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Longo: "La squadra ha dimostrato di credere nel progetto"

Autore: Redazione

Dopo il successo per 4-2 conquistato dal Catania sul campo dell’AZ Picerno, Emilio Longo ha analizzato la gara anche nella conferenza stampa del “Donato Curcio”. Il tecnico rossazzurro ha insistito soprattutto sulla risposta mentale offerta dalla squadra, sulla necessità di concedere tempo a un gruppo profondamente rinnovato e sulle scelte tattiche adottate per affrontare i lucani.

Longo parte dall’approccio mostrato dai suoi e dalla necessità di costruire un’identità senza lasciarsi condizionare esclusivamente dai risultati: "Nel calcio non si inventa niente. Abbiamo vissuto insieme anche il periodo iniziale che ci aveva visti protagonisti in negativo durante il mio primo anno qui. L’unica discriminante per un allenatore è avere una squadra che provi a lavorare sui principi e sull’identità, soprattutto quando trova un gruppo precedentemente allenato in maniera diversa. Questo non significa che quel modo fosse migliore o peggiore, era semplicemente diverso."

Il tecnico torna quindi sul profondo rinnovamento dell’organico e sul poco tempo avuto a disposizione: "Avendo una squadra che nell’ultimo periodo è stata rinnovata quasi per il 50%, c’è bisogno di tempo. È normale che in una piazza con valori così importanti come Catania il tempo non te lo regali nessuno. Quindi bisogna rubarlo: come diciamo da queste parti, dobbiamo essere un po’ ladri di tempo."

La prestazione del Curcio, secondo Longo, ha dato una risposta particolarmente significativa sulla partecipazione del gruppo al progetto: "Credo che oggi la squadra abbia testimoniato con il cuore quanto tenga al progetto tecnico. Il modo quasi animalesco con cui si è approcciata alla dinamicità della squadra avversaria, andando uomo contro uomo a tutto campo, è stato veramente un bel vedere. Per un allenatore è un segnale importante perché, oltre alle competenze tecniche, significa che la squadra sta recependo anche quell’aspetto relazionale e motivazionale che considero fondamentale."

Poi una battuta sulle voci che nei giorni precedenti avevano messo in discussione la sua posizione: "Se i ragazzi hanno pensato, ascoltato o letto che il loro allenatore potesse essere in difficoltà, mi auguro che questa notizia esca tutte le settimane, se poi la squadra lavora e gioca in questo modo."

Longo ha quindi approfondito il tema della condizione dei nuovi arrivati, spiegando come servirà ancora qualche settimana prima di poter avere un gruppo realmente omogeneo: "Per considerare pronti la maggior parte dei calciatori dobbiamo aspettare almeno altre tre settimane, parlo proprio di tempo specifico. Il calendario non ci ha aiutato, perché abbiamo giocato tante partite ravvicinate e non abbiamo mai avuto una settimana tipo con i nuovi giocatori."

Una situazione che inevitabilmente condiziona anche il lavoro quotidiano: "Questo ti porta a non poter sviluppare completamente determinati principi di gioco e devi fare attenzione ai carichi. Abbiamo lavorato spesso separando i gruppi e anche individualmente. Sono aspetti che magari al tifoso possono non interessare, ma qualche volta bisogna spiegarli. Se si vuole lavorare su un progetto, bisogna prima gettare le fondamenta."

Il tecnico ha poi spiegato una delle caratteristiche che vorrebbe consolidare nel Catania: "Credo che siamo una delle squadre del campionato che utilizza meno il lancio lungo come idea di gioco. Per poter fraseggiare da vicino hai bisogno di giocatori capaci di smarcarsi negli spazi e di riconoscerli. L’unico modo è farli giocare e lavorare. Se mancano questo lavoro e le ore di volo, diventa difficile che chi va in campo riesca a riconoscere automaticamente certe situazioni."

Longo guarda però con fiducia alle prossime settimane: "Dobbiamo essere bravi a rubare questo tempo. Con questa mentalità credo che la squadra possa recuperare parte del tempo perso sul progetto. Penso che nel breve periodo riusciremo ad avere un Catania compatto, nel quale qualsiasi calciatore vada in campo non debba avere paura per il proprio minutaggio. Credo che presto il Catania farà di partite come questa il proprio modus operandi."

Il ritorno a Picerno ha avuto anche un significato personale per l’allenatore, protagonista in passato sulla panchina lucana: "Devo ringraziare la città e gli amici per gli attestati di stima ricevuti prima, durante e dopo la partita. Da Picerno ogni anno ricevo messaggi e grandi in bocca al lupo quando trovo squadra. Anche in questo momento di difficoltà ci sono state persone di Picerno che mi hanno rincuorato, persino prima della partita."

Il rapporto con l’ambiente lucano resta quindi particolarmente forte: "Quando sono entrato ho avuto la sensazione di tornare a casa, ed è sempre un grande piacere. Qui sono stato due anni, ho vissuto la comunità in maniera attiva, sono stato nelle piazze e per le vie, quindi praticamente ci conosciamo tutti. So che mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Questa cosa non finirà mai e non ci sarà mai uno steccato tra il posto in cui sto io e quello in cui stanno loro. Si incrociano amicizie, poi vinca il migliore e chi merita sul campo."

Longo ha quindi spiegato come sia stata preparata tatticamente una gara affrontata senza una vera settimana di lavoro: "Non abbiamo avuto il tempo per metabolizzare la sconfitta precedente e siamo andati a lavorare molto sul dolore. Sul piano tecnico-tattico, ieri mattina insieme allo staff abbiamo preparato l’idea di pareggiare il sistema predominante del Picerno, che è un 3-2-5. Siamo andati uomo contro uomo, sapendo che potevano costruire 4-2 ma che, nell’evoluzione dell’azione, sarebbero diventati 3-2. Questa lettura ci ha dato un vantaggio."

Un piano provato praticamente alla vigilia: "L’abbiamo preparato ieri mattina, lavorandoci per circa un’ora. Ma credo che il vero spartiacque sia stato rappresentato dal fatto che i ragazzi abbiano giocato con una motivazione altissima."

Il tecnico si augura che quella compattezza mostrata dal gruppo possa diventare una caratteristica stabile: "Mi auguro che la difesa di qualcuno diventi la difesa di tutti. Vorrei che il 'noi' visto questa sera, questa identità così forte nello spirito, rappresentasse la scintilla capace di accendere quel fuoco di cui una piazza come Catania ha bisogno e che merita."

Longo ha inoltre sottolineato la maturità dell’ambiente nonostante un avvio negativo sul piano dei risultati: "In questo momento specifico, così negativo nei risultati, al di là dei fischi meritatissimi, la piazza sta dimostrando una maturità assoluta. Anche per quel poco che vivo Catania passeggiando o incontrando persone, negli ultimi due giorni ho ricevuto tantissimi attestati di stima e messaggi che mi invitavano a non mollare. Posso assicurare che non avrei mollato comunque."

Adesso l’obiettivo è trasferire quanto visto a Picerno anche al Massimino: "Dico anche a queste persone che meritavano una vittoria di questo tipo. Adesso dobbiamo tornare al Massimino con la stessa rabbia, dimostrando che possiamo dare continuità a partite come questa nell’intensità, nella voglia, nella partecipazione e nell’abnegazione. Oggi la squadra ha fatto veramente qualcosa di bello."

Infine, Longo si è soffermato sull’abbondanza del reparto offensivo e sulla competizione che progressivamente aumenterà con il miglioramento della condizione generale: "Quando si ha un obiettivo così alto e si lavora per il Catania, l’obiettivo è comune e tutti devono mettersi a disposizione. Non è difficile. Anzi, mi auguro di avere presto maggiore difficoltà nelle scelte, perché oggi le formazioni vengono fatte soprattutto sulla condizione e sulla tenuta fisica."

Il tecnico chiude con una previsione significativa sulle potenzialità della rosa: "Da qui a tre settimane, secondo me, se entro nello spogliatoio e lancio in aria le prime dieci maglie, qualunque giocatore le raccolga non sbaglierò formazione. Mi auguro presto di avere qualche difficoltà in più, perché alcuni dei giocatori nominati non sono ancora nelle migliori condizioni. E alcuni devono ancora diventare campioni: Cavuoti deve diventarlo, Bruzzaniti deve diventarlo. Mi piace pensare che anche i giovani, come Flavio Russo, che sta meritando questo riconoscimento, possano dimostrarlo attraverso prestazioni come quella di stasera. Abbiamo un bel mix e mi auguro che tutti questi ragazzi possano diventare campioni attraverso quello che faranno sul campo."


scritto da Sala Stampa AZ PIcerno-Catania
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Le dichiarazioni integrali di Emilio Longo