Sorrento, tensione in Comune: ultras chiedono la riapertura del campo sportivo
30-01-2026 19:22 - Avversario
Autore: Redazione
Momenti di forte tensione si sono registrati oggi al Comune di Sorrento, dove un gruppo di circa dieci ultras del Sorrento Calcio ha tentato di fare irruzione all’interno del Municipio per protestare contro la mancata riapertura del campo sportivo cittadino, chiuso ormai da tre anni.
I giovani, vestiti di nero e con cappelli e sciarpe a coprire in parte il volto, hanno dato vita a una protesta concitata durata una quindicina di minuti: calci alle porte, spintoni e urla all’indirizzo del personale comunale, con cori e slogan come “Dateci il campo sportivo”. A fronte della situazione di crescente agitazione, il custode dell’edificio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati prima i vigili urbani, seguiti dagli agenti del commissariato di Sorrento e dai carabinieri, che hanno riportato la calma e proceduto all’identificazione di tutti i partecipanti all’azione. Non si registrano feriti, ma l’episodio ha destato forte preoccupazione tra i dipendenti comunali e i cittadini presenti in Municipio.
L’obiettivo dei tifosi era ottenere un confronto diretto con il sub commissario prefettizio Nicolì per avere chiarimenti sui tempi di riapertura dell’impianto sportivo. Dopo le tensioni iniziali, il sub commissario ha accettato di incontrare una delegazione composta da due rappresentanti degli ultras, ricevendoli in forma ufficiale.
La protesta odierna rappresenta un’escalation rispetto alla manifestazione pacifica organizzata circa un mese fa dagli stessi tifosi, che avevano già sollecitato l’amministrazione a fornire risposte concrete sulla riqualificazione del campo sportivo, considerato una struttura fondamentale per la vita sportiva della città.
Secondo quanto emerso, a innescare l’azione di oggi sarebbe stata la notizia secondo cui la società inizialmente coinvolta nel progetto di rifacimento dell’impianto non sarebbe risultata in regola con le norme di sicurezza, circostanza che avrebbe portato alla sua sostituzione con un’altra impresa ritenuta idonea. Una decisione che avrebbe comportato ulteriori ritardi nell’avvio dei lavori, alimentando il malcontento della tifoseria.
Il tema del campo sportivo di Sorrento si inserisce inoltre in un quadro giudiziario più ampio. L’appalto per i lavori di ristrutturazione figura infatti tra quelli finiti al centro dell’indagine della Procura di Torre Annunziata sulle presunte tangenti legate ad alcuni affidamenti pubblici. Nell’inchiesta risulta coinvolto anche l’ex sindaco Massimo Coppola, che sarà chiamato a rispondere delle accuse davanti al giudice insieme ad altri indagati.
L’episodio di oggi riaccende dunque i riflettori su una vicenda complessa, che intreccia esigenze sportive, ritardi amministrativi e sviluppi giudiziari. Nel frattempo, il Comune ribadisce l’intenzione di procedere nel rispetto delle regole per restituire alla città un impianto funzionante, mentre resta alta l’attenzione sul fronte dell’ordine pubblico.
Momenti di forte tensione si sono registrati oggi al Comune di Sorrento, dove un gruppo di circa dieci ultras del Sorrento Calcio ha tentato di fare irruzione all’interno del Municipio per protestare contro la mancata riapertura del campo sportivo cittadino, chiuso ormai da tre anni.
I giovani, vestiti di nero e con cappelli e sciarpe a coprire in parte il volto, hanno dato vita a una protesta concitata durata una quindicina di minuti: calci alle porte, spintoni e urla all’indirizzo del personale comunale, con cori e slogan come “Dateci il campo sportivo”. A fronte della situazione di crescente agitazione, il custode dell’edificio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati prima i vigili urbani, seguiti dagli agenti del commissariato di Sorrento e dai carabinieri, che hanno riportato la calma e proceduto all’identificazione di tutti i partecipanti all’azione. Non si registrano feriti, ma l’episodio ha destato forte preoccupazione tra i dipendenti comunali e i cittadini presenti in Municipio.
L’obiettivo dei tifosi era ottenere un confronto diretto con il sub commissario prefettizio Nicolì per avere chiarimenti sui tempi di riapertura dell’impianto sportivo. Dopo le tensioni iniziali, il sub commissario ha accettato di incontrare una delegazione composta da due rappresentanti degli ultras, ricevendoli in forma ufficiale.
La protesta odierna rappresenta un’escalation rispetto alla manifestazione pacifica organizzata circa un mese fa dagli stessi tifosi, che avevano già sollecitato l’amministrazione a fornire risposte concrete sulla riqualificazione del campo sportivo, considerato una struttura fondamentale per la vita sportiva della città.
Secondo quanto emerso, a innescare l’azione di oggi sarebbe stata la notizia secondo cui la società inizialmente coinvolta nel progetto di rifacimento dell’impianto non sarebbe risultata in regola con le norme di sicurezza, circostanza che avrebbe portato alla sua sostituzione con un’altra impresa ritenuta idonea. Una decisione che avrebbe comportato ulteriori ritardi nell’avvio dei lavori, alimentando il malcontento della tifoseria.
Il tema del campo sportivo di Sorrento si inserisce inoltre in un quadro giudiziario più ampio. L’appalto per i lavori di ristrutturazione figura infatti tra quelli finiti al centro dell’indagine della Procura di Torre Annunziata sulle presunte tangenti legate ad alcuni affidamenti pubblici. Nell’inchiesta risulta coinvolto anche l’ex sindaco Massimo Coppola, che sarà chiamato a rispondere delle accuse davanti al giudice insieme ad altri indagati.
L’episodio di oggi riaccende dunque i riflettori su una vicenda complessa, che intreccia esigenze sportive, ritardi amministrativi e sviluppi giudiziari. Nel frattempo, il Comune ribadisce l’intenzione di procedere nel rispetto delle regole per restituire alla città un impianto funzionante, mentre resta alta l’attenzione sul fronte dell’ordine pubblico.









