Catania, mercato decisivo: Torrasi e Caligara nel mirino, diverse uscite
25-08-2026 12:55 - Calciomercato
Autore: Redazione
Se il Catania visto domenica al “Massimino” dovesse rappresentare fedelmente quello che sarà il volto della squadra nel corso della stagione, qualche preoccupazione sarebbe inevitabile. Se invece la prestazione contro l’Inter U23 fosse soltanto il prodotto di un rodaggio ancora incompleto, figlio di un mercato complicato e di una rosa tuttora in costruzione, allora servirà pazienza. Il problema è che quanto emerso nella prima giornata di campionato ha evidenziato criticità piuttosto nette, soprattutto sul piano della brillantezza, dell’intensità e della capacità di reagire alle difficoltà.
Contro una formazione giovane, dinamica e tecnicamente interessante come quella nerazzurra, il Catania ha sofferto più del previsto. I due gol incassati sono arrivati da errori evitabili, con la rete di Maye nata ancora una volta sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma a preoccupare è stata soprattutto la gestione complessiva dei momenti negativi. Anche dopo il gol di Russo, che aveva riaperto la gara, la squadra non è riuscita a produrre una pressione realmente continua e tale da mettere alle corde l’avversario.
La fase difensiva ha mostrato più di una crepa, in particolare sulle ripartenze dell’Inter U23. In diverse circostanze sono state necessarie corse all’indietro e diagonali profonde per evitare situazioni ancora più pericolose. Donnarumma e Quaini, tra gli altri, hanno dovuto spesso rimediare in recupero, segnale di un equilibrio collettivo ancora lontano dall’essere trovato. Anche la composizione della retroguardia continua a far discutere. Ierardi è stato impiegato da centrale, mentre nella passata stagione aveva spesso giocato da terzino destro; Di Gennaro, che era stato uno degli elementi di maggiore continuità, oggi vive una situazione ancora da definire. Perrotta, invece, è apparso in difficoltà e resta da capire quanto abbia inciso una condizione fisica non ancora ottimale.
Da qui nasce anche una domanda più ampia sulla gestione del reparto arretrato. La scorsa stagione il Catania aveva costruito una delle proprie certezze proprio sulla tenuta difensiva, con numerose gare chiuse senza subire reti. Naturalmente il nuovo corso tecnico ha principi diversi e sarebbe sbagliato pensare di riproporre automaticamente uomini e soluzioni del passato, anche perché quel gruppo ha comunque chiuso l’annata con una delusione pesante. Ma la situazione di Di Gennaro continua inevitabilmente a restare centrale: se dovesse partire, il club sarebbe chiamato a trovare un sostituto di livello oppure a valutare con maggiore convinzione l’utilizzo di Quaini in posizione di centrale, ruolo nel quale contro l’Inter U23 ha dato sensazioni interessanti per letture, aggressività e qualità nella prima costruzione.
Il nodo più urgente, però, resta il centrocampo. La sensazione è che il Catania abbia bisogno di un vero organizzatore di gioco, un elemento capace di dettare i tempi, ricevere sotto pressione e dare velocità alla circolazione. Jimenez non può essere considerato la soluzione definitiva in quella zona e Quaini, per caratteristiche, garantisce soprattutto dinamismo, recuperi e intensità. La manovra vista domenica è stata troppo spesso lenta, prevedibile e incapace di trovare sbocchi centrali, finendo quasi inevitabilmente per affidarsi alle iniziative di Cicerelli.
È proprio per questo che il mercato delle prossime ore assume un peso decisivo. Il Catania continua a lavorare su due centrocampisti: Emanuele Torrasi della Juve Stabia e Fabrizio Caligara del Sassuolo. Entrambi sono nomi seguiti da giorni, ma adesso, con la chiusura della sessione ormai vicina, la società starebbe cercando di accelerare. Torrasi potrebbe essere il primo a chiudere: il centrocampista è dato in uscita dalla Juve Stabia e potrebbe arrivare già nelle prossime ore per definire un accordo biennale. Caligara resta invece un altro profilo monitorato per aumentare qualità e soluzioni nella zona centrale del campo.
In attacco il giudizio resta più sospeso. Flavio Russo ha avuto un impatto positivo, segnando una rete da centravanti vero e mostrando fame e aggressività nell’area avversaria. Leonardi va invece aspettato e valutato con maggiore continuità, mentre l’arrivo ufficiale di Massimo Coda cambia inevitabilmente il peso specifico del reparto. Sarebbe però illusorio immaginare che il nuovo centravanti possa, da solo e in tempi immediati, cancellare tutte le difficoltà emerse contro l’Inter U23. Il problema non è soltanto chi finalizza, ma anche come e con quale velocità il Catania riesce a portare il pallone negli ultimi metri.
Sul fronte degli ultimi innesti potrebbero tornare utili anche Masciangelo e Di Marco, due elementi che devono ancora entrare pienamente nelle rotazioni di Longo. Più incerta, invece, la situazione di Mihai, che non sembra essere al centro del progetto tecnico e potrebbe dunque diventare uno dei nomi in uscita. Restano da chiarire anche le prospettive di Drammeh, sul quale non ci sono ancora indicazioni definitive: bisognerà capire se resterà stabilmente aggregato alla prima squadra, se verrà utilizzato nel settore giovanile oppure se si aprirà concretamente una possibilità di cessione, anche alla luce dell’interesse del Verona.
Il mercato in uscita è infatti altrettanto movimentato. Andrea Dini appare destinato a lasciare Catania e sarà da verificare se Guidonia e Pescara manterranno il proprio interesse. Per Matteo Di Gennaro resta aperta la pista Casertana, ma non è ancora escluso che il difensore possa alla fine rimanere in rossazzurro. Rolfini, invece, sembra vicino a un accordo con il Lecco. A questo elenco potrebbe aggiungersi proprio Mihai, soprattutto dopo i dubbi espressi dallo stesso Longo sulla sua effettiva utilità all’interno del progetto.
Il quadro, quindi, resta in piena evoluzione. Il Catania ha ancora margine per correggere ciò che non ha funzionato e per completare una rosa che, al momento, presenta lacune evidenti soprattutto in mezzo al campo. La risposta del pubblico, con quasi 17 mila spettatori al “Massimino”, ha confermato ancora una volta quanto l’ambiente sia pronto a sostenere una squadra costruita per stare in alto. Proprio per questo la sconfitta all’esordio ha lasciato amarezza e interrogativi.
Il confronto tra Longo e il direttore sportivo Varrà subito dopo la partita fotografa bene il momento: i problemi sono stati individuati e adesso servono risposte rapide. Sabato arriverà già la trasferta di Monopoli, tutt’altro che semplice, e il Catania non potrà permettersi di aspettare troppo. Il mercato può ancora cambiare volto alla squadra, ma il tempo per farlo e per trasformare le correzioni in risultati comincia già a stringere.
Se il Catania visto domenica al “Massimino” dovesse rappresentare fedelmente quello che sarà il volto della squadra nel corso della stagione, qualche preoccupazione sarebbe inevitabile. Se invece la prestazione contro l’Inter U23 fosse soltanto il prodotto di un rodaggio ancora incompleto, figlio di un mercato complicato e di una rosa tuttora in costruzione, allora servirà pazienza. Il problema è che quanto emerso nella prima giornata di campionato ha evidenziato criticità piuttosto nette, soprattutto sul piano della brillantezza, dell’intensità e della capacità di reagire alle difficoltà.
Contro una formazione giovane, dinamica e tecnicamente interessante come quella nerazzurra, il Catania ha sofferto più del previsto. I due gol incassati sono arrivati da errori evitabili, con la rete di Maye nata ancora una volta sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma a preoccupare è stata soprattutto la gestione complessiva dei momenti negativi. Anche dopo il gol di Russo, che aveva riaperto la gara, la squadra non è riuscita a produrre una pressione realmente continua e tale da mettere alle corde l’avversario.
La fase difensiva ha mostrato più di una crepa, in particolare sulle ripartenze dell’Inter U23. In diverse circostanze sono state necessarie corse all’indietro e diagonali profonde per evitare situazioni ancora più pericolose. Donnarumma e Quaini, tra gli altri, hanno dovuto spesso rimediare in recupero, segnale di un equilibrio collettivo ancora lontano dall’essere trovato. Anche la composizione della retroguardia continua a far discutere. Ierardi è stato impiegato da centrale, mentre nella passata stagione aveva spesso giocato da terzino destro; Di Gennaro, che era stato uno degli elementi di maggiore continuità, oggi vive una situazione ancora da definire. Perrotta, invece, è apparso in difficoltà e resta da capire quanto abbia inciso una condizione fisica non ancora ottimale.
Da qui nasce anche una domanda più ampia sulla gestione del reparto arretrato. La scorsa stagione il Catania aveva costruito una delle proprie certezze proprio sulla tenuta difensiva, con numerose gare chiuse senza subire reti. Naturalmente il nuovo corso tecnico ha principi diversi e sarebbe sbagliato pensare di riproporre automaticamente uomini e soluzioni del passato, anche perché quel gruppo ha comunque chiuso l’annata con una delusione pesante. Ma la situazione di Di Gennaro continua inevitabilmente a restare centrale: se dovesse partire, il club sarebbe chiamato a trovare un sostituto di livello oppure a valutare con maggiore convinzione l’utilizzo di Quaini in posizione di centrale, ruolo nel quale contro l’Inter U23 ha dato sensazioni interessanti per letture, aggressività e qualità nella prima costruzione.
Il nodo più urgente, però, resta il centrocampo. La sensazione è che il Catania abbia bisogno di un vero organizzatore di gioco, un elemento capace di dettare i tempi, ricevere sotto pressione e dare velocità alla circolazione. Jimenez non può essere considerato la soluzione definitiva in quella zona e Quaini, per caratteristiche, garantisce soprattutto dinamismo, recuperi e intensità. La manovra vista domenica è stata troppo spesso lenta, prevedibile e incapace di trovare sbocchi centrali, finendo quasi inevitabilmente per affidarsi alle iniziative di Cicerelli.
È proprio per questo che il mercato delle prossime ore assume un peso decisivo. Il Catania continua a lavorare su due centrocampisti: Emanuele Torrasi della Juve Stabia e Fabrizio Caligara del Sassuolo. Entrambi sono nomi seguiti da giorni, ma adesso, con la chiusura della sessione ormai vicina, la società starebbe cercando di accelerare. Torrasi potrebbe essere il primo a chiudere: il centrocampista è dato in uscita dalla Juve Stabia e potrebbe arrivare già nelle prossime ore per definire un accordo biennale. Caligara resta invece un altro profilo monitorato per aumentare qualità e soluzioni nella zona centrale del campo.
In attacco il giudizio resta più sospeso. Flavio Russo ha avuto un impatto positivo, segnando una rete da centravanti vero e mostrando fame e aggressività nell’area avversaria. Leonardi va invece aspettato e valutato con maggiore continuità, mentre l’arrivo ufficiale di Massimo Coda cambia inevitabilmente il peso specifico del reparto. Sarebbe però illusorio immaginare che il nuovo centravanti possa, da solo e in tempi immediati, cancellare tutte le difficoltà emerse contro l’Inter U23. Il problema non è soltanto chi finalizza, ma anche come e con quale velocità il Catania riesce a portare il pallone negli ultimi metri.
Sul fronte degli ultimi innesti potrebbero tornare utili anche Masciangelo e Di Marco, due elementi che devono ancora entrare pienamente nelle rotazioni di Longo. Più incerta, invece, la situazione di Mihai, che non sembra essere al centro del progetto tecnico e potrebbe dunque diventare uno dei nomi in uscita. Restano da chiarire anche le prospettive di Drammeh, sul quale non ci sono ancora indicazioni definitive: bisognerà capire se resterà stabilmente aggregato alla prima squadra, se verrà utilizzato nel settore giovanile oppure se si aprirà concretamente una possibilità di cessione, anche alla luce dell’interesse del Verona.
Il mercato in uscita è infatti altrettanto movimentato. Andrea Dini appare destinato a lasciare Catania e sarà da verificare se Guidonia e Pescara manterranno il proprio interesse. Per Matteo Di Gennaro resta aperta la pista Casertana, ma non è ancora escluso che il difensore possa alla fine rimanere in rossazzurro. Rolfini, invece, sembra vicino a un accordo con il Lecco. A questo elenco potrebbe aggiungersi proprio Mihai, soprattutto dopo i dubbi espressi dallo stesso Longo sulla sua effettiva utilità all’interno del progetto.
Il quadro, quindi, resta in piena evoluzione. Il Catania ha ancora margine per correggere ciò che non ha funzionato e per completare una rosa che, al momento, presenta lacune evidenti soprattutto in mezzo al campo. La risposta del pubblico, con quasi 17 mila spettatori al “Massimino”, ha confermato ancora una volta quanto l’ambiente sia pronto a sostenere una squadra costruita per stare in alto. Proprio per questo la sconfitta all’esordio ha lasciato amarezza e interrogativi.
Il confronto tra Longo e il direttore sportivo Varrà subito dopo la partita fotografa bene il momento: i problemi sono stati individuati e adesso servono risposte rapide. Sabato arriverà già la trasferta di Monopoli, tutt’altro che semplice, e il Catania non potrà permettersi di aspettare troppo. Il mercato può ancora cambiare volto alla squadra, ma il tempo per farlo e per trasformare le correzioni in risultati comincia già a stringere.









