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Catania, weekend da spettatore prima del tour de force di febbraio

05-02-2026 15:21 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo

Il rinvio del derby contro il Trapani al 18 febbraio consegna al Catania un fine settimana insolito, da vivere senza scendere in campo. Un turno da spettatore che interrompe il ritmo della squadra di Toscano proprio alla vigilia di una sequenza di impegni ravvicinati, intensa quasi fino all’eccesso, ma paradossalmente favorevole sotto il profilo logistico.

All’orizzonte c’è un tour de force concentrato in appena dodici giorni, con quattro partite complessive. Tre di queste si giocheranno nel fortino del Massimino, dove gli etnei ospiteranno Audace Cerignola, Trapani e Giugliano. L’unica trasferta sarà quella di San Valentino, pochi chilometri più in là, al “De Simone”, per il derby contro il Siracusa. Un quadro che, in un contesto d’emergenza, assume contorni quasi ideali: il peso specifico del Massimino e uno storico favorevole in casa aretusea rappresentano elementi non secondari.

Nel frattempo, però, il campionato non concede pause. Sabato sera l’attenzione di Catania sarà inevitabilmente divisa tra due campi chiave. Alle 20.30 si giocherà al Vigorito la sfida tra Benevento e Picerno, mentre in contemporanea il Monterisi ospiterà Audace Cerignola–Salernitana.

Sulla carta, l’impegno del Benevento appare tutt’altro che proibitivo, ma le speranze rossazzurre sono riposte in un Picerno capace di rallentare la corsa della Strega, che in caso contrario potrebbe allungare fino a un +6 al termine del weekend. A Cerignola, invece, il confronto servirà a misurare le reali ambizioni della squadra pugliese, già capace all’andata di mettere alle corde il Catania, salvato solo da un Dini in versione extralusso.

Da non trascurare, infine, l’effetto domino che potrebbe produrre un successo della Salernitana: a fine giornata il distacco dagli etnei potrebbe ridursi sensibilmente, riaccendendo ulteriormente la lotta nelle zone alte della classifica. Un fine settimana senza pallone tra i piedi, dunque, ma tutt’altro che privo di significati per il Catania, chiamato a osservare, calcolare e prepararsi al momento in cui il campo tornerà a parlare.