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Rassegna stampa: Catania sterile, pari e fischi al Massimino

11-02-2026 08:20 - Rassegna Stampa
Autore: Redazione

La rassegna stampa del giorno dopo Catania-Audace Cerignola, terminata 0-0 al “Massimino”, restituisce un quadro critico e carico di tensione, con accenti diversi ma una linea comune: il Catania crea, non segna e rallenta la corsa verso il primo posto.

La Sicilia” è netta fin dall’impostazione: “Catania. Così no. Troppi punti gettati al vento contro avversarie più deboli”. Il quotidiano sottolinea come “anche il Massimino non ha dato al Catania quel successo che avrebbe medicato lo scivolone col Sorrento” e rimarca un dato che pesa nell’economia del campionato: “Il pareggio non serve se il Benevento onestamente gioca meglio e vince anche al minuto 102”. Il riferimento alla vetta è esplicito: “Il campionato sta prendendo una brutta piega se ci riferiamo al primo posto da conquistare”. E ancora: “Cinque punti persi col Sorrento, due col Cerignola pesano”. L’analisi si concentra sull’attacco: “S’è inceppato il meccanismo”, “in avanti non si è concluso tanto”, con Forte “servito poco, anzi nulla” e Lunetta che “s’è fatto cacciare alla fine per proteste”. Il clima sugli spalti viene descritto senza filtri: “Uscite gli attributi” è la frase riportata dalle curve, mentre “fischi e mugugni” accompagnano il fischio finale. La conclusione è un monito: “La contestazione del Massimino, la prima in questa stagione, ci sta tutta. Che serva per reagire perché c’è ancora tempo, ma non all’infinito”.

Il “Corriere dello Sport” individua due chiavi di lettura: “Le verità sul Catania sono due”. La prima riguarda “un momento di appannamento, in cui anche le scelte di Toscano appaiono poco felici”, con la “batosta col Sorrento” che “sembra chiaro abbia lasciato degli strascichi”. La seconda è legata all’assenza di Di Tacchio: “Senza di lui il Catania vede smorzato il suo potenziale e la sua cattiveria agonistica”. Il quotidiano riconosce meriti agli ospiti: “Complimenti dovuti all’Audace Cerignola, che al Massimino ha giocato una gara encomiabile”, capace di essere “a lungo se non padrone del campo quanto meno alla pari con i padroni di casa”. Nella ripresa “il Catania comincia forte e sale in cattedra”, ma il racconto si concentra sugli episodi: “Dini fa il miracolo” su D’Orazio, così come “un miracolo, al 41’, lo compie Iliev su Lunetta lanciato a rete”. La sintesi è efficace: “Pari e rabbia del Massimino”.

Anche “La Gazzetta dello Sport” evidenzia il rallentamento: “Un pari casalingo dopo il ko con il Sorrento: il Catania rallenta”. Si parla di una squadra “poco incisiva in avanti”, capace sì di mantenere inviolata la porta – “la difesa del Catania è rimasta imbattuta” – ma sterile negli ultimi metri. “Preoccupano la sterilità in avanti e un gioco, quello di Toscano, che ha fatto storcere il muso a buona parte del pubblico”. Il riferimento alla contestazione è chiaro: “Si sono beccati i fischi del pubblico”, che “ha protestato perché vede allontanarsi il sogno della promozione diretta”. Viene ricordato anche il contesto societario, con Ross Pelligra che “ha comprato ufficialmente il centro sportivo di Torre del Grifo”, ma la scena è tutta per il campo e per un risultato che “ha resistito ai tentativi di Jimenez, Casasola e Lunetta”.

Nel complesso, la stampa nazionale e locale converge su alcuni punti: “momento di appannamento”, “meccanismo inceppato”, “sterilità in avanti”, “punti pesanti lasciati per strada”. La difesa regge, Dini salva, ma “quando crei devi essere determinante” è il concetto che attraversa, implicitamente o esplicitamente, le analisi. Il pari con l’Audace Cerignola non chiude i giochi, ma secondo i quotidiani “la rincorsa si fa difficile” e “qualcosa deve cambiare”.