Catania, Di Tacchio: “Alla prima difficoltà ci siamo sciolti”
Autore: Redazione
Ancora una volta, nel momento più delicato, è il capitano a metterci la faccia. Dopo la sconfitta interna contro il Picerno, Francesco Di Tacchio si è presentato in sala stampa per analizzare il momento del Catania, provando a leggere con lucidità le difficoltà emerse al “Massimino” e il percorso che la squadra sta cercando di costruire in queste settimane.
Il centrocampista rossazzurro ha spiegato innanzitutto come, a suo giudizio, il tema centrale non sia tanto una perdita di aggressività o di convinzione, quanto piuttosto una fase di trasformazione che la squadra sta attraversando sotto il profilo tattico e mentale: “Più che aver perso aggressività agonistica, penso che stiamo acquisendo una nuova identità e una nuova mentalità. Le richieste e le proposte del nuovo allenatore sono diverse rispetto a quelle che ci venivano chieste prima e oggi, secondo me, l’approccio è stato anche buono, perché per 20 minuti ci stavano riuscendo le cose che avevamo preparato”.
Il problema, però, è stato ancora una volta la gestione del primo episodio negativo. Un aspetto sul quale Di Tacchio si è soffermato con grande chiarezza: “Alla prima difficoltà ci siamo sciolti e questo non va bene, perché una squadra esperta come la nostra, consapevole delle proprie potenzialità, non può permetterselo”. Una lettura molto netta, che conferma quanto il Catania continui a pagare soprattutto sul piano della tenuta mentale e della capacità di restare dentro la partita quando il copione si complica.
Il capitano ha poi affrontato anche il tema del cambio di sistema di gioco e del processo di adattamento richiesto dal nuovo corso tecnico. Per Di Tacchio, la squadra sta attraversando una fase fisiologica di crescita, che richiede tempo ma soprattutto rapidità nell’assimilazione dei concetti: “È un processo che va aspettato, perché passare da un sistema all’altro non è semplice. Assimilare subito i concetti non è normale. È chiaro che qualcosa va concesso all’avversario, ma questo lo sapevamo. Sta a noi cercare di apprendere quanto più velocemente possibile, perché comunque gli avversari ci studiano, sanno in questo momento dove siamo più deboli e possono farci male”.
Un passaggio importante, perché fotografa con onestà il momento della squadra: un gruppo che sta cercando nuovi automatismi e una nuova struttura, ma che nel frattempo deve fare i conti con errori che rischiano di costare caro in questa fase decisiva della stagione.
Sollecitato sul poco tempo a disposizione da qui all’inizio dei playoff, Di Tacchio ha provato a mantenere fiducia, pur senza nascondere che il margine di adattamento si stia inevitabilmente restringendo: “Il tempo a disposizione c’è. Sapevamo che questo cambiamento poteva portare ad alti e bassi, però dobbiamo farci trovare pronti e arrivare pronti all’evento playoff. Dobbiamo sfruttare queste partite per crescere e per non commettere più questi errori”.
La riflessione del capitano si è poi concentrata anche sull’aspetto più deludente della gara contro il Picerno, ovvero la mancata reazione nel secondo tempo, soprattutto sotto il profilo emotivo e agonistico. “Oggi siamo venuti meno sotto l’aspetto del furore agonistico, della reazione, del voler dominare l’avversario. È una cosa che va analizzata, dobbiamo capire perché e cercare di migliorarla quanto prima”, ha ammesso Di Tacchio, riconoscendo senza troppi giri di parole che la squadra, nella fase più importante della partita, non è riuscita a trasmettere quella sensazione di forza e rabbia necessaria per ribaltare il risultato.
Inevitabile, poi, un passaggio sul peso della maglia e sul senso di responsabilità che accompagna ogni partita del Catania. Anche qui il capitano ha parlato con grande sincerità: “Il senso di responsabilità è normale che ci sia. Giochiamo a Catania, in una grande piazza, e sappiamo quello che dobbiamo raggiungere per tutto il popolo rossazzurro”. Ma allo stesso tempo ha riconosciuto come la delusione del momento sia legata soprattutto al risultato: “C’è delusione, perché oggi, al di là della prestazione, è soprattutto il risultato che lascia grande rammarico”.
Da qui la necessità di voltare subito pagina, perché il calendario non concede tempo per fermarsi troppo a rimuginare: “Dobbiamo subito cambiare questo andamento, perché adesso ci aspetta una trasferta insidiosa e dobbiamo arrivarci nel migliore dei modi”.
Infine, Di Tacchio ha risposto anche a una domanda sul cambio di guida tecnica e sulla necessità, per il gruppo, di adattarsi rapidamente a una nuova filosofia di gioco. Il capitano ha scelto una linea molto chiara, ribadendo il ruolo e le responsabilità del gruppo: “Io faccio il calciatore, sono un professionista come tutti i miei compagni. È normale che siamo noi a doverci adattare alle richieste. Il mister crede fortemente che si possa fare bene anche con un sistema diverso, quindi dobbiamo essere noi ad adattarci e cercare di mettere a disposizione tutte le nostre qualità”.
Le parole di Di Tacchio raccontano un Catania consapevole delle proprie difficoltà, ma ancora convinto di poter trovare un equilibrio nel momento più importante della stagione. Il tempo, però, stringe davvero. E adesso serviranno risposte immediate, soprattutto sul campo.
Ancora una volta, nel momento più delicato, è il capitano a metterci la faccia. Dopo la sconfitta interna contro il Picerno, Francesco Di Tacchio si è presentato in sala stampa per analizzare il momento del Catania, provando a leggere con lucidità le difficoltà emerse al “Massimino” e il percorso che la squadra sta cercando di costruire in queste settimane.
Il centrocampista rossazzurro ha spiegato innanzitutto come, a suo giudizio, il tema centrale non sia tanto una perdita di aggressività o di convinzione, quanto piuttosto una fase di trasformazione che la squadra sta attraversando sotto il profilo tattico e mentale: “Più che aver perso aggressività agonistica, penso che stiamo acquisendo una nuova identità e una nuova mentalità. Le richieste e le proposte del nuovo allenatore sono diverse rispetto a quelle che ci venivano chieste prima e oggi, secondo me, l’approccio è stato anche buono, perché per 20 minuti ci stavano riuscendo le cose che avevamo preparato”.
Il problema, però, è stato ancora una volta la gestione del primo episodio negativo. Un aspetto sul quale Di Tacchio si è soffermato con grande chiarezza: “Alla prima difficoltà ci siamo sciolti e questo non va bene, perché una squadra esperta come la nostra, consapevole delle proprie potenzialità, non può permetterselo”. Una lettura molto netta, che conferma quanto il Catania continui a pagare soprattutto sul piano della tenuta mentale e della capacità di restare dentro la partita quando il copione si complica.
Il capitano ha poi affrontato anche il tema del cambio di sistema di gioco e del processo di adattamento richiesto dal nuovo corso tecnico. Per Di Tacchio, la squadra sta attraversando una fase fisiologica di crescita, che richiede tempo ma soprattutto rapidità nell’assimilazione dei concetti: “È un processo che va aspettato, perché passare da un sistema all’altro non è semplice. Assimilare subito i concetti non è normale. È chiaro che qualcosa va concesso all’avversario, ma questo lo sapevamo. Sta a noi cercare di apprendere quanto più velocemente possibile, perché comunque gli avversari ci studiano, sanno in questo momento dove siamo più deboli e possono farci male”.
Un passaggio importante, perché fotografa con onestà il momento della squadra: un gruppo che sta cercando nuovi automatismi e una nuova struttura, ma che nel frattempo deve fare i conti con errori che rischiano di costare caro in questa fase decisiva della stagione.
Sollecitato sul poco tempo a disposizione da qui all’inizio dei playoff, Di Tacchio ha provato a mantenere fiducia, pur senza nascondere che il margine di adattamento si stia inevitabilmente restringendo: “Il tempo a disposizione c’è. Sapevamo che questo cambiamento poteva portare ad alti e bassi, però dobbiamo farci trovare pronti e arrivare pronti all’evento playoff. Dobbiamo sfruttare queste partite per crescere e per non commettere più questi errori”.
La riflessione del capitano si è poi concentrata anche sull’aspetto più deludente della gara contro il Picerno, ovvero la mancata reazione nel secondo tempo, soprattutto sotto il profilo emotivo e agonistico. “Oggi siamo venuti meno sotto l’aspetto del furore agonistico, della reazione, del voler dominare l’avversario. È una cosa che va analizzata, dobbiamo capire perché e cercare di migliorarla quanto prima”, ha ammesso Di Tacchio, riconoscendo senza troppi giri di parole che la squadra, nella fase più importante della partita, non è riuscita a trasmettere quella sensazione di forza e rabbia necessaria per ribaltare il risultato.
Inevitabile, poi, un passaggio sul peso della maglia e sul senso di responsabilità che accompagna ogni partita del Catania. Anche qui il capitano ha parlato con grande sincerità: “Il senso di responsabilità è normale che ci sia. Giochiamo a Catania, in una grande piazza, e sappiamo quello che dobbiamo raggiungere per tutto il popolo rossazzurro”. Ma allo stesso tempo ha riconosciuto come la delusione del momento sia legata soprattutto al risultato: “C’è delusione, perché oggi, al di là della prestazione, è soprattutto il risultato che lascia grande rammarico”.
Da qui la necessità di voltare subito pagina, perché il calendario non concede tempo per fermarsi troppo a rimuginare: “Dobbiamo subito cambiare questo andamento, perché adesso ci aspetta una trasferta insidiosa e dobbiamo arrivarci nel migliore dei modi”.
Infine, Di Tacchio ha risposto anche a una domanda sul cambio di guida tecnica e sulla necessità, per il gruppo, di adattarsi rapidamente a una nuova filosofia di gioco. Il capitano ha scelto una linea molto chiara, ribadendo il ruolo e le responsabilità del gruppo: “Io faccio il calciatore, sono un professionista come tutti i miei compagni. È normale che siamo noi a doverci adattare alle richieste. Il mister crede fortemente che si possa fare bene anche con un sistema diverso, quindi dobbiamo essere noi ad adattarci e cercare di mettere a disposizione tutte le nostre qualità”.
Le parole di Di Tacchio raccontano un Catania consapevole delle proprie difficoltà, ma ancora convinto di poter trovare un equilibrio nel momento più importante della stagione. Il tempo, però, stringe davvero. E adesso serviranno risposte immediate, soprattutto sul campo.
scritto da Sala Stampa Catania-AZ Picerno
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Francesco Di Tacchio
