Ivano Pastore: “Mercato mirato e fiducia nel progetto del Catania”
04-02-2026 15:48 - Campionato
Autore: Redazione
Un mercato di riparazione costruito senza strappi, seguendo una linea di continuità con il progetto tecnico avviato in estate. È questa la fotografia tracciata dal direttore sportivo del Catania, Ivano Pastore, intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb per analizzare la sessione invernale e il momento della squadra nella corsa alla Serie B.
Il dirigente rossazzurro ha rivendicato le scelte compiute a gennaio come una necessità dettata soprattutto dall’emergenza infortuni: "La soddisfazione c’è. Il nostro è un percorso iniziato già in estate, con l’idea di inserire giocatori funzionali al gioco del mister". Poi il riferimento alle assenze pesanti: "Abbiamo dovuto fare i conti con infortuni traumatici come quelli di Aloi, Di Gennaro e Cicerelli. A gennaio siamo stati pronti a intervenire".
Pastore chiarisce che l’obiettivo non era rivoluzionare la rosa: "La cosa migliore sarebbe stata restare quelli di inizio stagione, ma non è stato possibile. La società ci ha dato disponibilità e abbiamo cercato profili con caratteristiche simili a chi è venuto meno, per non stravolgere il nostro modo di giocare".
Tra le operazioni più significative spicca quella legata a Bruzzaniti, considerato da tempo un profilo ideale: "Giovanni era un giocatore che avevamo già attenzionato in estate. Dopo l’infortunio di Cicerelli siamo tornati su di lui perché lo riteniamo uno dei pochissimi in grado di sostituirlo per caratteristiche". Il direttore sportivo sottolinea anche la rapidità dell’operazione: "Quando abbiamo capito che era fattibile abbiamo accelerato per metterlo subito a disposizione del mister. Con Bruzzaniti abbiamo fatto un investimento importante, grazie anche alla disponibilità della proprietà".
Nessun rimpianto, invece, per eventuali trattative mancate: "Considerando gli infortuni, credo che abbiamo sostituito i giocatori in maniera egregia". E aggiunge: "Miceli in questa categoria è uno dei top, Cargnelutti ci ha dato solidità, abbiamo abbassato l’età media inserendo profili con prospettiva". Sul centrocampo: "Con Di Noia abbiamo preso un giocatore che non ha bisogno di presentazioni. E poi c’è Ponsi, un 2001 che può darci una mano subito ma anche in prospettiva".
La sconfitta di Sorrento viene archiviata come un passaggio a vuoto collettivo: "Quando perdi una partita così senza giocarla, l’unico conforto è che tutta la squadra è stata sotto tono. Non è stato un problema di due o tre giocatori". E ancora: "Siamo passati in vantaggio, poi dopo l’1-1 è come se ci fosse crollato il mondo addosso. La catalogo come un inciampo di percorso". Non manca una riflessione sugli avversari: "A volte ci sono squadre che diventano una sorta di bestia nera".
Guardando alla corsa promozione, Pastore invita a non fare calcoli prematuri: "La Salernitana è una squadra forte, con una proprietà importante. Con ancora tanti punti a disposizione dire che qualcuno è fuori dai giochi non ha senso". E ribadisce la linea del club: "Noi dobbiamo pensare a fare più punti possibile e solo alla fine guarderemo la classifica".
Sul rinvio del derby con il Trapani: "Dopo una partita come quella di Sorrento, giocare subito sarebbe stato ideale per riscattarsi. Lo stop c’è stato, ma non credo incida molto". Poi una rassicurazione sui nuovi innesti: "Sono giocatori pronti, con tante partite alle spalle. Cambia poco nella prospettiva del nostro cammino".
Il giudizio sul Girone C è netto: "Probabilmente è il più difficile degli ultimi dieci anni". Motivazione chiara: "Non tanto per le squadre di vertice, ma per quelle in basso. Anche chi è in fondo oggi ha tre, quattro, cinque giocatori di spessore. È un girone livellato verso l’alto".
Nel confronto con gli altri raggruppamenti: "Nel Girone A il Vicenza sta facendo qualcosa di straordinario. Nel Girone B è una lotta avvincente, ma l’Arezzo ha preso un margine nel momento giusto".
Spazio anche ai temi regolamentari. Sull’FVS: "È il primo anno e le difficoltà erano prevedibili. Può aiutare gli arbitri a sbagliare di meno, ma va regolamentato meglio". E la critica: "Non va bene spezzettare le partite con recuperi di 13-15 minuti: si perde ritmo e non è bello per il calcio".
Netta la posizione sulle seconde squadre: "Per la Serie C questo valore aggiunto non lo vedo. È un vantaggio per le grandi società, non per la categoria". Conclusione: "Le squadre B servono a far crescere i giocatori dei top club, ma non credo abbiano portato benefici concreti alla Serie C".
Infine il capitolo rinnovi: "Abbiamo già rinnovato contratti importanti come quello di Jiménez, poi Raimo e Quaini". E uno in dirittura d’arrivo: "Siamo molto vicini al rinnovo di Francesco Forte. Si è ambientato benissimo, è un professionista serio. Stiamo valutando di prolungare il contratto anche prima delle condizioni previste".
Un messaggio chiaro quello di Pastore: nessuna rivoluzione, ma una costruzione paziente e coerente. Il Catania continua il suo cammino puntando su equilibrio, identità e programmazione, con l’obiettivo di restare protagonista fino all’ultima giornata nella corsa alla Serie B.
Un mercato di riparazione costruito senza strappi, seguendo una linea di continuità con il progetto tecnico avviato in estate. È questa la fotografia tracciata dal direttore sportivo del Catania, Ivano Pastore, intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb per analizzare la sessione invernale e il momento della squadra nella corsa alla Serie B.
Il dirigente rossazzurro ha rivendicato le scelte compiute a gennaio come una necessità dettata soprattutto dall’emergenza infortuni: "La soddisfazione c’è. Il nostro è un percorso iniziato già in estate, con l’idea di inserire giocatori funzionali al gioco del mister". Poi il riferimento alle assenze pesanti: "Abbiamo dovuto fare i conti con infortuni traumatici come quelli di Aloi, Di Gennaro e Cicerelli. A gennaio siamo stati pronti a intervenire".
Pastore chiarisce che l’obiettivo non era rivoluzionare la rosa: "La cosa migliore sarebbe stata restare quelli di inizio stagione, ma non è stato possibile. La società ci ha dato disponibilità e abbiamo cercato profili con caratteristiche simili a chi è venuto meno, per non stravolgere il nostro modo di giocare".
Tra le operazioni più significative spicca quella legata a Bruzzaniti, considerato da tempo un profilo ideale: "Giovanni era un giocatore che avevamo già attenzionato in estate. Dopo l’infortunio di Cicerelli siamo tornati su di lui perché lo riteniamo uno dei pochissimi in grado di sostituirlo per caratteristiche". Il direttore sportivo sottolinea anche la rapidità dell’operazione: "Quando abbiamo capito che era fattibile abbiamo accelerato per metterlo subito a disposizione del mister. Con Bruzzaniti abbiamo fatto un investimento importante, grazie anche alla disponibilità della proprietà".
Nessun rimpianto, invece, per eventuali trattative mancate: "Considerando gli infortuni, credo che abbiamo sostituito i giocatori in maniera egregia". E aggiunge: "Miceli in questa categoria è uno dei top, Cargnelutti ci ha dato solidità, abbiamo abbassato l’età media inserendo profili con prospettiva". Sul centrocampo: "Con Di Noia abbiamo preso un giocatore che non ha bisogno di presentazioni. E poi c’è Ponsi, un 2001 che può darci una mano subito ma anche in prospettiva".
La sconfitta di Sorrento viene archiviata come un passaggio a vuoto collettivo: "Quando perdi una partita così senza giocarla, l’unico conforto è che tutta la squadra è stata sotto tono. Non è stato un problema di due o tre giocatori". E ancora: "Siamo passati in vantaggio, poi dopo l’1-1 è come se ci fosse crollato il mondo addosso. La catalogo come un inciampo di percorso". Non manca una riflessione sugli avversari: "A volte ci sono squadre che diventano una sorta di bestia nera".
Guardando alla corsa promozione, Pastore invita a non fare calcoli prematuri: "La Salernitana è una squadra forte, con una proprietà importante. Con ancora tanti punti a disposizione dire che qualcuno è fuori dai giochi non ha senso". E ribadisce la linea del club: "Noi dobbiamo pensare a fare più punti possibile e solo alla fine guarderemo la classifica".
Sul rinvio del derby con il Trapani: "Dopo una partita come quella di Sorrento, giocare subito sarebbe stato ideale per riscattarsi. Lo stop c’è stato, ma non credo incida molto". Poi una rassicurazione sui nuovi innesti: "Sono giocatori pronti, con tante partite alle spalle. Cambia poco nella prospettiva del nostro cammino".
Il giudizio sul Girone C è netto: "Probabilmente è il più difficile degli ultimi dieci anni". Motivazione chiara: "Non tanto per le squadre di vertice, ma per quelle in basso. Anche chi è in fondo oggi ha tre, quattro, cinque giocatori di spessore. È un girone livellato verso l’alto".
Nel confronto con gli altri raggruppamenti: "Nel Girone A il Vicenza sta facendo qualcosa di straordinario. Nel Girone B è una lotta avvincente, ma l’Arezzo ha preso un margine nel momento giusto".
Spazio anche ai temi regolamentari. Sull’FVS: "È il primo anno e le difficoltà erano prevedibili. Può aiutare gli arbitri a sbagliare di meno, ma va regolamentato meglio". E la critica: "Non va bene spezzettare le partite con recuperi di 13-15 minuti: si perde ritmo e non è bello per il calcio".
Netta la posizione sulle seconde squadre: "Per la Serie C questo valore aggiunto non lo vedo. È un vantaggio per le grandi società, non per la categoria". Conclusione: "Le squadre B servono a far crescere i giocatori dei top club, ma non credo abbiano portato benefici concreti alla Serie C".
Infine il capitolo rinnovi: "Abbiamo già rinnovato contratti importanti come quello di Jiménez, poi Raimo e Quaini". E uno in dirittura d’arrivo: "Siamo molto vicini al rinnovo di Francesco Forte. Si è ambientato benissimo, è un professionista serio. Stiamo valutando di prolungare il contratto anche prima delle condizioni previste".
Un messaggio chiaro quello di Pastore: nessuna rivoluzione, ma una costruzione paziente e coerente. Il Catania continua il suo cammino puntando su equilibrio, identità e programmazione, con l’obiettivo di restare protagonista fino all’ultima giornata nella corsa alla Serie B.









