Viali carica il Catania: “Col Picerno serve un altro passo avanti”
04-04-2026 11:07 - Conferenze Stampa
Autore: Andrea Mazzeo
Il Catania si prepara alla sfida di Pasquetta contro l’AZ Picerno con la volontà di dare continuità ai recenti risultati e, soprattutto, al percorso di crescita avviato con l’arrivo in panchina di William Viali. Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico rossazzurro ha toccato diversi temi, dall’evoluzione della squadra alle scelte di formazione, passando per l’identità che vuole costruire in vista del finale di stagione. Un intervento ricco di spunti, nel quale l’allenatore ha insistito soprattutto su un concetto: il Catania deve continuare a migliorare senza perdere di vista l’obiettivo immediato del risultato.
Viali è partito dall’analisi dell’ultima gara, quella vinta sul campo del Latina, sottolineando come la squadra abbia già mostrato segnali incoraggianti sotto il profilo della gestione e della personalità. “Ci tengo a sottolineare che la squadra ha già fatto un passo in avanti rispetto alla prima prestazione da quando sono arrivato io. Siamo migliorati nella gestione della palla, siamo partiti molto bene, negli ultimi 20 minuti abbiamo fatto quello che volevamo. Probabilmente dobbiamo crescere nello sviluppo alto, negli ultimi venti o trenta metri, perché chiaramente non è semplice mettere dentro tante cose velocemente: ci vuole tempo. Però ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi”.
L’allenatore ha poi riconosciuto come la partita di Latina abbia messo il Catania di fronte a una sfida diversa da quella immaginata in partenza, costringendo i rossazzurri ad adattarsi a una gara più sporca e frammentata. “Nella parte finale del primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà, ma anche per merito dell’avversario, perché chiaramente incontriamo squadre che hanno obiettivi importanti. Però la squadra ci ha convissuto bene, nel senso che il Latina ha messo la partita su un piano un po’ sporco e riuscire a giocare bene in quei momenti non è facile. Dobbiamo adattarci anche alle situazioni e l’abbiamo fatto bene. Poi nella ripresa credo che la squadra abbia assolutamente preso in mano il pallino del gioco e probabilmente avremmo dovuto chiuderla prima, visto che abbiamo avuto tre o quattro palle gol importanti. È la cosa su cui stiamo lavorando”.
Proprio da qui nasce il filo conduttore del suo lavoro: rendere il Catania una squadra più padrona delle partite, capace di gestirle e orientarle secondo le proprie qualità. Un’idea chiara, che Viali ha ribadito anche quando gli è stato chiesto se il suo obiettivo sia dominare il gioco oppure adattarsi ai contesti. “E' chiaro che stiamo lavorando per cercare di comandare e decidere come deve andare la partita. L’idea perfetta sarebbe quella di recuperare velocemente la palla agli avversari e tenerla il più possibile, ma tenerla con un fine ben preciso, con idee chiare per andare verticali e servire la nostra fase offensiva, cercando di creare il più possibile. Probabilmente questa è l’idea che hanno tutti gli allenatori prima delle partite. Poi, però, la cosa difficile è che dentro una partita ce ne sono due o tre diverse e quando cambia, quando esce dai binari che abbiamo preparato, dobbiamo saperci stare, altrimenti rischiamo di farci trovare spiazzati. E questo non può succedere”.
Da questo punto di vista, Viali ha dato anche una lettura molto concreta del campionato di Serie C, definendolo un torneo in cui spesso la qualità del gioco si sporca inevitabilmente a causa dei contesti, delle tensioni e delle strategie degli avversari. “È un campionato fondamentalmente sporco. Per giocare bene spesso ci vogliono due interpreti che vogliano giocare bene, allora viene fuori una partita bella. È difficile giocare bene se l’altra squadra ha obiettivi diversi e imposta la gara in maniera differente, nel rispetto di ogni strategia. Però noi dobbiamo cercare di pulirla il più possibile, perché la partita sporca non esalta le nostre qualità”.
In questo quadro si inserisce anche la partita di lunedì contro il Picerno, che Viali considera un test delicato e tutt’altro che scontato. “Incontriamo una squadra organizzata, che ha le idee molto chiare e che ha un obiettivo da raggiungere. Quindi, come sempre, non sarà semplice. Però è giusto rimanere focalizzati sul nostro percorso. Io pretendo che ogni partita ci faccia vedere qualche miglioria. Poi, dentro la gara, ci saranno difficoltà, come sempre, ma noi abbiamo l’esigenza di cercare un risultato importante attraverso una crescita che deve accompagnarci di gara in gara”.
Il tecnico ha insistito molto sul fatto che il Catania non possa permettersi di vivere questo finale di regular season soltanto come una preparazione ai playoff. L’obiettivo, semmai, è costruire attraverso le partite una base solida, senza mai abbassare il livello della prestazione. “È giusto sottolineare che il fine è il risultato. Noi dobbiamo arrivare a preparare un finale di campionato importante, ma attraverso crescita e risultati, perché contro il Picerno l’obiettivo più importante è provare a vincere la partita. Questo è molto importante. Io non posso permettermi di usare la settimana che ho utilizzato per arrivare a questa partita pensando solo al futuro un po’ più lontano. L’ho fatto cercando di fare la miglior prestazione possibile contro il Picerno”.
Viali ha poi spiegato quanto sia sottile il confine, in questo momento, tra programmazione e attenzione al presente. “Io sono convinto che la prestazione col Picerno, se sarà fatta bene, ci darà crescita e forza per il futuro. Però è molto sottile il confine tra essere bravi e rimanere sul pezzo, anche perché non abbiamo ancora raggiunto nessun risultato matematicamente. E poi ogni partita ci può dare tanto, ma può anche toglierci tanto. Non dimentichiamo che una partita sbagliata può togliere sicurezza in un percorso soprattutto nuovo. Quindi bisogna stare con le antenne dritte, perché è pericoloso e perché l’abitudine, tra virgolette, a non dare il 110% non è una buona cosa”.
Da qui nasce anche un messaggio molto forte rivolto al gruppo, ma indirettamente anche all’ambiente. “La prima cosa che pretendo dai miei calciatori è che ogni prestazione, quando mettono questa maglia, che è importante e nella quale la gente deve rispecchiarsi, non possa mai essere sotto il 100%”. Una frase che sintetizza perfettamente la filosofia con cui Viali vuole accompagnare il Catania in questo rush finale: identità, partecipazione, intensità e responsabilità.
Uno dei temi più sentiti, naturalmente, è quello legato all’attacco e alle condizioni di Francesco Forte. Anche su questo punto l’allenatore ha fornito un aggiornamento preciso, spiegando che il centravanti non sarà ancora disponibile per la sfida di Pasquetta, ma che il suo recupero si sta gradualmente avvicinando. “Forte si è avvicinato al gruppo, nel senso che ha cominciato a muoversi con noi, chiaramente evitando certe situazioni, ma non sarà disponibile per lunedì. La speranza è che dalla settimana prossima possa lavorare totalmente in gruppo”.
L’assenza di Forte costringe Viali a ragionare ancora su soluzioni di emergenza e su equilibri delicati in avanti. In questo senso, molto interessante è stata la sua riflessione sul rapporto tattico tra Lunetta e Caturano, due giocatori che possono essere alternativi ma anche complementari in base al tipo di gara. “Sono assolutamente complementari. Sono combattuto su questa situazione, nel senso che sono consapevole che nel primo tempo ho tolto un vertice importante per la fase offensiva, ma quella scelta mi ha fatto gestire bene l’andamento della gara rispetto a come volevamo. Quindi bisogna capire. È un momento chiaramente di emergenza in quel reparto, dovrò fare delle scelte sapendo che una situazione mi dà tanto da una parte e meno dall’altra. In base alla partita che vogliamo impostare, deciderò all’ultimo”.
Anche per questo motivo, le valutazioni di formazione restano aperte su più fronti. E tra i nomi finiti sotto osservazione c’è anche quello di Quaini, che pure potrebbe nuovamente partire dalla panchina. Viali, però, ha allargato il discorso all’intera rosa, sottolineando come i ballottaggi stiano aumentando con il passare delle settimane. “Il rischio c’è, ma per Quaini e per tanti altri. Ogni settimana mi sta insegnando qualcosa di nuovo. I ballottaggi stanno aumentando, chiaramente, perché conosco meglio i calciatori e perché stanno dimostrando in allenamento di pretendere la maglia da titolare. Come quello di Quaini, ce ne sono tanti altri. Diventa sempre più difficile fare la formazione serenamente”.
Questa apertura, in realtà, è anche uno dei segnali di un gruppo che sta rispondendo. Viali lo ha lasciato intendere più volte, mostrando soddisfazione per l’atteggiamento generale e per la disponibilità del collettivo a recepire i concetti richiesti. Il tecnico ha parlato anche di “aggressività”, ma chiarendo bene cosa intenda davvero con questo termine. Non solo pressione senza palla, ma soprattutto atteggiamento propositivo e capacità di martellare l’avversario anche attraverso il possesso. “Dal mio punto di vista la squadra sta già provando a fare un calcio aggressivo per mentalità. Per me aggressivo vuol dire esserlo anche in possesso palla, quindi forzare, tenere l’avversario sotto pressione per più tempo. Se pensi di fare l’azione perfetta dopo cinque minuti per vincere la partita, diventa complicato. Quella situazione bisogna forzarla nel tempo, mettere sotto stress la fase difensiva degli avversari finché poi non ti lasciano un pertugio”.
Una lettura molto concreta, che si lega alla necessità di trovare spazi contro avversari che contro il Catania tendono quasi sempre a chiudersi e ad alzare il livello dell’attenzione. “In questo campionato è difficile trovare una squadra, soprattutto contro il Catania, rilassata o leggera. Dobbiamo essere noi a martellare l’idea per riuscire ad aprire questi spazi”.
A tal proposito, Viali ha citato un passaggio che lo ha particolarmente soddisfatto nella gara di Latina: la gestione del vantaggio. “Mi è piaciuto molto che, dopo essere andati in vantaggio, rispetto magari a cose che avevamo fatto meno bene col Casarano, la squadra abbia guadagnato metri in avanti. Anche in non possesso abbiamo pressato al limite dell’area loro, siamo stati lontani dalla nostra area di rigore e questo aiuta. Questa è mentalità, questo vuol dire essere aggressivi nella prestazione. Ha dimostrato anche il fatto che poi è bastata una sola palla rischiosa, in una giornata particolarissima anche per il vento. Se avessimo portato l’avversario più volte nei nostri ultimi venti metri, avremmo potuto rischiare situazioni diverse. Invece questo atteggiamento propositivo dei ragazzi ci ha permesso di portare a casa il risultato con la giusta serenità”.
Nel corso della conferenza c’è stato spazio anche per un accenno alla Primavera, con Viali che ha riconosciuto il buon lavoro svolto da Biagianti e i segnali positivi che arrivano dal settore giovanile. Pur senza sbilanciarsi su eventuali inserimenti imminenti, il tecnico ha mostrato attenzione al tema. “So che la Primavera sta facendo molto bene e che Biagianti sta facendo un ottimo lavoro. Onestamente, però, non conosco ancora benissimo nemmeno la mia squadra, nel senso che sto imparando e sono sicuro che ogni settimana scoprirò qualcosa di nuovo sui miei calciatori. In questo momento l’urgenza è capire benissimo cosa posso fare con il gruppo che ho a disposizione. Poi chiaramente si considera tutto a 360 gradi, ma ci sono delle priorità che in questo momento mi portano altrove”.
A chi gli ha chiesto, infine, quanto senta già sua questa squadra, Viali ha risposto in maniera netta, quasi istintiva, facendo capire di essere entrato pienamente dentro il progetto rossazzurro. “La sento mia al 100% dal primo giorno che ho accettato questo ruolo. Al di là di quello che riuscirò a fare, a plasmare o ad abituare i ragazzi rispetto alle mie idee, dal primo giorno è diventata mia completamente. Poi riuscirò a farla con tutte le mie caratteristiche il più possibile, bene; se non ci riuscirò lo faremo diversamente, ma sarà mia comunque”.
È probabilmente questa la sintesi migliore della conferenza stampa di Viali: un tecnico che sta ancora costruendo, ma che ha già preso pieno possesso della squadra e del contesto. Il match contro il Picerno rappresenterà un altro passaggio importante per capire a che punto sia il processo di trasformazione del Catania. Non soltanto in termini di classifica, ma soprattutto per misurare quanto la squadra stia davvero assimilando quella mentalità aggressiva, lucida e concreta che il suo allenatore continua a chiedere. La Pasquetta, al Massimino, sarà un’altra tappa di questo percorso.
Il Catania si prepara alla sfida di Pasquetta contro l’AZ Picerno con la volontà di dare continuità ai recenti risultati e, soprattutto, al percorso di crescita avviato con l’arrivo in panchina di William Viali. Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico rossazzurro ha toccato diversi temi, dall’evoluzione della squadra alle scelte di formazione, passando per l’identità che vuole costruire in vista del finale di stagione. Un intervento ricco di spunti, nel quale l’allenatore ha insistito soprattutto su un concetto: il Catania deve continuare a migliorare senza perdere di vista l’obiettivo immediato del risultato.
Viali è partito dall’analisi dell’ultima gara, quella vinta sul campo del Latina, sottolineando come la squadra abbia già mostrato segnali incoraggianti sotto il profilo della gestione e della personalità. “Ci tengo a sottolineare che la squadra ha già fatto un passo in avanti rispetto alla prima prestazione da quando sono arrivato io. Siamo migliorati nella gestione della palla, siamo partiti molto bene, negli ultimi 20 minuti abbiamo fatto quello che volevamo. Probabilmente dobbiamo crescere nello sviluppo alto, negli ultimi venti o trenta metri, perché chiaramente non è semplice mettere dentro tante cose velocemente: ci vuole tempo. Però ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi”.
L’allenatore ha poi riconosciuto come la partita di Latina abbia messo il Catania di fronte a una sfida diversa da quella immaginata in partenza, costringendo i rossazzurri ad adattarsi a una gara più sporca e frammentata. “Nella parte finale del primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà, ma anche per merito dell’avversario, perché chiaramente incontriamo squadre che hanno obiettivi importanti. Però la squadra ci ha convissuto bene, nel senso che il Latina ha messo la partita su un piano un po’ sporco e riuscire a giocare bene in quei momenti non è facile. Dobbiamo adattarci anche alle situazioni e l’abbiamo fatto bene. Poi nella ripresa credo che la squadra abbia assolutamente preso in mano il pallino del gioco e probabilmente avremmo dovuto chiuderla prima, visto che abbiamo avuto tre o quattro palle gol importanti. È la cosa su cui stiamo lavorando”.
Proprio da qui nasce il filo conduttore del suo lavoro: rendere il Catania una squadra più padrona delle partite, capace di gestirle e orientarle secondo le proprie qualità. Un’idea chiara, che Viali ha ribadito anche quando gli è stato chiesto se il suo obiettivo sia dominare il gioco oppure adattarsi ai contesti. “E' chiaro che stiamo lavorando per cercare di comandare e decidere come deve andare la partita. L’idea perfetta sarebbe quella di recuperare velocemente la palla agli avversari e tenerla il più possibile, ma tenerla con un fine ben preciso, con idee chiare per andare verticali e servire la nostra fase offensiva, cercando di creare il più possibile. Probabilmente questa è l’idea che hanno tutti gli allenatori prima delle partite. Poi, però, la cosa difficile è che dentro una partita ce ne sono due o tre diverse e quando cambia, quando esce dai binari che abbiamo preparato, dobbiamo saperci stare, altrimenti rischiamo di farci trovare spiazzati. E questo non può succedere”.
Da questo punto di vista, Viali ha dato anche una lettura molto concreta del campionato di Serie C, definendolo un torneo in cui spesso la qualità del gioco si sporca inevitabilmente a causa dei contesti, delle tensioni e delle strategie degli avversari. “È un campionato fondamentalmente sporco. Per giocare bene spesso ci vogliono due interpreti che vogliano giocare bene, allora viene fuori una partita bella. È difficile giocare bene se l’altra squadra ha obiettivi diversi e imposta la gara in maniera differente, nel rispetto di ogni strategia. Però noi dobbiamo cercare di pulirla il più possibile, perché la partita sporca non esalta le nostre qualità”.
In questo quadro si inserisce anche la partita di lunedì contro il Picerno, che Viali considera un test delicato e tutt’altro che scontato. “Incontriamo una squadra organizzata, che ha le idee molto chiare e che ha un obiettivo da raggiungere. Quindi, come sempre, non sarà semplice. Però è giusto rimanere focalizzati sul nostro percorso. Io pretendo che ogni partita ci faccia vedere qualche miglioria. Poi, dentro la gara, ci saranno difficoltà, come sempre, ma noi abbiamo l’esigenza di cercare un risultato importante attraverso una crescita che deve accompagnarci di gara in gara”.
Il tecnico ha insistito molto sul fatto che il Catania non possa permettersi di vivere questo finale di regular season soltanto come una preparazione ai playoff. L’obiettivo, semmai, è costruire attraverso le partite una base solida, senza mai abbassare il livello della prestazione. “È giusto sottolineare che il fine è il risultato. Noi dobbiamo arrivare a preparare un finale di campionato importante, ma attraverso crescita e risultati, perché contro il Picerno l’obiettivo più importante è provare a vincere la partita. Questo è molto importante. Io non posso permettermi di usare la settimana che ho utilizzato per arrivare a questa partita pensando solo al futuro un po’ più lontano. L’ho fatto cercando di fare la miglior prestazione possibile contro il Picerno”.
Viali ha poi spiegato quanto sia sottile il confine, in questo momento, tra programmazione e attenzione al presente. “Io sono convinto che la prestazione col Picerno, se sarà fatta bene, ci darà crescita e forza per il futuro. Però è molto sottile il confine tra essere bravi e rimanere sul pezzo, anche perché non abbiamo ancora raggiunto nessun risultato matematicamente. E poi ogni partita ci può dare tanto, ma può anche toglierci tanto. Non dimentichiamo che una partita sbagliata può togliere sicurezza in un percorso soprattutto nuovo. Quindi bisogna stare con le antenne dritte, perché è pericoloso e perché l’abitudine, tra virgolette, a non dare il 110% non è una buona cosa”.
Da qui nasce anche un messaggio molto forte rivolto al gruppo, ma indirettamente anche all’ambiente. “La prima cosa che pretendo dai miei calciatori è che ogni prestazione, quando mettono questa maglia, che è importante e nella quale la gente deve rispecchiarsi, non possa mai essere sotto il 100%”. Una frase che sintetizza perfettamente la filosofia con cui Viali vuole accompagnare il Catania in questo rush finale: identità, partecipazione, intensità e responsabilità.
Uno dei temi più sentiti, naturalmente, è quello legato all’attacco e alle condizioni di Francesco Forte. Anche su questo punto l’allenatore ha fornito un aggiornamento preciso, spiegando che il centravanti non sarà ancora disponibile per la sfida di Pasquetta, ma che il suo recupero si sta gradualmente avvicinando. “Forte si è avvicinato al gruppo, nel senso che ha cominciato a muoversi con noi, chiaramente evitando certe situazioni, ma non sarà disponibile per lunedì. La speranza è che dalla settimana prossima possa lavorare totalmente in gruppo”.
L’assenza di Forte costringe Viali a ragionare ancora su soluzioni di emergenza e su equilibri delicati in avanti. In questo senso, molto interessante è stata la sua riflessione sul rapporto tattico tra Lunetta e Caturano, due giocatori che possono essere alternativi ma anche complementari in base al tipo di gara. “Sono assolutamente complementari. Sono combattuto su questa situazione, nel senso che sono consapevole che nel primo tempo ho tolto un vertice importante per la fase offensiva, ma quella scelta mi ha fatto gestire bene l’andamento della gara rispetto a come volevamo. Quindi bisogna capire. È un momento chiaramente di emergenza in quel reparto, dovrò fare delle scelte sapendo che una situazione mi dà tanto da una parte e meno dall’altra. In base alla partita che vogliamo impostare, deciderò all’ultimo”.
Anche per questo motivo, le valutazioni di formazione restano aperte su più fronti. E tra i nomi finiti sotto osservazione c’è anche quello di Quaini, che pure potrebbe nuovamente partire dalla panchina. Viali, però, ha allargato il discorso all’intera rosa, sottolineando come i ballottaggi stiano aumentando con il passare delle settimane. “Il rischio c’è, ma per Quaini e per tanti altri. Ogni settimana mi sta insegnando qualcosa di nuovo. I ballottaggi stanno aumentando, chiaramente, perché conosco meglio i calciatori e perché stanno dimostrando in allenamento di pretendere la maglia da titolare. Come quello di Quaini, ce ne sono tanti altri. Diventa sempre più difficile fare la formazione serenamente”.
Questa apertura, in realtà, è anche uno dei segnali di un gruppo che sta rispondendo. Viali lo ha lasciato intendere più volte, mostrando soddisfazione per l’atteggiamento generale e per la disponibilità del collettivo a recepire i concetti richiesti. Il tecnico ha parlato anche di “aggressività”, ma chiarendo bene cosa intenda davvero con questo termine. Non solo pressione senza palla, ma soprattutto atteggiamento propositivo e capacità di martellare l’avversario anche attraverso il possesso. “Dal mio punto di vista la squadra sta già provando a fare un calcio aggressivo per mentalità. Per me aggressivo vuol dire esserlo anche in possesso palla, quindi forzare, tenere l’avversario sotto pressione per più tempo. Se pensi di fare l’azione perfetta dopo cinque minuti per vincere la partita, diventa complicato. Quella situazione bisogna forzarla nel tempo, mettere sotto stress la fase difensiva degli avversari finché poi non ti lasciano un pertugio”.
Una lettura molto concreta, che si lega alla necessità di trovare spazi contro avversari che contro il Catania tendono quasi sempre a chiudersi e ad alzare il livello dell’attenzione. “In questo campionato è difficile trovare una squadra, soprattutto contro il Catania, rilassata o leggera. Dobbiamo essere noi a martellare l’idea per riuscire ad aprire questi spazi”.
A tal proposito, Viali ha citato un passaggio che lo ha particolarmente soddisfatto nella gara di Latina: la gestione del vantaggio. “Mi è piaciuto molto che, dopo essere andati in vantaggio, rispetto magari a cose che avevamo fatto meno bene col Casarano, la squadra abbia guadagnato metri in avanti. Anche in non possesso abbiamo pressato al limite dell’area loro, siamo stati lontani dalla nostra area di rigore e questo aiuta. Questa è mentalità, questo vuol dire essere aggressivi nella prestazione. Ha dimostrato anche il fatto che poi è bastata una sola palla rischiosa, in una giornata particolarissima anche per il vento. Se avessimo portato l’avversario più volte nei nostri ultimi venti metri, avremmo potuto rischiare situazioni diverse. Invece questo atteggiamento propositivo dei ragazzi ci ha permesso di portare a casa il risultato con la giusta serenità”.
Nel corso della conferenza c’è stato spazio anche per un accenno alla Primavera, con Viali che ha riconosciuto il buon lavoro svolto da Biagianti e i segnali positivi che arrivano dal settore giovanile. Pur senza sbilanciarsi su eventuali inserimenti imminenti, il tecnico ha mostrato attenzione al tema. “So che la Primavera sta facendo molto bene e che Biagianti sta facendo un ottimo lavoro. Onestamente, però, non conosco ancora benissimo nemmeno la mia squadra, nel senso che sto imparando e sono sicuro che ogni settimana scoprirò qualcosa di nuovo sui miei calciatori. In questo momento l’urgenza è capire benissimo cosa posso fare con il gruppo che ho a disposizione. Poi chiaramente si considera tutto a 360 gradi, ma ci sono delle priorità che in questo momento mi portano altrove”.
A chi gli ha chiesto, infine, quanto senta già sua questa squadra, Viali ha risposto in maniera netta, quasi istintiva, facendo capire di essere entrato pienamente dentro il progetto rossazzurro. “La sento mia al 100% dal primo giorno che ho accettato questo ruolo. Al di là di quello che riuscirò a fare, a plasmare o ad abituare i ragazzi rispetto alle mie idee, dal primo giorno è diventata mia completamente. Poi riuscirò a farla con tutte le mie caratteristiche il più possibile, bene; se non ci riuscirò lo faremo diversamente, ma sarà mia comunque”.
È probabilmente questa la sintesi migliore della conferenza stampa di Viali: un tecnico che sta ancora costruendo, ma che ha già preso pieno possesso della squadra e del contesto. Il match contro il Picerno rappresenterà un altro passaggio importante per capire a che punto sia il processo di trasformazione del Catania. Non soltanto in termini di classifica, ma soprattutto per misurare quanto la squadra stia davvero assimilando quella mentalità aggressiva, lucida e concreta che il suo allenatore continua a chiedere. La Pasquetta, al Massimino, sarà un’altra tappa di questo percorso.
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William Viali









