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Catania, Longo: “Non cambio principi, serve continuità nel percorso”

15-09-2026 21:24 - Campionato
Autore: Redazione

Dopo il successo per 4-2 conquistato dal Catania sul campo dell'AZ Picerno, Emilio Longo è intervenuto ai microfoni di Telecolor, nel corso della trasmissione Diretta Stadio. Il tecnico rossazzurro ha analizzato la prestazione della squadra, le novità tattiche, la risposta arrivata dopo il ko con la Scafatese e le voci che nelle ultime ore avevano messo in discussione la sua posizione.

Longo parte dall'atteggiamento mostrato al “Donato Curcio”, collegando la prestazione di Picerno al percorso intrapreso nelle ultime settimane: “Credo che oggi abbiamo proseguito il percorso di crescita che la squadra, al di là dei risultati, aveva già mostrato nell'impatto con la partita contro il Cosenza. Anche la gara con la Scafatese, analizzata lontano dalla vicinanza emotiva della sconfitta, è stata una partita giusta, se non per alcune situazioni. Continuo a dire che devo portare questa squadra ad avere una certa identità di gioco e anche oggi credo che l'abbia dimostrato. Siamo tornati a pressare altissimi contro una squadra che fa del palleggio la propria forza. Dobbiamo essere determinati nel portare avanti una linea guida.”

Il tecnico ribadisce quindi uno dei concetti che considera centrali nel proprio lavoro: “Non penso e non voglio prostituire principi e idee rispetto a un risultato effimero, perché secondo me il risultato più grande arriverà quando la squadra avrà un'identità chiara, sarà completa nel proprio organico e potrà dire la sua contro chiunque. Dobbiamo portare avanti questa linea.”

Longo ha poi voluto ringraziare chi gli ha manifestato sostegno nei giorni più complicati: “Ringrazio l'ambiente che, a prescindere dalle difficoltà, mi ha fatto sentire la propria vicinanza. Non avendo contatti con nessuno, ho il telefono pieno di messaggi di gente di Catania, professionisti e tifosi che, nei giorni vicini a questa partita, mi hanno scritto invitandomi a non mollare e ad andare avanti. Posso assicurare loro che daremo sempre il massimo. Come gruppo di lavoro e come staff proveremo a lavorare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati all'inizio.”

La vittoria di Picerno, dunque, non deve diventare un punto d'arrivo: “Questi obiettivi sono stati prefissati rispetto a un'idea di gioco e questa idea stasera si è vista. Dobbiamo continuare, perché non abbiamo fatto niente se non diamo continuità al nostro percorso.”

Uno dei temi principali è stato il passaggio alla difesa a tre, con Ierardi riportato in una zona più congeniale e Di Gennaro nuovamente titolare: “La scelta è stata chiara. In questo momento non ho terzini destri e ho pensato che, più che sacrificare Mario sulla zona laterale, fosse meglio metterlo in una condizione più propria. Abbiamo forzato rispetto all'ingresso di Matteo, che ci dà sicuramente qualità nel palleggio e letture tattiche interessanti, quindi è stato anche abbastanza semplice ragionare in questo senso.

Longo, però, non vuole attribuire il successo esclusivamente al cambio di sistema: “Lo rimarco: non è stata la sistemazione in campo. La squadra ha avuto principi chiari, ha lavorato cercando di mettere la palla a terra e non abbiamo fatto qualcosa di diverso dal solito. Credo che abbiamo impattato molto più alti e che tutto sia nato dalla forza mostrata nella pressione alta, veramente al limite delle nostre possibilità organiche.”

Il calo degli ultimi minuti viene spiegato anche attraverso il dispendio accumulato durante una gara giocata a ritmi elevati: “Nell'ultimo quarto d'ora, con i cambi e con il fatto che non avevamo più nelle gambe quella solidità nella pressione, abbiamo rischiato qualcosa. Però credo che la partita sia stata vinta con una legittimità assoluta. Non era semplice: dopo le partite tutto sembra facile. Il Picerno è una squadra ben allenata, sa stare in campo e, se gli concedi spazio, prova a colpirti. Soprattutto a palla chiusa attacca la profondità e, se non sei bravo a scappare e a vincere i duelli, può metterti in grossa difficoltà. Abbiamo fatto un altro passettino avanti rispetto alla nostra idea e dobbiamo continuare.

Il tecnico ha affrontato poi direttamente le discussioni sulla propria posizione dopo la sconfitta contro la Scafatese: “Non c'è bisogno di spiegare come sto. Sto nello stesso modo delle altre partite, distante dal risultato, cercando nel post immediato di fare analisi lucide, concrete e di dire la verità. Ho detto la verità anche dopo la Scafatese e ripeto che, se quell'analisi la facessimo insieme in pubblica piazza mostrando tutti i numeri, capireste cosa intendo.”

Longo torna così sull'ultima gara persa al Massimino: “Abbiamo tirato il doppio della Scafatese in porta, abbiamo avuto un indice di pericolosità doppio rispetto alla Scafatese e non abbiamo portato a casa punti. Poi sconfitte e vittorie raccontano partite diverse. Io faccio l'allenatore, quindi so quanto stiamo lavorando e quanto stiamo facendo bene. Non mi interessa parlare d'altro.

La reazione dei suoi giocatori è stata invece particolarmente apprezzata: “Posso soltanto assicurarvi che i ragazzi sono dentro questo percorso e credo che lo abbiate visto tutti. Se queste notizie suscitano nei miei giocatori questo spirito di attaccamento e questa voglia di andare a recuperare i palloni in avanti, allora facciamo pure in modo che Longo sia a rischio esonero ogni partita. Non è un problema.

Il tecnico rivendica inoltre il tempo necessario per completare un processo iniziato con una squadra profondamente rinnovata: “Io faccio l'allenatore e, finché avrò tempo, utilizzerò il mio tempo per cercare soluzioni. Il resto non mi interessa. Chi pensa che Longo, in quattro o cinque partite, possa portare a casa un'identità precisa di gioco con il 50% della squadra che ha meno della metà degli allenamenti fatti, credo che pensi a un'utopia. Io non faccio il mago. Ho principi di lavoro chiari e posso assicurarvi che i ragazzi sono allineati. Anche questa sera lo hanno testimoniato.

Longo racconta poi le sensazioni vissute nelle ore precedenti la partita attraverso un'immagine molto forte: “Non ho sentito vicino a me questo tipo di pressione. Ho sentito soltanto una carica impressionante. Ero come un boxer vicino alle corde che, arrivato al dodicesimo round, sa di poter tirare un pugno più forte dell'altro e mettere l'avversario KO. Me la sono giocata in questo modo e me la giocherò così tutte le altre volte.”

Nessun arretramento, dunque, rispetto alla propria filosofia: “Non sono disponibile a variare nulla nei principi e nell'identità. Proverò fino alla fine a regalare soddisfazioni alle tante persone che incontro, che mi stringono la mano e che mi danno manforte ogni volta che mi vedono per strada. Non dirò mai bugie. Quando ho incontrato i tifosi a Norcia ho promesso che avrei onorato i colori indossati dalla mia squadra dando il massimo, e lo sto facendo. Continuerò a lavorare in questo modo.

Sul rendimento di Bruzzaniti e sulla possibilità che il 3-4-3 possa diventare la nuova strada tattica, Longo sposta ancora una volta l'attenzione dalla disposizione alla mentalità: “La strada da perseguire è quella della mentalità, non della sistemazione in campo, perché Bruzzaniti ha avuto altre possibilità e non le ha giocate in questo modo. Dobbiamo capire che, giocando con il Catania, ogni partita deve essere affrontata per vincerla e chi gioca contro di noi alza il proprio livello individuale.”

Il messaggio dell'allenatore è chiaro: “Non possiamo aspettare che si debba tagliare la testa a qualcuno o trovare un colpevole per avere questo tipo di reazioni. Credo che, con questa mentalità, avremmo potuto giocare con cinque, quattro o anche due difensori e avremmo vinto tutte le partite precedenti. La soluzione dei problemi del Catania sta nell'incisività rispetto a quanto la squadra ha già prodotto.”

Longo chiude citando alcuni dati che, a suo giudizio, fotografano il lavoro costruito fin qui: “Prima della partita con il Picerno avevamo tirato 49 volte verso la porta, subendo 22 tiri. Siamo la squadra che prende meno tiri in porta del nostro campionato, 2,8 a partita. Siamo anche una delle squadre che produce il maggior numero di conclusioni, siamo primi per possesso palla e primi per possesso nella metà campo avversaria. Un allenatore, dopo aver portato i propri calciatori a tirare più degli avversari in tutte le partite precedenti, credo non possa fare altro che alzare ulteriormente il livello motivazionale. Ed è quello che stiamo provando a fare.