Catania, Vagliasindi: dubbi sulla gestione Pelligra tra budget, debiti e Torre del Grifo
24-08-2026 21:57 - Campionato
Autore: Redazione
Una fotografia molto critica della gestione recente del Catania Football Club e, in particolare, delle scelte riconducibili alla proprietà guidata da Ross Pelligra. Nel corso della trasmissione di Telecolor “Corner”, il collega Alessandro Vagliasindi ha ricostruito una serie di vicende che, a suo giudizio, rappresentano quattro distinti profili di criticità emersi dalla conclusione della passata stagione fino all'avvio del nuovo campionato: la riduzione del budget destinato all'area sportiva, il ritardo relativo alla copertura fideiussoria, la situazione debitoria nei confronti di fornitori e professionisti e il rallentamento dei lavori a Torre del Grifo.
Il primo tema affrontato riguarda il budget previsto per la stagione 2026/27. Secondo quanto riferito da Vagliasindi, al termine della scorsa annata sarebbe stata inizialmente programmata una disponibilità di circa 9 milioni di euro, comprensiva della prima squadra maschile, dello staff tecnico, della squadra femminile e del settore giovanile. Una previsione che, sempre stando alla ricostruzione proposta durante la trasmissione, sarebbe stata successivamente ridimensionata in maniera molto significativa.
“Nel corso delle settimane successive a questa previsione di budget, il budget è stato ridotto a quattro milioni di euro”, ha spiegato Vagliasindi, collegando a questa decisione anche un passaggio delicato nei rapporti interni al club. Secondo il giornalista, infatti, proprio questa circostanza avrebbe determinato le dimissioni di Vincenzo Grella, poi respinte dalla proprietà, rappresentando uno dei primi segnali delle difficoltà che avrebbero caratterizzato le settimane successive.
Il secondo punto riguarda la vicenda della fideiussione relativa ai contratti che portavano il monte ingaggi oltre il milione di euro. Vagliasindi ha ricordato come l'adempimento, per una cifra indicata in circa 750 mila euro, dovesse essere completato entro il 10 agosto. Il Catania, secondo la ricostruzione proposta a “Corner”, avrebbe provveduto soltanto successivamente attraverso la costituzione di un escrow account, senza però rispettare la scadenza originaria.
Una situazione destinata, sempre secondo quanto sostenuto durante la trasmissione, ad avere conseguenze sul piano della giustizia sportiva. Vagliasindi ha parlato di un possibile deferimento alla Procura Federale e di una successiva penalizzazione in classifica, stimata nell'ordine di uno o due punti, precisando tuttavia come sarà necessario attendere gli sviluppi del procedimento e le eventuali decisioni del Tribunale Federale. Sul piano temporale, il giornalista ha ipotizzato che la definizione della vicenda possa arrivare tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.
Il quadro delineato diventa ancora più delicato quando l'attenzione si sposta sui rapporti con fornitori e professionisti. Vagliasindi ha parlato di debiti per una cifra complessiva vicina ai 3 milioni di euro, soffermandosi in particolare sulla situazione della società incaricata della manutenzione del terreno di gioco del “Massimino” e dei campi di Torre del Grifo.
Secondo quanto raccontato, la ditta avrebbe a un certo punto sospeso la propria attività in attesa del pagamento delle somme maturate. Una scelta che avrebbe avuto conseguenze sia sui campi recentemente rizollati del centro sportivo sia sul terreno del “Massimino”, dove già in occasione della gara contro l'Inter U23 erano visibili diverse zone ingiallite.
“È la conseguenza di questo contenzioso, che apparentemente ora sembra andare verso una soluzione con un accordo di ristrutturazione del debito”, ha spiegato Vagliasindi, sottolineando però come il periodo di mancata manutenzione avrebbe inciso proprio in una fase cruciale della preparazione dei terreni di gioco in vista dell'inizio del campionato.
All'interno dello stesso capitolo il giornalista ha citato anche il credito che sarebbe vantato dall'ingegnere Stancanelli, la cui impresa aveva assunto l'incarico relativo ai lavori di ripristino di Torre del Grifo. Lavori che, secondo Vagliasindi, sarebbero fermi dalla fine di giugno, ben lontano dal cronoprogramma immaginato al momento dell'acquisizione del centro sportivo da parte della proprietà rossazzurra.
Proprio su Torre del Grifo si concentra una delle parti più dure dell'intervento. Vagliasindi ha ricordato l'open day organizzato dopo l'acquisizione della struttura, definendolo a posteriori poco opportuno alla luce della situazione successiva, e ha sottolineato come il mancato completamento degli interventi abbia prodotto conseguenze dirette anche sull'organizzazione della prima squadra.
Il Catania, infatti, non avrebbe ancora potuto utilizzare stabilmente Torre del Grifo per gli allenamenti, tanto da essere costretto a svolgere alcune sedute a Misterbianco, su un terreno sintetico. Una soluzione ritenuta evidentemente non adatta all'intera stagione e che avrebbe spinto il club a valutare anche l'utilizzo di un impianto a Pedara, dove però sarebbero necessari ulteriori lavori per renderlo pienamente funzionale.
Una situazione paradossale, nella lettura proposta a “Corner”: il Catania dispone nuovamente di Torre del Grifo, ma nel frattempo si troverebbe comunque nella necessità di individuare un altro campo in erba per garantire alla squadra condizioni di lavoro adeguate.
Vagliasindi ha inoltre affrontato un ulteriore passaggio relativo all'organizzazione del centro sportivo, soffermandosi sulla posizione di Enzo Longhitano, figura storicamente legata alla logistica di Torre del Grifo e dello stadio “Angelo Massimino”. Secondo quanto dichiarato dal giornalista, Longhitano sarebbe stato progressivamente messo da parte dopo l'inserimento di un'altra figura professionale da parte del consigliere d'amministrazione David Tucker.
Una decisione che Vagliasindi ha collegato ancora una volta alla gestione complessiva di Torre del Grifo, ricordando come inizialmente esistesse una progettualità finalizzata a rendere il centro sportivo operativo già per il ritiro della prima squadra. Un obiettivo che, nei fatti, non si sarebbe concretizzato, costringendo il Catania a lavorare anche al “Massimino” durante il periodo estivo, con temperature e tassi di umidità particolarmente elevati.
Ed è proprio da questo elemento che il collega di Telecolor ha allargato la propria analisi anche all'aspetto strettamente sportivo. Dopo le difficoltà atletiche mostrate dal Catania nella gara d'esordio contro l'Inter U23, Vagliasindi ha invitato a “riavvolgere il nastro” per chiedersi se la squadra sia stata effettivamente messa nelle migliori condizioni possibili per preparare l'inizio della stagione.
Il quadro tracciato durante “Corner” è dunque quello di una fase gestionale che, secondo la ricostruzione di Vagliasindi, presenta diversi elementi ancora da chiarire e risolvere. Dalla forte riduzione del budget inizialmente programmato al ritardo nell'adempimento fideiussorio, passando per i rapporti con fornitori e professionisti e per il blocco dei lavori a Torre del Grifo, le questioni sollevate investono contemporaneamente l'area economica, organizzativa e sportiva del club.
Aspetti sui quali, inevitabilmente, l'attenzione dell'ambiente rossazzurro resta molto alta. Dopo un'estate già caratterizzata da numerose incertezze, il campo ha cominciato a emettere i primi verdetti, ma parallelamente rimane aperto il capitolo relativo alla gestione societaria e alla capacità della proprietà di garantire al Catania quella solidità organizzativa necessaria per sostenere realmente le ambizioni dichiarate.
Una fotografia molto critica della gestione recente del Catania Football Club e, in particolare, delle scelte riconducibili alla proprietà guidata da Ross Pelligra. Nel corso della trasmissione di Telecolor “Corner”, il collega Alessandro Vagliasindi ha ricostruito una serie di vicende che, a suo giudizio, rappresentano quattro distinti profili di criticità emersi dalla conclusione della passata stagione fino all'avvio del nuovo campionato: la riduzione del budget destinato all'area sportiva, il ritardo relativo alla copertura fideiussoria, la situazione debitoria nei confronti di fornitori e professionisti e il rallentamento dei lavori a Torre del Grifo.
Il primo tema affrontato riguarda il budget previsto per la stagione 2026/27. Secondo quanto riferito da Vagliasindi, al termine della scorsa annata sarebbe stata inizialmente programmata una disponibilità di circa 9 milioni di euro, comprensiva della prima squadra maschile, dello staff tecnico, della squadra femminile e del settore giovanile. Una previsione che, sempre stando alla ricostruzione proposta durante la trasmissione, sarebbe stata successivamente ridimensionata in maniera molto significativa.
“Nel corso delle settimane successive a questa previsione di budget, il budget è stato ridotto a quattro milioni di euro”, ha spiegato Vagliasindi, collegando a questa decisione anche un passaggio delicato nei rapporti interni al club. Secondo il giornalista, infatti, proprio questa circostanza avrebbe determinato le dimissioni di Vincenzo Grella, poi respinte dalla proprietà, rappresentando uno dei primi segnali delle difficoltà che avrebbero caratterizzato le settimane successive.
Il secondo punto riguarda la vicenda della fideiussione relativa ai contratti che portavano il monte ingaggi oltre il milione di euro. Vagliasindi ha ricordato come l'adempimento, per una cifra indicata in circa 750 mila euro, dovesse essere completato entro il 10 agosto. Il Catania, secondo la ricostruzione proposta a “Corner”, avrebbe provveduto soltanto successivamente attraverso la costituzione di un escrow account, senza però rispettare la scadenza originaria.
Una situazione destinata, sempre secondo quanto sostenuto durante la trasmissione, ad avere conseguenze sul piano della giustizia sportiva. Vagliasindi ha parlato di un possibile deferimento alla Procura Federale e di una successiva penalizzazione in classifica, stimata nell'ordine di uno o due punti, precisando tuttavia come sarà necessario attendere gli sviluppi del procedimento e le eventuali decisioni del Tribunale Federale. Sul piano temporale, il giornalista ha ipotizzato che la definizione della vicenda possa arrivare tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.
Il quadro delineato diventa ancora più delicato quando l'attenzione si sposta sui rapporti con fornitori e professionisti. Vagliasindi ha parlato di debiti per una cifra complessiva vicina ai 3 milioni di euro, soffermandosi in particolare sulla situazione della società incaricata della manutenzione del terreno di gioco del “Massimino” e dei campi di Torre del Grifo.
Secondo quanto raccontato, la ditta avrebbe a un certo punto sospeso la propria attività in attesa del pagamento delle somme maturate. Una scelta che avrebbe avuto conseguenze sia sui campi recentemente rizollati del centro sportivo sia sul terreno del “Massimino”, dove già in occasione della gara contro l'Inter U23 erano visibili diverse zone ingiallite.
“È la conseguenza di questo contenzioso, che apparentemente ora sembra andare verso una soluzione con un accordo di ristrutturazione del debito”, ha spiegato Vagliasindi, sottolineando però come il periodo di mancata manutenzione avrebbe inciso proprio in una fase cruciale della preparazione dei terreni di gioco in vista dell'inizio del campionato.
All'interno dello stesso capitolo il giornalista ha citato anche il credito che sarebbe vantato dall'ingegnere Stancanelli, la cui impresa aveva assunto l'incarico relativo ai lavori di ripristino di Torre del Grifo. Lavori che, secondo Vagliasindi, sarebbero fermi dalla fine di giugno, ben lontano dal cronoprogramma immaginato al momento dell'acquisizione del centro sportivo da parte della proprietà rossazzurra.
Proprio su Torre del Grifo si concentra una delle parti più dure dell'intervento. Vagliasindi ha ricordato l'open day organizzato dopo l'acquisizione della struttura, definendolo a posteriori poco opportuno alla luce della situazione successiva, e ha sottolineato come il mancato completamento degli interventi abbia prodotto conseguenze dirette anche sull'organizzazione della prima squadra.
Il Catania, infatti, non avrebbe ancora potuto utilizzare stabilmente Torre del Grifo per gli allenamenti, tanto da essere costretto a svolgere alcune sedute a Misterbianco, su un terreno sintetico. Una soluzione ritenuta evidentemente non adatta all'intera stagione e che avrebbe spinto il club a valutare anche l'utilizzo di un impianto a Pedara, dove però sarebbero necessari ulteriori lavori per renderlo pienamente funzionale.
Una situazione paradossale, nella lettura proposta a “Corner”: il Catania dispone nuovamente di Torre del Grifo, ma nel frattempo si troverebbe comunque nella necessità di individuare un altro campo in erba per garantire alla squadra condizioni di lavoro adeguate.
Vagliasindi ha inoltre affrontato un ulteriore passaggio relativo all'organizzazione del centro sportivo, soffermandosi sulla posizione di Enzo Longhitano, figura storicamente legata alla logistica di Torre del Grifo e dello stadio “Angelo Massimino”. Secondo quanto dichiarato dal giornalista, Longhitano sarebbe stato progressivamente messo da parte dopo l'inserimento di un'altra figura professionale da parte del consigliere d'amministrazione David Tucker.
Una decisione che Vagliasindi ha collegato ancora una volta alla gestione complessiva di Torre del Grifo, ricordando come inizialmente esistesse una progettualità finalizzata a rendere il centro sportivo operativo già per il ritiro della prima squadra. Un obiettivo che, nei fatti, non si sarebbe concretizzato, costringendo il Catania a lavorare anche al “Massimino” durante il periodo estivo, con temperature e tassi di umidità particolarmente elevati.
Ed è proprio da questo elemento che il collega di Telecolor ha allargato la propria analisi anche all'aspetto strettamente sportivo. Dopo le difficoltà atletiche mostrate dal Catania nella gara d'esordio contro l'Inter U23, Vagliasindi ha invitato a “riavvolgere il nastro” per chiedersi se la squadra sia stata effettivamente messa nelle migliori condizioni possibili per preparare l'inizio della stagione.
Il quadro tracciato durante “Corner” è dunque quello di una fase gestionale che, secondo la ricostruzione di Vagliasindi, presenta diversi elementi ancora da chiarire e risolvere. Dalla forte riduzione del budget inizialmente programmato al ritardo nell'adempimento fideiussorio, passando per i rapporti con fornitori e professionisti e per il blocco dei lavori a Torre del Grifo, le questioni sollevate investono contemporaneamente l'area economica, organizzativa e sportiva del club.
Aspetti sui quali, inevitabilmente, l'attenzione dell'ambiente rossazzurro resta molto alta. Dopo un'estate già caratterizzata da numerose incertezze, il campo ha cominciato a emettere i primi verdetti, ma parallelamente rimane aperto il capitolo relativo alla gestione societaria e alla capacità della proprietà di garantire al Catania quella solidità organizzativa necessaria per sostenere realmente le ambizioni dichiarate.









