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Catania, il puzzle difensivo di Longo: quattro pezzi per la svolta rossazzurra

29-10-2026 08:39 - Campionato
Autore: Redazione

Quattro pezzi che si incastrano, un equilibrio ritrovato e un sistema di gioco che ha cambiato il volto del Catania. La nuova solidità rossazzurra nasce anche da un puzzle difensivo nel quale Andrea Dini, Cristian Cabianca, Matteo Di Gennaro e Marco Allegretto hanno trovato la giusta collocazione. Il portiere e i tre difensori formano oggi l'ossatura di un reparto che, dopo le difficoltà iniziali, è diventato uno dei punti di riferimento della squadra di Emilio Longo. Un'intesa costruita progressivamente, attraverso il lavoro quotidiano e una diversa interpretazione degli spazi, che ha contribuito in maniera determinante alla crescita collettiva.

I numeri raccontano con chiarezza la trasformazione. Nelle prime quattro giornate, quando Longo aveva scelto di schierare la difesa a quattro, il Catania aveva raccolto appena tre punti, frutto della vittoria contro il Cosenza e delle sconfitte con Inter Under 23, Monopoli e Scafatese. Il passaggio alla retroguardia a tre ha invece coinciso con un netto cambio di rendimento: nelle successive sette partite sono arrivate cinque vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, quella sul campo del Potenza. Sedici punti conquistati sui ventuno disponibili, una media superiore ai due punti a incontro e una squadra capace di trovare maggiore continuità.

Come evidenzia La Sicilia, il cambiamento tattico è andato di pari passo con il recupero della condizione fisica di alcuni protagonisti e con il progressivo inserimento dei nuovi arrivati. Il ritorno di Dini tra i pali e quello di Di Gennaro al centro della difesa hanno restituito esperienza e sicurezza a un reparto che aveva bisogno di ritrovare certezze. Attorno a loro si sono alternati diversi interpreti, fino alla composizione dell'attuale quartetto completato da Cabianca e Allegretto.

Il primo pezzo del puzzle è proprio Dini, tornato titolare nella vittoriosa trasferta di Picerno e da allora riferimento costante tra i pali. Il portiere era stato uno dei protagonisti della solidità difensiva della passata stagione, conclusa dal Catania con 22 gare senza subire reti nelle 38 giornate della regular season. Un rendimento costruito anche grazie alla sua presenza in tutte le partite di campionato. Oltre alle parate, Dini garantisce comunicazione, capacità di lettura delle situazioni e sicurezza nelle uscite, qualità fondamentali per una squadra che cerca di mantenere il baricentro alto.

Al centro dello schieramento ha ritrovato spazio Di Gennaro, il secondo elemento indispensabile per completare l'intesa. Il difensore aveva visto interrompersi prematuramente la stagione precedente a causa del grave infortunio rimediato l'11 gennaio contro la Cavese, in una partita nella quale era riuscito anche a segnare nel finale nonostante i problemi fisici accusati durante il primo tempo. Il suo recupero ha restituito a Longo un giocatore capace di guidare la linea arretrata, organizzare le marcature e dare ordine alla costruzione dal basso.

Ai lati del centrale stanno emergendo con continuità Cabianca e Allegretto, gli altri due pezzi di un mosaico che funziona proprio grazie alla complementarità delle caratteristiche individuali. Cabianca, arrivato dalla Salernitana, ha sfruttato l'occasione determinata dall'infortunio di Ierardi, imponendosi attraverso prestazioni convincenti. La sua capacità di accompagnare l'azione, mantenendo al tempo stesso attenzione nelle chiusure, ha offerto nuove possibilità alla manovra rossazzurra.

Allegretto, dal canto suo, ha ritrovato un ruolo importante nello schieramento a tre, dimostrando personalità sia nella gestione del pallone sia nelle situazioni difensive. La sua crescita ha consentito al Catania di affrontare con maggiore sicurezza le transizioni avversarie e di sviluppare il gioco senza rinunciare alla partecipazione dei difensori alla fase offensiva. Proprio quest'ultimo aspetto rappresenta una delle caratteristiche più interessanti del sistema adottato da Longo.

Il percorso che ha portato all'attuale assetto è passato attraverso diverse combinazioni. Il primo successo con la difesa a tre è arrivato a Picerno, con Dini alle spalle di Ierardi, Di Gennaro e Perrotta, in una partita terminata 4-2. Successivamente sono arrivati lo 0-0 contro il Barletta, le vittorie per 2-1 a Caserta e contro il Crotone, quindi il 3-0 di Altamura. La sconfitta per 2-1 a Potenza non ha modificato le convinzioni del tecnico, che ha confermato la stessa struttura difensiva anche nel travolgente 6-0 rifilato al Giugliano.

Quest'ultima partita ha mostrato quanto la retroguardia a tre possa diventare anche uno strumento offensivo. Cabianca e Allegretto hanno accompagnato frequentemente la manovra, avanzando sulle rispettive corsie e creando superiorità numerica nella metà campo avversaria. La loro partecipazione ha favorito il lavoro degli esterni di centrocampo, Lunetta e Masciangelo, permettendo al Catania di occupare con maggiore efficacia gli spazi e di mantenere una pressione costante sulla difesa del Giugliano.

Non si tratta, dunque, soltanto di proteggere meglio la propria porta. La presenza di tre centrali offre copertura alle iniziative dei compagni, consente di recuperare rapidamente le posizioni e riduce il rischio di lasciare troppo campo agli avversari nelle ripartenze. Anche il contributo dei centrocampisti assume un'importanza decisiva, perché il funzionamento della linea arretrata dipende dalla capacità dell'intera squadra di accorciare le distanze e mantenere compattezza tra i reparti.

L'efficacia di questo sistema non esclude, tuttavia, la possibilità di modificare gli interpreti. Longo dispone di alternative che possono rivelarsi fondamentali durante una stagione lunga e impegnativa. Perrotta, protagonista di diverse partite nella prima parte del campionato, continua a rappresentare una soluzione affidabile, mentre Pagliai è recentemente tornato a disposizione. Resta inoltre atteso il recupero di Ierardi, il cui rientro in gruppo potrebbe avvenire nelle prossime settimane.

Proprio sulla concorrenza interna l'allenatore si è soffermato dopo la vittoria contro il Giugliano: "Allegretto sta facendo bene, ma sa di avere un concorrente di livello come Perrotta che ha dimostrato una professionalità assoluta e una collaborazione totale anche in allenamento. Si tratta di un giocatore che ha vinto campionati. Pagliai è rientrato e con lui a disposizione riuscirò a sviluppare altre idee. Aspettiamo Ierardi".

Parole che confermano come l'attuale composizione del reparto non debba essere interpretata come una gerarchia definitiva. La disponibilità di diversi calciatori con caratteristiche differenti permette al tecnico di intervenire in base agli avversari e alle necessità della partita, senza rinunciare ai principi tattici che hanno accompagnato la crescita rossazzurra. La competitività tra i difensori diventa così una risorsa, soprattutto quando è sostenuta dalla professionalità di chi trova meno spazio.

La trasferta di sabato contro l'Audace Cerignola rappresenterà una verifica particolarmente significativa. Il Catania dovrà misurarsi con una squadra che al Monterisi ha costruito gran parte delle proprie fortune, conquistando undici punti nelle prime cinque gare casalinghe, con undici reti realizzate e una soltanto subita. Serviranno attenzione, equilibrio e capacità di reagire alle diverse situazioni di gioco, perché la solidità mostrata contro il Giugliano dovrà essere confermata anche lontano dal Massimino.

Il puzzle difensivo del Catania sembra dunque aver trovato la combinazione giusta, ma il suo valore non dipende esclusivamente dai quattro protagonisti attualmente schierati. Dini, Cabianca, Di Gennaro e Allegretto rappresentano oggi l'immagine più evidente di un equilibrio riconquistato attraverso le scelte di Longo e il lavoro collettivo. Alle loro spalle, però, ci sono altri elementi pronti a inserirsi nel disegno tattico senza modificarne l'identità.

È questa, probabilmente, la conquista più importante del nuovo assetto rossazzurro: aver trasformato un reparto inizialmente alla ricerca di certezze in un sistema riconoscibile, nel quale ogni interprete conosce il proprio compito e contribuisce al funzionamento dell'insieme. Perché, come in un puzzle ben costruito, la forza della difesa del Catania non risiede soltanto nella qualità dei singoli pezzi, ma soprattutto nella precisione con cui riescono a incastrarsi.