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Catania-Inter U23, le pagelle: Russo il migliore, difesa da registrare

23-08-2026 21:22 - Pagelle
Autore: Massimiliano Giliberto

Al termine della gara persa dal Catania al “Massimino” contro l’Inter U23 per 2-1, ecco i voti e i giudizi dei calciatori secondo la nostra redazione.

RINALDI 6: incolpevole sui gol subiti, l’ex Parma dimostra di avere personalità e senso della posizione, facendosi trovare sempre pronto sulle conclusioni verso lo specchio della propria porta. Ha l’arduo compito di iniziare l’azione dal basso, così come richiesto da mister Longo, e il nuovo portiere rossazzurro non sbaglia mai il tocco iniziale. Anche sul rigore trasformato da Mosconi aveva indovinato la direzione, ma la conclusione era troppo angolata per poterla respingere.

PAGLIAI 5,5: sua la prima occasione da gol quando, su un corner calciato da Cicerelli, sfrutta l’uscita errata del portiere avversario e calcia in porta trovando la respinta sulla linea. Appare un po’ timido in fase offensiva e anche in difesa soffre la vivacità degli attaccanti nerazzurri. Nella ripresa cambia fascia, con l’ingresso di Raimo, ma l’ex Picerno dimostra di non essere ancora in condizione, perdendo spesso i confronti in velocità con gli esterni avversari.

IERARDI 5: Marione soffre tantissimo la nuova posizione da centrale difensivo, perdendo diversi duelli contro l’attaccante dell’Inter Lavelli. È colui che paga maggiormente la poca intesa del reparto difensivo, avendo tra l’altro provato poco la coppia con Perrotta. La nuova posizione, ovviamente, lo limita tanto anche nelle sue sgroppate offensive e, quindi, non è stato certamente lo Ierardi dello scorso anno.

PERROTTA 5: si perde nettamente l’inserimento di Maye in occasione del vantaggio dei nerazzurri e, in generale, si vede ancora che non ha la giusta intesa con i compagni di reparto. Dopo i pochi minuti di Parma, debutta da titolare anche per il problema alla mano di Allegretto ma, così come gli altri compagni di reparto, dimostra di non avere ancora condizione e intesa, dinanzi alla spensieratezza e alla freschezza dei giovani attaccanti nerazzurri.
(Dall’80’ DI TACCHIO s.v.: pochi minuti nel forcing finale per il numero 14 che, al suo ingresso in campo, ha ricevuto anche qualche fischio per gli ormai noti fatti di Ascoli. Che possa essere stata la partita d’addio?)

DONNARUMMA 5,5: decisivo nel deviare in angolo la conclusione a botta sicura di Lavelli, anche se dal corner successivo arriva il gol di Maye. Così come i compagni di reparto, non riesce a prendere le misure agli avversari. Prova a dare spinta sulla sua corsia, sovrapponendosi a Cicerelli, ma non riesce mai a rendersi pericoloso. (Dal 46’ RAIMO 6: contribuisce con corsa e dinamismo a una ripresa sicuramente più efficace da parte del Catania, cercando di essere più partecipe al gioco di quanto non lo sia stato Pagliai nel primo tempo. Interessanti anche alcuni suoi cross in area che non sono stati sfruttati opportunamente e, anche in fase difensiva, si è mostrato rapido e attento nelle chiusure).

CORBARI 5: il numero 30 rossazzurro non riesce a trovare la giusta collocazione in campo, facendo mancare sia il filtro in mediana davanti alla difesa sia eventuali inserimenti in avanti. Serviranno altre partite per capire se Andrea potrà essere un elemento importante per il gioco di Longo. (Dal 46’ RUSSO 7: il ragazzo catanese dà l’impulso giusto al tentativo di rimonta etneo. Al 60’ ci prova con un diagonale di destro che Melgrati devia in angolo e, cinque minuti dopo, insacca di testa su una punizione dalla trequarti calciata da Cicerelli. Poco dopo si fa trovare bene in area di rigore con una sponda perfetta che manda alla conclusione Lunetta. Cresciuto nelle giovanili del Calcio Catania 1946, Flavio può essere davvero quel prodotto nato e cresciuto con la lava nelle vene capace di risultare decisivo).

QUAINI 6: da tre anni si trova a interpretare un ruolo da playmaker che sa svolgere, ma che non lo vede certamente tra i migliori della categoria. Eppure Alessandro dà il massimo, cercando di fare da schermo davanti alla difesa e provando anche qualche lancio per gli esterni. Nel finale gioca da difensore e si distingue per alcune chiusure importanti. È sempre un jolly prezioso e anche Longo, alla lunga, sa che difficilmente potrà farne a meno.

JIMÉNEZ 5,5: quando il pallone è tra i suoi piedi, si ha sempre la sensazione che possa accadere qualcosa di importante, anche se a volte eccede con finezze fini a se stesse. La sua posizione è un po’ ibrida perché, in fase di possesso, si alza rispetto agli altri centrocampisti, giocando da sottopunta e provando a fornire l’assist decisivo. Al 43’ commette il fallo su Lavelli che porta al calcio di rigore trasformato da Mosconi. Nella ripresa, con l’ingresso di Bruzzaniti, arretra la propria posizione e scompare un po’ dal gioco. Al 56’, inoltre, in area di rigore, anziché concludere a rete serve male Bruzzaniti, sprecando una ghiotta occasione.

LIGUORI 5: scelto da titolare nel ballottaggio con Bruzzaniti, appare ancora estraneo alla manovra, tanto che il gioco rossazzurro si sviluppa maggiormente sulla fascia opposta rispetto alla sua. Suo il cross per il colpo di testa di Leonardi a inizio gara, ma poi non si ricordano altre occasioni nelle quali l’ex Padova sia stato determinante. (Dal 64’ LUNETTA 5,5: reduce da un problema fisico che gli ha fatto saltare la trasferta di Parma, non viene rischiato dal primo minuto, ma quando entra prova a dare il proprio contributo in fase offensiva. Ha sui piedi una splendida palla servita da Russo, ma calcia male, schiacciando il pallone che arriva facile tra le braccia del portiere avversario. Serve che ritrovi la condizione al più presto perché nel 4-3-3 di Longo può essere decisivo).

LEONARDI 5,5: il ragazzo si batte tanto e lotta su ogni pallone, ma si ritrova spesso raddoppiato. Al 14’ prova lo stacco di testa sul cross di Liguori, ma la sua conclusione finisce fuori. Ha potenzialità che si intravedono, ma con l’arrivo di Coda e l’esperienza che porterà l’ex Samp potrebbe trovare meno spazio. (Dal 46’ BRUZZANITI 5,5: entra per dare maggiore vivacità alla manovra offensiva e tentare una clamorosa rimonta, ma l’ex Pineto non trova la giusta posizione in campo, andando spesso a occupare la stessa zona nella quale agisce Cicerelli. Non ha ancora lo spunto giusto per saltare l’uomo e creare superiorità numerica, ma Longo crede molto nel numero 7 rossazzurro).

CICERELLI 6
: il neo capitano rossazzurro è un riferimento per la manovra del Catania. Tutte le azioni passano dai suoi piedi e, quando non si sa a chi affidare il pallone, la squadra tende a cercarlo. Prova a saltare l’avversario con dribbling e giocate interessanti, ma non sempre riesce a trovare il compagno in area. Da un suo calcio di punizione arriva il colpo di testa di Russo che manda il pallone in rete e riaccende le speranze etnee, anche se la partita era già fortemente compromessa. In ogni caso, sperando che nessun avversario lo metta ko per diversi mesi come accaduto lo scorso anno, la presenza del numero 10 in campo è sempre un valore aggiunto per il Catania in termini di qualità e talento.

ALL. LONGO 5,5: il blackout totale degli ultimi 15 minuti del primo tempo costa la sconfitta all’esordio al nuovo allenatore rossazzurro. Nella ripresa prova a riprendere la gara cambiando modulo e passando al 4-2-3-1 e, in effetti, la squadra produce di più, ma soffre anche diverse ripartenze avversarie. È fondamentale registrare meglio la fase difensiva perché troppe volte il Catania ha rischiato di subire altre reti. Le idee di gioco e lo sviluppo della manovra sono interessanti, ma serve tempo per diventare una squadra capace di imporsi con continuità.

INTER U23 7,5: i ragazzi di mister Vecchi sono stati davvero impeccabili. Corsa, vivacità, dinamismo e concretezza per una squadra che ha vinto al Massimino con merito. Oltre al gioco corale, si sottolineano alcune individualità interessanti come Lavelli, Mosconi e Kaczmarski, giocatori già nel giro della prima squadra. Complimenti a una formazione che potrà dire la sua nel corso del campionato.