Cerignola-Catania 1-0: quinta sconfitta, rossazzurri irriconoscibili
31-10-2026 16:30 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo
Il Catania ricade ancora e questa volta lo fa senza nemmeno riuscire a opporre una resistenza convincente. Allo stadio "Domenico Monterisi" l'Audace Cerignola si impone per 1-0, infliggendo ai rossazzurri la quinta sconfitta stagionale e interrompendo bruscamente l'entusiasmo generato dal 6-0 rifilato al Giugliano. Una battuta d'arresto che pesa non soltanto per il risultato, ma soprattutto per la prestazione offerta dalla formazione di Emilio Longo, apparsa poco aggressiva, lenta nelle reazioni e incapace di trovare soluzioni efficaci anche dopo le sostituzioni effettuate nella ripresa.
Il Cerignola conferma l'imbattibilità del proprio campo, ma per conquistare i tre punti non ha bisogno di una prestazione straordinaria. Alla squadra di Raimondo Catalano bastano un'organizzazione ordinata, maggiore determinazione nei contrasti e la capacità di sfruttare le incertezze degli avversari. Il Catania, al contrario, sembra smarrire quelle qualità che appena sei giorni prima avevano consentito di dominare il Giugliano. La formazione iniziale è esattamente la stessa, ma atteggiamento e rendimento sono profondamente differenti.
Già nel primo tempo emerge una differenza evidente nell'approccio delle due squadre. I padroni di casa aggrediscono gli spazi con maggiore convinzione, mentre i rossazzurri faticano a sviluppare una manovra fluida e concedono troppo frequentemente l'iniziativa agli avversari. Il Cerignola trova terreno fertile soprattutto quando riesce a verticalizzare, mettendo in difficoltà una retroguardia che appare meno sicura rispetto alle precedenti uscite.
Al 9' arriva il primo episodio significativo. Un errore di Andrea Allegretto permette a Vitale di presentarsi davanti ad Andrea Dini, ma il portiere rossazzurro salva il risultato con un intervento decisivo di piede. È un campanello d'allarme che il Catania non riesce a recepire. I pugliesi continuano a creare pericoli e al 22' Dini deve nuovamente intervenire, respingendo prima una conclusione al volo di D'Orazio e poi neutralizzando il successivo tentativo di testa di Gambale.
Sono soprattutto le parate dell'estremo difensore etneo a impedire che il Cerignola trovi il vantaggio già nella prima frazione. Il Catania prova a reagire attraverso alcune iniziative individuali, ma senza riuscire a costruire una pressione costante. Cicerelli impegna Viola su calcio di punizione al 28', mentre al 37', dopo un recupero di Coda e il successivo suggerimento per il compagno, cerca il secondo palo con una conclusione diagonale che termina di poco fuori. Sono gli episodi migliori di un primo tempo nel quale i rossazzurri restano troppo spesso in balia dell'intraprendenza dei padroni di casa.
Prima dell'intervallo il Cerignola sfiora ancora il gol con Cretella, che da posizione favorevole non trova lo specchio della porta. Le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0, un risultato che il Catania deve soprattutto agli interventi di Dini e alla scarsa precisione degli attaccanti pugliesi.
La ripresa si apre senza modifiche negli schieramenti. Longo decide inizialmente di concedere fiducia agli stessi uomini, nella speranza di ottenere una risposta sul piano dell'intensità. Il Catania prova ad affacciarsi nell'area avversaria con Lunetta, ma le conclusioni del laterale rossazzurro non producono effetti concreti. Il Cerignola continua invece a mostrarsi più pronto nel contendere i palloni e nell'approfittare degli spazi lasciati dagli etnei.
Al 55' arriva l'episodio che decide la partita. Tutto nasce da una rimessa laterale gestita malamente da Allegretto, un errore tanto evitabile quanto pesante che consente ai padroni di casa di sviluppare immediatamente un'azione offensiva. Boccadamo si inserisce sulla destra e trova la conclusione vincente sul primo palo, sorprendendo Dini e portando in vantaggio il Cerignola. Un gol che fotografa le difficoltà del Catania, punito da una disattenzione elementare dopo aver già rischiato più volte durante il primo tempo.
Ci si aspetterebbe una reazione decisa, ma il Catania non riesce a cambiare passo. Longo prova a intervenire dalla panchina, inserendo Caligara e Liguori al posto di Vallocchia e Masciangelo. Successivamente arrivano anche Insigne e Caturano per Lunetta e Coda, mentre nel finale Bruzzaniti prende il posto di Quaini. Cinque sostituzioni che modificano gli interpreti e cercano di dare maggiore vivacità alla manovra, senza però produrre la svolta sperata.
I rossazzurri aumentano gradualmente la presenza nella metà campo avversaria, ma la loro iniziativa resta frammentaria e prevedibile. Coda tenta una soluzione acrobatica facilmente controllata da Viola, mentre al 66' Caligara cerca il pareggio con una conclusione diagonale che termina di poco a lato. È probabilmente l'occasione più significativa costruita dal Catania dopo lo svantaggio, ma rappresenta anche uno dei pochi momenti nei quali la squadra riesce a rendersi realmente pericolosa.
Il Cerignola, senza perdere compattezza, controlla gli sviluppi del confronto e continua a trovare spazi quando riparte. Al 75' Volpe costringe Dini a un altro intervento, confermando come i padroni di casa mantengano una certa pericolosità anche dopo essere passati in vantaggio. Longo cerca ulteriori soluzioni, ma il Catania non riesce mai a imprimere alla partita il ritmo necessario per mettere davvero sotto pressione la difesa pugliese.
Negli ultimi minuti gli etnei tentano di avanzare il proprio baricentro, affidandosi soprattutto a palloni indirizzati verso l'area di rigore. Il Cerignola respinge senza particolari affanni, mentre gli errori tecnici e le scelte poco lucide dei rossazzurri finiscono per agevolare il compito della formazione di Catalano. Nemmeno i cinque minuti di recupero cambiano l'inerzia dell'incontro, con il Catania che continua a cercare il pareggio senza trovare precisione e profondità.
Il triplice fischio sancisce così una sconfitta difficile da giustificare. Il Monterisi si conferma un campo ostico, ma questa volta il problema principale non è rappresentato dalla forza dell'avversario. Il Cerignola disputa una gara attenta e concreta, sfruttando quanto gli viene concesso, mentre il Catania offre una prova sottotono in quasi tutti i reparti. La squadra di Longo appare distante da quella brillante e determinata ammirata contro il Giugliano, incapace di trasformare il possesso del pallone in occasioni realmente pericolose.
A preoccupare è soprattutto la mancanza di una reazione caratteriale dopo il gol subito. Le sostituzioni della ripresa, pur offrendo alternative differenti, non riescono a modificare l'andamento della gara e lasciano aperti interrogativi sulla capacità dei rossazzurri di adattarsi alle difficoltà quando il piano iniziale non funziona. Anche la scelta di confermare integralmente la formazione vittoriosa nell'ultimo turno, comprensibile alla vigilia, non trova riscontro nella prestazione sul campo.
La quinta sconfitta in dodici giornate riporta il Catania davanti ai propri limiti, evidenziando una discontinuità che rischia di compromettere le ambizioni di alta classifica. Dopo aver illuso per intensità, qualità e concretezza contro il Giugliano, i rossazzurri tornano a mostrare fragilità tecniche e mentali che sembravano almeno in parte superate. Il problema non è soltanto aver perso sul campo di una squadra ancora imbattuta in casa, ma averlo fatto senza riuscire a esprimere una risposta all'altezza delle aspettative.
Il Catania lascia Cerignola a mani vuote e con la necessità di interrogarsi seriamente su una prestazione che rappresenta un netto passo indietro. Per Longo diventa fondamentale individuare rapidamente le ragioni di questa involuzione, perché il campionato continua a chiedere continuità e una squadra che ambisce alle posizioni di vertice non può permettersi di alternare prestazioni travolgenti a partite nelle quali fatica persino a reagire alle difficoltà.
TABELLINO
AUDACE CERIGNOLA-CATANIA 1-0
MARCATORI: 56′ Boccadamo (AC)
AUDACE CERIGNOLA (3-4-2-1): Viola; Cocorocchio, Kurti (79′ Sena), Miranda; Boccadamo, Moreso, Cretella, Volpe (79′ Padula); D'Orazio (73′ Sellaf), Vitale (86′ Martinelli); Gambale. A disp: Vailati, Amiranda, Guaragna, Iorio, Nanula, Casarosa, Bonfigli, Seminari, Parlato. All. Catalano.
CATANIA (3-4-2-1): Dini; Cabianca, Di Gennaro, Allegretto; Lunetta (70′ Insigne), Quaini (80′ Bruzzaniti), Vallocchia (60′ Caligara), Masciangelo (60′ Liguori); Cavuoti, Cicerelli; Coda (70′ Caligara). A disp. di Longo: Rinaldi, Perrotta, Ierardi, Donnarumma, Torrasi, Pagliai, Corbari. All. Longo
AMMONITI: Miranda, Cocorocchio (AC), Lunetta, Di Gennaro, Allegretto (C).
Il Catania ricade ancora e questa volta lo fa senza nemmeno riuscire a opporre una resistenza convincente. Allo stadio "Domenico Monterisi" l'Audace Cerignola si impone per 1-0, infliggendo ai rossazzurri la quinta sconfitta stagionale e interrompendo bruscamente l'entusiasmo generato dal 6-0 rifilato al Giugliano. Una battuta d'arresto che pesa non soltanto per il risultato, ma soprattutto per la prestazione offerta dalla formazione di Emilio Longo, apparsa poco aggressiva, lenta nelle reazioni e incapace di trovare soluzioni efficaci anche dopo le sostituzioni effettuate nella ripresa.
Il Cerignola conferma l'imbattibilità del proprio campo, ma per conquistare i tre punti non ha bisogno di una prestazione straordinaria. Alla squadra di Raimondo Catalano bastano un'organizzazione ordinata, maggiore determinazione nei contrasti e la capacità di sfruttare le incertezze degli avversari. Il Catania, al contrario, sembra smarrire quelle qualità che appena sei giorni prima avevano consentito di dominare il Giugliano. La formazione iniziale è esattamente la stessa, ma atteggiamento e rendimento sono profondamente differenti.
Già nel primo tempo emerge una differenza evidente nell'approccio delle due squadre. I padroni di casa aggrediscono gli spazi con maggiore convinzione, mentre i rossazzurri faticano a sviluppare una manovra fluida e concedono troppo frequentemente l'iniziativa agli avversari. Il Cerignola trova terreno fertile soprattutto quando riesce a verticalizzare, mettendo in difficoltà una retroguardia che appare meno sicura rispetto alle precedenti uscite.
Al 9' arriva il primo episodio significativo. Un errore di Andrea Allegretto permette a Vitale di presentarsi davanti ad Andrea Dini, ma il portiere rossazzurro salva il risultato con un intervento decisivo di piede. È un campanello d'allarme che il Catania non riesce a recepire. I pugliesi continuano a creare pericoli e al 22' Dini deve nuovamente intervenire, respingendo prima una conclusione al volo di D'Orazio e poi neutralizzando il successivo tentativo di testa di Gambale.
Sono soprattutto le parate dell'estremo difensore etneo a impedire che il Cerignola trovi il vantaggio già nella prima frazione. Il Catania prova a reagire attraverso alcune iniziative individuali, ma senza riuscire a costruire una pressione costante. Cicerelli impegna Viola su calcio di punizione al 28', mentre al 37', dopo un recupero di Coda e il successivo suggerimento per il compagno, cerca il secondo palo con una conclusione diagonale che termina di poco fuori. Sono gli episodi migliori di un primo tempo nel quale i rossazzurri restano troppo spesso in balia dell'intraprendenza dei padroni di casa.
Prima dell'intervallo il Cerignola sfiora ancora il gol con Cretella, che da posizione favorevole non trova lo specchio della porta. Le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0, un risultato che il Catania deve soprattutto agli interventi di Dini e alla scarsa precisione degli attaccanti pugliesi.
La ripresa si apre senza modifiche negli schieramenti. Longo decide inizialmente di concedere fiducia agli stessi uomini, nella speranza di ottenere una risposta sul piano dell'intensità. Il Catania prova ad affacciarsi nell'area avversaria con Lunetta, ma le conclusioni del laterale rossazzurro non producono effetti concreti. Il Cerignola continua invece a mostrarsi più pronto nel contendere i palloni e nell'approfittare degli spazi lasciati dagli etnei.
Al 55' arriva l'episodio che decide la partita. Tutto nasce da una rimessa laterale gestita malamente da Allegretto, un errore tanto evitabile quanto pesante che consente ai padroni di casa di sviluppare immediatamente un'azione offensiva. Boccadamo si inserisce sulla destra e trova la conclusione vincente sul primo palo, sorprendendo Dini e portando in vantaggio il Cerignola. Un gol che fotografa le difficoltà del Catania, punito da una disattenzione elementare dopo aver già rischiato più volte durante il primo tempo.
Ci si aspetterebbe una reazione decisa, ma il Catania non riesce a cambiare passo. Longo prova a intervenire dalla panchina, inserendo Caligara e Liguori al posto di Vallocchia e Masciangelo. Successivamente arrivano anche Insigne e Caturano per Lunetta e Coda, mentre nel finale Bruzzaniti prende il posto di Quaini. Cinque sostituzioni che modificano gli interpreti e cercano di dare maggiore vivacità alla manovra, senza però produrre la svolta sperata.
I rossazzurri aumentano gradualmente la presenza nella metà campo avversaria, ma la loro iniziativa resta frammentaria e prevedibile. Coda tenta una soluzione acrobatica facilmente controllata da Viola, mentre al 66' Caligara cerca il pareggio con una conclusione diagonale che termina di poco a lato. È probabilmente l'occasione più significativa costruita dal Catania dopo lo svantaggio, ma rappresenta anche uno dei pochi momenti nei quali la squadra riesce a rendersi realmente pericolosa.
Il Cerignola, senza perdere compattezza, controlla gli sviluppi del confronto e continua a trovare spazi quando riparte. Al 75' Volpe costringe Dini a un altro intervento, confermando come i padroni di casa mantengano una certa pericolosità anche dopo essere passati in vantaggio. Longo cerca ulteriori soluzioni, ma il Catania non riesce mai a imprimere alla partita il ritmo necessario per mettere davvero sotto pressione la difesa pugliese.
Negli ultimi minuti gli etnei tentano di avanzare il proprio baricentro, affidandosi soprattutto a palloni indirizzati verso l'area di rigore. Il Cerignola respinge senza particolari affanni, mentre gli errori tecnici e le scelte poco lucide dei rossazzurri finiscono per agevolare il compito della formazione di Catalano. Nemmeno i cinque minuti di recupero cambiano l'inerzia dell'incontro, con il Catania che continua a cercare il pareggio senza trovare precisione e profondità.
Il triplice fischio sancisce così una sconfitta difficile da giustificare. Il Monterisi si conferma un campo ostico, ma questa volta il problema principale non è rappresentato dalla forza dell'avversario. Il Cerignola disputa una gara attenta e concreta, sfruttando quanto gli viene concesso, mentre il Catania offre una prova sottotono in quasi tutti i reparti. La squadra di Longo appare distante da quella brillante e determinata ammirata contro il Giugliano, incapace di trasformare il possesso del pallone in occasioni realmente pericolose.
A preoccupare è soprattutto la mancanza di una reazione caratteriale dopo il gol subito. Le sostituzioni della ripresa, pur offrendo alternative differenti, non riescono a modificare l'andamento della gara e lasciano aperti interrogativi sulla capacità dei rossazzurri di adattarsi alle difficoltà quando il piano iniziale non funziona. Anche la scelta di confermare integralmente la formazione vittoriosa nell'ultimo turno, comprensibile alla vigilia, non trova riscontro nella prestazione sul campo.
La quinta sconfitta in dodici giornate riporta il Catania davanti ai propri limiti, evidenziando una discontinuità che rischia di compromettere le ambizioni di alta classifica. Dopo aver illuso per intensità, qualità e concretezza contro il Giugliano, i rossazzurri tornano a mostrare fragilità tecniche e mentali che sembravano almeno in parte superate. Il problema non è soltanto aver perso sul campo di una squadra ancora imbattuta in casa, ma averlo fatto senza riuscire a esprimere una risposta all'altezza delle aspettative.
Il Catania lascia Cerignola a mani vuote e con la necessità di interrogarsi seriamente su una prestazione che rappresenta un netto passo indietro. Per Longo diventa fondamentale individuare rapidamente le ragioni di questa involuzione, perché il campionato continua a chiedere continuità e una squadra che ambisce alle posizioni di vertice non può permettersi di alternare prestazioni travolgenti a partite nelle quali fatica persino a reagire alle difficoltà.
TABELLINO
AUDACE CERIGNOLA-CATANIA 1-0
MARCATORI: 56′ Boccadamo (AC)
AUDACE CERIGNOLA (3-4-2-1): Viola; Cocorocchio, Kurti (79′ Sena), Miranda; Boccadamo, Moreso, Cretella, Volpe (79′ Padula); D'Orazio (73′ Sellaf), Vitale (86′ Martinelli); Gambale. A disp: Vailati, Amiranda, Guaragna, Iorio, Nanula, Casarosa, Bonfigli, Seminari, Parlato. All. Catalano.
CATANIA (3-4-2-1): Dini; Cabianca, Di Gennaro, Allegretto; Lunetta (70′ Insigne), Quaini (80′ Bruzzaniti), Vallocchia (60′ Caligara), Masciangelo (60′ Liguori); Cavuoti, Cicerelli; Coda (70′ Caligara). A disp. di Longo: Rinaldi, Perrotta, Ierardi, Donnarumma, Torrasi, Pagliai, Corbari. All. Longo
AMMONITI: Miranda, Cocorocchio (AC), Lunetta, Di Gennaro, Allegretto (C).
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Gli highlights di Audace Cerignola-Catania 1-0









