Catania, Viali: “La squadra sente troppo la responsabilità”
Autore: Redazione
Una sconfitta che fa male, ma che William Viali prova a leggere senza fermarsi soltanto al risultato. Dopo il ko interno contro il Picerno, il tecnico del Catania ha analizzato in sala stampa la prestazione dei rossazzurri, soffermandosi sugli aspetti che, a suo giudizio, hanno rappresentato allo stesso tempo un passo avanti e un passo indietro nel percorso intrapreso in queste prime settimane di lavoro.
L’allenatore etneo parte proprio dalla necessità di distinguere il risultato dalla prestazione, pur senza nascondere l’amarezza per il 2-1 maturato al “Massimino”: “Se guardiamo il risultato, è chiaro che l’analisi deve partire da lì: è un risultato assolutamente negativo, che non volevamo. Volevamo vincere la partita a tutti i costi e si è capito anche da come la squadra è partita. Sotto questo punto di vista è sicuramente un passo indietro. Però, sinceramente, dal mio punto di vista questa è probabilmente la partita che abbiamo sviluppato meglio, magari non per tutti i novanta minuti, ma sicuramente nella prima parte”.
Viali ha infatti individuato nella prima mezz’ora di gara gli aspetti più incoraggianti dal punto di vista del gioco: “È la prima volta che, in costruzione, decidiamo cosa fare, lo facciamo e siamo ficcanti. Parlo soprattutto dei primi 25-30 minuti, fino al loro pareggio. Abbiamo costruito tre o quattro palle gol in maniera pulita, tirando fuori l’avversario col palleggio e poi andando a fargli male in verticale. Da questo punto di vista siamo cresciuti”.
A stonare, secondo il tecnico, è stata soprattutto la reazione psicologica della squadra dopo l’1-1 del Picerno: “Quello che non mi è piaciuto è che dopo l’episodio del pareggio, arrivato anche in modo improvviso perché non si respirava la sensazione che potessimo rischiare qualcosa, ci siamo sporcati troppo mentalmente. Se non si mantiene lucidità, poi diventa difficile sviluppare con qualità quello che si sta cercando di fare”.
Nel corso della conferenza, Viali ha spiegato anche le motivazioni che lo hanno portato a confermare alcune scelte di formazione, in particolare a centrocampo. Il tecnico ha ribadito di voler puntare prima di tutto sulla continuità, evitando di trasmettere ulteriore confusione a una squadra già impegnata in un percorso di adattamento a nuove richieste: “Io sono qui da venti giorni e devo cercare di dare un filo conduttore. Ho ricominciato da dove avevo finito a Latina, proprio per dare continuità. La squadra sta già provando a fare cose diverse e se ogni partita cambiamo tre o quattro giocatori diventa tutto più difficile. La scelta è stata semplicemente questa: dare continuità al secondo tempo di Latina. Quaini, per esempio, è stato in ballottaggio fino all’ultimo secondo perché ha lavorato molto bene, ma oggi non ci sono promossi o bocciati: sto solo cercando di dare un minimo di continuità perché il tempo è poco”.
Sul piano tattico, l’allenatore rossazzurro ha respinto l’idea di una squadra lunga o disunita, pur ammettendo che il Catania abbia abbassato troppo il proprio baricentro nella fase di non possesso: “Dal mio punto di vista oggi la squadra non era disunita, era troppo bassa. Nelle prime due partite avevamo pressato molto bene, sempre corti ma in avanti. Oggi invece abbiamo abbassato le pressioni di venti metri e questo non mi è piaciuto, perché era una delle cose che nelle prime due gare avevamo fatto bene. Le caratteristiche dei giocatori, secondo me, sono corrette se la squadra sta insieme. Che sia offensiva, intermedia o bassa cambia relativamente, purché mantenga le distanze giuste”.
Viali ha poi spiegato che alcune difficoltà sono nate soprattutto nelle transizioni, quando il Catania ha provato a portare molti uomini sopra la linea della palla: “Quando portiamo tanti giocatori in avanti e poi sbagliamo in qualità, nell’errore tecnico, dobbiamo essere più bravi ad accorciare subito la squadra in avanti”.
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda la dimensione mentale del gruppo. Sollecitato sul tema della pressione e della responsabilità, Viali ha offerto una lettura molto precisa: “Secondo me questa squadra ci tiene troppo, non poco. Quello che percepisco è che sente tantissimo la responsabilità e non dovrebbe subirla. Oggi i primi 25 minuti sono stati, per espressione del gioco, i migliori. Un episodio improvviso come l’1-1 non può cambiare completamente una prestazione che era partita esattamente come la volevamo. Invece questa squadra somatizza troppo quella responsabilità, e questo può frenarla e bloccarla”.
Lo stesso concetto è stato sviluppato anche in risposta a chi gli chiedeva spiegazioni sulla metamorfosi caratteriale della squadra. Viali ha escluso problemi legati all’impegno o alla disponibilità del gruppo, anzi ha sottolineato il coinvolgimento totale dei suoi giocatori: “Da quando sono qui la squadra dà grande disponibilità, lavora molto bene, sta provando a fare cose nuove, a portare più densità offensiva, e lo fa nel modo migliore possibile. Non prendetelo come un difetto: questi ragazzi sentono troppo perché sono davvero dediti alla missione che hanno, vogliono raggiungere qualcosa di importante per i loro tifosi e per questa città. Dobbiamo essere bravi a mantenere questa voglia e questa determinazione, ma restando il più lucidi possibile durante l’andamento delle gare”.
Proprio a questo proposito, Viali ha raccontato un episodio che lo ha colpito particolarmente dopo la vittoria di Latina: “Una squadra che vince a Latina, su un campo difficile, e quasi non esulta a fine partita, dal mio punto di vista non va bene. Ogni vittoria va onorata, va festeggiata, perché vincere è difficile. Quasi come se questa squadra sentisse l’obbligo di vincere. In realtà il Catania ha l’obbligo di performare, di lasciare tutto sul campo, ma questo non deve togliere nulla alla prestazione o limitarla”.
Anche sulla ripresa, il tecnico ha provato a offrire una lettura lucida, spiegando il senso dei cambi e delle correzioni apportate all’intervallo: “Nel secondo tempo è diventata una partita difficile, perché gli altri si sono messi in dieci davanti all’area di rigore. Ho cercato di cambiare qualcosa già nell’intervallo per portare più densità in area, anche con Corbari, che probabilmente è il giocatore più importante che abbiamo negli inserimenti e nel riempimento dell’area. Ho cercato di portare più giocatori qualitativi vicino agli attaccanti e, sotto l’aspetto della manovra, non credo che siamo mancati: siamo arrivati spesso e abbiamo avuto anche due palle gol clamorose. Quello che secondo me dovevamo fare meglio era la foga agonistica per andare a riprendere il risultato”.
Il messaggio lanciato alla squadra all’intervallo, del resto, era stato chiarissimo: “Ai ragazzi ho detto una cosa molto semplice: cancelliamo il primo tempo, è finito. Scendiamo in campo e vinciamo il secondo tempo. Se lo vinciamo di un gol la pareggiamo, se lo vinciamo di due la portiamo a casa. Dovevamo vivere il secondo tempo serenamente, ma con molta più foga agonistica, per portare l’avversario a commettere errori”.
Infine, Viali si è soffermato su un altro tema ricorrente in casa Catania, quello della difficoltà nel concretizzare la mole di gioco prodotta. Anche qui, la sua risposta è stata chiara: “La cosa che posso fare per migliorare questa situazione è cercare di creare ancora di più. Dobbiamo essere più bravi a migliorare il rapporto tra situazioni create e gol fatti. Questo è un aspetto anche psicologico: bisogna dare grande fiducia e grande stima a tutta la fase offensiva. Per quanto mi riguarda, il mio compito è creare sempre più occasioni”.
La linea del tecnico, dunque, resta coerente: avanti con le idee, con il lavoro e con la convinzione che il percorso vada giudicato anche oltre il singolo risultato. Ma il ko con il Picerno ha comunque lasciato un messaggio chiaro: il Catania dovrà imparare in fretta a gestire meglio i momenti della partita e il peso delle proprie responsabilità, se vorrà arrivare davvero ai playoff nelle condizioni giuste.
Una sconfitta che fa male, ma che William Viali prova a leggere senza fermarsi soltanto al risultato. Dopo il ko interno contro il Picerno, il tecnico del Catania ha analizzato in sala stampa la prestazione dei rossazzurri, soffermandosi sugli aspetti che, a suo giudizio, hanno rappresentato allo stesso tempo un passo avanti e un passo indietro nel percorso intrapreso in queste prime settimane di lavoro.
L’allenatore etneo parte proprio dalla necessità di distinguere il risultato dalla prestazione, pur senza nascondere l’amarezza per il 2-1 maturato al “Massimino”: “Se guardiamo il risultato, è chiaro che l’analisi deve partire da lì: è un risultato assolutamente negativo, che non volevamo. Volevamo vincere la partita a tutti i costi e si è capito anche da come la squadra è partita. Sotto questo punto di vista è sicuramente un passo indietro. Però, sinceramente, dal mio punto di vista questa è probabilmente la partita che abbiamo sviluppato meglio, magari non per tutti i novanta minuti, ma sicuramente nella prima parte”.
Viali ha infatti individuato nella prima mezz’ora di gara gli aspetti più incoraggianti dal punto di vista del gioco: “È la prima volta che, in costruzione, decidiamo cosa fare, lo facciamo e siamo ficcanti. Parlo soprattutto dei primi 25-30 minuti, fino al loro pareggio. Abbiamo costruito tre o quattro palle gol in maniera pulita, tirando fuori l’avversario col palleggio e poi andando a fargli male in verticale. Da questo punto di vista siamo cresciuti”.
A stonare, secondo il tecnico, è stata soprattutto la reazione psicologica della squadra dopo l’1-1 del Picerno: “Quello che non mi è piaciuto è che dopo l’episodio del pareggio, arrivato anche in modo improvviso perché non si respirava la sensazione che potessimo rischiare qualcosa, ci siamo sporcati troppo mentalmente. Se non si mantiene lucidità, poi diventa difficile sviluppare con qualità quello che si sta cercando di fare”.
Nel corso della conferenza, Viali ha spiegato anche le motivazioni che lo hanno portato a confermare alcune scelte di formazione, in particolare a centrocampo. Il tecnico ha ribadito di voler puntare prima di tutto sulla continuità, evitando di trasmettere ulteriore confusione a una squadra già impegnata in un percorso di adattamento a nuove richieste: “Io sono qui da venti giorni e devo cercare di dare un filo conduttore. Ho ricominciato da dove avevo finito a Latina, proprio per dare continuità. La squadra sta già provando a fare cose diverse e se ogni partita cambiamo tre o quattro giocatori diventa tutto più difficile. La scelta è stata semplicemente questa: dare continuità al secondo tempo di Latina. Quaini, per esempio, è stato in ballottaggio fino all’ultimo secondo perché ha lavorato molto bene, ma oggi non ci sono promossi o bocciati: sto solo cercando di dare un minimo di continuità perché il tempo è poco”.
Sul piano tattico, l’allenatore rossazzurro ha respinto l’idea di una squadra lunga o disunita, pur ammettendo che il Catania abbia abbassato troppo il proprio baricentro nella fase di non possesso: “Dal mio punto di vista oggi la squadra non era disunita, era troppo bassa. Nelle prime due partite avevamo pressato molto bene, sempre corti ma in avanti. Oggi invece abbiamo abbassato le pressioni di venti metri e questo non mi è piaciuto, perché era una delle cose che nelle prime due gare avevamo fatto bene. Le caratteristiche dei giocatori, secondo me, sono corrette se la squadra sta insieme. Che sia offensiva, intermedia o bassa cambia relativamente, purché mantenga le distanze giuste”.
Viali ha poi spiegato che alcune difficoltà sono nate soprattutto nelle transizioni, quando il Catania ha provato a portare molti uomini sopra la linea della palla: “Quando portiamo tanti giocatori in avanti e poi sbagliamo in qualità, nell’errore tecnico, dobbiamo essere più bravi ad accorciare subito la squadra in avanti”.
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda la dimensione mentale del gruppo. Sollecitato sul tema della pressione e della responsabilità, Viali ha offerto una lettura molto precisa: “Secondo me questa squadra ci tiene troppo, non poco. Quello che percepisco è che sente tantissimo la responsabilità e non dovrebbe subirla. Oggi i primi 25 minuti sono stati, per espressione del gioco, i migliori. Un episodio improvviso come l’1-1 non può cambiare completamente una prestazione che era partita esattamente come la volevamo. Invece questa squadra somatizza troppo quella responsabilità, e questo può frenarla e bloccarla”.
Lo stesso concetto è stato sviluppato anche in risposta a chi gli chiedeva spiegazioni sulla metamorfosi caratteriale della squadra. Viali ha escluso problemi legati all’impegno o alla disponibilità del gruppo, anzi ha sottolineato il coinvolgimento totale dei suoi giocatori: “Da quando sono qui la squadra dà grande disponibilità, lavora molto bene, sta provando a fare cose nuove, a portare più densità offensiva, e lo fa nel modo migliore possibile. Non prendetelo come un difetto: questi ragazzi sentono troppo perché sono davvero dediti alla missione che hanno, vogliono raggiungere qualcosa di importante per i loro tifosi e per questa città. Dobbiamo essere bravi a mantenere questa voglia e questa determinazione, ma restando il più lucidi possibile durante l’andamento delle gare”.
Proprio a questo proposito, Viali ha raccontato un episodio che lo ha colpito particolarmente dopo la vittoria di Latina: “Una squadra che vince a Latina, su un campo difficile, e quasi non esulta a fine partita, dal mio punto di vista non va bene. Ogni vittoria va onorata, va festeggiata, perché vincere è difficile. Quasi come se questa squadra sentisse l’obbligo di vincere. In realtà il Catania ha l’obbligo di performare, di lasciare tutto sul campo, ma questo non deve togliere nulla alla prestazione o limitarla”.
Anche sulla ripresa, il tecnico ha provato a offrire una lettura lucida, spiegando il senso dei cambi e delle correzioni apportate all’intervallo: “Nel secondo tempo è diventata una partita difficile, perché gli altri si sono messi in dieci davanti all’area di rigore. Ho cercato di cambiare qualcosa già nell’intervallo per portare più densità in area, anche con Corbari, che probabilmente è il giocatore più importante che abbiamo negli inserimenti e nel riempimento dell’area. Ho cercato di portare più giocatori qualitativi vicino agli attaccanti e, sotto l’aspetto della manovra, non credo che siamo mancati: siamo arrivati spesso e abbiamo avuto anche due palle gol clamorose. Quello che secondo me dovevamo fare meglio era la foga agonistica per andare a riprendere il risultato”.
Il messaggio lanciato alla squadra all’intervallo, del resto, era stato chiarissimo: “Ai ragazzi ho detto una cosa molto semplice: cancelliamo il primo tempo, è finito. Scendiamo in campo e vinciamo il secondo tempo. Se lo vinciamo di un gol la pareggiamo, se lo vinciamo di due la portiamo a casa. Dovevamo vivere il secondo tempo serenamente, ma con molta più foga agonistica, per portare l’avversario a commettere errori”.
Infine, Viali si è soffermato su un altro tema ricorrente in casa Catania, quello della difficoltà nel concretizzare la mole di gioco prodotta. Anche qui, la sua risposta è stata chiara: “La cosa che posso fare per migliorare questa situazione è cercare di creare ancora di più. Dobbiamo essere più bravi a migliorare il rapporto tra situazioni create e gol fatti. Questo è un aspetto anche psicologico: bisogna dare grande fiducia e grande stima a tutta la fase offensiva. Per quanto mi riguarda, il mio compito è creare sempre più occasioni”.
La linea del tecnico, dunque, resta coerente: avanti con le idee, con il lavoro e con la convinzione che il percorso vada giudicato anche oltre il singolo risultato. Ma il ko con il Picerno ha comunque lasciato un messaggio chiaro: il Catania dovrà imparare in fretta a gestire meglio i momenti della partita e il peso delle proprie responsabilità, se vorrà arrivare davvero ai playoff nelle condizioni giuste.
scritto da Sala Stampa Catania-AZ Picerno
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William Viali
