Passiatore: "Sarà un Catania competitivo. Leonardi e Russo giovani di qualità"
19-08-2026 17:37 - Campionato
Autore: Massimiliano Giliberto
In vista dell’esordio del Catania in campionato, previsto per domenica pomeriggio alle ore 18 contro l’Inter U23, la nostra redazione ha contattato il mister Francesco Passiatore, indimenticabile attaccante che ha militato con la maglia del Calcio Catania dal 1998 al 2000, collezionando 65 presenze e 18 reti. Ecco le risposte del bomber rossazzurro alle nostre domande:
Mister, domenica riparte la nuova stagione di Serie C. Ai nastri di partenza un Catania rinnovato che riparte sotto la gestione Longo. Che idea ti sei fatto su questo nuovo Catania?
"Rispetto allo scorso anno si è pensato a una squadra diversa sotto il profilo tattico. La rosa è stata ringiovanita, il budget economico non è sicuramente quello della stagione precedente, quindi si è puntato non tanto sulle individualità, come lo scorso anno, ma su un gruppo che possa avere spirito, identità ed entusiasmo e, personalmente, credo possa essere una metodologia che, alla lunga, può diventare vincente. Ovvio, nell’immediatezza servirebbero fiducia e pazienza, ma so bene che in una città come Catania si vogliono subito i risultati. Con la giusta coesione tra la squadra e la piazza, però, si può percorrere un binario vincente."
Venerdì scorso, contro il Parma, la squadra di Longo è uscita sconfitta ma ha mostrato, a tratti, idee di gioco interessanti. È chiaro che la squadra manca ancora di alcuni tasselli ma, dal tuo punto di vista, cosa manca al Catania per poter essere competitivo in un campionato dove anche le altre società stentano a rinforzarsi?
"Aspetterei prima di dare giudizi, perché la gara di Coppa Italia è stata una vetrina importante ma può anche ingannare, considerando che non era quella la manifestazione in cui i rossazzurri vogliono andare avanti e si è giocato con poche pressioni. Le prime gare di campionato, invece, saranno importanti per capire che ruolo potrà avere il Catania in questa stagione. Sicuramente mister Longo avrà fatto delle richieste per completare la rosa, anche se il gruppo è già composto da calciatori importanti e, se guardo le altre rose, non credo che ci siano squadre con un organico più importante di quello del Catania."
La tifoseria la scorsa settimana ha fatto sentire la propria voce nei confronti della dirigenza per avere maggiori garanzie sul futuro economico della società. Cosa pensi in merito alla situazione finanziaria del club di Pelligra?
"A me piace valutare tutto a 360 gradi, soprattutto i numeri e le cifre, ed è innegabile che la proprietà australiana abbia speso fior di soldi in questi anni per cercare di vincere il campionato. Purtroppo, però, i risultati non sono arrivati e, senza quelli, l’attenzione si sposta su altro e sembra che tutto possa essere nero. Io ho apprezzato la maturità di questa dirigenza che, negli anni, riconoscendo di aver commesso degli errori, che tutti commettiamo, sta cercando di cambiare percorso. Se prima si spendeva tanto per comprare i migliori giocatori e i migliori tecnici, penso a Lucarelli e Toscano, adesso si cerca di spendere in maniera più oculata, puntando su un progetto tecnico che prevede una maggiore organizzazione in campo, uno spirito di gruppo più importante e una forte coesione tra tutte le componenti. Probabilmente le difficoltà economiche di questo inizio di stagione sono figlie delle scelte degli anni passati, ma sono convinto che anche quest’anno la squadra sarà competitiva per tentare il salto di categoria."
Ritornando agli aspetti legati alla costruzione della rosa, tu da grande bomber come valuti la scelta di puntare in attacco su due giovani catanesi come Simone Leonardi e Flavio Russo? Dopo gli anni precedenti, in cui i vari Di Carmine, Inglese e Forte erano stati acquistati per portare esperienza e carisma, adesso si punta sulla linea verde. Può essere la scelta giusta?
"Io dico sempre che non serve l’esperienza, ma serve la qualità, perché se hai talento non conta l’età. Io, ad esempio, lo scorso anno, quando ho allenato a Enna, giocavo con otto Under, perché se i giovani sono bravi devono giocare. È chiaro che in un gruppo è importante avere giocatori con un briciolo di esperienza in più, ma un giovane ti porta freschezza, spensieratezza e quell’incoscienza che, a volte, può risultare determinante."
Per chiudere, un cenno a quella che è la solita risposta dei tifosi catanesi. Nonostante le discussioni e le polemiche di questa estate, sono stati venduti già 10.634 abbonamenti, numeri enormi per la Serie C. Cosa ti senti di dire al catanese innamorato della propria squadra?
"C’è poco da aggiungere dinanzi a questi numeri, considerando la stima che provo per il popolo catanese. Nella mia carriera calcistica, Catania è stato il top: quando entravo al Cibali mi sentivo un calciatore vero, sentivo una carica enorme. Capisco coloro che sentono la pressione di giocare davanti a un pubblico così caloroso, ma io ero felice quando entravo e vedevo lo stadio pieno e, anche in questa stagione, sono certo che il Massimino si farà sentire."
In vista dell’esordio del Catania in campionato, previsto per domenica pomeriggio alle ore 18 contro l’Inter U23, la nostra redazione ha contattato il mister Francesco Passiatore, indimenticabile attaccante che ha militato con la maglia del Calcio Catania dal 1998 al 2000, collezionando 65 presenze e 18 reti. Ecco le risposte del bomber rossazzurro alle nostre domande:
Mister, domenica riparte la nuova stagione di Serie C. Ai nastri di partenza un Catania rinnovato che riparte sotto la gestione Longo. Che idea ti sei fatto su questo nuovo Catania?
"Rispetto allo scorso anno si è pensato a una squadra diversa sotto il profilo tattico. La rosa è stata ringiovanita, il budget economico non è sicuramente quello della stagione precedente, quindi si è puntato non tanto sulle individualità, come lo scorso anno, ma su un gruppo che possa avere spirito, identità ed entusiasmo e, personalmente, credo possa essere una metodologia che, alla lunga, può diventare vincente. Ovvio, nell’immediatezza servirebbero fiducia e pazienza, ma so bene che in una città come Catania si vogliono subito i risultati. Con la giusta coesione tra la squadra e la piazza, però, si può percorrere un binario vincente."
Venerdì scorso, contro il Parma, la squadra di Longo è uscita sconfitta ma ha mostrato, a tratti, idee di gioco interessanti. È chiaro che la squadra manca ancora di alcuni tasselli ma, dal tuo punto di vista, cosa manca al Catania per poter essere competitivo in un campionato dove anche le altre società stentano a rinforzarsi?
"Aspetterei prima di dare giudizi, perché la gara di Coppa Italia è stata una vetrina importante ma può anche ingannare, considerando che non era quella la manifestazione in cui i rossazzurri vogliono andare avanti e si è giocato con poche pressioni. Le prime gare di campionato, invece, saranno importanti per capire che ruolo potrà avere il Catania in questa stagione. Sicuramente mister Longo avrà fatto delle richieste per completare la rosa, anche se il gruppo è già composto da calciatori importanti e, se guardo le altre rose, non credo che ci siano squadre con un organico più importante di quello del Catania."
La tifoseria la scorsa settimana ha fatto sentire la propria voce nei confronti della dirigenza per avere maggiori garanzie sul futuro economico della società. Cosa pensi in merito alla situazione finanziaria del club di Pelligra?
"A me piace valutare tutto a 360 gradi, soprattutto i numeri e le cifre, ed è innegabile che la proprietà australiana abbia speso fior di soldi in questi anni per cercare di vincere il campionato. Purtroppo, però, i risultati non sono arrivati e, senza quelli, l’attenzione si sposta su altro e sembra che tutto possa essere nero. Io ho apprezzato la maturità di questa dirigenza che, negli anni, riconoscendo di aver commesso degli errori, che tutti commettiamo, sta cercando di cambiare percorso. Se prima si spendeva tanto per comprare i migliori giocatori e i migliori tecnici, penso a Lucarelli e Toscano, adesso si cerca di spendere in maniera più oculata, puntando su un progetto tecnico che prevede una maggiore organizzazione in campo, uno spirito di gruppo più importante e una forte coesione tra tutte le componenti. Probabilmente le difficoltà economiche di questo inizio di stagione sono figlie delle scelte degli anni passati, ma sono convinto che anche quest’anno la squadra sarà competitiva per tentare il salto di categoria."
Ritornando agli aspetti legati alla costruzione della rosa, tu da grande bomber come valuti la scelta di puntare in attacco su due giovani catanesi come Simone Leonardi e Flavio Russo? Dopo gli anni precedenti, in cui i vari Di Carmine, Inglese e Forte erano stati acquistati per portare esperienza e carisma, adesso si punta sulla linea verde. Può essere la scelta giusta?
"Io dico sempre che non serve l’esperienza, ma serve la qualità, perché se hai talento non conta l’età. Io, ad esempio, lo scorso anno, quando ho allenato a Enna, giocavo con otto Under, perché se i giovani sono bravi devono giocare. È chiaro che in un gruppo è importante avere giocatori con un briciolo di esperienza in più, ma un giovane ti porta freschezza, spensieratezza e quell’incoscienza che, a volte, può risultare determinante."
Per chiudere, un cenno a quella che è la solita risposta dei tifosi catanesi. Nonostante le discussioni e le polemiche di questa estate, sono stati venduti già 10.634 abbonamenti, numeri enormi per la Serie C. Cosa ti senti di dire al catanese innamorato della propria squadra?
"C’è poco da aggiungere dinanzi a questi numeri, considerando la stima che provo per il popolo catanese. Nella mia carriera calcistica, Catania è stato il top: quando entravo al Cibali mi sentivo un calciatore vero, sentivo una carica enorme. Capisco coloro che sentono la pressione di giocare davanti a un pubblico così caloroso, ma io ero felice quando entravo e vedevo lo stadio pieno e, anche in questa stagione, sono certo che il Massimino si farà sentire."









