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Catania, nuovi innesti e dubbi: Longo chiama la squadra alle responsabilità

31-08-2026 08:45 - Calciomercato
Autore: Redazione

Il Catania è ancora un cantiere aperto e la sconfitta di Bari contro il Monopoli ha reso ancora più evidente quanto lavoro resti da fare. Coda, Torrasi e Caligara sono tre elementi destinati a cambiare sensibilmente il volto della squadra di Emilio Longo, così come Di Gennaro, tornato progressivamente al centro del progetto dopo settimane di incertezza. Ma, alla luce di quanto visto nelle prime due giornate, non è da escludere che il mercato possa riservare ulteriori movimenti.

Secondo quanto evidenziato da La Sicilia, il problema non riguarda soltanto l’inserimento dei nuovi arrivati, ma anche la necessità di capire se l’organico sia davvero completo in tutti i reparti. In questo senso pesa parecchio l’infortunio di Tommaso Di Marco, che fino al momento dell’uscita era stato uno dei migliori in campo contro il Monopoli. Se gli accertamenti dovessero confermare un problema serio, il Catania potrebbe trovarsi costretto a valutare un altro intervento a centrocampo.

Il discorso, però, non si ferma lì. Anche la fase difensiva continua a destare perplessità. La squadra ha cambiato molto rispetto alla struttura dello scorso anno e il rendimento iniziale non ha ancora giustificato tutte queste modifiche. Il modo di costruire dal basso richiesto da Longo è differente rispetto a quello visto con Toscano, ma il dato resta evidente: nelle prime due giornate il Catania ha concesso troppo, sia per errori individuali sia per mancanza di compattezza nella fase di non possesso.

La difesa che nella passata stagione aveva trovato una certa continuità è stata profondamente rimescolata. Ierardi è stato spostato centralmente, Dini è destinato alla cessione, Allegretto ha trovato poco spazio e Di Gennaro è ancora in fase di recupero. Nel frattempo, i meccanismi non sembrano ancora rodati e il reparto arretrato ha dato spesso la sensazione di essere vulnerabile, soprattutto quando la squadra perde il pallone e deve riassestarsi rapidamente.

Il punto non è bocciare già ora le scelte fatte, ma riconoscere che, se si guarda soltanto a ciò che è accaduto fin qui, il Catania non ha ancora tratto benefici dal profondo rinnovamento. Due partite non bastano per emettere sentenze, ma sono sufficienti per accendere qualche dubbio. Da qui in avanti serviranno risposte più convincenti, perché il tempo per correggere c’è, ma non può diventare un alibi.

A rendere ancora più delicato il quadro ci sono poi le parole di Emilio Longo dopo il ko di Bari. Il tecnico ha parlato apertamente della necessità di capire quanta disponibilità reale ci sia nel gruppo nel sostenere per novanta minuti una certa idea di calcio e quanta voglia esista di lavorare dentro le difficoltà.

Il passaggio sulla possibile “presunzione” e sulla necessità di “faticare” ha inevitabilmente aperto più di un interrogativo. È un richiamo forte alla squadra, probabilmente necessario dopo due sconfitte consecutive, ma al tempo stesso rappresenta una presa di posizione che chiama direttamente in causa atteggiamento e mentalità del gruppo.

Il rischio, adesso, è che il messaggio venga letto come un primo scollamento tra allenatore e squadra. Ma può anche essere interpretato nel modo opposto: come il tentativo di Longo di scuotere un gruppo che, nelle prime due giornate, ha reagito troppo poco agli episodi negativi.

La questione, quindi, è semplice solo in apparenza: Longo sta mettendo i giocatori davanti alle proprie responsabilità oppure sta già cercando di prendere le distanze da una squadra che non riconosce ancora come sua? La risposta potrà arrivare soltanto dal campo.

Perché a questo punto le parole devono lasciare spazio ai fatti. Il Catania ha bisogno di trovare rapidamente equilibrio, compattezza e identità. I nuovi innesti possono aiutare, il mercato può ancora offrire qualche correzione, ma il nodo principale resta dentro il gruppo già a disposizione: trasformare una squadra teoricamente forte in una squadra realmente competitiva.