Catania, Longo dopo il 6-0: "La classifica che conta è quella di aprile"
Autore: Redazione
Il Catania ritrova la vittoria e lo fa con un risultato travolgente, superando il Giugliano per 6-0 davanti al pubblico del Massimino. Una prestazione che rilancia le ambizioni rossazzurre dopo la sconfitta di Potenza, ma che non cancella, nell'analisi di Emilio Longo, la necessità di continuare a lavorare sui dettagli. Nel dopogara, il tecnico etneo ha commentato il successo soffermandosi sugli aspetti tattici, sulla crescita della squadra, sulla prestazione di Nicolò Cavuoti e sul contributo dei calciatori subentrati. Spazio anche al ritorno dello storico stemma del Calcio Catania, al rapporto con la tifoseria e alle prospettive nella corsa al vertice.
Nonostante le sei reti realizzate, Longo ha voluto individuare subito gli aspetti ancora da perfezionare, sottolineando come il risultato non debba distogliere l'attenzione dal percorso di crescita intrapreso dalla squadra.
“L'ossessione di un allenatore non deve essere quella di essere felice oggi, ma di esserlo alla fine del percorso. Anche all'interno di una partita del genere, la bravura dello staff tecnico sta nel ritrovare gli aspetti sui quali migliorare. Penso, per esempio, alla gestione del primo tempo: abbiamo iniziato bene, ma dopo il vantaggio ho visto un po' di timore nel consolidare il risultato. Per circa quindici minuti non siamo stati all'altezza dell'avvio di gara. Il secondo gol ha poi liberato la squadra dalle responsabilità e la nostra prestazione è cresciuta. Anche all'inizio della ripresa abbiamo sofferto l'atteggiamento degli avversari, che hanno alzato il baricentro e ci hanno creato qualche difficoltà, costringendo Dini a interventi importanti. Successivamente, però, siamo stati devastanti nell'attaccare gli spazi e nelle transizioni. Abbiamo rischiato qualcosa di troppo anche nelle coperture preventive dei braccetti difensivi. Sono tutti elementi sui quali dobbiamo continuare a lavorare”.
Il tecnico ha quindi ribadito la volontà di non lasciarsi condizionare dall'attuale classifica, pur riconoscendo i progressi compiuti nelle ultime settimane.
“Non dobbiamo avere l'ossessione della classifica di oggi. Dobbiamo essere ossessionati dal miglioramento e continuare questo percorso. Da sette partite la squadra riesce a esercitare un dominio importante, anche se con qualche discontinuità. Siamo in una fase evolutiva significativa. La classifica che conta è quella di aprile e non possiamo pensare di sistemarla in quattro o cinque giornate. Se continueremo a mantenere questo rendimento, credo che a marzo potremo ritrovarci a lottare per il titolo”.
Uno dei protagonisti della goleada è stato Nicolò Cavuoti, autore della spettacolare rete dell'1-0 e dell'assist per il terzo gol di Coda. Longo ha elogiato le qualità del giovane talento, invitando però a non caricarlo di aspettative eccessive.
“Vi chiedo di non parlare più soltanto del gol di oggi. Già dopo la sua prima rete avevo invitato tutti a essere sereni con questo ragazzo, perché abbiamo sicuramente un diamante grezzo che può diventare luminosissimo. Dobbiamo metterlo nelle condizioni di esprimere con continuità le sue qualità, ma anche aiutarlo a non sentirsi già arrivato. Se dovesse succedere, probabilmente tornerebbe in panchina. Oggi Nicolò ha offerto una prestazione vicina a quella del suo primo impatto con il Catania. Sul gol ha fatto qualcosa di devastante, ma deve riuscire a ripetere quelle accelerazioni più volte nel corso della gara. Ha giocato bene, ma ha ancora ampi margini di miglioramento”.
Particolarmente significativo, nell'analisi dell'allenatore, il contributo dei giocatori entrati nella ripresa. Liguori ha conquistato il rigore del 5-0 e realizzato la sesta rete, mentre Caturano ha ritrovato il gol trasformando il penalty concessogli da Cicerelli.
“Sono molto soddisfatto dell'ingresso di Liguori. È un calciatore che, pur non giocando nel suo ruolo naturale quando viene utilizzato da quinto, dimostra una disponibilità straordinaria. Ha fatto qualcosa di eccezionale, ha conquistato il rigore e ha trovato anche il gol. Vorrei che tutti i giocatori non impiegati dall'inizio avessero questa rabbia. È normale essere arrabbiati quando non si viene scelti, ma bisogna trasformare quella rabbia in energia positiva quando si ha la possibilità di entrare. Oggi tutti i subentrati hanno dimostrato di sentirsi parte di un gruppo che vuole diventare sempre più unito”.
Ampio spazio anche alle considerazioni tattiche. Longo ha spiegato il lavoro svolto per creare superiorità numerica nella costruzione del gioco e sfruttare maggiormente gli spazi tra le linee, evidenziando in particolare l'evoluzione di Emanuele Cicerelli.
“Contro una squadra che attacca con tre giocatori, lavorare sempre tre contro tre avrebbe potuto crearci difficoltà nella costruzione. Dovevamo muovere gli avversari e creare situazioni di superiorità numerica. Quando riuscivamo a farlo, diventava importante occupare bene gli spazi intermedi. Credo che oggi questo aspetto abbia fatto la differenza. Cicerelli e Cavuoti sono stati molto bravi a muoversi in quelle zone. Emanuele, in particolare, ha disputato probabilmente la sua migliore partita da quando lavoro con lui nell'occupazione degli spazi. Tendenzialmente preferisce cercare la corsia esterna, ma con le ampiezze che utilizziamo abbiamo bisogno che venga maggiormente dentro al campo. Questo permette di mettere in difficoltà le scalate difensive degli avversari e, allo stesso tempo, di liberare spazio per gli inserimenti di Masciangelo. Rispetto alle precedenti partite al Massimino, abbiamo avuto più tempo per lavorare e migliorare questi meccanismi”.
Per Longo, il progresso della squadra è strettamente collegato al lavoro settimanale e alla capacità di correggere continuamente gli errori, indipendentemente dal risultato della domenica.
“La differenza la fa il tempo che abbiamo avuto per lavorare. La nostra metodologia prevede di analizzare e correggere ciò che non funziona, ma anche di potenziare quello che facciamo bene. All'inizio della settimana lavoriamo sui nostri principi, poi ci concentriamo sul sistema di gioco dell'avversario e su come metterlo in difficoltà. Continueremo a seguire questo percorso, perché il rodaggio della squadra sta producendo risultati soprattutto nell'occupazione degli spazi”.
Il prossimo impegno vedrà il Catania affrontare in trasferta l'Audace Cerignola, un appuntamento che Longo considera particolarmente impegnativo. Per questo il tecnico ha chiesto di archiviare rapidamente l'entusiasmo per il 6-0, mantenendo lo stesso atteggiamento mostrato dopo la sconfitta di Potenza.
“Dobbiamo tornare in campo con la stessa volontà con cui siamo ripartiti dopo Potenza. La squadra deve essere capace di staccarsi velocemente da una vittoria roboante. Possiamo festeggiare per ventiquattro ore, ma il nostro staff ha già iniziato a lavorare sull'analisi della partita e sugli aspetti che non hanno funzionato. Sarebbe incoerente chiedere di non lasciarsi condizionare dalle sconfitte e poi rimanere aggrappati alle vittorie. Ci aspetta una trasferta molto difficile contro una squadra che, secondo me, è sottovalutata e che ha un allenatore capace di farla giocare molto bene. Il Cerignola è una formazione sbarazzina, veloce, intensa e dinamica, che interpreta sistemi come il 3-4-1-2 e il 3-4-2-1. Giocheremo anche su un campo particolare. Dovremo affrontare questa settimana con entusiasmo e consapevolezza, ma soprattutto con la volontà di continuare a crescere”.
Interrogato sulla gestione di Giovanni Bruzzaniti, rimasto in panchina contro il Giugliano dopo alcune prestazioni meno brillanti, Longo ha chiarito i criteri che orientano le sue scelte e il significato della concorrenza all'interno di una rosa particolarmente profonda.
“Sono convinto che io e Giovanni abbiamo bisogno di confrontarci sul rendimento, ma cerco sempre di scegliere la formazione migliore. Dico spesso ai miei ragazzi che è inutile venire da me per chiedere perché non abbiano giocato. La risposta è molto semplice e anche cruda: ritengo che, in quella determinata partita, ci fossero altri calciatori che mi davano maggiori possibilità di vincere. Oggi ho scelto gli undici che consideravo più adatti a vincere la gara. La capacità dei giocatori deve essere quella di farsi trovare pronti quando arriverà il loro momento. La superiorità rispetto ai compagni bisogna dimostrarla sul campo, attraverso le prestazioni. Io sostengo tutti, ma in una rosa così profonda le rotazioni possono diventare un'arma vincente”.
Il tecnico ha quindi richiamato l'esempio di Caturano, entrato a risultato già ampiamente acquisito ma capace di incidere immediatamente sulla partita.
“Guardate l'impatto di Salvatore Caturano. Non era semplice entrare in una gara che sembrava ormai conclusa. Un attaccante, in queste situazioni, rischia di trovare meno occasioni perché la squadra può abbassare l'intensità. Mi è piaciuta molto la maturità con cui è entrato, la voglia di cercare il gol e il fatto che abbia avuto anche l'opportunità di realizzarne un secondo. Questo deve essere il nostro atteggiamento. La stessa cosa vale per tutti quelli che si mettono a disposizione della squadra”.
Un capitolo particolarmente sentito ha riguardato l'acquisizione dello storico stemma del Calcio Catania 1946, celebrata dalle due curve con coreografie spettacolari. Longo ha raccontato come la squadra abbia vissuto una settimana speciale, percependo ancora più intensamente il senso di responsabilità verso la città.
“Il ritorno dello storico logo ci ha fatto vivere un ulteriore passo avanti in termini di responsabilità. Ne ho parlato durante la preparazione della partita, chiedendo ai ragazzi di sentirsi responsabili dell'entusiasmo di un popolo che ritrova la propria identità. Dovevamo essere propositivi, coraggiosi e concreti per mettere la ciliegina sulla torta a una settimana particolarmente bella per Catania. Chi fa l'allenatore o il calciatore sogna di lavorare in una piazza come questa. Quando ci sei, però, devi accettare anche il peso delle aspettative. Io credo che quel peso debba trasformarsi in leggerezza. Dobbiamo avere il coraggio di sfruttare questa passione, senza farci condizionare dalle difficoltà o dalle eventuali critiche”.
L'allenatore ha inoltre sottolineato l'importanza del sostegno ricevuto dai tifosi anche dopo la sconfitta contro il Potenza.
“Cerco di rimanere distante dai social e dagli umori del momento, sia quando c'è entusiasmo sia quando arrivano le critiche, perché voglio essere coerente. Tuttavia, dopo Potenza ho percepito una cosa importante: la gente aveva riconosciuto l'impegno e la prestazione della squadra nonostante la sconfitta. Siamo stati sostenuti anche dopo aver perso e questo significa che il popolo rossazzurro è pronto ad accompagnare una squadra che dimostra identità e coraggio. La società ha fatto un passo importante recuperando lo stemma storico e noi dobbiamo continuare a dimostrare coraggio. Questa piazza merita rispetto”.
Longo si è soffermato anche su Massimo Coda, autore di una doppietta e dell'assist per il quarto gol di Cicerelli, ribadendo le aspettative nei confronti del centravanti.
“Massimo deve continuare a fare quello che sta facendo. Lo abbiamo preso per questo: deve essere concreto e deve crescere insieme alla squadra. Ogni domenica riusciamo a metterlo nelle condizioni di calciare in porta e lui deve diventare sempre più cinico. Anche a Potenza ha avuto due occasioni e sa benissimo che avrebbe potuto fare meglio. Dobbiamo essere ossessionati dal miglioramento anche sotto questo aspetto. Massimo deve rappresentare il riferimento offensivo del nostro gioco”.
Infine, l'allenatore ha analizzato le prospettive del reparto difensivo, elogiando la prestazione di Cabianca, Di Gennaro e Allegretto, ma soprattutto la professionalità di Marco Perrotta, rimasto fuori dall'undici iniziale nelle ultime partite.
“È un terzetto che potrà giocare con continuità se continuerà a meritarselo durante la settimana. Non dimentichiamoci, però, di Perrotta, al quale voglio fare pubblicamente i complimenti. La professionalità con cui ha accettato di non essere titolare nell'ultimo periodo è esemplare per tutto il gruppo. Parliamo di un calciatore importante, che ha vinto campionati e che rappresenta una concorrenza eccellente per i compagni. Abbiamo inoltre Pagliai, che può giocare sia da quinto sia da braccetto, e aspettiamo il recupero degli altri indisponibili. Con la rosa al completo potremo essere ancora più dinamici, interpretando la difesa a tre o a quattro e modificando anche le soluzioni offensive”.
La conclusione di Longo è tornata sul principio che accompagna il suo lavoro quotidiano: nessuna posizione acquisita e nessun automatismo nelle scelte, nemmeno dopo una vittoria così netta.
“I tre difensori oggi hanno fatto bene e, se continueranno a lavorare con la stessa intensità, potranno meritarsi nuovamente una maglia da titolare. Ma lo spartiacque resta sempre la settimana di allenamento. I giocatori devono dimostrarmi di avere la stessa fame anche dopo una vittoria. Io non devo aspettare che facciano male per escluderli: devo cercare di prevenire le prestazioni negative”.
Il Catania ritrova la vittoria e lo fa con un risultato travolgente, superando il Giugliano per 6-0 davanti al pubblico del Massimino. Una prestazione che rilancia le ambizioni rossazzurre dopo la sconfitta di Potenza, ma che non cancella, nell'analisi di Emilio Longo, la necessità di continuare a lavorare sui dettagli. Nel dopogara, il tecnico etneo ha commentato il successo soffermandosi sugli aspetti tattici, sulla crescita della squadra, sulla prestazione di Nicolò Cavuoti e sul contributo dei calciatori subentrati. Spazio anche al ritorno dello storico stemma del Calcio Catania, al rapporto con la tifoseria e alle prospettive nella corsa al vertice.
Nonostante le sei reti realizzate, Longo ha voluto individuare subito gli aspetti ancora da perfezionare, sottolineando come il risultato non debba distogliere l'attenzione dal percorso di crescita intrapreso dalla squadra.
“L'ossessione di un allenatore non deve essere quella di essere felice oggi, ma di esserlo alla fine del percorso. Anche all'interno di una partita del genere, la bravura dello staff tecnico sta nel ritrovare gli aspetti sui quali migliorare. Penso, per esempio, alla gestione del primo tempo: abbiamo iniziato bene, ma dopo il vantaggio ho visto un po' di timore nel consolidare il risultato. Per circa quindici minuti non siamo stati all'altezza dell'avvio di gara. Il secondo gol ha poi liberato la squadra dalle responsabilità e la nostra prestazione è cresciuta. Anche all'inizio della ripresa abbiamo sofferto l'atteggiamento degli avversari, che hanno alzato il baricentro e ci hanno creato qualche difficoltà, costringendo Dini a interventi importanti. Successivamente, però, siamo stati devastanti nell'attaccare gli spazi e nelle transizioni. Abbiamo rischiato qualcosa di troppo anche nelle coperture preventive dei braccetti difensivi. Sono tutti elementi sui quali dobbiamo continuare a lavorare”.
Il tecnico ha quindi ribadito la volontà di non lasciarsi condizionare dall'attuale classifica, pur riconoscendo i progressi compiuti nelle ultime settimane.
“Non dobbiamo avere l'ossessione della classifica di oggi. Dobbiamo essere ossessionati dal miglioramento e continuare questo percorso. Da sette partite la squadra riesce a esercitare un dominio importante, anche se con qualche discontinuità. Siamo in una fase evolutiva significativa. La classifica che conta è quella di aprile e non possiamo pensare di sistemarla in quattro o cinque giornate. Se continueremo a mantenere questo rendimento, credo che a marzo potremo ritrovarci a lottare per il titolo”.
Uno dei protagonisti della goleada è stato Nicolò Cavuoti, autore della spettacolare rete dell'1-0 e dell'assist per il terzo gol di Coda. Longo ha elogiato le qualità del giovane talento, invitando però a non caricarlo di aspettative eccessive.
“Vi chiedo di non parlare più soltanto del gol di oggi. Già dopo la sua prima rete avevo invitato tutti a essere sereni con questo ragazzo, perché abbiamo sicuramente un diamante grezzo che può diventare luminosissimo. Dobbiamo metterlo nelle condizioni di esprimere con continuità le sue qualità, ma anche aiutarlo a non sentirsi già arrivato. Se dovesse succedere, probabilmente tornerebbe in panchina. Oggi Nicolò ha offerto una prestazione vicina a quella del suo primo impatto con il Catania. Sul gol ha fatto qualcosa di devastante, ma deve riuscire a ripetere quelle accelerazioni più volte nel corso della gara. Ha giocato bene, ma ha ancora ampi margini di miglioramento”.
Particolarmente significativo, nell'analisi dell'allenatore, il contributo dei giocatori entrati nella ripresa. Liguori ha conquistato il rigore del 5-0 e realizzato la sesta rete, mentre Caturano ha ritrovato il gol trasformando il penalty concessogli da Cicerelli.
“Sono molto soddisfatto dell'ingresso di Liguori. È un calciatore che, pur non giocando nel suo ruolo naturale quando viene utilizzato da quinto, dimostra una disponibilità straordinaria. Ha fatto qualcosa di eccezionale, ha conquistato il rigore e ha trovato anche il gol. Vorrei che tutti i giocatori non impiegati dall'inizio avessero questa rabbia. È normale essere arrabbiati quando non si viene scelti, ma bisogna trasformare quella rabbia in energia positiva quando si ha la possibilità di entrare. Oggi tutti i subentrati hanno dimostrato di sentirsi parte di un gruppo che vuole diventare sempre più unito”.
Ampio spazio anche alle considerazioni tattiche. Longo ha spiegato il lavoro svolto per creare superiorità numerica nella costruzione del gioco e sfruttare maggiormente gli spazi tra le linee, evidenziando in particolare l'evoluzione di Emanuele Cicerelli.
“Contro una squadra che attacca con tre giocatori, lavorare sempre tre contro tre avrebbe potuto crearci difficoltà nella costruzione. Dovevamo muovere gli avversari e creare situazioni di superiorità numerica. Quando riuscivamo a farlo, diventava importante occupare bene gli spazi intermedi. Credo che oggi questo aspetto abbia fatto la differenza. Cicerelli e Cavuoti sono stati molto bravi a muoversi in quelle zone. Emanuele, in particolare, ha disputato probabilmente la sua migliore partita da quando lavoro con lui nell'occupazione degli spazi. Tendenzialmente preferisce cercare la corsia esterna, ma con le ampiezze che utilizziamo abbiamo bisogno che venga maggiormente dentro al campo. Questo permette di mettere in difficoltà le scalate difensive degli avversari e, allo stesso tempo, di liberare spazio per gli inserimenti di Masciangelo. Rispetto alle precedenti partite al Massimino, abbiamo avuto più tempo per lavorare e migliorare questi meccanismi”.
Per Longo, il progresso della squadra è strettamente collegato al lavoro settimanale e alla capacità di correggere continuamente gli errori, indipendentemente dal risultato della domenica.
“La differenza la fa il tempo che abbiamo avuto per lavorare. La nostra metodologia prevede di analizzare e correggere ciò che non funziona, ma anche di potenziare quello che facciamo bene. All'inizio della settimana lavoriamo sui nostri principi, poi ci concentriamo sul sistema di gioco dell'avversario e su come metterlo in difficoltà. Continueremo a seguire questo percorso, perché il rodaggio della squadra sta producendo risultati soprattutto nell'occupazione degli spazi”.
Il prossimo impegno vedrà il Catania affrontare in trasferta l'Audace Cerignola, un appuntamento che Longo considera particolarmente impegnativo. Per questo il tecnico ha chiesto di archiviare rapidamente l'entusiasmo per il 6-0, mantenendo lo stesso atteggiamento mostrato dopo la sconfitta di Potenza.
“Dobbiamo tornare in campo con la stessa volontà con cui siamo ripartiti dopo Potenza. La squadra deve essere capace di staccarsi velocemente da una vittoria roboante. Possiamo festeggiare per ventiquattro ore, ma il nostro staff ha già iniziato a lavorare sull'analisi della partita e sugli aspetti che non hanno funzionato. Sarebbe incoerente chiedere di non lasciarsi condizionare dalle sconfitte e poi rimanere aggrappati alle vittorie. Ci aspetta una trasferta molto difficile contro una squadra che, secondo me, è sottovalutata e che ha un allenatore capace di farla giocare molto bene. Il Cerignola è una formazione sbarazzina, veloce, intensa e dinamica, che interpreta sistemi come il 3-4-1-2 e il 3-4-2-1. Giocheremo anche su un campo particolare. Dovremo affrontare questa settimana con entusiasmo e consapevolezza, ma soprattutto con la volontà di continuare a crescere”.
Interrogato sulla gestione di Giovanni Bruzzaniti, rimasto in panchina contro il Giugliano dopo alcune prestazioni meno brillanti, Longo ha chiarito i criteri che orientano le sue scelte e il significato della concorrenza all'interno di una rosa particolarmente profonda.
“Sono convinto che io e Giovanni abbiamo bisogno di confrontarci sul rendimento, ma cerco sempre di scegliere la formazione migliore. Dico spesso ai miei ragazzi che è inutile venire da me per chiedere perché non abbiano giocato. La risposta è molto semplice e anche cruda: ritengo che, in quella determinata partita, ci fossero altri calciatori che mi davano maggiori possibilità di vincere. Oggi ho scelto gli undici che consideravo più adatti a vincere la gara. La capacità dei giocatori deve essere quella di farsi trovare pronti quando arriverà il loro momento. La superiorità rispetto ai compagni bisogna dimostrarla sul campo, attraverso le prestazioni. Io sostengo tutti, ma in una rosa così profonda le rotazioni possono diventare un'arma vincente”.
Il tecnico ha quindi richiamato l'esempio di Caturano, entrato a risultato già ampiamente acquisito ma capace di incidere immediatamente sulla partita.
“Guardate l'impatto di Salvatore Caturano. Non era semplice entrare in una gara che sembrava ormai conclusa. Un attaccante, in queste situazioni, rischia di trovare meno occasioni perché la squadra può abbassare l'intensità. Mi è piaciuta molto la maturità con cui è entrato, la voglia di cercare il gol e il fatto che abbia avuto anche l'opportunità di realizzarne un secondo. Questo deve essere il nostro atteggiamento. La stessa cosa vale per tutti quelli che si mettono a disposizione della squadra”.
Un capitolo particolarmente sentito ha riguardato l'acquisizione dello storico stemma del Calcio Catania 1946, celebrata dalle due curve con coreografie spettacolari. Longo ha raccontato come la squadra abbia vissuto una settimana speciale, percependo ancora più intensamente il senso di responsabilità verso la città.
“Il ritorno dello storico logo ci ha fatto vivere un ulteriore passo avanti in termini di responsabilità. Ne ho parlato durante la preparazione della partita, chiedendo ai ragazzi di sentirsi responsabili dell'entusiasmo di un popolo che ritrova la propria identità. Dovevamo essere propositivi, coraggiosi e concreti per mettere la ciliegina sulla torta a una settimana particolarmente bella per Catania. Chi fa l'allenatore o il calciatore sogna di lavorare in una piazza come questa. Quando ci sei, però, devi accettare anche il peso delle aspettative. Io credo che quel peso debba trasformarsi in leggerezza. Dobbiamo avere il coraggio di sfruttare questa passione, senza farci condizionare dalle difficoltà o dalle eventuali critiche”.
L'allenatore ha inoltre sottolineato l'importanza del sostegno ricevuto dai tifosi anche dopo la sconfitta contro il Potenza.
“Cerco di rimanere distante dai social e dagli umori del momento, sia quando c'è entusiasmo sia quando arrivano le critiche, perché voglio essere coerente. Tuttavia, dopo Potenza ho percepito una cosa importante: la gente aveva riconosciuto l'impegno e la prestazione della squadra nonostante la sconfitta. Siamo stati sostenuti anche dopo aver perso e questo significa che il popolo rossazzurro è pronto ad accompagnare una squadra che dimostra identità e coraggio. La società ha fatto un passo importante recuperando lo stemma storico e noi dobbiamo continuare a dimostrare coraggio. Questa piazza merita rispetto”.
Longo si è soffermato anche su Massimo Coda, autore di una doppietta e dell'assist per il quarto gol di Cicerelli, ribadendo le aspettative nei confronti del centravanti.
“Massimo deve continuare a fare quello che sta facendo. Lo abbiamo preso per questo: deve essere concreto e deve crescere insieme alla squadra. Ogni domenica riusciamo a metterlo nelle condizioni di calciare in porta e lui deve diventare sempre più cinico. Anche a Potenza ha avuto due occasioni e sa benissimo che avrebbe potuto fare meglio. Dobbiamo essere ossessionati dal miglioramento anche sotto questo aspetto. Massimo deve rappresentare il riferimento offensivo del nostro gioco”.
Infine, l'allenatore ha analizzato le prospettive del reparto difensivo, elogiando la prestazione di Cabianca, Di Gennaro e Allegretto, ma soprattutto la professionalità di Marco Perrotta, rimasto fuori dall'undici iniziale nelle ultime partite.
“È un terzetto che potrà giocare con continuità se continuerà a meritarselo durante la settimana. Non dimentichiamoci, però, di Perrotta, al quale voglio fare pubblicamente i complimenti. La professionalità con cui ha accettato di non essere titolare nell'ultimo periodo è esemplare per tutto il gruppo. Parliamo di un calciatore importante, che ha vinto campionati e che rappresenta una concorrenza eccellente per i compagni. Abbiamo inoltre Pagliai, che può giocare sia da quinto sia da braccetto, e aspettiamo il recupero degli altri indisponibili. Con la rosa al completo potremo essere ancora più dinamici, interpretando la difesa a tre o a quattro e modificando anche le soluzioni offensive”.
La conclusione di Longo è tornata sul principio che accompagna il suo lavoro quotidiano: nessuna posizione acquisita e nessun automatismo nelle scelte, nemmeno dopo una vittoria così netta.
“I tre difensori oggi hanno fatto bene e, se continueranno a lavorare con la stessa intensità, potranno meritarsi nuovamente una maglia da titolare. Ma lo spartiacque resta sempre la settimana di allenamento. I giocatori devono dimostrarmi di avere la stessa fame anche dopo una vittoria. Io non devo aspettare che facciano male per escluderli: devo cercare di prevenire le prestazioni negative”.
scritto da Sala stampa Catania-Giugliano 6-0
video
Le dichiarazioni integrali di Emilio Emilio
