Elephants Catania, altro ko al Benito Paolone: Trappers vincono 12-2
29-03-2026 18:38 - Altri Sport
Autore: Redazione
Gli Elephants Catania incassano la seconda sconfitta consecutiva al “Benito Paolone”, confermando un momento complicato davanti al proprio pubblico. Dopo il pesante passivo interno per 0-19 contro i Daemons Monza Brianza, gli etnei cadono ancora tra le mura amiche, questa volta al cospetto dei Trappers Cecina, che si impongono con il punteggio di 12-2 al termine di una gara che ha premiato soprattutto la maggiore concretezza degli ospiti.
Per la formazione catanese si tratta di un altro pomeriggio difficile, in cui il punteggio finale racconta bene le difficoltà offensive emerse nel corso dell’incontro. Gli Elephants hanno provato a restare dentro la partita con intensità e applicazione, ma ancora una volta hanno pagato dazio sul piano della precisione e della capacità di concretizzare nei momenti decisivi.
Il primo tentativo di accendere il match da parte dei rossazzurri è arrivato con un field goal da 37 yard tentato da Gulisano, che però non ha trovato i pali. Un episodio che ha subito fotografato una delle chiavi della gara: la difficoltà della squadra etnea nel capitalizzare le occasioni costruite. Dall’altra parte, invece, i Trappers hanno avuto il merito di colpire nel momento giusto, prendendo in mano la sfida soprattutto nel secondo quarto.
È stata infatti la seconda frazione a indirizzare il confronto. Gli ospiti hanno piazzato il break decisivo grazie a due touchdown che hanno spezzato l’equilibrio e costretto gli Elephants a inseguire. Prima è arrivata la segnatura di Giorgi su pass di Marzullo, poi il raddoppio firmato da Redditi, ancora servito dallo stesso quarterback. Due giocate che hanno scavato il solco e che hanno messo in salita la partita della formazione etnea.
Nel secondo tempo Catania ha cercato di restare aggrappata all’incontro, ma ha continuato a scontrarsi con una manovra poco incisiva e con una produzione offensiva troppo limitata per poter realmente riaprire il match. Anche il tentativo di field goal da 34 yard di Gulisano, nel terzo quarto, non ha avuto esito positivo, confermando una giornata storta sotto il profilo realizzativo.
Nel finale gli Elephants hanno almeno trovato il modo di muovere il punteggio grazie a una safety firmata da Di Mauro, che ha consentito ai rossazzurri di evitare uno zero ancora più amaro e di fissare il risultato sul definitivo 12-2. Troppo poco, però, per cambiare il volto di una partita che i Trappers hanno saputo gestire con maggiore ordine ed efficacia.
Il dato che preoccupa maggiormente resta però quello legato al rendimento casalingo. Dopo lo 0-19 contro i Daemons Monza Brianza, anche questo nuovo stop al “Benito Paolone” conferma le difficoltà degli Elephants nel trovare continuità e solidità davanti al proprio pubblico. Se da una parte non è mancato l’impegno, dall’altra è emersa ancora una volta la necessità di alzare il livello dell’esecuzione offensiva e della concretezza nelle fasi chiave del match.
Per gli etnei sarà adesso fondamentale voltare pagina in fretta, lavorando su quegli aspetti che in queste ultime due uscite interne hanno impedito alla squadra di essere realmente competitiva. La stagione è ancora lunga, ma per invertire il trend servirà una risposta rapida, soprattutto sul piano mentale, perché il “Benito Paolone” deve tornare a essere un punto di forza e non un terreno da cui uscire a mani vuote.
Gli Elephants Catania incassano la seconda sconfitta consecutiva al “Benito Paolone”, confermando un momento complicato davanti al proprio pubblico. Dopo il pesante passivo interno per 0-19 contro i Daemons Monza Brianza, gli etnei cadono ancora tra le mura amiche, questa volta al cospetto dei Trappers Cecina, che si impongono con il punteggio di 12-2 al termine di una gara che ha premiato soprattutto la maggiore concretezza degli ospiti.
Per la formazione catanese si tratta di un altro pomeriggio difficile, in cui il punteggio finale racconta bene le difficoltà offensive emerse nel corso dell’incontro. Gli Elephants hanno provato a restare dentro la partita con intensità e applicazione, ma ancora una volta hanno pagato dazio sul piano della precisione e della capacità di concretizzare nei momenti decisivi.
Il primo tentativo di accendere il match da parte dei rossazzurri è arrivato con un field goal da 37 yard tentato da Gulisano, che però non ha trovato i pali. Un episodio che ha subito fotografato una delle chiavi della gara: la difficoltà della squadra etnea nel capitalizzare le occasioni costruite. Dall’altra parte, invece, i Trappers hanno avuto il merito di colpire nel momento giusto, prendendo in mano la sfida soprattutto nel secondo quarto.
È stata infatti la seconda frazione a indirizzare il confronto. Gli ospiti hanno piazzato il break decisivo grazie a due touchdown che hanno spezzato l’equilibrio e costretto gli Elephants a inseguire. Prima è arrivata la segnatura di Giorgi su pass di Marzullo, poi il raddoppio firmato da Redditi, ancora servito dallo stesso quarterback. Due giocate che hanno scavato il solco e che hanno messo in salita la partita della formazione etnea.
Nel secondo tempo Catania ha cercato di restare aggrappata all’incontro, ma ha continuato a scontrarsi con una manovra poco incisiva e con una produzione offensiva troppo limitata per poter realmente riaprire il match. Anche il tentativo di field goal da 34 yard di Gulisano, nel terzo quarto, non ha avuto esito positivo, confermando una giornata storta sotto il profilo realizzativo.
Nel finale gli Elephants hanno almeno trovato il modo di muovere il punteggio grazie a una safety firmata da Di Mauro, che ha consentito ai rossazzurri di evitare uno zero ancora più amaro e di fissare il risultato sul definitivo 12-2. Troppo poco, però, per cambiare il volto di una partita che i Trappers hanno saputo gestire con maggiore ordine ed efficacia.
Il dato che preoccupa maggiormente resta però quello legato al rendimento casalingo. Dopo lo 0-19 contro i Daemons Monza Brianza, anche questo nuovo stop al “Benito Paolone” conferma le difficoltà degli Elephants nel trovare continuità e solidità davanti al proprio pubblico. Se da una parte non è mancato l’impegno, dall’altra è emersa ancora una volta la necessità di alzare il livello dell’esecuzione offensiva e della concretezza nelle fasi chiave del match.
Per gli etnei sarà adesso fondamentale voltare pagina in fretta, lavorando su quegli aspetti che in queste ultime due uscite interne hanno impedito alla squadra di essere realmente competitiva. La stagione è ancora lunga, ma per invertire il trend servirà una risposta rapida, soprattutto sul piano mentale, perché il “Benito Paolone” deve tornare a essere un punto di forza e non un terreno da cui uscire a mani vuote.









