha poi messo a confronto il percorso dei rossoblù con quello di altre squadre: "I nostri competitor sono partiti il 15 luglio e hanno lavorato per uno o due mesi con il gruppo squadra. Noi invece abbiamo gestito tanti giocatori in uscita senza avere subito quelli nuovi. Non è stato facile".
Sul match del Massimino, l'ammissione è altrettanto chiara: "Oggi siamo questi. Le partite possono girare in un modo o nell'altro, magari resti più dentro la gara, ma sinceramente oggi avevamo poche chance di poter vincere. Questa è la realtà dei fatti".
Coppitelli ha difeso anche l'impegno dei suoi: "Mi dispiace perché ci sono ragazzi che si impegnano, per il mio gruppo di lavoro e per i tifosi. Cosenza è una piazza seguita e quando affronta queste categorie deve farlo in una certa maniera. Io posso solo mettere il lavoro e dedicarmi completamente a quello che sto facendo".
Interessante anche il passaggio sulla scelta di accettare il progetto rossoblù: "Venivo da un grande campionato. Sapevo che ci sarebbe stata una riduzione, ma non pensavo fosse così marcata. È stata sicuramente più importante di quanto mi aspettassi".
Nonostante questo, il tecnico rivendica la propria decisione: "Sono qui perché penso che ci sia ancora margine e che si possa fare un buon campionato. È chiaro che poi i campionati li fanno le risorse tecniche e il lavoro. In questo momento siamo un po' in deficit in alcune zone del campo e non siamo ancora riusciti a compensare queste mancanze con il lavoro".
Infine il tema degli svincolati. Coppitelli non sembra credere molto a soluzioni immediate: "Adesso è tardi. I giocatori che prendi oggi hanno bisogno di altre due o tre settimane e nel frattempo passano altre giornate. Io posso dire che abbiamo delle mancanze, ma in questo momento devo pensare soprattutto a lavorare con quello che ho".
E chiude con una frase che sintetizza bene la situazione: "Io faccio l'allenatore e, come dicono alcuni miei colleghi, faccio le omelette con le uova che ho".
Parole amare, ma estremamente lucide. Dopo il pesante ko di Catania, Coppitelli non nasconde le difficoltà strutturali e tecniche del suo Cosenza, chiedendo tempo ma anche consapevolezza. La priorità, adesso, è trasformare un gruppo ancora in costruzione in una squadra capace di reggere l'urto di un campionato che, già dopo tre giornate, si sta rivelando molto più duro del previsto.
scritto da Sala Stampa Catania-Cosenza
