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Longo: "A Parma serviranno umiltà, sacrificio e un pizzico di follia"

Autore: Redazione

Il Catania chiude il lungo periodo di lavoro a Norcia e si prepara ad affrontare domani pomeriggio il Parma al Tardini, nella gara valida per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia. Alla vigilia del confronto, il tecnico Emilio Longo ha tracciato un bilancio del ritiro, soffermandosi sui principi che stanno accompagnando la costruzione della nuova squadra e sulle difficoltà di una partita che metterà i rossazzurri di fronte a un avversario di Serie A. Un appuntamento prestigioso conquistato dopo il passaggio del turno contro il Vicenza e che l’allenatore vuole vivere senza rinunciare all’identità costruita nelle ultime settimane.

Longo ha innanzitutto voluto ringraziare chi ha accompagnato la squadra durante la permanenza in Umbria, sottolineando quanto le condizioni trovate abbiano agevolato il lavoro quotidiano: "Ringrazio chi ci ha ospitati, la famiglia Bianconi. Ci hanno fatto sentire a casa e questo è troppo importante per poter lavorare bene, lavorare in armonia e lavorare per la costruzione di un progetto nuovo che deve trovare proprio nelle basi dei valori il proprio punto di forza. Quindi ringrazio loro per la disponibilità, per l’accoglienza e per l’affetto con cui hanno gestito questa nostra permanenza, che è stata una permanenza tendenzialmente giusta. I ragazzi hanno meritato, e mi sembrerebbe un eufemismo, di ritornare in ritiro dopo il passaggio del turno di Vicenza. Hanno meritato un incontro importantissimo, quello con una squadra di Serie A. Adesso a noi interessa che domani chiunque vada in campo continui a lavorare sui valori, vale a dire: so che devo dare il meglio di me stesso e lo metto in campo, all’interno di un’organizzazione che si pone l’obiettivo di provare a stare sull’avversario. Domani non sarà sicuramente semplice, ma noi vogliamo fare i 90 minuti, vivere i 90 minuti per dare lustro alla nostra passione, alla passione della gente che sta accompagnando questo nuovo progetto. Quindi proveremo a meritarci il passaggio che abbiamo fatto a Vicenza".

Valori, merito e disponibilità sono concetti sui quali Longo ha insistito fin dall’inizio della preparazione. Il tecnico ha evidenziato soprattutto la risposta del gruppo, comprese quelle situazioni individuali che potrebbero essere ancora condizionate dal mercato: "Quando sono stato presentato ho detto che avevo un progetto chiaro sui valori. Di quelli di cui hai parlato, io dico che tutto parte dall’umiltà e dall’ambizione che bisogna avere, e poi dalla lealtà con cui scendiamo in campo e con cui dialoghiamo tra di noi. Quindi sia un fatto relazionale sia un fatto proprio di natura tattico-strategica, con la capacità di avere cura del dettaglio di quello che facciamo. Alcune cose abbiamo provato a trasformarle concretamente in campo. I ragazzi hanno una grande disponibilità. Molti di loro, o qualcuno di loro, sanno che potrebbero non essere continuativamente quest’anno a Catania, ma la regola che ci siamo dati è stata quella che ogni giorno che passiamo ci meritiamo il giorno successivo. Devo dire che la disponibilità dei ragazzi è stata massimale. Per me è stato semplice: non ho dovuto impartire regole, bensì cercare di creare un contesto ideale dove le regole fossero alla base della crescita comune, senza dover impartire multe e quindi senza forzare nulla. Mi sembra che tutto, ad oggi, abbia una sua valenza perché è desiderato da tutti. Noi dobbiamo mostrare la volontà di essere competitivi, di accettare i verdetti del campo, ma prima che questo succeda dobbiamo dare la nostra vita all’interno del rettangolo di gioco e provare a essere la migliore versione di noi stessi".

Lo sguardo si è poi spostato sul Parma, studiato dallo staff rossazzurro nelle sue caratteristiche e nelle trasformazioni che può assumere durante la partita. Longo non nasconde la differenza esistente tra le due formazioni, ma pretende dai suoi una gara coraggiosa e soprattutto capace di restare aperta il più a lungo possibile: "Ovviamente la partita è stata studiata. Giochiamo contro una squadra che quest’anno ha cambiato un po’ volto rispetto alla sistemazione, una squadra che si pone come sistema di partenza il 4-3 come base, ma evolve all’interno della partita con varie scalate e vari movimenti, affinché la struttura iniziale diventi diversa, almeno numericamente, nell’arco dei 90 minuti. Noi proveremo con le nostre idee a cercare di arginare una forza che è sicuramente doppia rispetto alla nostra, ma quando si fanno le partite nulla è precluso. Bisogna anche avere quel minimo di follia per provare ad andare in campo e fare una bella figura. Noi dobbiamo cercare di essere bravi e mantenere il risultato in bilico il più a lungo possibile, cercando di essere la migliore versione dell’umiltà possibile, perché è ovvio che domani il Catania che scenderà in campo deve essere un Catania che alla base di tutto ha il sacrificio. Chi si sacrifica sa di essere anche umile. Noi dobbiamo mostrare queste caratteristiche. Domani abbiamo di fronte una squadra che non è soltanto la categoria a dirci essere superiore e, per rispettare questa loro superiorità, noi dobbiamo rispettare l’impegno con grandissime doti e valori di sacrificio, con la potenzialità di un gruppo coeso e con la possibilità di andare oltre ogni possibile limite personale".

Il tecnico è tornato anche sul significato della qualificazione ottenuta a Vicenza, che considera pienamente meritata e che adesso deve essere onorata contro un avversario di livello superiore: "Proveremo a meritarci il passaggio, lo ripeto. Il passaggio del turno di Vicenza è stato meritato secondo il mio punto di vista e quindi mi auguro che la squadra, il Catania che scenderà in campo domani con il proprio allenatore, dia sostanza al fatto che questa è una squadra giusta, che doveva passare il turno. Dopo essercelo meritato, andiamo ancora a meritarci questo prestigio in mezzo al campo".

In chiusura Longo ha sintetizzato anche lo stato fisico e mentale della squadra dopo settimane di preparazione particolarmente intense. Una fatica che, nella sua lettura, non è in contrapposizione con la fiducia ma ne rappresenta quasi il presupposto: "È una squadra che è in fiducia faticando. È una squadra che è in fiducia faticando perché è la fatica che poi ti dà la possibilità, quando si abbasseranno i carichi, soprattutto sotto l’aspetto cognitivo, di raccogliere il lavoro fatto. In tutta la prima parte di preparazione capisco che ci siano concetti un attimino diversi: i ragazzi hanno dovuto rimodulare il loro modo di pensare e le loro scelte. Quindi hanno faticato, ma hanno faticato in fiducia perché poi, quando vai in mezzo al campo e ti ritrovi che le cose che hai provato durante la settimana, quindi le strutture allenanti che abbiamo creato, ti riportano ad avere quell’esperienza tale da poter fare scelte giuste, ti danno anche la fiducia per poter continuare. Noi dobbiamo fare questo: alimentare la fiducia dell’esterno attraverso la fiducia dell’interno. Quindi tutti per uno, lavorando su concetti chiari, cercando di essere leali con quelle che sono le proposte, dare il massimo e dare il massimo per ottenere i risultati".

Il Catania si presenterà dunque al Tardini con la consapevolezza di partire da una posizione differente rispetto al Parma, ma anche con la volontà di non trasformare la partita in una semplice passerella. Il messaggio di Longo è netto: rispetto dell’avversario, sacrificio, organizzazione e quella dose di coraggio necessaria per provare a tenere aperta la sfida il più a lungo possibile.


scritto da Pregara Parma-Catania
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Le dichiarazioni pregara del tecnico Emilio Longo