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Longo: "Il gol di Cicerelli era regolare, FVS una presa in giro"

Autore: Redazione

La sconfitta del Catania sul campo del Potenza lascia amarezza, ma non scalfisce le convinzioni di Emilio Longo, che al termine della sfida del Viviani difende la prestazione dei suoi uomini e punta il dito contro la decisione di annullare la rete di Cicerelli. Il tecnico rossazzurro, intervenuto in conferenza stampa dopo il 2-1 maturato in favore dei lucani, analizza gli episodi determinanti dell'incontro, le scelte di formazione e la gestione dei cambi, invitando a non lasciarsi condizionare esclusivamente dal risultato.

Il primo argomento affrontato riguarda l'approccio alla gara e il gol subito dopo appena tre minuti sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Longo respinge l'idea di una squadra entrata in campo con un atteggiamento sbagliato, sottolineando invece la reazione avuta dopo lo svantaggio.

"Per quanto riguarda l'approccio alla gara, credo che adesso ci sarà una settimana nella quale lavoreremo su questo aspetto, perché abbiamo preso un gol su calcio d'angolo dopo due minuti. Ma fa parte del gioco. Se quell'angolo fosse stato battuto al ventesimo minuto, avremmo detto altro. Loro battono il calcio d'inizio, fanno bene nello sviluppo dell'azione e conquistano un calcio d'angolo. Perdiamo la marcatura individuale e prendiamo gol. Credo, anzi, che la reazione sia stata importante, perché subire una rete dopo due minuti avrebbe potuto tagliarci le gambe dal punto di vista mentale. Invece, la squadra da quel momento si è messa a produrre gioco. Non credo, quindi, che si possa parlare di un atteggiamento sbagliato soltanto perché abbiamo subito un gol a freddo su calcio d'angolo".

Ben più duro il giudizio sull'episodio della rete annullata a Cicerelli, una decisione che ha inciso sull'andamento del confronto e sulla quale l'allenatore esprime tutta la propria contrarietà, pur precisando di non voler attribuire la sconfitta all'arbitraggio.

"Su questo argomento preferirei parlare poco, perché non vorrei lasciare il segno. Dobbiamo accettare che questa partita non l'abbiamo persa per colpa degli arbitri. Mi costa dirlo, perché potremmo creare un alibi di cui i miei ragazzi non hanno bisogno. Quando mi dite che c'è un dubbio sulla marcatura di Cicerelli, io rispondo che per me non c'è nemmeno il dubbio. Meglio che stia zitto questa sera, perché il dettaglio di una partita così importante non può essere determinato da certe scelte. Tutto ciò che è stato deciso attraverso l'FVS è andato contro di noi. Non mi sembra che il fuorigioco di Cicerelli sia tale da poter essere fischiato. Mi costa dirlo, anche perché ho preso un'ammonizione. Mi viene detto che non c'è un'immagine chiara, ma a questo punto l'FVS non ha più motivo di esistere. Se sul gol di Cicerelli non c'è un'immagine chiara, allora è una presa in giro. Sinceramente, alla mia età, non mi va più di essere preso in giro rispetto a una decisione del genere, perché in questo modo si condizionano i campionati".

Sollecitato sulla prestazione del Catania, soprattutto in relazione alle difficoltà incontrate nella prima parte della ripresa, Longo propone una lettura differente rispetto a quella di chi ha visto un netto predominio del Potenza. Il tecnico rivendica le occasioni costruite dai rossazzurri e la scelta di affrontare gli avversari accettando i duelli individuali a tutto campo.

"La considerazione sul secondo tempo mi lascia perplesso. Noi abbiamo accettato di giocare questa partita uno contro uno a tutto campo e credo che poche squadre possano permettersi una situazione del genere. Gli avversari hanno tirato in porta, comprese le conclusioni sulle quali sono intervenuti i portieri, lo stesso numero di volte del Catania. Il salvataggio di Cabianca vale quanto la parata di Cucchietti su Cicerelli nel primo tempo, dopo l'1-0. Quella è stata un'occasione da gol clamorosa. La partita è vissuta sui dettagli. Abbiamo affrontato una squadra che ha proposto gioco, ma credo che chiuderemo con il 60% di possesso palla. Andare in svantaggio ha favorito le loro caratteristiche, soprattutto la fluidità nell'attacco della profondità. Aver concesso lo stesso numero di occasioni, giocando uno contro uno a tutto campo contro una squadra che nel secondo tempo si è abbassata ulteriormente nella propria metà campo, significa che abbiamo fatto una buona partita".

Longo insiste sulla necessità di valutare la prestazione nel suo complesso, senza lasciarsi condizionare dall'esito finale.

"Probabilmente ci è mancato qualcosa nel dettaglio. Non avremmo dovuto segnare soltanto alla fine, perché secondo me il gol dovevamo farlo prima. In realtà lo avevamo anche fatto, ma ci è stato annullato. Oggi la differenza è stata nei dettagli. Abbiamo battuto un calcio d'angolo in meno rispetto a loro, ma loro sono stati più incisivi. Abbiamo tirato in porta quanto gli avversari, con la differenza che abbiamo avuto più possesso palla. Probabilmente qualche calciatore è stato al di sotto delle proprie possibilità, ma la squadra negli ultimi venti-venticinque minuti ha avuto una forza e un impatto emotivo devastanti. Non si è mai data per vinta".

Il tecnico guarda quindi al percorso complessivo della squadra, richiamando i risultati ottenuti nelle ultime settimane e invitando l'ambiente a non esasperare il peso della battuta d'arresto.

"Ritengo che dobbiamo uscire da questo campo con una consapevolezza maggiore rispetto a quella con cui siamo entrati. Sappiamo che dobbiamo lavorare e che abbiamo davanti un percorso lungo. Nelle ultime sei partite abbiamo conquistato tredici punti e credo che questa sia la media che dobbiamo mantenere. Se riusciremo a farlo, a marzo, quando il Potenza verrà a giocare da noi, saremo qui a parlare di un altro confronto tra squadre di vertice. Dobbiamo mantenere la calma e staccarci dal risultato. Oggi molte cose verranno analizzate accentuando gli aspetti negativi, ma ritengo che questa sia stata probabilmente una delle migliori prestazioni delle ultime sei partite".

Tra gli argomenti affrontati anche l'esclusione iniziale di Lunetta, entrato nella ripresa e protagonista di un impatto positivo sulla gara. Longo spiega che la decisione è stata dettata dalla volontà di confermare gli uomini che avevano ben figurato nell'incontro precedente.

"Per quanto riguarda Lunetta, la scelta era quella di dare continuità a coloro che avevano fatto molto bene nella partita precedente. Lunetta è un calciatore importante, così come lo sono quelli che sono andati in campo dall'inizio. Abbiamo una soluzione importante dalla panchina e lui lo ha dimostrato quando è entrato, offrendomi svariate possibilità. La squadra, negli ultimi venti-venticinque minuti, ha avuto una forza e un impatto emotivo devastanti. Non si è mai data per vinta".

Alle osservazioni sulle scelte iniziali del reparto offensivo, il tecnico risponde ricordando la qualità dei calciatori schierati e sottolineando come ogni valutazione debba tenere conto delle condizioni precedenti alla partita, non soltanto del risultato.

"Gli aspetti prestativi possono essere valutati dopo la partita, ma le scelte vengono fatte prima. Parlare di scelte inopportune per aver schierato Cicerelli, Insigne, Coda, Masciangelo e Bruzzaniti è qualcosa che prima della partita nessuno avrebbe detto. Dopo si può dire tutto. Io so di avere una squadra forte, nella quale chi entra può ribaltare il risultato. Ho tantissimi giocatori che possono essere titolari e la bravura dovrà essere quella di ottenere prestazioni migliori rispetto a quelle offerte oggi".

Spazio anche alla gestione delle sostituzioni, con il primo cambio arrivato soltanto al 57'. Longo chiarisce che la scelta di inserire Lunetta sulla corsia sinistra è stata condizionata da un problema fisico accusato da Masciangelo tra il primo e il secondo tempo.

"Masciangelo ha accusato un problema tra il primo e il secondo tempo ed è stato seguito dai nostri fisioterapisti. Abbiamo provato a non sostituirlo subito per dare continuità alla prestazione e ho dovuto aspettare prima di effettuare il cambio, per capire se potesse continuare senza correre rischi. La scelta di inserire Lunetta in quella zona del campo è stata dettata soprattutto dalla volontà di preservare Masciangelo. Per quanto riguarda i tempi delle sostituzioni, credo che oggi la squadra abbia concluso il primo tempo con un'ottima intensità e un'ottima qualità di gioco e di palleggio. Non vedevo la necessità di cambiare immediatamente, perché non c'erano prestazioni particolarmente negative. Mi aspettavo che continuassero a fare bene, ma nei primi quindici minuti della ripresa non è stato così e abbiamo quindi provveduto a effettuare i cambi".

Infine, una riflessione sull'impiego di Cavuoti e sulla possibilità di concedergli maggiore spazio. Longo difende la scelta di mantenere in campo elementi come Cicerelli e Insigne, capaci a suo giudizio di cambiare la partita in qualsiasi momento.

"Credo che dobbiamo abituarci a ragionare in un certo modo. Cavuoti sarebbe dovuto entrare al posto di Insigne o di Cicerelli. Penso che questi siano due calciatori che tutti ci invidiano per i colpi che hanno. Mi auguro che queste domande, assolutamente legittime, vengano fatte anche quando vinciamo, perché secondo me ci si avvicina troppo alla vittoria e alla sconfitta, perdendo lucidità nelle valutazioni. Cicerelli è un calciatore che deve dimostrare la propria forza, è il nostro capitano e credo che vada preservato attraverso la continuità delle prestazioni. Non abbiamo mantenuto in campo un giocatore qualsiasi. I nostri tre terminali offensivi erano Cicerelli, Coda e Roberto Insigne. Credo che abbiano la possibilità di cambiare la partita in qualsiasi momento. Naturalmente, se il campo non dovesse confermarlo, anche loro potranno essere sostituiti, come abbiamo già dimostrato di poter fare senza problemi".

La conferenza stampa di Longo si chiude dunque con una posizione precisa: nessuna intenzione di cercare giustificazioni per la sconfitta, ma altrettanta fermezza nel contestare l'episodio arbitrale che ha portato all'annullamento della rete di Cicerelli. Il tecnico rossazzurro difende la prova della squadra, rivendica la bontà delle scelte effettuate e invita a non compromettere le certezze costruite nelle ultime settimane per effetto di un singolo risultato negativo. La battuta d'arresto di Potenza impone riflessioni, ma per Longo non deve trasformarsi in un ridimensionamento delle ambizioni del Catania.


scritto da Sala Stampa Potenza-Catania
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Le dichiarazioni integrali di Emilio Longo