Catania, Sturaro racconta la sua Primavera: giovani, ambizioni e legame con Longo
30-10-2026 09:06 - Campionato
Autore: Redazione
Stefano Sturaro ha trovato nella panchina della Primavera del Catania una nuova dimensione professionale. Dopo aver concluso la carriera da calciatore, l'ex centrocampista della Juventus ha scelto di dedicarsi alla crescita dei giovani rossazzurri, affrontando una sfida che unisce ambizioni personali, formazione e collaborazione con la prima squadra di Emilio Longo. Attraverso i canali ufficiali del club, il tecnico ha raccontato le difficoltà iniziali e i progressi di un gruppo che sta gradualmente acquisendo una propria identità.
"Ho grandi ambizioni, con la voglia di unirmi a una società in crescita, volendo dare il mio contributo in campo e fuori. La stagione è iniziata con delle difficoltà di rosa, con ragazzi che hanno voluto fare altre scelte, andando a giocare nel calcio degli adulti. Ci siamo dovuti adattare e abbiamo deciso di lavorare tanto con ragazzi locali".
La ricostruzione dell'organico ha portato alla formazione di una squadra giovane, con elementi appartenenti a diverse fasce d'età e buone prospettive soprattutto in attacco. "Strada facendo siamo riusciti a costruire una squadra che ha grosse potenzialità offensive. È un gruppo anche per alcuni aspetti disomogeneo a livello di età. Cito Parco e Ciniero del 2007, poi abbiamo una batteria di 2010. È un lavoro divertente, stimolante".
La priorità di Sturaro, tuttavia, non riguarda esclusivamente gli aspetti tecnici. L'ex calciatore considera fondamentali disciplina, sacrificio e capacità di imparare dagli errori. "Finora l’aspetto più importante è stato cercare di creare nel gruppo una mentalità votata al sacrificio, al lavoro. Facendo capire che la fatica, il cercare di migliorarsi, di individuare il problema, analizzare l’errore e lavorarci sopra sono parte del percorso". I primi risultati sono incoraggianti: "Oggi sono contento perché il gruppo risponde, si sta mentalizzando. I ragazzi trovano piacere nell’allenarsi, nel venire prima agli allenamenti e nell’andare via dopo".
La decisione di intraprendere la carriera da allenatore è maturata dopo un confronto con la famiglia e la società. L'esperienza con l'Under 16 nella passata stagione ha rafforzato una vocazione che oggi trova continuità alla guida della Primavera. "Alla fine ho capito che non avesse senso continuare sulla strada del calciatore. Facendo dei ragionamenti con la mia famiglia, ho deciso di lasciare il calcio giocato e, d’accordo con la società, di dedicarmi ai ragazzi. Ho iniziato l’anno scorso con l’Under 16, un gruppo incredibile che anche quest’anno sta dimostrando cose buone. Alcuni di loro sono arrivati anticipatamente in Primavera. Ho alimentato la voglia di fare questo lavoro, di dedicarmi completamente ai ragazzi".
Parallelamente all'attività sul campo, Sturaro sta seguendo un percorso formativo per conseguire un'abilitazione che gli permetta di allenare anche tra i professionisti. Un'ambizione accompagnata dalla volontà di migliorare quotidianamente e di costruire un gruppo capace di diventare una risorsa per il Catania.
In questo percorso assume particolare importanza il rapporto con Emilio Longo e il suo staff. "Noi come Primavera siamo fortunati ad avere una prima squadra vicina, un allenatore incredibile da cui cerchiamo di ricavare più indicazioni e consigli possibili. Il mister Longo è davvero predisposto ad aiutare, a creare un gruppo che non si limiti soltanto alla prima squadra, ma che coinvolga il settore giovanile".
La collaborazione comprende metodologie di allenamento, valutazioni tecniche e analisi dei dati, con l'obiettivo di avvicinare progressivamente i giovani alle esigenze del calcio professionistico. "Cerchiamo un confronto quasi quotidiano, prendendo spunto dalla prima squadra. Noi vogliamo essere il loro serbatoio, poi il mister deciderà se qualche ragazzo un domani meriterà di essere aggregato".
Sturaro ha infine evidenziato l'importanza del sostegno societario, riconoscendo il contributo di Giovanni Giuffrida nell'organizzazione quotidiana. "Non dimentico il direttore. Il reparto Primavera si è un po’ staccato dal settore giovanile, andando più vicino alla prima squadra. Giovanni Giuffrida nel quotidiano ci gestisce e ci dà una mano in tutto".
L'obiettivo resta quello di costruire un collegamento sempre più efficace tra vivaio e prima squadra, formando calciatori preparati non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche per mentalità e professionalità. Un progetto nel quale Sturaro intende crescere insieme ai suoi ragazzi, trasformando l'esperienza maturata da giocatore in un'opportunità per il futuro rossazzurro.
Stefano Sturaro ha trovato nella panchina della Primavera del Catania una nuova dimensione professionale. Dopo aver concluso la carriera da calciatore, l'ex centrocampista della Juventus ha scelto di dedicarsi alla crescita dei giovani rossazzurri, affrontando una sfida che unisce ambizioni personali, formazione e collaborazione con la prima squadra di Emilio Longo. Attraverso i canali ufficiali del club, il tecnico ha raccontato le difficoltà iniziali e i progressi di un gruppo che sta gradualmente acquisendo una propria identità.
"Ho grandi ambizioni, con la voglia di unirmi a una società in crescita, volendo dare il mio contributo in campo e fuori. La stagione è iniziata con delle difficoltà di rosa, con ragazzi che hanno voluto fare altre scelte, andando a giocare nel calcio degli adulti. Ci siamo dovuti adattare e abbiamo deciso di lavorare tanto con ragazzi locali".
La ricostruzione dell'organico ha portato alla formazione di una squadra giovane, con elementi appartenenti a diverse fasce d'età e buone prospettive soprattutto in attacco. "Strada facendo siamo riusciti a costruire una squadra che ha grosse potenzialità offensive. È un gruppo anche per alcuni aspetti disomogeneo a livello di età. Cito Parco e Ciniero del 2007, poi abbiamo una batteria di 2010. È un lavoro divertente, stimolante".
La priorità di Sturaro, tuttavia, non riguarda esclusivamente gli aspetti tecnici. L'ex calciatore considera fondamentali disciplina, sacrificio e capacità di imparare dagli errori. "Finora l’aspetto più importante è stato cercare di creare nel gruppo una mentalità votata al sacrificio, al lavoro. Facendo capire che la fatica, il cercare di migliorarsi, di individuare il problema, analizzare l’errore e lavorarci sopra sono parte del percorso". I primi risultati sono incoraggianti: "Oggi sono contento perché il gruppo risponde, si sta mentalizzando. I ragazzi trovano piacere nell’allenarsi, nel venire prima agli allenamenti e nell’andare via dopo".
La decisione di intraprendere la carriera da allenatore è maturata dopo un confronto con la famiglia e la società. L'esperienza con l'Under 16 nella passata stagione ha rafforzato una vocazione che oggi trova continuità alla guida della Primavera. "Alla fine ho capito che non avesse senso continuare sulla strada del calciatore. Facendo dei ragionamenti con la mia famiglia, ho deciso di lasciare il calcio giocato e, d’accordo con la società, di dedicarmi ai ragazzi. Ho iniziato l’anno scorso con l’Under 16, un gruppo incredibile che anche quest’anno sta dimostrando cose buone. Alcuni di loro sono arrivati anticipatamente in Primavera. Ho alimentato la voglia di fare questo lavoro, di dedicarmi completamente ai ragazzi".
Parallelamente all'attività sul campo, Sturaro sta seguendo un percorso formativo per conseguire un'abilitazione che gli permetta di allenare anche tra i professionisti. Un'ambizione accompagnata dalla volontà di migliorare quotidianamente e di costruire un gruppo capace di diventare una risorsa per il Catania.
In questo percorso assume particolare importanza il rapporto con Emilio Longo e il suo staff. "Noi come Primavera siamo fortunati ad avere una prima squadra vicina, un allenatore incredibile da cui cerchiamo di ricavare più indicazioni e consigli possibili. Il mister Longo è davvero predisposto ad aiutare, a creare un gruppo che non si limiti soltanto alla prima squadra, ma che coinvolga il settore giovanile".
La collaborazione comprende metodologie di allenamento, valutazioni tecniche e analisi dei dati, con l'obiettivo di avvicinare progressivamente i giovani alle esigenze del calcio professionistico. "Cerchiamo un confronto quasi quotidiano, prendendo spunto dalla prima squadra. Noi vogliamo essere il loro serbatoio, poi il mister deciderà se qualche ragazzo un domani meriterà di essere aggregato".
Sturaro ha infine evidenziato l'importanza del sostegno societario, riconoscendo il contributo di Giovanni Giuffrida nell'organizzazione quotidiana. "Non dimentico il direttore. Il reparto Primavera si è un po’ staccato dal settore giovanile, andando più vicino alla prima squadra. Giovanni Giuffrida nel quotidiano ci gestisce e ci dà una mano in tutto".
L'obiettivo resta quello di costruire un collegamento sempre più efficace tra vivaio e prima squadra, formando calciatori preparati non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche per mentalità e professionalità. Un progetto nel quale Sturaro intende crescere insieme ai suoi ragazzi, trasformando l'esperienza maturata da giocatore in un'opportunità per il futuro rossazzurro.









