Catania, trasferta-verità a Picerno: Longo chiamato a reagire
15-09-2026 09:31 - Campionato
Autore: Redazione
Il Catania arriva alla trasferta di Picerno nel momento più delicato di questo avvio di stagione, con poco tempo per preparare la gara, molte questioni ancora irrisolte e una classifica che rende il confronto del “Donato Curcio” molto più pesante di una normale quinta giornata.
Tra il ko interno contro la Scafatese e la sfida di oggi pomeriggio sono trascorse appena poche ore. Una finestra temporale ridotta che ha impedito a Emilio Longo di lavorare in maniera approfondita su correttivi e nuove soluzioni. Come riportato da La Sicilia, il viaggio verso la Basilicata è stato inoltre particolarmente lungo: con l’aeroporto di Catania chiuso, la squadra ha raggiunto Villa San Giovanni in pullman e poi proseguito in treno fino a Picerno, per un trasferimento complessivo di circa sette ore.
La preparazione è stata quindi ridotta all’essenziale. Domenica lavoro di scarico per chi aveva giocato contro la Scafatese, mentre ieri la squadra ha avuto soltanto il tempo necessario per una rifinitura molto leggera. In queste condizioni diventa difficile immaginare una rivoluzione tattica vera e propria, anche se qualche modifica rispetto all’ultima uscita appare possibile.
A pesare è soprattutto il contesto. Il Catania si presenta all’appuntamento con appena tre punti in classifica e con un avvio che ha già alimentato malcontento, critiche e interrogativi sulla posizione dell’allenatore. Il nome di Fabio Caserta continua a circolare come possibile alternativa, anche se al momento non risulterebbero contatti concreti tali da far pensare a un avvicendamento già preparato. La priorità della dirigenza, almeno fino al fischio finale di Picerno, resta infatti la partita.
Longo arriva quindi in uno stadio che conosce bene e che ha rappresentato una tappa importante della sua carriera tra il 2022 e il 2024. Un ritorno da ex che, però, avviene in condizioni tutt’altro che serene. La sconfitta contro la Scafatese ha infatti cancellato in poche ore buona parte dell’entusiasmo generato dal 4-0 sul Cosenza, riportando in primo piano gli stessi problemi che avevano già segnato le prime settimane: poca continuità, difficoltà nel reagire ai momenti negativi e una squadra ancora lontana dal trovare un’identità stabile.
Il nodo principale sarà capire quale struttura scegliere. Il 4-2-3-1 resta il riferimento più naturale, ma non è escluso che Longo possa tornare sul 3-5-2 visto nella ripresa contro la Scafatese, magari anche soltanto a gara in corso.
Le assenze continuano a condizionare soprattutto la difesa. Cabianca non è ancora pronto, Pagliai è fermo per infortunio e Raimo resta fuori lista. In caso di difesa a quattro, Ierardi dovrebbe quindi essere nuovamente adattato sulla corsia destra, con Quaini ancora abbassato al centro accanto a Perrotta.
Se invece Longo decidesse di partire o passare alla linea a tre, potrebbero trovare spazio Ierardi, Perrotta e uno tra Masciangelo e Donnarumma, con Allegretto possibile alternativa. In questo scenario Quaini tornerebbe a centrocampo, dove potrebbe comporre il reparto insieme a Vallocchia e Torrasi.
Sugli esterni, Cicerelli rappresenta uno dei punti fermi, mentre sull’altro lato resta aperto il ballottaggio tra Bruzzaniti e Lunetta. Davanti Russo continua a essere il riferimento più affidabile dopo tre gol nelle prime quattro giornate, con Cavuoti candidato ad agire vicino a lui in caso di 3-5-2.
Non è comunque escluso qualche cambio anche nella gestione degli uomini, soprattutto considerando il calendario ravvicinato. La condizione fisica e il minutaggio accumulato potrebbero incidere sulle scelte finali, ma l’esigenza principale resta quella di ritrovare compattezza e aggressività.
Sul fondo continua inoltre a pesare il tema della possibile penalizzazione legata alla fideiussione. Il club avrebbe invece rispettato le successive scadenze di settembre e spera che la vicenda possa tradursi in una sanzione meno pesante rispetto alla sottrazione di punti, ma la situazione resta in attesa di decisioni ufficiali.
Per il Catania, però, ogni discorso extracampo passa inevitabilmente in secondo piano davanti a un appuntamento che può cambiare il clima delle prossime settimane. Una vittoria a Picerno permetterebbe di alleggerire la pressione su Longo e restituire un minimo di fiducia all’ambiente. Un altro risultato negativo, invece, rischierebbe di aprire scenari molto più profondi.
Alle 18.30, dunque, non ci saranno soltanto tre punti in palio. Ci sarà soprattutto la necessità di capire se il Catania sia ancora in grado di raddrizzare rapidamente un avvio che, fino a questo momento, ha prodotto molte più domande che risposte.
Il Catania arriva alla trasferta di Picerno nel momento più delicato di questo avvio di stagione, con poco tempo per preparare la gara, molte questioni ancora irrisolte e una classifica che rende il confronto del “Donato Curcio” molto più pesante di una normale quinta giornata.
Tra il ko interno contro la Scafatese e la sfida di oggi pomeriggio sono trascorse appena poche ore. Una finestra temporale ridotta che ha impedito a Emilio Longo di lavorare in maniera approfondita su correttivi e nuove soluzioni. Come riportato da La Sicilia, il viaggio verso la Basilicata è stato inoltre particolarmente lungo: con l’aeroporto di Catania chiuso, la squadra ha raggiunto Villa San Giovanni in pullman e poi proseguito in treno fino a Picerno, per un trasferimento complessivo di circa sette ore.
La preparazione è stata quindi ridotta all’essenziale. Domenica lavoro di scarico per chi aveva giocato contro la Scafatese, mentre ieri la squadra ha avuto soltanto il tempo necessario per una rifinitura molto leggera. In queste condizioni diventa difficile immaginare una rivoluzione tattica vera e propria, anche se qualche modifica rispetto all’ultima uscita appare possibile.
A pesare è soprattutto il contesto. Il Catania si presenta all’appuntamento con appena tre punti in classifica e con un avvio che ha già alimentato malcontento, critiche e interrogativi sulla posizione dell’allenatore. Il nome di Fabio Caserta continua a circolare come possibile alternativa, anche se al momento non risulterebbero contatti concreti tali da far pensare a un avvicendamento già preparato. La priorità della dirigenza, almeno fino al fischio finale di Picerno, resta infatti la partita.
Longo arriva quindi in uno stadio che conosce bene e che ha rappresentato una tappa importante della sua carriera tra il 2022 e il 2024. Un ritorno da ex che, però, avviene in condizioni tutt’altro che serene. La sconfitta contro la Scafatese ha infatti cancellato in poche ore buona parte dell’entusiasmo generato dal 4-0 sul Cosenza, riportando in primo piano gli stessi problemi che avevano già segnato le prime settimane: poca continuità, difficoltà nel reagire ai momenti negativi e una squadra ancora lontana dal trovare un’identità stabile.
Il nodo principale sarà capire quale struttura scegliere. Il 4-2-3-1 resta il riferimento più naturale, ma non è escluso che Longo possa tornare sul 3-5-2 visto nella ripresa contro la Scafatese, magari anche soltanto a gara in corso.
Le assenze continuano a condizionare soprattutto la difesa. Cabianca non è ancora pronto, Pagliai è fermo per infortunio e Raimo resta fuori lista. In caso di difesa a quattro, Ierardi dovrebbe quindi essere nuovamente adattato sulla corsia destra, con Quaini ancora abbassato al centro accanto a Perrotta.
Se invece Longo decidesse di partire o passare alla linea a tre, potrebbero trovare spazio Ierardi, Perrotta e uno tra Masciangelo e Donnarumma, con Allegretto possibile alternativa. In questo scenario Quaini tornerebbe a centrocampo, dove potrebbe comporre il reparto insieme a Vallocchia e Torrasi.
Sugli esterni, Cicerelli rappresenta uno dei punti fermi, mentre sull’altro lato resta aperto il ballottaggio tra Bruzzaniti e Lunetta. Davanti Russo continua a essere il riferimento più affidabile dopo tre gol nelle prime quattro giornate, con Cavuoti candidato ad agire vicino a lui in caso di 3-5-2.
Non è comunque escluso qualche cambio anche nella gestione degli uomini, soprattutto considerando il calendario ravvicinato. La condizione fisica e il minutaggio accumulato potrebbero incidere sulle scelte finali, ma l’esigenza principale resta quella di ritrovare compattezza e aggressività.
Sul fondo continua inoltre a pesare il tema della possibile penalizzazione legata alla fideiussione. Il club avrebbe invece rispettato le successive scadenze di settembre e spera che la vicenda possa tradursi in una sanzione meno pesante rispetto alla sottrazione di punti, ma la situazione resta in attesa di decisioni ufficiali.
Per il Catania, però, ogni discorso extracampo passa inevitabilmente in secondo piano davanti a un appuntamento che può cambiare il clima delle prossime settimane. Una vittoria a Picerno permetterebbe di alleggerire la pressione su Longo e restituire un minimo di fiducia all’ambiente. Un altro risultato negativo, invece, rischierebbe di aprire scenari molto più profondi.
Alle 18.30, dunque, non ci saranno soltanto tre punti in palio. Ci sarà soprattutto la necessità di capire se il Catania sia ancora in grado di raddrizzare rapidamente un avvio che, fino a questo momento, ha prodotto molte più domande che risposte.









