Catania, Vallocchia, Cavuoti e Torrasi si presentano al Massimino
09-09-2026 14:27 - Conferenze Stampa
Autore: Andrea Mazzeo
Tre volti nuovi per un centrocampo profondamente rinnovato e chiamato a diventare uno dei punti di forza del Catania. Andrea Vallocchia, Nicolò Cavuoti ed Emanuele Torrasi si sono presentati ufficialmente nella sala stampa del Massimino, raccontando le prime sensazioni in rossazzurro, le motivazioni che li hanno portati in Sicilia e il modo in cui stanno entrando nelle idee tattiche di Emilio Longo.
Il più atteso sotto il profilo della storia di mercato era probabilmente Vallocchia, nome accostato al Catania già in passato prima dell’approdo concretizzatosi soltanto nelle ultime battute dell’estate. Il centrocampista ha subito richiamato tutti alla prudenza dopo il 4-0 sul Cosenza, pur riconoscendo come il successo abbia restituito serenità all’ambiente.
"C'è tanta strada da fare. Sicuramente dopo il 4-0 si respira un'aria un po' più positiva, ed è quello che serve per affrontare un anno importante, che è il nostro obiettivo. Sono stato accolto benissimo e penso che anche dall'esterno si veda quanto il gruppo sia forte e solido. Si porta dietro le basi dell'anno scorso e questo deve rappresentare un vantaggio per noi, perché partire da un sistema già collaudato ti permette di avere una marcia in più", ha spiegato Vallocchia.
La sua estate è stata inevitabilmente condizionata dal fallimento della Ternana, circostanza che lo ha portato sul mercato da svincolato. La volontà di arrivare a Catania, però, era stata espressa con chiarezza.
"Ero svincolato per il fallimento della Ternana, alla quale auguro di tornare il prima possibile nelle categorie che le spettano, perché è una piazza alla quale sono molto legato. Ci sono dinamiche di mercato che bisogna attendere, ma io avevo dato la mia parola ed ero rimasto a disposizione. Fortunatamente si è concluso tutto per il meglio, secondo quella che era la mia volontà. Avrei preferito arrivare qualche giorno prima per anticipare i tempi del lavoro con i compagni, ma bisogna accettare quello che viene".
Vallocchia si è poi descritto come un centrocampista capace di adattarsi a più compiti: "Nasco fondamentalmente mezzala, ma negli ultimi anni ho lavorato molto anche in un centrocampo a due, che è il sistema che stiamo utilizzando qui. Posso ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Sono molto generoso, mi piace dare una mano soprattutto in fase difensiva e, quando i miei compagni sono sbilanciati in avanti, cerco di essere utile nelle preventive. Ogni tanto provo anche il tiro da fuori".
A facilitare il suo inserimento c'è anche la presenza di diversi ex compagni. "Sono giocatori con cui non ti senti quotidianamente, ma con cui mantieni i contatti. Quando il mio nome veniva accostato al Catania mi spingevano a venire e conoscevano la mia volontà. Sono contentissimo di ritrovarli perché, oltre a essere ragazzi spettacolari, per me sono giocatori fortissimi e top per la categoria".
Il messaggio di Longo, secondo Vallocchia, resta quello di non farsi trascinare né dai momenti negativi né dall'entusiasmo prodotto dal successo sul Cosenza: "Il mister sta ribadendo i suoi concetti: dobbiamo rimanere fermi nei nostri punti cardine e non farci condizionare dai risultati, neppure dall'ultimo che è stato molto importante. Gli alti e bassi non devono condizionarci. Sappiamo quale percorso abbiamo intrapreso, stiamo lavorando molto sul modulo e siamo contenti delle idee che ci sta dando. Prima assimiliamo i suoi concetti, meglio sarà per tutti".
Sul piano atletico, il nuovo centrocampista non si considera ancora al massimo: "Non posso dire di avere già i novanta minuti nelle gambe. Mi sono allenato con una squadra della mia città che mi ha dato una mano incredibile e che ringrazio, ma mi è mancata l'intensità con il pallone e con avversari di Serie C. Mi conosco, so che recupererò molto in fretta e siamo sulla buona strada".
Chi invece ha avuto immediatamente la possibilità di partire dall'inizio contro il Cosenza è stato Nicolò Cavuoti, protagonista di una prestazione che ha acceso subito l'interesse del pubblico rossazzurro. Per il calciatore arrivato dal Cagliari, dopo una stagione nella quale aveva trovato poco spazio, la fiducia ricevuta da Longo ha avuto un peso particolare.
"L'anno scorso ho giocato poco e partire subito da titolare non è stato facilissimo. Sono contento di come sia andata la partita e penso di aver avuto un impatto importante. Il mister mi ha dato subito l'opportunità di giocare e questo mi ha creato grande entusiasmo. Venivo da un anno difficile e avere immediatamente la fiducia dell'allenatore è stato importante".
Longo gli ha affidato un compito preciso contro i calabresi: "Mi ha chiesto di girare alle spalle dei centrocampisti del Cosenza, trovare gli spazi e cercare di puntare la linea avversaria".
Anche l'impatto con il Massimino ha lasciato il segno. "Io penso soltanto a giocare, ma mi è piaciuto molto quando sono uscito e ho ricevuto l'applauso. È una cosa che mi è successa poche volte e sono stato più che contento. È un grande stadio, con una grande tifoseria, e vedere una risposta del genere nonostante le sconfitte precedenti non è una cosa da tutti. Spero che i tifosi possano essere sempre di più".
Cavuoti non vuole però essere ingabbiato in una sola posizione. "Bisogna aiutare la squadra a fare gol, ma esiste anche la fase difensiva. Se posso essere utile più avanti, più indietro o rincorrendo un avversario, per me va bene. L'importante è la squadra. Mi piace giocare un po' ovunque, andare a prendere il pallone dove serve e sacrificarmi. Abbiamo una rosa che sulla carta è veramente importante e chi giocherà dovrà dare una grande mano".
Il suo futuro, essendo arrivato in prestito, passerà inevitabilmente dalla stagione che riuscirà a costruire: "Prima di decidere se potrò rimanere qui devo fare una grande stagione. Sono in prestito con diritto e sarà il direttore a valutare se tenermi. Ho scelto di venire a Catania perché, rispetto a restare a Cagliari, pensavo di poter trovare più spazio e continuità. Io devo dare una mano alla squadra e sacrificarmi".
A completare il terzetto è Emanuele Torrasi, già apparso perfettamente a proprio agio nella gestione del pallone e nell'organizzazione del centrocampo. L'ex Juve Stabia ha sottolineato soprattutto la ricchezza di soluzioni a disposizione di Longo.
"Sono contento di aver già messo minuti nelle gambe, perché sono quelli che servono soprattutto a inizio stagione. Ho giocato sia in un centrocampo a due sia a tre e penso che questa squadra possa offrire al mister e allo staff moltissime soluzioni, perché qualità e ampiezza della rosa sono indiscusse. Moduli e posizioni possono cambiare in base alle necessità, ma ciò che conta è andare in campo con determinazione, personalità e voglia di fare la partita e dominare l'avversario".
Per Torrasi, il calcio moderno impone anche al regista di saper interpretare situazioni differenti: "Oggi bisogna saper fare più cose. Dal punto di vista tecnico e tattico cambia se giochi a due oppure a tre: in un centrocampo a due puoi sganciarti maggiormente in fase offensiva, mentre a tre, giocando più da mediano, devi proteggere maggiormente la difesa. Sono letture che spettano anche a noi centrocampisti".
Il cambio di assetto utilizzato contro il Cosenza è stato recepito senza esitazioni: "Sono sempre stato un ragazzo che mette prima la squadra e poi sé stesso. Con il mister non c'è stato alcun dibattito: ci ha proposto questa soluzione all'inizio della scorsa settimana e ci siamo messi tutti a disposizione per ottenere il miglior risultato possibile. Ha funzionato e abbiamo conquistato una bellissima vittoria che ha riacceso l'entusiasmo. In base alle richieste dobbiamo essere tutti pronti".
Torrasi ha individuato anche una delle differenze principali rispetto alle uscite precedenti: "Quando arriva il risultato è sempre più facile parlare, perché dopo una vittoria siamo tutti più contenti. Sappiamo però che dobbiamo continuare a lavorare su alcuni aspetti e sulle nostre carenze, come tutte le squadre. Contro il Cosenza si sono viste più determinazione e più cattiveria nel volere il risultato, soprattutto davanti ai nostri tifosi, in uno stadio che ti spinge quando inizi a dominare e ad attaccare con convinzione".
Nessuna intenzione, quindi, di vivere di rendita dopo il poker. "Sulla carta questa è una squadra di altissimo valore, ma una cosa è la carta e un'altra è il campo. Sta a noi avere fame e sporcarci in un campionato di Serie C, soprattutto nel girone C, che sarà tostissimo. Ogni domenica bisognerà battagliare e lottare. Dobbiamo far prevalere le nostre qualità con la massima attenzione e determinazione".
Infine, Torrasi ha spiegato perché abbia accettato di scendere dalla Serie B dopo l'esperienza con la Juve Stabia: "Arrivo da un altro ambiente caldo, dove si vive di calcio. Sono stati mesi bellissimi e una grande esperienza, conclusa purtroppo in semifinale dopo un percorso importante. Quando ho saputo che c'era la possibilità di venire a Catania non ci ho pensato molto. Ho sentito una grande carica e una grande voglia di riscatto, pur scendendo di categoria, perché sapevo di arrivare in una piazza e in una rosa che hanno tutte le qualità e le carte in regola per riconquistare una categoria superiore. È inutile nasconderci: quello è l'obiettivo di tutti. Io posso dare pulizia nella gestione del pallone, far ripartire l'azione e mettere la mia intelligenza tattica al servizio del centrocampo".
Tre profili differenti, dunque, ma con un filo conduttore evidente: disponibilità tattica, spirito di sacrificio e consapevolezza delle ambizioni della piazza. Il 4-0 sul Cosenza ha fornito il primo segnale, ma proprio dalle parole dei nuovi arrivati emerge la volontà di considerarlo soltanto un punto di partenza.
Tre volti nuovi per un centrocampo profondamente rinnovato e chiamato a diventare uno dei punti di forza del Catania. Andrea Vallocchia, Nicolò Cavuoti ed Emanuele Torrasi si sono presentati ufficialmente nella sala stampa del Massimino, raccontando le prime sensazioni in rossazzurro, le motivazioni che li hanno portati in Sicilia e il modo in cui stanno entrando nelle idee tattiche di Emilio Longo.
Il più atteso sotto il profilo della storia di mercato era probabilmente Vallocchia, nome accostato al Catania già in passato prima dell’approdo concretizzatosi soltanto nelle ultime battute dell’estate. Il centrocampista ha subito richiamato tutti alla prudenza dopo il 4-0 sul Cosenza, pur riconoscendo come il successo abbia restituito serenità all’ambiente.
"C'è tanta strada da fare. Sicuramente dopo il 4-0 si respira un'aria un po' più positiva, ed è quello che serve per affrontare un anno importante, che è il nostro obiettivo. Sono stato accolto benissimo e penso che anche dall'esterno si veda quanto il gruppo sia forte e solido. Si porta dietro le basi dell'anno scorso e questo deve rappresentare un vantaggio per noi, perché partire da un sistema già collaudato ti permette di avere una marcia in più", ha spiegato Vallocchia.
La sua estate è stata inevitabilmente condizionata dal fallimento della Ternana, circostanza che lo ha portato sul mercato da svincolato. La volontà di arrivare a Catania, però, era stata espressa con chiarezza.
"Ero svincolato per il fallimento della Ternana, alla quale auguro di tornare il prima possibile nelle categorie che le spettano, perché è una piazza alla quale sono molto legato. Ci sono dinamiche di mercato che bisogna attendere, ma io avevo dato la mia parola ed ero rimasto a disposizione. Fortunatamente si è concluso tutto per il meglio, secondo quella che era la mia volontà. Avrei preferito arrivare qualche giorno prima per anticipare i tempi del lavoro con i compagni, ma bisogna accettare quello che viene".
Vallocchia si è poi descritto come un centrocampista capace di adattarsi a più compiti: "Nasco fondamentalmente mezzala, ma negli ultimi anni ho lavorato molto anche in un centrocampo a due, che è il sistema che stiamo utilizzando qui. Posso ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Sono molto generoso, mi piace dare una mano soprattutto in fase difensiva e, quando i miei compagni sono sbilanciati in avanti, cerco di essere utile nelle preventive. Ogni tanto provo anche il tiro da fuori".
A facilitare il suo inserimento c'è anche la presenza di diversi ex compagni. "Sono giocatori con cui non ti senti quotidianamente, ma con cui mantieni i contatti. Quando il mio nome veniva accostato al Catania mi spingevano a venire e conoscevano la mia volontà. Sono contentissimo di ritrovarli perché, oltre a essere ragazzi spettacolari, per me sono giocatori fortissimi e top per la categoria".
Il messaggio di Longo, secondo Vallocchia, resta quello di non farsi trascinare né dai momenti negativi né dall'entusiasmo prodotto dal successo sul Cosenza: "Il mister sta ribadendo i suoi concetti: dobbiamo rimanere fermi nei nostri punti cardine e non farci condizionare dai risultati, neppure dall'ultimo che è stato molto importante. Gli alti e bassi non devono condizionarci. Sappiamo quale percorso abbiamo intrapreso, stiamo lavorando molto sul modulo e siamo contenti delle idee che ci sta dando. Prima assimiliamo i suoi concetti, meglio sarà per tutti".
Sul piano atletico, il nuovo centrocampista non si considera ancora al massimo: "Non posso dire di avere già i novanta minuti nelle gambe. Mi sono allenato con una squadra della mia città che mi ha dato una mano incredibile e che ringrazio, ma mi è mancata l'intensità con il pallone e con avversari di Serie C. Mi conosco, so che recupererò molto in fretta e siamo sulla buona strada".
Chi invece ha avuto immediatamente la possibilità di partire dall'inizio contro il Cosenza è stato Nicolò Cavuoti, protagonista di una prestazione che ha acceso subito l'interesse del pubblico rossazzurro. Per il calciatore arrivato dal Cagliari, dopo una stagione nella quale aveva trovato poco spazio, la fiducia ricevuta da Longo ha avuto un peso particolare.
"L'anno scorso ho giocato poco e partire subito da titolare non è stato facilissimo. Sono contento di come sia andata la partita e penso di aver avuto un impatto importante. Il mister mi ha dato subito l'opportunità di giocare e questo mi ha creato grande entusiasmo. Venivo da un anno difficile e avere immediatamente la fiducia dell'allenatore è stato importante".
Longo gli ha affidato un compito preciso contro i calabresi: "Mi ha chiesto di girare alle spalle dei centrocampisti del Cosenza, trovare gli spazi e cercare di puntare la linea avversaria".
Anche l'impatto con il Massimino ha lasciato il segno. "Io penso soltanto a giocare, ma mi è piaciuto molto quando sono uscito e ho ricevuto l'applauso. È una cosa che mi è successa poche volte e sono stato più che contento. È un grande stadio, con una grande tifoseria, e vedere una risposta del genere nonostante le sconfitte precedenti non è una cosa da tutti. Spero che i tifosi possano essere sempre di più".
Cavuoti non vuole però essere ingabbiato in una sola posizione. "Bisogna aiutare la squadra a fare gol, ma esiste anche la fase difensiva. Se posso essere utile più avanti, più indietro o rincorrendo un avversario, per me va bene. L'importante è la squadra. Mi piace giocare un po' ovunque, andare a prendere il pallone dove serve e sacrificarmi. Abbiamo una rosa che sulla carta è veramente importante e chi giocherà dovrà dare una grande mano".
Il suo futuro, essendo arrivato in prestito, passerà inevitabilmente dalla stagione che riuscirà a costruire: "Prima di decidere se potrò rimanere qui devo fare una grande stagione. Sono in prestito con diritto e sarà il direttore a valutare se tenermi. Ho scelto di venire a Catania perché, rispetto a restare a Cagliari, pensavo di poter trovare più spazio e continuità. Io devo dare una mano alla squadra e sacrificarmi".
A completare il terzetto è Emanuele Torrasi, già apparso perfettamente a proprio agio nella gestione del pallone e nell'organizzazione del centrocampo. L'ex Juve Stabia ha sottolineato soprattutto la ricchezza di soluzioni a disposizione di Longo.
"Sono contento di aver già messo minuti nelle gambe, perché sono quelli che servono soprattutto a inizio stagione. Ho giocato sia in un centrocampo a due sia a tre e penso che questa squadra possa offrire al mister e allo staff moltissime soluzioni, perché qualità e ampiezza della rosa sono indiscusse. Moduli e posizioni possono cambiare in base alle necessità, ma ciò che conta è andare in campo con determinazione, personalità e voglia di fare la partita e dominare l'avversario".
Per Torrasi, il calcio moderno impone anche al regista di saper interpretare situazioni differenti: "Oggi bisogna saper fare più cose. Dal punto di vista tecnico e tattico cambia se giochi a due oppure a tre: in un centrocampo a due puoi sganciarti maggiormente in fase offensiva, mentre a tre, giocando più da mediano, devi proteggere maggiormente la difesa. Sono letture che spettano anche a noi centrocampisti".
Il cambio di assetto utilizzato contro il Cosenza è stato recepito senza esitazioni: "Sono sempre stato un ragazzo che mette prima la squadra e poi sé stesso. Con il mister non c'è stato alcun dibattito: ci ha proposto questa soluzione all'inizio della scorsa settimana e ci siamo messi tutti a disposizione per ottenere il miglior risultato possibile. Ha funzionato e abbiamo conquistato una bellissima vittoria che ha riacceso l'entusiasmo. In base alle richieste dobbiamo essere tutti pronti".
Torrasi ha individuato anche una delle differenze principali rispetto alle uscite precedenti: "Quando arriva il risultato è sempre più facile parlare, perché dopo una vittoria siamo tutti più contenti. Sappiamo però che dobbiamo continuare a lavorare su alcuni aspetti e sulle nostre carenze, come tutte le squadre. Contro il Cosenza si sono viste più determinazione e più cattiveria nel volere il risultato, soprattutto davanti ai nostri tifosi, in uno stadio che ti spinge quando inizi a dominare e ad attaccare con convinzione".
Nessuna intenzione, quindi, di vivere di rendita dopo il poker. "Sulla carta questa è una squadra di altissimo valore, ma una cosa è la carta e un'altra è il campo. Sta a noi avere fame e sporcarci in un campionato di Serie C, soprattutto nel girone C, che sarà tostissimo. Ogni domenica bisognerà battagliare e lottare. Dobbiamo far prevalere le nostre qualità con la massima attenzione e determinazione".
Infine, Torrasi ha spiegato perché abbia accettato di scendere dalla Serie B dopo l'esperienza con la Juve Stabia: "Arrivo da un altro ambiente caldo, dove si vive di calcio. Sono stati mesi bellissimi e una grande esperienza, conclusa purtroppo in semifinale dopo un percorso importante. Quando ho saputo che c'era la possibilità di venire a Catania non ci ho pensato molto. Ho sentito una grande carica e una grande voglia di riscatto, pur scendendo di categoria, perché sapevo di arrivare in una piazza e in una rosa che hanno tutte le qualità e le carte in regola per riconquistare una categoria superiore. È inutile nasconderci: quello è l'obiettivo di tutti. Io posso dare pulizia nella gestione del pallone, far ripartire l'azione e mettere la mia intelligenza tattica al servizio del centrocampo".
Tre profili differenti, dunque, ma con un filo conduttore evidente: disponibilità tattica, spirito di sacrificio e consapevolezza delle ambizioni della piazza. Il 4-0 sul Cosenza ha fornito il primo segnale, ma proprio dalle parole dei nuovi arrivati emerge la volontà di considerarlo soltanto un punto di partenza.
video
La conferenza stampa integrale di Vallocchia, Cavuoti e Torrasi









