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Catania, sondaggio per Di Chiara: esperienza e corsia mancina nel mirino

19-12-2025 14:48 - Calciomercato
Autore: Redazione

C’è un tipo di mercato che non fa rumore, ma lascia tracce. Non è quello degli annunci, bensì quello dei nomi che iniziano a circolare sottotraccia, delle valutazioni silenziose, dei profili che vengono studiati prima ancora di essere inseguiti. In questo solco si inserisce il nome di Gianluca Di Chiara, esterno sinistro che, secondo Tuttomercatoweb, sarebbe finito sul taccuino del Catania in vista della prossima finestra invernale.

Di Chiara, classe 1993, è un mancino naturale che nel corso della carriera ha costruito la propria identità tecnica attorno a un concetto semplice e prezioso: affidabilità di fascia. Nasce come terzino sinistro, ma la sua duttilità gli ha permesso spesso di alzare il raggio d’azione da esterno a tutta fascia e, all’occorrenza, di adattarsi anche in posizioni più interne. È un giocatore che vive di passo, corsa e letture: più “continuità” che strappo, più presenza costante che giocata estemporanea. Non a caso, viene descritto come un laterale d’esperienza e di rendimento, uno di quelli che possono garantire minuti e conoscenza delle partite sporche, quelle in cui l’equilibrio si gioca sui dettagli.

Il suo percorso, del resto, è quello classico del calciatore che ha attraversato categorie e piazze imparando a stare dentro i campionati. Cresciuto nel vivaio del Palermo, si è formato tra prestiti e tappe di maturazione, passando da Pavia e Latina, quindi dalla prima esperienza a Catanzaro (dove sarebbe poi tornato dieci anni dopo). Nel mezzo, un itinerario ricco di contesti diversi: Lecce, Foggia (con De Zerbi in panchina), Perugia, quindi la chiamata del Benevento che lo porta anche ad assaggiare la Serie A. È un bagaglio che pesa, perché quando un laterale ha visto più moduli, più allenatori e più pressioni, tende ad “accorciare” i tempi di inserimento: sa dove posizionarsi, quando rischiare e quando semplificare.

Negli ultimi anni Di Chiara ha continuato a muoversi dentro un circuito di piazze ambiziose: Reggina, poi Parma (con una stagione culminata nella promozione), quindi Frosinone e, da luglio 2025, di nuovo Catanzaro. Ed è proprio nel Catanzaro che, in questa annata, ha messo insieme un impiego da “rotazione” ma con un timbro già chiaro: tra campionato e coppa, ha trovato spazio e ha lasciato un segno soprattutto sul piano della partecipazione offensiva quando la manovra lo chiama a spingere. Le sue statistiche stagionali registrano un assist e un minutaggio nell’ordine dei circa 490 minuti in campionato fin qui disputato.

L’episodio più simbolico, anche narrativamente, è quello legato al match con la Carrarese: nell’azione del gol di Matias Antonini, l’assist è suo, a conferma di una delle sue qualità più “utili” per una squadra che vuole essere continua sulle corsie: la capacità di accompagnare l’azione e rifinire con giocate semplici ma puntuali.

Sul tema contrattuale Di Chiara ha un accordo in essere con il Catanzaro fino al 30 giugno 2026. Questo aspetto inciderebbe ovviamente su formula e sostenibilità dell’operazione: il Catania starebbe guardando a un profilo pronto, “adulto”, con chilometri nelle gambe e abitudine a gestire i momenti della stagione.

Ed è qui che il collegamento con i rossazzurri diventa interessante. Per una squadra che ambisce a dare robustezza al proprio percorso, l’esterno sinistro non è soltanto un ruolo: è una funzione. Significa copertura preventiva quando si perde palla, significa ampiezza quando serve respirare, significa qualità nei traversoni e pulizia nella prima uscita, perché spesso le partite di gennaio e febbraio si vincono anche così: con scelte corrette, più che con fuochi d’artificio. Di Chiara, nella sua carriera, ha dimostrato proprio questo tipo di utilità: un laterale che, senza bisogno di essere protagonista assoluto, può alzare il livello di affidabilità di un’intera catena.

Se il sondaggio dovesse trasformarsi in qualcosa di più concreto, si entrerebbe nella fase classica del mercato: incastri, formule e tempistiche. Ma la traccia è chiara: esperienza, mestiere e corsia mancina. E, in inverno, spesso è esattamente ciò che serve.