Catania, rabbia e ambizione: Potenza alle spalle, ora testa all’Atalanta U23
17-12-2025 19:52 - Campionato
Autore: Pier Andrea Aidala
L’ultima settimana calcistica del 2025 ai piedi dell’Etna è iniziata trascinando gli strascichi dell’infinito match del Viviani, concluso con un pareggio amaro e ricco di polemiche. Per comprendere appieno il momento, occorre partire proprio dal triplice fischio del Signor Colaninno di Nola. Sul campo sintetico dei potentini, mai violato durante questa stagione, il Catania aveva agguantato la vittoria con un gol di Rolfini apparso regolare ma purtroppo annullato per un presunto fuorigioco. A nulla è servito l’intervento dell’FVS, con immagini tanto evidenti quanto chiarificatrici, il direttore di gara ha deciso di non smentire la chiamata del proprio assistente, privando l’elefante di due punti, gli ennesimi persi a causa di decisioni quantomeno penalizzanti e che ci si augura non risultino decisivi a fine aprile in ottica promozione diretta.
La delusione e il nervosismo palesati da mister Toscano nel post partita sono solo la punta dell’iceberg di frustrazione del popolo etneo. La vetta solitaria è sfumata e al di là di ogni ragionevole considerazione sulla prestazione complessiva dei rossazzurri, occorre sottolineare come la partita sia sfuggita di mano al direttore di gara già dalle battute iniziali, con un rosso evidente inflitto a Bruschi solo dopo la revisione all’FVS, una gestione dei cartellini di certo non cauta nei confronti degli etnei e una sequenza infinita di pittoresche e reiterate perdite di tempo del Potenza mal gestite e in sostanza consentite senza batter ciglio.
A tal proposito occorre fare un esame di coscienza anche ai piedi dell’Etna: troppi i mugugni sul gioco espresso dagli uomini di Toscano, probabilmente anche troppe le lamentele sulla mancata vittoria in superiorità numerica. Con lucidità e con qualche giorno in più a distanziare la trasferta potentina si dovrà ammettere come per larghi tratti della gara non si sia giocato. Specie nel secondo tempo e durante il recupero solo apparentemente “monstre”, a dar spettacolo non è di certo stato un pallone rotolante. Ciò nonostante, senza le discutibili scelte della quaterna arbitrale, il Catania avrebbe vinto una gara tra le più difficili in calendario e dato una prova di forza innegabile.
Archiviare in fretta l’accaduto, ma allo stesso pretendere nelle sedi opportune maggior rispetto per la piazza e superiore attenzione in sede di designazioni arbitrali, sarà l’imperativo categorico che bisognerà scolpire sulle pareti del Massimino in questi giorni che condurranno alla sfida interna contro l’Atalanta U23. Gli orobici sono una compagine altalenante, capace di grandi imprese quanto di rovinose cadute, elemento comprensibile per una squadra tanto giovane quanto ricca di talento. Meglio dunque trasformare la rabbia in sete di vittoria e la delusione in motivazione al fine di chiudere un anno importante nel migliore dei modi.
Soltanto dopo ci si potrà concentrare sul mercato, il quale sarà fonte essenziale di rinforzi per mantenere la vetta e ambire al primato finale. Toscano e il suo staff dovranno poi studiare le strategie per curare l’accenno di “mal di trasferta” che affligge l’elefante. La media di 1,44 punti a partita nelle gare esterne racconta di un Catania che sotto questo profilo deve ancora completare un processo di definitiva maturazione. A fronte dell’eccellente rendimento interno è chiaro come l’elemento trasferte potrà risultare decisivo per la promozione diretta.
La delusione e il nervosismo palesati da mister Toscano nel post partita sono solo la punta dell’iceberg di frustrazione del popolo etneo. La vetta solitaria è sfumata e al di là di ogni ragionevole considerazione sulla prestazione complessiva dei rossazzurri, occorre sottolineare come la partita sia sfuggita di mano al direttore di gara già dalle battute iniziali, con un rosso evidente inflitto a Bruschi solo dopo la revisione all’FVS, una gestione dei cartellini di certo non cauta nei confronti degli etnei e una sequenza infinita di pittoresche e reiterate perdite di tempo del Potenza mal gestite e in sostanza consentite senza batter ciglio.
A tal proposito occorre fare un esame di coscienza anche ai piedi dell’Etna: troppi i mugugni sul gioco espresso dagli uomini di Toscano, probabilmente anche troppe le lamentele sulla mancata vittoria in superiorità numerica. Con lucidità e con qualche giorno in più a distanziare la trasferta potentina si dovrà ammettere come per larghi tratti della gara non si sia giocato. Specie nel secondo tempo e durante il recupero solo apparentemente “monstre”, a dar spettacolo non è di certo stato un pallone rotolante. Ciò nonostante, senza le discutibili scelte della quaterna arbitrale, il Catania avrebbe vinto una gara tra le più difficili in calendario e dato una prova di forza innegabile.
Archiviare in fretta l’accaduto, ma allo stesso pretendere nelle sedi opportune maggior rispetto per la piazza e superiore attenzione in sede di designazioni arbitrali, sarà l’imperativo categorico che bisognerà scolpire sulle pareti del Massimino in questi giorni che condurranno alla sfida interna contro l’Atalanta U23. Gli orobici sono una compagine altalenante, capace di grandi imprese quanto di rovinose cadute, elemento comprensibile per una squadra tanto giovane quanto ricca di talento. Meglio dunque trasformare la rabbia in sete di vittoria e la delusione in motivazione al fine di chiudere un anno importante nel migliore dei modi.
Soltanto dopo ci si potrà concentrare sul mercato, il quale sarà fonte essenziale di rinforzi per mantenere la vetta e ambire al primato finale. Toscano e il suo staff dovranno poi studiare le strategie per curare l’accenno di “mal di trasferta” che affligge l’elefante. La media di 1,44 punti a partita nelle gare esterne racconta di un Catania che sotto questo profilo deve ancora completare un processo di definitiva maturazione. A fronte dell’eccellente rendimento interno è chiaro come l’elemento trasferte potrà risultare decisivo per la promozione diretta.
Starà a Grella, Zarbano, Pastore e Toscano l’arduo compito di riportare i colori rossazzurri fuori dall’inferno della Serie C ma il solco tracciato appare in gran parte corretto. Mai come quest’anno in città e tra i vicoli della provincia etnea si ha la sensazione palpabile che il duro lavoro estivo possa regalare il più dolce tra i frutti primaverili.
Vincere contro l’Atalanta e consegnare nelle mani del tecnico calabrese i rinforzi giusti per ingranare le marce alte, ecco i regali da porre sotto l’albero di Natale rossazzurro.
Intanto godiamoci l’ultima danza del 2025 al Massimino, concentrati su un solo obiettivo: lasciarsi alle spalle Potenza e conquistare i tre punti per vivere delle serene festività, in attesa di un 2026 ancor più vincente. Parola al campo.









