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Catania, Longo dopo il ko a Cerignola: "Abbiamo meritato di perdere"

31-10-2026 17:19 - Campionato
Autore: Redazione

Il Catania esce sconfitto dal "Domenico Monterisi" di Cerignola e incassa la quinta battuta d'arresto nelle prime dodici giornate del campionato di Serie C. Un 1-0 che interrompe bruscamente l'entusiasmo seguito alla goleada contro il Giugliano e riporta in primo piano le difficoltà dei rossazzurri, apparsi poco incisivi e incapaci di reagire concretamente al vantaggio dei pugliesi. Al termine dell'incontro, intervenuto ai microfoni di Telecolor durante la trasmissione "Diretta Stadio", il tecnico Emilio Longo ha riconosciuto senza attenuanti la superiorità dell'Audace Cerignola, assumendosi la responsabilità della prestazione e ribadendo, allo stesso tempo, la convinzione che la squadra possa continuare a competere per le posizioni di vertice.

L'allenatore rossazzurro ha innanzitutto analizzato l'approccio alla partita, spiegando di essersi aspettato un avvio particolarmente aggressivo da parte della formazione di Raimondo Catalano. Una previsione che, tuttavia, non è bastata per impedire al Catania di andare ripetutamente in difficoltà durante la prima frazione, quando soltanto gli interventi di Andrea Dini hanno evitato lo svantaggio.

"Non è stata una prestazione inaspettata, nel senso che, rispetto a quello che conoscevo dell'avversario, mi aspettavo un inizio di partita nel quale la veemenza e l'aggressività della squadra avversaria potessero metterci in difficoltà. Sapevo che dovevamo superare quel momento. In casa questa squadra aveva subito gol soltanto nella prima partita interna e poi non ne aveva più subiti. Faccio i complimenti al Cerignola, perché ha interpretato questa partita nel modo giusto. Noi abbiamo disputato un primo tempo non all'altezza e siamo stati anche graziati, perché gli avversari avrebbero sicuramente meritato il vantaggio già nella prima frazione di gioco".

Longo ha individuato una differenza nell'atteggiamento mostrato dopo l'intervallo, pur riconoscendo che il rendimento complessivo non è stato sufficiente. A pesare in maniera determinante è stato l'episodio della rimessa laterale che ha consentito a Boccadamo di realizzare la rete decisiva.

"Nel secondo tempo è stata una partita diversa. Dispiace soprattutto aver subito il gol su una rimessa laterale, nella quale abbiamo sbagliato il tempo di esecuzione e ci siamo fatti trovare impreparati. Questo dettaglio ha poi determinato una partita ancora diversa rispetto a come era stata impostata. Il secondo tempo è stato tendenzialmente accettabile, ma ovviamente, nel complesso, la squadra non ha disputato una buona partita e il risultato è giusto".

Un altro elemento negativo riguarda la produzione offensiva. Il Catania si era presentato a Cerignola con 24 reti realizzate e il secondo miglior attacco del girone, ma durante l'incontro ha impegnato raramente il portiere Viola. Una difficoltà che Longo non ha cercato di ridimensionare, ammettendo la mancanza di concretezza negli ultimi metri.

"Non abbiamo sicuramente creato tantissime situazioni per fare gol. Probabilmente, nell'arco della partita, ci sono stati momenti nei quali avremmo potuto tirare qualche volta in più e, quando abbiamo avuto le poche occasioni, non siamo stati bravi a sfruttarle. Mi viene in mente, ad esempio, la situazione immediatamente successiva al gol del Cerignola, con il tiro-cross di Lunetta che, secondo me, poteva essere gestito meglio. Abbiamo creato qualcosina, però oggi non devo giustificare una prestazione sicuramente al di sotto delle nostre potenzialità. Dobbiamo affrontare meglio queste partite se vogliamo fare, e sicuramente vogliamo fare, un campionato di altissima classifica".

Il tecnico ha quindi affrontato il tema della continuità, tornato centrale dopo una sconfitta che contrasta con i risultati e le prestazioni delle settimane precedenti. Secondo Longo, la differenza più evidente rispetto alle gare positive è emersa nei confronti individuali, nei quali il Cerignola ha mostrato maggiore determinazione e capacità di imporsi.

"La delusione risiede nel fatto che probabilmente questa squadra debba ancora trovare una continuità che stiamo cercando da tempo. Le sette partite precedenti avevano visto un Catania sicuramente protagonista sotto l'aspetto della prestazione. Oggi siamo stati al di sotto delle nostre potenzialità, bisogna dirlo senza giustificare nulla e ammettere che gli avversari ci sono stati superiori, soprattutto nei duelli individuali. Questa è stata una partita caratterizzata principalmente dai duelli e noi non siamo stati protagonisti come in altre occasioni".

Interrogato sulla possibilità che il 6-0 contro il Giugliano abbia inconsciamente ridotto la tensione agonistica dei suoi giocatori, Longo ha respinto le interpretazioni più immediate, spiegando di non aver percepito segnali negativi durante la preparazione settimanale. Ha però riconosciuto di non essere riuscito a mettere la squadra nelle condizioni migliori per affrontare l'impegno.

"Pensare che il 6-0 di domenica scorsa abbia contribuito negativamente a questa partita sarebbe un'analisi molto semplice. Se fosse così, vorrebbe dire che domenica prossima avremo automaticamente la cattiveria giusta. Io credo che le partite vadano giocate con l'intensità necessaria e che noi, come Catania, dobbiamo provare a fare meglio. Quando si disputa una prestazione al di sotto del proprio livello, la prima cosa che viene da pensare è che la squadra abbia avuto poca cattiveria durante la settimana. Devo però dire la verità: non avevo avuto questa impressione. Quindi è un demerito mio, perché la responsabilità è mia se la squadra non ha affrontato nel modo giusto una partita del genere. I numeri del Cerignola dimostrano che merita la classifica che occupa, ma noi dobbiamo garantire una continuità di rendimento superiore a quella mostrata oggi".

Cinque sconfitte nelle prime dodici giornate rappresentano inevitabilmente un dato significativo per una formazione costruita con ambizioni importanti. Alla domanda se il Catania debba già ridimensionare le proprie aspirazioni di primato, Longo ha risposto con fermezza, invitando a evitare giudizi definitivi legati al singolo risultato.

"Non credo che questa sia la considerazione da fare. Dobbiamo pensare che questa squadra può mettere insieme una serie di risultati positivi, come ha già fatto in questo periodo, e dobbiamo cercare una maggiore continuità. Non credo che dobbiamo vivere continui alti e bassi motivazionali: ogni volta che perdiamo una partita diciamo che siamo lontani, mentre quando vinciamo sembra che possiamo stracciare il campionato. Noi dobbiamo provare a rimanere lì, a non staccarci e a dare fastidio fino alla fine, perché abbiamo le caratteristiche e le potenzialità per farlo. Queste potenzialità, però, devono essere espresse attraverso le prestazioni".

L'allenatore ha insistito sulla necessità di valutare il cammino complessivo senza perdere di vista gli obiettivi stagionali. La sconfitta di Cerignola, nella sua analisi, richiede correzioni concrete, ma non deve trasformarsi in una sentenza sulle possibilità future della squadra.

"Oggi non siamo stati competitivi soprattutto nei duelli. Non voglio utilizzare le solite spiegazioni semplicistiche, parlando di motivazioni o dicendo che abbiamo staccato mentalmente perché avevamo vinto la partita precedente. Questa gara va raccontata per quello che è stata: una prestazione al di sotto del nostro livello, alla quale possiamo porre rimedio. Non penso che ogni settimana dobbiamo fare una valutazione sulla classifica. Continuo a dire che la classifica che conta è quella di aprile. Lo dicevo anche quando eravamo messi molto peggio rispetto a oggi. Possiamo, dobbiamo e vogliamo fare diversamente, attraverso il lavoro che dovrà poi tradursi in prestazioni migliori".

Particolarmente approfondita l'analisi dell'episodio che ha determinato la sconfitta. Longo ha ricostruito quanto accaduto in occasione della rimessa laterale assegnata al Cerignola, sottolineando come il Catania non sia riuscito a riorganizzarsi tempestivamente dopo la decisione arbitrale. Il tecnico ha inoltre espresso perplessità sulle modalità del conteggio che ha portato al cambio di possesso.

"Il gol va analizzato in maniera diversa. Partiamo da una rimessa laterale sbagliata: non abbiamo preso posizione e, proprio da quella situazione, abbiamo subito un pallone alle spalle della difesa. Il gol evidenzia una mancanza di astuzia, l'incapacità in quel momento di adattarci immediatamente a una decisione un po' particolare dell'arbitro. Credo sia la prima rimessa laterale che vedo cambiare per una questione di tempo, tra l'altro con un conteggio iniziato prima che il pallone fosse nelle mani del nostro calciatore. Ci sarebbe tantissimo da dire sull'episodio".

Al di là dell'azione decisiva, Longo ha difeso i principi del proprio sistema difensivo, basato su una marcatura aggressiva e sulla ricerca del confronto diretto con gli avversari. Una scelta che comporta rischi, soprattutto quando i singoli perdono i duelli e le coperture non riescono a compensare tempestivamente.

"Quando lavori nell'uno contro uno a tutto campo, ti assumi un rischio. Devi vincere il tuo duello e, quando lo perdi, gli altri devono essere nelle condizioni di aiutarti. È un'analisi che dobbiamo estendere anche alle partite precedenti, perché abbiamo giocato nello stesso modo per sette gare, sapendo di correre qualche rischio. Questo rischio deve però contribuire a darci un vantaggio. La squadra aveva affrontato quelle partite con un atteggiamento diverso. La soluzione è innanzitutto vincere il proprio duello e, successivamente, essere tutti più maliziosi e pronti a intervenire quando un compagno viene superato".

Nel passaggio conclusivo dell'intervista, il tecnico è stato sollecitato sulle difficoltà della squadra ad adattarsi pienamente alle caratteristiche della Serie C, un campionato nel quale intensità, agonismo e capacità di soffrire assumono spesso un'importanza decisiva. Longo ha accolto le osservazioni senza sottrarsi alle critiche, tornando a riconoscere i meriti dell'Audace Cerignola.

"È un'osservazione che ritengo legittima rispetto alle sue valutazioni. Oggi sottrarsi alle critiche non sarebbe giusto, leale e coerente. L'ho detto dall'inizio e potremmo anche chiudere l'intervista con una frase molto semplice: la squadra avversaria ha meritato di vincere e noi abbiamo disputato una partita al di sotto del nostro livello. Andare oltre queste considerazioni potrebbe portarci soltanto a pensare che non siamo competitivi".

Longo ha poi ribadito la propria fiducia nella possibilità di proseguire il percorso di crescita, evidenziando come il campionato conceda ancora margini per recuperare terreno, a condizione di affrontare con maggiore efficacia le difficoltà che inevitabilmente si presenteranno.

"Io ritengo che domenica sera, dopo la prossima partita, potremmo tornare a parlare di una squadra competitiva, sul pezzo, capace di fare grandi cose in questo campionato. Dobbiamo distaccarci da alcune valutazioni legate alla singola giornata, che sia la dodicesima, la ventiduesima, la ventottesima o la trentottesima. Credo che la squadra possa continuare a crescere e che il campionato dia la possibilità di rimanere agganciati alle prime posizioni. Noi dobbiamo farlo con tutte le nostre forze".

L'allenatore ha concluso con un richiamo alla necessità di trovare rapidamente le contromisure per affrontare avversari che, soprattutto davanti al proprio pubblico, considerano la sfida contro il Catania un appuntamento particolarmente importante.

"Oggi abbiamo sbagliato partita, abbiamo meritato di perdere e dobbiamo trovare le giuste contromisure. Di partite nelle quali gli avversari proveranno a metterci sotto e a conquistare una vittoria prestigiosa contro il Catania non ce ne saranno una, due o tre: saranno tutte quelle che ci aspettano. Se fosse vero che la squadra non ha ancora compreso pienamente come affrontare il campionato di Serie C, sarebbe un grandissimo problema. Il lavoro e il campo dovranno portarci a risolverlo".

Dalle parole di Longo emerge dunque un giudizio netto sulla prestazione del Monterisi, senza tentativi di nascondere le difficoltà mostrate dai rossazzurri. Il tecnico riconosce la superiorità degli avversari, individua nei duelli persi e nella scarsa capacità di adattamento alcuni dei principali problemi della gara, ma respinge l'idea che la quinta sconfitta stagionale debba già compromettere le ambizioni del Catania. La risposta, adesso, dovrà arrivare dal campo, attraverso una continuità di rendimento che resta il principale obiettivo da raggiungere.