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Catania, Longo e Quaini dopo Monopoli: "Serve più fame"

30-08-2026 00:18 - Campionato
Autore: Redazione

La seconda sconfitta consecutiva del Catania apre inevitabilmente una fase di riflessione. Dopo il 2-0 incassato contro il Monopoli al “San Nicola” di Bari, il tecnico Emilio Longo e il centrocampista Alessandro Quaini sono intervenuti ai microfoni di Telecolor, durante la trasmissione “Diretta Stadio”, analizzando senza filtri una prestazione che ha lasciato molti interrogativi.

Longo ha assunto ancora una volta su di sé la responsabilità del momento, ma ha anche mandato un messaggio molto chiaro al gruppo. “Io credo di guardare in faccia alla realtà e penso che in questo momento la squadra non rispecchia la mia cultura, la mia voglia di fare un certo tipo di calcio. Ovviamente è anche stucchevole dover dire per la seconda volta la stessa dichiarazione: di essere responsabile, di essere il leader di una squadra importante che deve comportarsi in modo importante”.

Secondo l’allenatore rossazzurro, la partita era cominciata in maniera positiva, ma il Catania non è riuscito a dare continuità a quanto costruito nei primi minuti. “Noi abbiamo fatto i primi 18 minuti a una sola porta non strutturando almeno 6 potenziali situazioni. Subiamo il gol per una disattenzione, ce lo facciamo praticamente, e da lì diventa una partita paritaria. Una partita sporca, dove c’era tutto il tempo per poter continuare a lavorare come si era iniziato”.

È proprio da quel momento, secondo Longo, che sono emersi i limiti più evidenti della squadra. Il tecnico ha parlato della necessità di intervenire più in profondità e di tradurre in campo quanto viene preparato durante la settimana. “Qui c’è bisogno di lavorare molto più nel profondo, c’è da fare sicuramente una valutazione molto più stringente perché oltre a prendersi la responsabilità poi l’allenatore deve trovare dei correttivi”.

Longo ha poi chiesto scusa per un avvio di campionato che nessuno si aspettava. “Io chiedo scusa perché non era auspicabile, sicuramente non era preventivabile un inizio in questo modo. È un inizio in salita che ci vede un attimino anche perplessi rispetto a quanto guardiamo durante la settimana. Questo significa che dobbiamo guardare con angolazioni diverse perché probabilmente quello che si fa non è sufficiente”.

Uno dei punti più critici, nelle parole del tecnico, riguarda la capacità di reagire alle difficoltà. Il Catania contro il Monopoli ha perso progressivamente intensità e convinzione dopo il primo gol subito. “È una squadra che reagisce poco, una squadra che dovrà avere maggiormente fame da qui in avanti ma lo deve a se stessa prima che alla gente. Credo che adesso dobbiamo dare a tutti una sensazione di reazione importante. Io ho avuto l’impressione che nella difficoltà la squadra non vada oltre”.

Longo ha insistito soprattutto sull’aspetto mentale. “Per 18 minuti la gara era in pieno dominio. C’era una squadra in campo, l’altra ha provato a ripartire. Però non è sufficiente. Significa che dobbiamo lavorare di più ma soprattutto lavorare sulla mentalità”. E poi il passaggio più duro: “Io continuo a dire che non basta chiamarsi Catania per primeggiare, i risultati lo fanno capire a chiare lettere che in questo girone bisogna avere fame davvero, sputare sangue davvero. È normale che io oggi non scarico nulla, ci mancherebbe, però è altrettanto vero che un senso di responsabilità più ampio dobbiamo darcelo un po’ tutti”.

Nonostante il pessimo avvio, Longo continua però a difendere il valore della rosa. “Io continuo a pensare di avere una squadra forte, una squadra formata da ottimi elementi e lo ribadisco con forza”. Il tecnico ha poi spiegato alcune delle scelte iniziali, soffermandosi sulle condizioni non ancora ottimali di diversi calciatori. “Lunetta non va oltre la possibilità di essere impiegato per oltre 20-25 minuti di gioco. Pagliai è un destro ma abituato a giocare a sinistra con me, Masciangelo è arrivato da poco, non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Avendo visto Donnarumma la settimana scorsa, ho pensato di turnarlo perché non avevo riscontrato la giusta gamba”.

Stesso discorso per Bruzzaniti, lanciato dal primo minuto dopo essere rimasto più ai margini nella gara precedente. “Pensavo che con una rotazione potessimo ottenere qualcosa in termini di entusiasmo, voglia”. Ma il giudizio finale resta severo: “Alla luce del risultato finale, tutto ciò che abbiamo fatto in un solo quarto di gara non conta nulla. Io so che non mi posso portare a casa una visione di una squadra che sembrava la mia per 18 minuti, probabilmente è più mia quella degli altri 70 minuti e quindi io devo capire come allungare quei 18 minuti”.

Longo ha poi affrontato il tema dell’infortunio di Tommaso Di Marco, uscito nel primo tempo dopo una torsione del ginocchio. “Stava facendo benissimo, secondo me Tommaso ha dato la giusta vivacità in mezzo al campo. Speriamo che non sia niente di grave, deve fare una risonanza, ma non abbiamo delle belle sensazioni, sembra che abbia ceduto il ginocchio. Adesso andiamo a capire, con i dovuti accertamenti si farà una diagnosi”.

Segnali più incoraggianti arrivano invece sul fronte Matteo Di Gennaro, tornato tra i convocati ma ancora non utilizzato. “Per quanto riguarda Di Gennaro, credo che siamo agli sgoccioli. Penso che fra la Coppa Italia e la prossima partita interna potremo rivederlo tra i protagonisti. Lo aspettiamo, sta lavorando bene e quindi speriamo di contare su di lui nel breve periodo”.

Anche Alessandro Quaini ha usato toni molto netti. Il centrocampista ha riconosciuto che il Catania era partito bene, ma ha sottolineato come sia mancata cattiveria nelle situazioni favorevoli. “Abbiamo creato, abbiamo avuto situazioni da poter sfruttare con più cattiveria e incisività. Poi alla prima occasione abbiamo preso gol e da lì secondo me siamo un po’ usciti dalla partita”.

Quaini ha poi individuato uno dei problemi principali nell’atteggiamento senza palla. “Bisogna fare di più soprattutto quando non si ha la palla. Siamo stati un po’ passivi e mosci, non va bene”. Un’autocritica che si lega direttamente alle parole di Longo sulla mentalità e sulla capacità di reagire.

Il centrocampista ha comunque ribadito la fiducia nel percorso intrapreso con il tecnico. “Abbiamo iniziato un percorso nuovo, entusiasmante, con un mister che ha ottime idee. Noi dobbiamo cercare di accorciare il tempo di acquisizione dei suoi metodi di gioco”. Secondo Quaini, qualche passo avanti sul piano della costruzione si è visto, ma ora serve molto di più sotto il profilo agonistico: “Bisogna avere un po’ più voglia di vincere duelli, di non prendere gol, di vincere le partite”.

Due sconfitte nelle prime due giornate, però, non possono lasciare indifferenti. “È una situazione che ci deve far rodere perché non possiamo accettare due sconfitte di fila. Dobbiamo velocizzare l’acquisizione di questa nuova metodologia. Sicuramente c’è tanta voglia di assimilare ma in questo momento stiamo facendo un po’ di fatica. Crediamo tanto nel lavoro che stiamo svolgendo”.

Quaini ha infine escluso che il problema sia di natura fisica. “In campo siamo lucidi, stiamo bene fisicamente. Sicuramente all’inizio magari non sei ancora al 100% ma come non lo sei tu non lo sono neanche gli altri, quindi non può essere una giustificazione”.

Le parole di Longo e Quaini convergono dunque sullo stesso punto: il Catania deve cambiare soprattutto nell’atteggiamento. Il tecnico continua a credere nella qualità della rosa, ma chiede più fame, più reazione e maggiore responsabilità. Dopo due sconfitte consecutive e una classifica ancora ferma a zero, il tempo degli alibi è già finito. Ora servono risposte concrete sul campo.