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Catania, Longo: "Serve continuità, non esistono partite facili"

11-09-2026 16:41 - Conferenze Stampa
Autore: Redazione

Dare continuità al 4-0 contro il Cosenza senza lasciarsi condizionare dall'entusiasmo, affrontare con attenzione una Scafatese che Emilio Longo considera molto più strutturata di una normale neopromossa e trovare nuove soluzioni dopo l'infortunio di Gabriele Pagliai. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati dal tecnico del Catania nella conferenza stampa alla vigilia della sfida in programma domani alle ore 18 allo stadio "Angelo Massimino".

Longo ha innanzitutto richiamato la squadra alla necessità di confermare quanto di buono mostrato nell'ultima uscita, soprattutto sotto il profilo dello spirito e della fase di non possesso.

"Lo step che dobbiamo fare adesso è dare continuità a quello che abbiamo visto nell'ultima partita e, a sprazzi, anche nelle precedenti. Dobbiamo regalarci il tempo di continuare a crescere, perché tre partite non possono consolidare un'idea tattica né rappresentare già un modello all'avanguardia rispetto al progetto tecnico. In questo momento la cosa più importante è avere continuità, interpretare al meglio la fase di non possesso e le transizioni negative, portando umiltà e spirito di sacrificio alla base delle vittorie future".

Nessuna sottovalutazione della Scafatese. Longo ha sottolineato la qualità dell'organico campano e la necessità di convivere con una pressione che, a Catania, accompagnerà inevitabilmente ogni partita.

"In questo girone non ci sono partite da considerare facili. Dobbiamo portare in campo la nostra mentalità e la nostra identità contro chiunque. La Scafatese è una squadra fatta bene, con valori importanti, e non è una neopromossa semplice da gestire per la qualità della sua struttura. Va presa con le pinze. Noi sappiamo che, come Catania, in ogni partita abbiamo sempre qualcosa da perdere: dobbiamo abituarci a questa condizione e trasformare la pressione in una qualità che ci permetta di fare sempre meglio".

Sul piano tattico, il tecnico rossazzurro si aspetta una formazione capace di modificare il proprio assetto durante la gara. Particolare attenzione a Emmausso, Proia, Novella, ma senza ridurre l'analisi a pochi singoli.

"È una squadra ben strutturata e non sembra assolutamente una neopromossa per i nomi che ha a disposizione. Emmausso è un calciatore estemporaneo, che non dà punti di riferimento. Possono giocare 4-3-3 oppure 4-2-3-1 e anche quando partono con il 4-3-3 possono modificarsi molto. Più che focalizzarci sul singolo terzino, sarà fondamentale la compattezza della squadra in fase di non possesso, creando due linee strette e coprendo bene gli spazi".

L'infortunio di Pagliai obbliga Longo a intervenire soprattutto sulla corsia destra. Mario Ierardi rappresenta una soluzione concreta, anche se con un'interpretazione differente rispetto a quella di un terzino di spinta.

"È una soluzione sicuramente percorribile. A Mario chiederemmo un lavoro diverso: non possiamo aspettarci che arrivi con costanza sul fondo, ma potremmo utilizzarlo in modo più accorto, con un calciatore che lavori di sostegno e dentro al campo oppure con una linea che in costruzione si trasformi a tre. L'interpretazione che ha dato negli ultimi minuti contro il Cosenza mi lascia una certa tranquillità sulla possibilità di schierarlo in quella zona".

Tempi più lunghi, invece, per Eddy Cabianca: "Credo che possa tornare stabilmente con il gruppo già dalla prossima settimana. Da qui a quindici giorni penso possa acquisire anche la possibilità di partire titolare. Con l'uscita traumatica di Pagliai abbiamo bisogno di avere un'alternativa in più, sia nella scelta iniziale sia nelle rotazioni".

Longo ha fornito indicazioni anche sugli altri difensori. Alessandro Allegretto potrebbe essere una delle soluzioni per domani, mentre Matteo Di Gennaro si avvicina al pieno recupero.

"Da qui a poco anche Di Gennaro potrà tornare in una condizione che mi consenta di convocarlo e di avere un'ulteriore possibilità di scelta. Domani la soluzione più vicina potrebbe essere quella di Alessandro inserito nella linea difensiva, ma da qui alla partita cambierò ancora quattro o cinque volte la formazione. Allegretto ha avuto una frattura composta a due dita della mano e per un difensore questa situazione crea qualche difficoltà. È stato realizzato anche un tutore in carbonio, ma credo che il problema si risolverà a breve".

Le scelte in difesa avranno conseguenze anche sul centrocampo. Longo non ha escluso un impiego dall'inizio di Andrea Vallocchia, pur sottolineando come la condizione dell'ex Ternana non sia ancora completa.

"Vallocchia ha una quantità di sforzo possibile ancora limitata, ma ha la testa di uno che potrebbe giocare 180 minuti. Vedremo se questo potrà essere inserito nell'idea della partita. Ho comunque la possibilità di scegliere: c'è anche Corbari, che entrando ha fatto un'ottima prova e insieme a Torrasi ha formato una buona coppia. Molto dipenderà da chi giocherà sulla destra, perché da quella scelta deriveranno anche quelle del centrale difensivo e del centrocampo".

Il tecnico ha poi ribadito un concetto già espresso in passato: nessun vincolo rigido sul modulo. Il sistema deve adattarsi alle caratteristiche dei giocatori, mentre i principi rappresentano la parte non negoziabile del suo calcio.

"Non sono arrivato con il pregiudizio del sistema di gioco, ma con la certezza delle idee e dei principi che dobbiamo applicare. Negli ultimi anni ho utilizzato sia il 4-3-3 sia il 4-2-3-1 e non ho preclusioni. Cerco di mettere i calciatori nelle condizioni ideali e non voglio nemmeno limitare la squadra a giocare sempre a quattro: potremmo anche costruire e difendere a tre. I calciatori che aumentano il valore della squadra e le probabilità di vittoria saranno messi in campo. Quello su cui non tratto sono le idee: dobbiamo avere un'identità chiara, provare a dominare quando abbiamo il pallone, sapere quando verticalizzare e quando continuare il possesso".

In questo quadro si inseriscono Nicolò Cavuoti e Roberto Insigne, entrambi protagonisti contro il Cosenza.

"Cavuoti può avere più dimensioni: può fare l'esterno, giocare sotto punta oppure da mezzala, quindi ci offre molte soluzioni. Roberto, invece, è un calciatore fondamentale. Per come si è calato nella nostra realtà può essere un fiore all'occhiello sia dall'inizio sia da subentrante. Per le qualità emozionali che sta portando nello spogliatoio sembra un giocatore che sia qui da tantissimo tempo".

Ancora in fase di crescita Fabrizio Caligara: "Sta lavorando per recuperare la condizione e speriamo che presto possa essere nella possibilità di darci una mano".

Longo ha dedicato un passaggio anche a Quaini, tra i protagonisti del successo sul Cosenza e giocatore che il tecnico continua a indicare come esempio di spirito competitivo.

"Vedo un calciatore che riporta in campo in maniera intelligente e continua ciò che prova durante la settimana. Il suo spirito, la sua competenza e la sua voglia di fare lo stanno portando a prestazioni di valore. Il suo modo di giocare può esporlo qualche volta al rischio di un'ammonizione, ma tra un calciatore che non prende un giallo e uno che ama il combattimento e il duello, preferisco il secondo. Dobbiamo fare un campionato importantissimo, ma avere anche l'umiltà di capire che quando non abbiamo il pallone bisogna andare a prenderlo, con le buone o con le cattive".

Sul rapporto tra Massimo Coda e Flavio Russo, Longo ha evidenziato il valore che l'esperienza dell'attaccante può avere nella crescita dei più giovani: "Le relazioni interne sono fondamentali per la crescita dei singoli. Qui abbiamo tanti calciatori con esperienze importanti e ancora grande voglia di fare. Massimo può essere un riferimento per gli attaccanti sia in campo sia fuori. Mi piace pensare che i ragazzi più giovani possano apprendere ciò che lo ha portato a essere capocannoniere della Serie B e ad avere ancora questa passione incondizionata per il calcio".

Nessuna decisione immediata, invece, sull'eventuale reintegro di Raimo dopo l'infortunio di Pagliai: "Stiamo facendo delle valutazioni con la direzione sportiva. In questo momento è presto per fare qualsiasi altro tipo di ragionamento".

Longo ha inoltre insistito sulla gestione emotiva del 4-0. La vittoria deve diventare carburante, non motivo per perdere equilibrio.

"La squadra sta crescendo e tutti stanno accumulando un minutaggio importante. Quando alla forza delle gambe si aggiunge quella della testa, tutto diventa più semplice. La fiducia data dal risultato può essere il carburante giusto per un'altra prestazione di alto livello e intensità. Ho visto una squadra rimasta distante dal risultato: non si è fatta osannare dopo la vittoria, così come non si era demoralizzata dopo le sconfitte. Dobbiamo continuare a lavorare sugli errori mantenendo la giusta distanza da questi due impostori che sono la vittoria e la sconfitta".

Tra gli aspetti da migliorare ci sono anche le palle inattive offensive: "Siamo andati vicini al gol un paio di volte con Perrotta, ma è un grande rammarico perché abbiamo battuto tanti calci d'angolo. Dobbiamo migliorare la qualità della traiettoria e l'occupazione degli spazi in area. Ci stiamo lavorando e mi auguro che presto anche questa fase possa darci i suoi frutti".

Infine, un passaggio personale. Alla domanda sul peso di allenare il Catania, Longo ha respinto qualsiasi riferimento alla preoccupazione e ha parlato apertamente di un sogno professionale che vuole continuare a vivere insieme alla città.

"Preoccupazione zero. Sento responsabilità ed è bello essere messi alla prova. Aspettavo questo momento e ho lavorato per arrivarci. Non sono partito dalla Serie C o dalla D, sono partito dalla Terza Categoria e sono ventisei anni che provo a farmi largo con le mie forze. Non può esserci preoccupazione davanti a un sogno che si realizza: essere arrivato a Catania per me è già la realizzazione di un sogno. Adesso voglio portarlo avanti. Non vedo un sogno distante da Catania: qui c'è la possibilità di realizzare tutto ciò che ho sempre desiderato e voglio farlo insieme alla città, cercando di costruire qualcosa di straordinario".