Longo: "Serve continuità, al Massimino dobbiamo dare una gioia"
Autore: Redazione
Alla vigilia di Catania-Crotone, Emilio Longo ha fatto il punto sul momento dei rossazzurri, sulle scelte tattiche, sulla crescita della squadra e sulle condizioni dei singoli. Il tecnico ha confermato la volontà di proseguire lungo la strada intrapresa nelle ultime settimane, ribadendo come i principi di gioco restino centrali al di là della disposizione iniziale in campo.
"Ritengo che i nostri principi tattici siano rimasti abbastanza inalterati dall’inizio, a prescindere dalla sistemazione in campo. Continueremo quindi su questa strada, provando a essere una squadra identitaria, con l’obiettivo di dominare l’avversario per quanto significa dominare una partita: essere bravi ad avere palla e rendere pericoloso il possesso, naturalmente a discapito dell’avversario".
Sul Crotone, Longo ha mostrato di conoscere bene caratteristiche e uomini della squadra calabrese: "È una squadra della quale conosco molto bene cinque o sei undicesimi. Ha dovuto ritarare i propri obiettivi in questa stagione, ma è ben guidata, ha un buon sistema e un buon flusso di gioco. È un 4-3-3 molto dinamico, con calciatori di livello. L’insidia risiede nella qualità di alcuni elementi specifici come Zunno, Musso e Tordini. Hanno attaccanti molto bravi e credo che il Crotone vada affrontato mettendo in campo tutte le nostre migliori caratteristiche, con grandissima passione e grandissima competenza".
Uno dei temi principali riguarda le scelte in attacco. Longo ha spiegato di avere più dubbi rispetto alle settimane precedenti, proprio perché diversi giocatori stanno crescendo di condizione: "Abbiamo ancora un giorno di rifinitura e, per la prima volta, mi porto a casa qualche dubbio in più rispetto al solito. Più andiamo avanti e più la squadra, nella prestazione e nella capacità dei singoli, mi mette in difficoltà nella scelta dell’undici iniziale. I calciatori arrivati più tardi stanno cominciando ad avere una condizione importante e sono quasi tutti vicini alla possibilità di essere scelti dal primo minuto. La rifinitura e anche la notte mi serviranno per fare qualche valutazione".
Parole importanti anche per Matteo Di Gennaro, ma inserite all’interno di un discorso più ampio sul valore del gruppo: "Matteo è un calciatore importante per noi, come lo sono tanti altri all’interno dello spogliatoio. Per quanto riguarda il suo attaccamento ai colori rossazzurri, devo dire che anche chi è arrivato da poco mi sembra vesta questa maglia da molto tempo. L’abnegazione, lo spirito e la voglia di portare in alto Catania e i suoi tifosi sono qualcosa su cui poggia tutto lo spogliatoio. Matteo rappresenta bene questa voglia, ma non è il solo: mi sembrano tutti orientati verso l’obiettivo".
Longo si è soffermato anche su Michael Liguori: "Si è messo subito a disposizione e non a caso è stato scelto tra i titolari nelle prime due uscite. Credo che potrà ritagliarsi uno spazio importante. In una squadra così profonda tutti devono mantenere alta la capacità di performare quando vengono chiamati in causa. Non basta fare una buona settimana o due: ci saranno calciatori che dovranno aspettare, ma quando avranno la titolarità dovranno essere bravi a non perderla più. Michael si sta allenando con grande professionalità e si è posto nei confronti di Catania nel modo ideale".
Il tecnico ha poi respinto l’idea che il Catania abbia vissuto veri e propri blackout nelle ultime due trasferte: "Non sono d’accordo con la valutazione secondo cui viviamo dei blackout. Io rimango ancorato all’analisi staccata dal risultato, anche nelle vittorie. La partita di Caserta non è stata mai in discussione: tutte le piattaforme che analizzano le gare ci danno vincenti con almeno due gol di distacco. Spesso vorremmo partite in cui l’avversario non esistesse e si potesse vincere senza soffrire mai, ma questo non è possibile".
Longo ha voluto difendere con decisione la prestazione offerta a Caserta: "Pensare che quella sia stata una partita sporca, o che abbiamo vinto per fortuna, per me è un’eresia. Quello che non mi piace è che certe affermazioni possano avvelenare una piazza che ha bisogno di sogno, passione e coerenza. A Caserta il Catania è stato sontuoso sotto tutti i punti di vista. Dini ha fatto due parate, è vero, ma De Lucia ne ha fatte sei. Non raccontare anche questo altera la percezione della partita".
Sul richiamo pubblico rivolto a Nicolò Cavuoti dopo Caserta, Longo ha chiarito il senso delle proprie parole: "L’utilizzo del microfono fa parte anche della leadership tecnica e può servire a far crescere i calciatori. Ho visto bene Nicolò questa settimana. È giovane e credo che quella tirata d’orecchie possa aiutarlo a crescere e a rimettersi a disposizione con lo stesso entusiasmo di quando è arrivato. Catania non è una piazza come le altre: qui non bisogna fare bene una volta, bisogna provare a farlo per 38 partite. Dobbiamo essere ossessionati dal dare il massimo".
La parola chiave in vista del Crotone resta però continuità: "A noi non manca altro che continuare a fare quello che stiamo facendo. Dobbiamo trovare continuità. Se vogliamo fare una bella classifica, migliorarla e poi giocarcela fino alla fine per il titolo, dobbiamo capire che il gap iniziale non si recupera in una sola partita. Lo si recupera nell’arco di un mese, due mesi, sette o otto partite. La bravura deve essere quella di essere continui e perseguire una strada".
Longo ha poi sottolineato il tema del rendimento interno: "Mi piacerebbe che prestazioni come quelle di Caserta e Picerno potessero godersele anche i tanti tifosi che vengono a vederci. È l’unica cosa che ancora mi rende nervoso e arrabbiato, perché il nostro popolo meriterebbe di vedere al Massimino le prestazioni che stiamo facendo fuori casa. Mi auguro che domani la squadra sia consapevole della responsabilità e la viva nel modo giusto. Ad oggi al Massimino non abbiamo fatto bene quanto abbiamo fatto fuori".
Ampio spazio anche alle condizioni di Massimo Coda. Longo ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi dubbio fisico: "Massimo sta crescendo e ha già una buona base di preparazione. Ho letto un articolo in cui si parlava di tre o quattro difficoltà fisiche: sono eresie. Massimo non ha nessun tipo di problema. È un calciatore che non si è allenato con una squadra per un periodo e ha bisogno di ritrovare lo stato di forma, ma se non è stato scelto è soltanto per una questione tecnico-tattica. È integro e mi sta dando il massimo per passione e disponibilità".
Il tecnico ha inoltre chiarito che tutti gli attaccanti sono pienamente utilizzabili: "Non c’è un calciatore con problematiche di natura fisica. Se qualcuno non viene messo in campo è perché l’allenatore, in quel momento, non ritiene ancora che debba partire dall’inizio".
Sul passaggio alla difesa a tre, Longo ha confermato che si tratta del sistema che in questo momento meglio si adatta alla rosa: "Non mi sarei mai fermato al mio modello di gioco. La sistemazione geometrica della squadra era l’ultimo dei problemi e ho sempre detto che avrei cercato di cucire addosso a questa squadra il vestito più comodo. In questo momento il vestito più comodo è sicuramente lavorare a tre. Non ho terzini destri e questo non mi ha spaventato, anche se in 26 anni di carriera non avevo mai lavorato stabilmente così. I principi, però, restano gli stessi".
La filosofia resta improntata a un calcio offensivo: "La squadra sta imparando ad andare in pressione molto alta. Qualcosa rischiamo, ma io credo che per vincere le partite bisogna fare un gol più degli avversari, non prenderne uno in meno. Continueremo quindi a crescere nell’identità, a prescindere dai sistemi".
La sfida contro il Crotone avrà anche un significato personale per Longo, reduce da due stagioni importanti in Calabria: "Domani saluterò persone con cui ho condiviso due anni importanti sotto tutti i punti di vista. Le mie esperienze calcistiche lasciano sempre rapporti umani che restano nel tempo. Mi farà piacere riabbracciare in particolare il direttore Raffaele Vrenna e la famiglia Vrenna, che mi ha dato fiducia e mi ha protetto anche nel momento iniziale della mia esperienza a Crotone, quando per dieci o undici partite facemmo male nei risultati. L’emozione sarà soprattutto umana".
Poi l’attenzione torna immediatamente al Catania: "Dal punto di vista professionale ho guardato soprattutto la mia squadra. Domani sera abbiamo un solo scopo: regalare una gioia ai nostri tifosi, che sono sicuramente in credito con noi. Da questo punto di vista abbiamo chiaro l’obiettivo".
Longo ha spiegato anche il possibile incastro tattico tra il suo 3-4-2-1 e il 4-3-3 di Leandro Greco: "Il Crotone ha un blocco di idee molto consolidato. Cinque o sei calciatori hanno ancora dentro una buona parte di quello che facevamo lo scorso anno e Leandro ha aggiunto altri concetti. È una squadra sbarazzina e coraggiosa. Se io dovessi riproporre il 3-4-2-1 e lui il 4-3-3, sono due sistemi che cozzano tra loro. Secondo me sarà fondamentale vedere chi riuscirà ad adattarsi meglio nella fase di non possesso".
Sul tema delle palle inattive difensive, il tecnico ha confermato che il lavoro prosegue: "Non credo che un allenatore debba essere fondamentalista. Se qualcosa non funziona bisogna essere capaci di vederlo e migliorarlo. Questa settimana abbiamo lavorato tanto sulle disposizioni e sulle modalità di marcatura. Io lavoro a zona praticamente dal 2004 e nelle precedenti esperienze non abbiamo subito così tanto come quest’anno. Stiamo attenzionando la situazione e stiamo prendendo dei provvedimenti".
Longo è poi tornato sulle gerarchie offensive, chiarendo definitivamente la situazione di Lunetta, Coda e Caturano: "La scelta di Lunetta è esclusivamente tecnico-tattica. Coda è schierabile e Caturano è schierabile. Le mie valutazioni sono a 360 gradi, rispetto all’undici iniziale, alle relazioni che possono crearsi e al modo di attaccare. È per questo che vengo pagato: per prendere decisioni".
E ancora: "Giocheranno sia Caturano sia Coda, saranno calciatori che ci daranno tantissimo e faranno anche tanti gol. Voglio sgombrare il campo dall’idea che, se gioca Lunetta da centravanti, Caturano e Coda abbiano qualcosa: non hanno niente. Tutti e tre concorrono per avere un posto".
Parole di apprezzamento anche per Giovanni Bruzzaniti, impiegato a tutta fascia: "Ha fatto ottime partite sia da esterno a tutta fascia sia da riferimento avanzato. Le sue caratteristiche non vengono depotenziate, secondo me vengono potenziate. Può crossare, rifinire, entrare dentro al campo e chiudere sul secondo palo. Probabilmente vedremo anche tanti suoi gol. Ha dati organici da categoria superiore e può fare molto bene".
Infine, Longo ha ribadito il valore della profondità della rosa e la necessità di coinvolgere tutti nel corso della stagione: "È un vantaggio avere una rosa come quella del Catania. L’abilità deve essere quella di essere leali tra di noi e far sentire tutti importanti. Mi è piaciuto Roberto Insigne quando ha detto che cinque, dieci o novanta minuti hanno la stessa dignità, perché tutti concorrono alla vittoria. Nelle mie esperienze tutti i calciatori, a fine anno, hanno avuto spazio. La lunghezza del campionato impone alternative e alternanze. Se riusciremo ad avere tutti legati allo stesso obiettivo e nessuno scontento, questa potrà essere un’arma in più soprattutto nei mesi in cui si decidono i campionati, marzo e aprile".
Il messaggio della vigilia è dunque netto: Longo vuole un Catania riconoscibile, continuo e aggressivo, capace finalmente di trasferire anche al Massimino quella qualità mostrata nelle ultime trasferte. Contro il Crotone servirà confermare la crescita e trasformarla in un altro risultato, questa volta davanti al proprio pubblico.
Alla vigilia di Catania-Crotone, Emilio Longo ha fatto il punto sul momento dei rossazzurri, sulle scelte tattiche, sulla crescita della squadra e sulle condizioni dei singoli. Il tecnico ha confermato la volontà di proseguire lungo la strada intrapresa nelle ultime settimane, ribadendo come i principi di gioco restino centrali al di là della disposizione iniziale in campo.
"Ritengo che i nostri principi tattici siano rimasti abbastanza inalterati dall’inizio, a prescindere dalla sistemazione in campo. Continueremo quindi su questa strada, provando a essere una squadra identitaria, con l’obiettivo di dominare l’avversario per quanto significa dominare una partita: essere bravi ad avere palla e rendere pericoloso il possesso, naturalmente a discapito dell’avversario".
Sul Crotone, Longo ha mostrato di conoscere bene caratteristiche e uomini della squadra calabrese: "È una squadra della quale conosco molto bene cinque o sei undicesimi. Ha dovuto ritarare i propri obiettivi in questa stagione, ma è ben guidata, ha un buon sistema e un buon flusso di gioco. È un 4-3-3 molto dinamico, con calciatori di livello. L’insidia risiede nella qualità di alcuni elementi specifici come Zunno, Musso e Tordini. Hanno attaccanti molto bravi e credo che il Crotone vada affrontato mettendo in campo tutte le nostre migliori caratteristiche, con grandissima passione e grandissima competenza".
Uno dei temi principali riguarda le scelte in attacco. Longo ha spiegato di avere più dubbi rispetto alle settimane precedenti, proprio perché diversi giocatori stanno crescendo di condizione: "Abbiamo ancora un giorno di rifinitura e, per la prima volta, mi porto a casa qualche dubbio in più rispetto al solito. Più andiamo avanti e più la squadra, nella prestazione e nella capacità dei singoli, mi mette in difficoltà nella scelta dell’undici iniziale. I calciatori arrivati più tardi stanno cominciando ad avere una condizione importante e sono quasi tutti vicini alla possibilità di essere scelti dal primo minuto. La rifinitura e anche la notte mi serviranno per fare qualche valutazione".
Parole importanti anche per Matteo Di Gennaro, ma inserite all’interno di un discorso più ampio sul valore del gruppo: "Matteo è un calciatore importante per noi, come lo sono tanti altri all’interno dello spogliatoio. Per quanto riguarda il suo attaccamento ai colori rossazzurri, devo dire che anche chi è arrivato da poco mi sembra vesta questa maglia da molto tempo. L’abnegazione, lo spirito e la voglia di portare in alto Catania e i suoi tifosi sono qualcosa su cui poggia tutto lo spogliatoio. Matteo rappresenta bene questa voglia, ma non è il solo: mi sembrano tutti orientati verso l’obiettivo".
Longo si è soffermato anche su Michael Liguori: "Si è messo subito a disposizione e non a caso è stato scelto tra i titolari nelle prime due uscite. Credo che potrà ritagliarsi uno spazio importante. In una squadra così profonda tutti devono mantenere alta la capacità di performare quando vengono chiamati in causa. Non basta fare una buona settimana o due: ci saranno calciatori che dovranno aspettare, ma quando avranno la titolarità dovranno essere bravi a non perderla più. Michael si sta allenando con grande professionalità e si è posto nei confronti di Catania nel modo ideale".
Il tecnico ha poi respinto l’idea che il Catania abbia vissuto veri e propri blackout nelle ultime due trasferte: "Non sono d’accordo con la valutazione secondo cui viviamo dei blackout. Io rimango ancorato all’analisi staccata dal risultato, anche nelle vittorie. La partita di Caserta non è stata mai in discussione: tutte le piattaforme che analizzano le gare ci danno vincenti con almeno due gol di distacco. Spesso vorremmo partite in cui l’avversario non esistesse e si potesse vincere senza soffrire mai, ma questo non è possibile".
Longo ha voluto difendere con decisione la prestazione offerta a Caserta: "Pensare che quella sia stata una partita sporca, o che abbiamo vinto per fortuna, per me è un’eresia. Quello che non mi piace è che certe affermazioni possano avvelenare una piazza che ha bisogno di sogno, passione e coerenza. A Caserta il Catania è stato sontuoso sotto tutti i punti di vista. Dini ha fatto due parate, è vero, ma De Lucia ne ha fatte sei. Non raccontare anche questo altera la percezione della partita".
Sul richiamo pubblico rivolto a Nicolò Cavuoti dopo Caserta, Longo ha chiarito il senso delle proprie parole: "L’utilizzo del microfono fa parte anche della leadership tecnica e può servire a far crescere i calciatori. Ho visto bene Nicolò questa settimana. È giovane e credo che quella tirata d’orecchie possa aiutarlo a crescere e a rimettersi a disposizione con lo stesso entusiasmo di quando è arrivato. Catania non è una piazza come le altre: qui non bisogna fare bene una volta, bisogna provare a farlo per 38 partite. Dobbiamo essere ossessionati dal dare il massimo".
La parola chiave in vista del Crotone resta però continuità: "A noi non manca altro che continuare a fare quello che stiamo facendo. Dobbiamo trovare continuità. Se vogliamo fare una bella classifica, migliorarla e poi giocarcela fino alla fine per il titolo, dobbiamo capire che il gap iniziale non si recupera in una sola partita. Lo si recupera nell’arco di un mese, due mesi, sette o otto partite. La bravura deve essere quella di essere continui e perseguire una strada".
Longo ha poi sottolineato il tema del rendimento interno: "Mi piacerebbe che prestazioni come quelle di Caserta e Picerno potessero godersele anche i tanti tifosi che vengono a vederci. È l’unica cosa che ancora mi rende nervoso e arrabbiato, perché il nostro popolo meriterebbe di vedere al Massimino le prestazioni che stiamo facendo fuori casa. Mi auguro che domani la squadra sia consapevole della responsabilità e la viva nel modo giusto. Ad oggi al Massimino non abbiamo fatto bene quanto abbiamo fatto fuori".
Ampio spazio anche alle condizioni di Massimo Coda. Longo ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi dubbio fisico: "Massimo sta crescendo e ha già una buona base di preparazione. Ho letto un articolo in cui si parlava di tre o quattro difficoltà fisiche: sono eresie. Massimo non ha nessun tipo di problema. È un calciatore che non si è allenato con una squadra per un periodo e ha bisogno di ritrovare lo stato di forma, ma se non è stato scelto è soltanto per una questione tecnico-tattica. È integro e mi sta dando il massimo per passione e disponibilità".
Il tecnico ha inoltre chiarito che tutti gli attaccanti sono pienamente utilizzabili: "Non c’è un calciatore con problematiche di natura fisica. Se qualcuno non viene messo in campo è perché l’allenatore, in quel momento, non ritiene ancora che debba partire dall’inizio".
Sul passaggio alla difesa a tre, Longo ha confermato che si tratta del sistema che in questo momento meglio si adatta alla rosa: "Non mi sarei mai fermato al mio modello di gioco. La sistemazione geometrica della squadra era l’ultimo dei problemi e ho sempre detto che avrei cercato di cucire addosso a questa squadra il vestito più comodo. In questo momento il vestito più comodo è sicuramente lavorare a tre. Non ho terzini destri e questo non mi ha spaventato, anche se in 26 anni di carriera non avevo mai lavorato stabilmente così. I principi, però, restano gli stessi".
La filosofia resta improntata a un calcio offensivo: "La squadra sta imparando ad andare in pressione molto alta. Qualcosa rischiamo, ma io credo che per vincere le partite bisogna fare un gol più degli avversari, non prenderne uno in meno. Continueremo quindi a crescere nell’identità, a prescindere dai sistemi".
La sfida contro il Crotone avrà anche un significato personale per Longo, reduce da due stagioni importanti in Calabria: "Domani saluterò persone con cui ho condiviso due anni importanti sotto tutti i punti di vista. Le mie esperienze calcistiche lasciano sempre rapporti umani che restano nel tempo. Mi farà piacere riabbracciare in particolare il direttore Raffaele Vrenna e la famiglia Vrenna, che mi ha dato fiducia e mi ha protetto anche nel momento iniziale della mia esperienza a Crotone, quando per dieci o undici partite facemmo male nei risultati. L’emozione sarà soprattutto umana".
Poi l’attenzione torna immediatamente al Catania: "Dal punto di vista professionale ho guardato soprattutto la mia squadra. Domani sera abbiamo un solo scopo: regalare una gioia ai nostri tifosi, che sono sicuramente in credito con noi. Da questo punto di vista abbiamo chiaro l’obiettivo".
Longo ha spiegato anche il possibile incastro tattico tra il suo 3-4-2-1 e il 4-3-3 di Leandro Greco: "Il Crotone ha un blocco di idee molto consolidato. Cinque o sei calciatori hanno ancora dentro una buona parte di quello che facevamo lo scorso anno e Leandro ha aggiunto altri concetti. È una squadra sbarazzina e coraggiosa. Se io dovessi riproporre il 3-4-2-1 e lui il 4-3-3, sono due sistemi che cozzano tra loro. Secondo me sarà fondamentale vedere chi riuscirà ad adattarsi meglio nella fase di non possesso".
Sul tema delle palle inattive difensive, il tecnico ha confermato che il lavoro prosegue: "Non credo che un allenatore debba essere fondamentalista. Se qualcosa non funziona bisogna essere capaci di vederlo e migliorarlo. Questa settimana abbiamo lavorato tanto sulle disposizioni e sulle modalità di marcatura. Io lavoro a zona praticamente dal 2004 e nelle precedenti esperienze non abbiamo subito così tanto come quest’anno. Stiamo attenzionando la situazione e stiamo prendendo dei provvedimenti".
Longo è poi tornato sulle gerarchie offensive, chiarendo definitivamente la situazione di Lunetta, Coda e Caturano: "La scelta di Lunetta è esclusivamente tecnico-tattica. Coda è schierabile e Caturano è schierabile. Le mie valutazioni sono a 360 gradi, rispetto all’undici iniziale, alle relazioni che possono crearsi e al modo di attaccare. È per questo che vengo pagato: per prendere decisioni".
E ancora: "Giocheranno sia Caturano sia Coda, saranno calciatori che ci daranno tantissimo e faranno anche tanti gol. Voglio sgombrare il campo dall’idea che, se gioca Lunetta da centravanti, Caturano e Coda abbiano qualcosa: non hanno niente. Tutti e tre concorrono per avere un posto".
Parole di apprezzamento anche per Giovanni Bruzzaniti, impiegato a tutta fascia: "Ha fatto ottime partite sia da esterno a tutta fascia sia da riferimento avanzato. Le sue caratteristiche non vengono depotenziate, secondo me vengono potenziate. Può crossare, rifinire, entrare dentro al campo e chiudere sul secondo palo. Probabilmente vedremo anche tanti suoi gol. Ha dati organici da categoria superiore e può fare molto bene".
Infine, Longo ha ribadito il valore della profondità della rosa e la necessità di coinvolgere tutti nel corso della stagione: "È un vantaggio avere una rosa come quella del Catania. L’abilità deve essere quella di essere leali tra di noi e far sentire tutti importanti. Mi è piaciuto Roberto Insigne quando ha detto che cinque, dieci o novanta minuti hanno la stessa dignità, perché tutti concorrono alla vittoria. Nelle mie esperienze tutti i calciatori, a fine anno, hanno avuto spazio. La lunghezza del campionato impone alternative e alternanze. Se riusciremo ad avere tutti legati allo stesso obiettivo e nessuno scontento, questa potrà essere un’arma in più soprattutto nei mesi in cui si decidono i campionati, marzo e aprile".
Il messaggio della vigilia è dunque netto: Longo vuole un Catania riconoscibile, continuo e aggressivo, capace finalmente di trasferire anche al Massimino quella qualità mostrata nelle ultime trasferte. Contro il Crotone servirà confermare la crescita e trasformarla in un altro risultato, questa volta davanti al proprio pubblico.
scritto da Sala Stampa Pregara Catania-Crotone
video
La conferenza integrale di Emilio Longo
