Non c’è tempo per il rammarico. Testa al Benevento...poi si faranno i conti
02-03-2026 13:44 - Campionato
Autore: Pier Andrea Aidala
Il Catania impatta sullo 0-0 sul campo della Salernitana nel primo dei due match che decreteranno l’esito della regular season. Il pareggio, occorre sottolinearlo, è ampiamente stretto per gli uomini di Toscano, in grado di dominare l’avversario per la quasi totalità della gara ma incapaci di gonfiare la rete alle spalle di Donnarumma.
Tanti gli spunti di riflessione al triplice fischio dell’Arechi. In primis, la condizione fisica dell’equipe etnea è apparsa finalmente in crescita, con un buon dinamismo e un atteggiamento propositivo a fare da filo conduttore per i novanta minuti. Inoltre, la tenuta della difesa è risultata ancora una volta impeccabile, con Pieraccini, Miceli e Allegretto solidi e mai superati da Lescano e soci. In mediana, accanto a un Di Noia finalmente convincente seppur a corrente alternata, Quaini ha offerto un’ennesima prestazione monstre, vincendo senza possibilità d’appello il confronto con il ben più celebrato Galo Capomaggio. Notizie positive anche sugli esterni, ma se per Casasola occorrevano soltanto conferme, stavolta anche Donnarumma ha lasciato intendere una crescita sia sotto il piano fisico che su quello tecnico.
Se di problemi occorre parlare, non si può non notare come dalla cintola in su il Catania abbia ancora una volta mostrato di avere le polveri bagnate. Jimenez e D’Ausilio hanno dialogato, aperto il gioco e suggerito per Rolfini, ma l’attaccante ex Vicenza purtroppo è apparso troppo leggero e privo di cattiveria in area di rigore. Le scelte errate nei metri finali hanno condizionato il risultato e fatto rimpiangere il miglior Francesco Forte e il suo strapotere atletico. Ad oggi, Toscano non ha quella pedina in attacco capace di farsi largo tra i difensori avversari e inventare la giocata prepotente per far saltare il banco. Lo stesso Caturano, a causa dei continui problemi di natura muscolare, ha offerto solo sprazzi di buon calcio durante la stagione. In controtendenza rispetto alle precedenti sfide, infine, si dovrà ammettere che l’apporto dei subentrati, in particolare Bruzzaniti, sia stato insufficiente e non abbia garantito la freschezza necessaria per dare scacco matto all’avversario.
La classifica purtroppo non attende nessuno e il Benevento alla luce del successo esterno di Potenza ha allungato a più sette dall’elefante. Soltanto una vittoria “di riffa o di raffa” degli etnei al Vigorito potrebbe riaprire il discorso promozione diretta, ma al netto di quanto osservato sul rettangolo verde salernitano, recuperare in pochi giorni i migliori Caturano e Lunetta sarà decisivo per giocare alla pari contro la squadra di Floro Flores. Quella di giovedì sera sarà quasi certamente l’ultima chance di mettere i bastoni tra le ruote alle streghe e riscrivere un finale che inizia a colorarsi di giallorosso.
Tra tutti i ragionamenti possibili, tuttavia, uno in particolare ha annebbiato e innervosito la nottata dei tifosi etnei, dopo Salerno. Se solo Di Tacchio e compagni avessero interpretato allo stesso modo molte delle deludenti gare lontano dal Massimino sin qui affrontate, il Catania oggi non sarebbe appeso ad un filo, ma starebbe ancora facendo a sportellate con i sanniti, punto a punto. Malgrado ciò, non è il momento di fare processi o darsi per vinti.
Da oggi sino a giovedì sera l’unico pensiero dovrà essere rivolto all’unisono sulla gara del Vigorito. In caso di successo si potranno fare i conti al termine di ogni settimana, sperando di aver messo confusione e pressione sulla capolista. In caso contrario, con tutta l’onestà intellettuale possibile, occorrerà blindare la seconda posizione e prepararsi alla lotteria dei playoff, ragionando da grande e non da incompiuta. La serie B, in un modo o nell’altro, è ancora possibile e quanto visto a Salerno, a patto di trovare non solo uomini ma anche killer instinct, è confortante. Testa al Benevento, solo in seguito sapremo come inseguire un sogno ancora possibile, costi quel che costi.
Il Catania impatta sullo 0-0 sul campo della Salernitana nel primo dei due match che decreteranno l’esito della regular season. Il pareggio, occorre sottolinearlo, è ampiamente stretto per gli uomini di Toscano, in grado di dominare l’avversario per la quasi totalità della gara ma incapaci di gonfiare la rete alle spalle di Donnarumma.
Tanti gli spunti di riflessione al triplice fischio dell’Arechi. In primis, la condizione fisica dell’equipe etnea è apparsa finalmente in crescita, con un buon dinamismo e un atteggiamento propositivo a fare da filo conduttore per i novanta minuti. Inoltre, la tenuta della difesa è risultata ancora una volta impeccabile, con Pieraccini, Miceli e Allegretto solidi e mai superati da Lescano e soci. In mediana, accanto a un Di Noia finalmente convincente seppur a corrente alternata, Quaini ha offerto un’ennesima prestazione monstre, vincendo senza possibilità d’appello il confronto con il ben più celebrato Galo Capomaggio. Notizie positive anche sugli esterni, ma se per Casasola occorrevano soltanto conferme, stavolta anche Donnarumma ha lasciato intendere una crescita sia sotto il piano fisico che su quello tecnico.
Se di problemi occorre parlare, non si può non notare come dalla cintola in su il Catania abbia ancora una volta mostrato di avere le polveri bagnate. Jimenez e D’Ausilio hanno dialogato, aperto il gioco e suggerito per Rolfini, ma l’attaccante ex Vicenza purtroppo è apparso troppo leggero e privo di cattiveria in area di rigore. Le scelte errate nei metri finali hanno condizionato il risultato e fatto rimpiangere il miglior Francesco Forte e il suo strapotere atletico. Ad oggi, Toscano non ha quella pedina in attacco capace di farsi largo tra i difensori avversari e inventare la giocata prepotente per far saltare il banco. Lo stesso Caturano, a causa dei continui problemi di natura muscolare, ha offerto solo sprazzi di buon calcio durante la stagione. In controtendenza rispetto alle precedenti sfide, infine, si dovrà ammettere che l’apporto dei subentrati, in particolare Bruzzaniti, sia stato insufficiente e non abbia garantito la freschezza necessaria per dare scacco matto all’avversario.
La classifica purtroppo non attende nessuno e il Benevento alla luce del successo esterno di Potenza ha allungato a più sette dall’elefante. Soltanto una vittoria “di riffa o di raffa” degli etnei al Vigorito potrebbe riaprire il discorso promozione diretta, ma al netto di quanto osservato sul rettangolo verde salernitano, recuperare in pochi giorni i migliori Caturano e Lunetta sarà decisivo per giocare alla pari contro la squadra di Floro Flores. Quella di giovedì sera sarà quasi certamente l’ultima chance di mettere i bastoni tra le ruote alle streghe e riscrivere un finale che inizia a colorarsi di giallorosso.
Tra tutti i ragionamenti possibili, tuttavia, uno in particolare ha annebbiato e innervosito la nottata dei tifosi etnei, dopo Salerno. Se solo Di Tacchio e compagni avessero interpretato allo stesso modo molte delle deludenti gare lontano dal Massimino sin qui affrontate, il Catania oggi non sarebbe appeso ad un filo, ma starebbe ancora facendo a sportellate con i sanniti, punto a punto. Malgrado ciò, non è il momento di fare processi o darsi per vinti.
Da oggi sino a giovedì sera l’unico pensiero dovrà essere rivolto all’unisono sulla gara del Vigorito. In caso di successo si potranno fare i conti al termine di ogni settimana, sperando di aver messo confusione e pressione sulla capolista. In caso contrario, con tutta l’onestà intellettuale possibile, occorrerà blindare la seconda posizione e prepararsi alla lotteria dei playoff, ragionando da grande e non da incompiuta. La serie B, in un modo o nell’altro, è ancora possibile e quanto visto a Salerno, a patto di trovare non solo uomini ma anche killer instinct, è confortante. Testa al Benevento, solo in seguito sapremo come inseguire un sogno ancora possibile, costi quel che costi.









