Catania, Potenza deve servire da lezione: Longo cerca la svolta col Giugliano
21-10-2026 14:05 - Campionato
Autore: Pier Andrea Aidala
ll Catania prova a smaltire la rabbia per la sconfitta di Potenza concentrandosi sulla sfida interna contro il Giugliano. Il passo falso ha lasciato diversi interrogativi a mister Longo, chiamato ad analizzare con il proprio staff le ragioni di una debacle che non può essere imputata soltanto alla discussa direzione di gara di Zago.
Le decisioni arbitrali hanno inequivocabilmente acceso il dibattito nell’ambiente etneo, tra chi sostiene che le scelte quasi a senso unico e l’interpretazione delle immagini FVS abbiano condotto il match su binari sfavorevoli all’elefante e chi invece lamenta un atteggiamento non idoneo dell’undici iniziale di Longo in una gara non fondamentale ma importantissima per il torneo. Ciò che accomuna gran parte della tifoseria etnea è la richiesta di una presa di posizione chiara e corale da parte del club sul trattamento arbitrale riservato al Catania. Nel pantano della Serie C, farsi rispettare significa anche alzare la voce nelle sedi opportune, con iniziative più incisive del post ironico dedicato al gol annullato a Cicerelli.
Naturalmente la sconfitta ha anche fondamentali cause di campo. In mediana né Vallocchia né Quaini sono apparsi in grande spolvero. In più di un’occasione i centrocampisti etnei hanno sofferto la maggiore freschezza atletica degli avversari e perso duelli sanguinosi. Mai come oggi l’assenza di ricambi abili e pienamente arruolabili penalizza gli etnei. Con Torrasi disponibile ma reduce da un infortunio, Caligara e Corbari out, ci sono poche alternative in grado di far cambiare marcia all’equipe etnea nella zona nevralgica del campo. Di certo il forcing a cui sono stati sottoposti i due titolari attuali dall’inizio del campionato ha inciso sulla prova non eccelsa del Viviani, ma ci si augura si tratti soltanto di un inciampo in una fase del torneo che necessita di certezze. Altro campanello d’allarme da studiare quasi con ossessione è l’incredibile numero di gol incassati su palla inattiva. I corner sono stati fatali per Dini e compagni, palesando qualche difficoltà di troppo, con posizionamenti non eccellenti e ingenuità sia in occasione dell’1-0 sia nella gestione della marcatura con conseguente fallo ad opera di Bruzzaniti per il rigore del raddoppio. Trovata la quadra con la contemporanea presenza in campo di Ierardi e Di Gennaro, una volta perso il primo per un acciacco fisico, anche la solidità difensiva ha vacillato. Infine, in attacco Cicerelli è apparso poco lucido e incisivo in più di un frangente, seguito a ruota da Insigne e Coda. Solo l’ingresso di Cavuoti e Lunetta ha restituito imprevedibilità e ardore nell’assalto finale.
La sconfitta di Potenza lascia l'amaro in bocca e non cancella i dubbi sulla direzione di gara, ma sarebbe un errore ricondurre tutto alle polemiche arbitrali. Il Catania ha mostrato limiti che Longo dovrà affrontare in fretta: contro il Giugliano serviranno maggiore continuità, attenzione e personalità.
Innanzitutto andrebbe condotta un’analisi accurata delle pedine in campo. Le poche alternative sia in difesa che a centrocampo lasciano intendere che i due reparti verranno confermati in blocco anche domenica. L’incognita legata alle condizioni di Masciangelo sulla corsia mancina e il rendimento non eccellente di Bruzzaniti sul lato opposto invece aprono riflessioni. Donnarumma appare lontano dalle preferenze di Longo, ragion per cui uno stravolgimento sulle fasce appare poco probabile. L’assenza di un esterno difensivo destro sin dall’infortunio di Pagliai è una delle principali lacune che Varrà dovrà provare a colmare a gennaio. Seppur utile in fase di spinta, Giovanni Bruzzaniti non può garantire lucidità in entrambe le fasi di gioco e a Potenza non a caso entrambe le reti avversarie lo vedono tra i protagonisti in negativo. Anche in attacco Longo dovrà sciogliere alcuni dubbi. Il trio Cicerelli-Insigne-Coda non ha convinto appieno, dunque uno dei trequartisti potrebbe lasciare spazio a un Cavuoti apparso in ripresa.
L'esame Giugliano non può essere fallito, anche per non perdere terreno dal gruppo delle inseguitrici del Potenza. I lucani stanno dimostrando di poter recitare un ruolo da protagonisti, mentre le quattro sconfitte etnee nelle prime dieci giornate rappresentano un campanello d'allarme per una squadra costruita con ambizioni di vertice.
Il Catania ha il dovere di lottare per il primo posto, ma le ambizioni non bastano: servono continuità, solidità e cattiveria agonistica. La lezione di Potenza deve tradursi in una risposta concreta al Massimino. Da qui passa la possibilità di rilanciare, davvero, la stagione.
ll Catania prova a smaltire la rabbia per la sconfitta di Potenza concentrandosi sulla sfida interna contro il Giugliano. Il passo falso ha lasciato diversi interrogativi a mister Longo, chiamato ad analizzare con il proprio staff le ragioni di una debacle che non può essere imputata soltanto alla discussa direzione di gara di Zago.
Le decisioni arbitrali hanno inequivocabilmente acceso il dibattito nell’ambiente etneo, tra chi sostiene che le scelte quasi a senso unico e l’interpretazione delle immagini FVS abbiano condotto il match su binari sfavorevoli all’elefante e chi invece lamenta un atteggiamento non idoneo dell’undici iniziale di Longo in una gara non fondamentale ma importantissima per il torneo. Ciò che accomuna gran parte della tifoseria etnea è la richiesta di una presa di posizione chiara e corale da parte del club sul trattamento arbitrale riservato al Catania. Nel pantano della Serie C, farsi rispettare significa anche alzare la voce nelle sedi opportune, con iniziative più incisive del post ironico dedicato al gol annullato a Cicerelli.
Naturalmente la sconfitta ha anche fondamentali cause di campo. In mediana né Vallocchia né Quaini sono apparsi in grande spolvero. In più di un’occasione i centrocampisti etnei hanno sofferto la maggiore freschezza atletica degli avversari e perso duelli sanguinosi. Mai come oggi l’assenza di ricambi abili e pienamente arruolabili penalizza gli etnei. Con Torrasi disponibile ma reduce da un infortunio, Caligara e Corbari out, ci sono poche alternative in grado di far cambiare marcia all’equipe etnea nella zona nevralgica del campo. Di certo il forcing a cui sono stati sottoposti i due titolari attuali dall’inizio del campionato ha inciso sulla prova non eccelsa del Viviani, ma ci si augura si tratti soltanto di un inciampo in una fase del torneo che necessita di certezze. Altro campanello d’allarme da studiare quasi con ossessione è l’incredibile numero di gol incassati su palla inattiva. I corner sono stati fatali per Dini e compagni, palesando qualche difficoltà di troppo, con posizionamenti non eccellenti e ingenuità sia in occasione dell’1-0 sia nella gestione della marcatura con conseguente fallo ad opera di Bruzzaniti per il rigore del raddoppio. Trovata la quadra con la contemporanea presenza in campo di Ierardi e Di Gennaro, una volta perso il primo per un acciacco fisico, anche la solidità difensiva ha vacillato. Infine, in attacco Cicerelli è apparso poco lucido e incisivo in più di un frangente, seguito a ruota da Insigne e Coda. Solo l’ingresso di Cavuoti e Lunetta ha restituito imprevedibilità e ardore nell’assalto finale.
La sconfitta di Potenza lascia l'amaro in bocca e non cancella i dubbi sulla direzione di gara, ma sarebbe un errore ricondurre tutto alle polemiche arbitrali. Il Catania ha mostrato limiti che Longo dovrà affrontare in fretta: contro il Giugliano serviranno maggiore continuità, attenzione e personalità.
Innanzitutto andrebbe condotta un’analisi accurata delle pedine in campo. Le poche alternative sia in difesa che a centrocampo lasciano intendere che i due reparti verranno confermati in blocco anche domenica. L’incognita legata alle condizioni di Masciangelo sulla corsia mancina e il rendimento non eccellente di Bruzzaniti sul lato opposto invece aprono riflessioni. Donnarumma appare lontano dalle preferenze di Longo, ragion per cui uno stravolgimento sulle fasce appare poco probabile. L’assenza di un esterno difensivo destro sin dall’infortunio di Pagliai è una delle principali lacune che Varrà dovrà provare a colmare a gennaio. Seppur utile in fase di spinta, Giovanni Bruzzaniti non può garantire lucidità in entrambe le fasi di gioco e a Potenza non a caso entrambe le reti avversarie lo vedono tra i protagonisti in negativo. Anche in attacco Longo dovrà sciogliere alcuni dubbi. Il trio Cicerelli-Insigne-Coda non ha convinto appieno, dunque uno dei trequartisti potrebbe lasciare spazio a un Cavuoti apparso in ripresa.
L'esame Giugliano non può essere fallito, anche per non perdere terreno dal gruppo delle inseguitrici del Potenza. I lucani stanno dimostrando di poter recitare un ruolo da protagonisti, mentre le quattro sconfitte etnee nelle prime dieci giornate rappresentano un campanello d'allarme per una squadra costruita con ambizioni di vertice.
Il Catania ha il dovere di lottare per il primo posto, ma le ambizioni non bastano: servono continuità, solidità e cattiveria agonistica. La lezione di Potenza deve tradursi in una risposta concreta al Massimino. Da qui passa la possibilità di rilanciare, davvero, la stagione.









