Catania, Longo e le partenze lente: ottobre può segnare la svolta
30-09-2026 08:41 - Campionato
Autore: Redazione
L’avvio di stagione del Catania continua a essere letto attraverso risultati, prestazioni e sensazioni ancora non del tutto uniformi, ma c’è un elemento che può aiutare a interpretare meglio il lavoro di Emilio Longo: il rendimento delle sue squadre tende spesso a crescere con il passare delle settimane. Il tecnico rossazzurro, nelle ultime esperienze in Serie C, ha già mostrato di avere bisogno di una fase iniziale di assestamento prima di riuscire a portare il gruppo verso una maggiore stabilità.
È un aspetto che torna utile anche per comprendere il presente del Catania. Prima della vittoria di Picerno il clima attorno alla panchina si era fatto pesante, con indiscrezioni sempre più insistenti su un possibile cambio tecnico. I due successi ottenuti successivamente, prima in Basilicata e poi a Caserta, hanno però modificato lo scenario, ridimensionando almeno momentaneamente le voci relative a un possibile avvicendamento con Fabio Caserta.
Come evidenziato da La Sicilia, il percorso recente di Longo offre alcuni precedenti significativi. Nell’ultima stagione disputata alla guida del Picerno, infatti, la squadra raccolse appena 11 punti nelle prime dieci giornate, viaggiando alla media di 1,10 punti a partita. Il rendimento iniziale fu condizionato da quattro sconfitte e da una continuità difficile da trovare, ma il campionato cambiò volto nella parte successiva.
Nelle restanti 28 giornate il Picerno conquistò 47 punti, alzando sensibilmente la propria media fino a 1,68 per gara e chiudendo il torneo al quinto posto nel Girone C. Una progressione evidente, che trasformò una squadra partita con diverse difficoltà in una formazione capace di consolidarsi nelle zone alte della classifica.
Uno scenario simile si verificò anche nella stagione 2024/25 con il Crotone. L’avvio fu ancora una volta complicato: 11 punti nelle prime dieci giornate e un passaggio particolarmente negativo tra la quinta e l’ottava, con appena un punto conquistato in quattro gare. Anche la tenuta difensiva fu inizialmente problematica, con 20 reti incassate nel primo blocco di dieci partite.
Anche in quel caso, però, il rendimento migliorò in maniera netta con il trascorrere del campionato. Il Crotone riuscì a risalire fino al quarto posto, chiudendo la regular season a quota 54 punti e portando la propria media nella parte successiva del torneo a 1,79 punti per partita. Un’altra stagione, dunque, nella quale il lavoro di Longo produsse risultati più evidenti dopo la fase iniziale.
Diverso, invece, il rendimento nella stagione successiva, quando la permanenza a Crotone permise al tecnico di lavorare su una base già conosciuta. L’assenza di un vero periodo di adattamento si tradusse in una partenza più brillante: 17 punti nelle prime dieci giornate e una media di 1,70 a partita.
Il confronto con il Catania di oggi è inevitabile, pur con tutte le cautele legate a un campione ancora limitato a sette giornate. I rossazzurri hanno raccolto 10 punti, con una media di circa 1,43 a partita. Un rendimento che, almeno per il momento, risulta superiore alle partenze più difficili vissute da Longo a Picerno e nella prima esperienza a Crotone.
Il dato più interessante, però, riguarda ciò che è avvenuto successivamente in quelle stagioni. In entrambi i casi, infatti, le squadre del tecnico hanno aumentato sensibilmente il proprio rendimento dopo la fase iniziale, trovando maggiore equilibrio, automatismi più definiti e continuità nei risultati. È su questo aspetto che il Catania dovrà costruire le prossime settimane.
Le tre partite contro Crotone, Altamura e Potenza rappresenteranno già un primo banco di prova importante. Mantenendo l’attuale ritmo, gli etnei potrebbero arrivare alla decima giornata tra quota 14 e 15 punti, un rendimento migliore rispetto alle partenze più lente registrate da Longo nelle sue recenti esperienze.
Ottobre, quindi, diventa un mese particolarmente significativo. Non tanto per formulare giudizi definitivi, quanto per capire se il Catania riuscirà a trasformare i segnali positivi emersi nelle ultime due trasferte in una tendenza stabile. La vittoria di Caserta ha dato ossigeno e fiducia, ma la vera verifica riguarderà la capacità di dare continuità ai risultati e soprattutto alle prestazioni.
Per Longo, inoltre, la prossima gara avrà un significato particolare. Di fronte ci sarà il Crotone, una delle squadre che hanno segnato maggiormente il suo recente percorso professionale. Il tecnico rossazzurro arriva all’appuntamento con una posizione più solida rispetto a qualche settimana fa, ma anche con la necessità di dimostrare che la crescita intravista può diventare qualcosa di più strutturato.
Il Catania, insomma, è ancora dentro la fase di costruzione. I precedenti suggeriscono che le squadre di Longo possano migliorare con il tempo; adesso spetta ai rossazzurri trasformare questa tendenza statistica in una realtà concreta anche sotto l’Etna.
L’avvio di stagione del Catania continua a essere letto attraverso risultati, prestazioni e sensazioni ancora non del tutto uniformi, ma c’è un elemento che può aiutare a interpretare meglio il lavoro di Emilio Longo: il rendimento delle sue squadre tende spesso a crescere con il passare delle settimane. Il tecnico rossazzurro, nelle ultime esperienze in Serie C, ha già mostrato di avere bisogno di una fase iniziale di assestamento prima di riuscire a portare il gruppo verso una maggiore stabilità.
È un aspetto che torna utile anche per comprendere il presente del Catania. Prima della vittoria di Picerno il clima attorno alla panchina si era fatto pesante, con indiscrezioni sempre più insistenti su un possibile cambio tecnico. I due successi ottenuti successivamente, prima in Basilicata e poi a Caserta, hanno però modificato lo scenario, ridimensionando almeno momentaneamente le voci relative a un possibile avvicendamento con Fabio Caserta.
Come evidenziato da La Sicilia, il percorso recente di Longo offre alcuni precedenti significativi. Nell’ultima stagione disputata alla guida del Picerno, infatti, la squadra raccolse appena 11 punti nelle prime dieci giornate, viaggiando alla media di 1,10 punti a partita. Il rendimento iniziale fu condizionato da quattro sconfitte e da una continuità difficile da trovare, ma il campionato cambiò volto nella parte successiva.
Nelle restanti 28 giornate il Picerno conquistò 47 punti, alzando sensibilmente la propria media fino a 1,68 per gara e chiudendo il torneo al quinto posto nel Girone C. Una progressione evidente, che trasformò una squadra partita con diverse difficoltà in una formazione capace di consolidarsi nelle zone alte della classifica.
Uno scenario simile si verificò anche nella stagione 2024/25 con il Crotone. L’avvio fu ancora una volta complicato: 11 punti nelle prime dieci giornate e un passaggio particolarmente negativo tra la quinta e l’ottava, con appena un punto conquistato in quattro gare. Anche la tenuta difensiva fu inizialmente problematica, con 20 reti incassate nel primo blocco di dieci partite.
Anche in quel caso, però, il rendimento migliorò in maniera netta con il trascorrere del campionato. Il Crotone riuscì a risalire fino al quarto posto, chiudendo la regular season a quota 54 punti e portando la propria media nella parte successiva del torneo a 1,79 punti per partita. Un’altra stagione, dunque, nella quale il lavoro di Longo produsse risultati più evidenti dopo la fase iniziale.
Diverso, invece, il rendimento nella stagione successiva, quando la permanenza a Crotone permise al tecnico di lavorare su una base già conosciuta. L’assenza di un vero periodo di adattamento si tradusse in una partenza più brillante: 17 punti nelle prime dieci giornate e una media di 1,70 a partita.
Il confronto con il Catania di oggi è inevitabile, pur con tutte le cautele legate a un campione ancora limitato a sette giornate. I rossazzurri hanno raccolto 10 punti, con una media di circa 1,43 a partita. Un rendimento che, almeno per il momento, risulta superiore alle partenze più difficili vissute da Longo a Picerno e nella prima esperienza a Crotone.
Il dato più interessante, però, riguarda ciò che è avvenuto successivamente in quelle stagioni. In entrambi i casi, infatti, le squadre del tecnico hanno aumentato sensibilmente il proprio rendimento dopo la fase iniziale, trovando maggiore equilibrio, automatismi più definiti e continuità nei risultati. È su questo aspetto che il Catania dovrà costruire le prossime settimane.
Le tre partite contro Crotone, Altamura e Potenza rappresenteranno già un primo banco di prova importante. Mantenendo l’attuale ritmo, gli etnei potrebbero arrivare alla decima giornata tra quota 14 e 15 punti, un rendimento migliore rispetto alle partenze più lente registrate da Longo nelle sue recenti esperienze.
Ottobre, quindi, diventa un mese particolarmente significativo. Non tanto per formulare giudizi definitivi, quanto per capire se il Catania riuscirà a trasformare i segnali positivi emersi nelle ultime due trasferte in una tendenza stabile. La vittoria di Caserta ha dato ossigeno e fiducia, ma la vera verifica riguarderà la capacità di dare continuità ai risultati e soprattutto alle prestazioni.
Per Longo, inoltre, la prossima gara avrà un significato particolare. Di fronte ci sarà il Crotone, una delle squadre che hanno segnato maggiormente il suo recente percorso professionale. Il tecnico rossazzurro arriva all’appuntamento con una posizione più solida rispetto a qualche settimana fa, ma anche con la necessità di dimostrare che la crescita intravista può diventare qualcosa di più strutturato.
Il Catania, insomma, è ancora dentro la fase di costruzione. I precedenti suggeriscono che le squadre di Longo possano migliorare con il tempo; adesso spetta ai rossazzurri trasformare questa tendenza statistica in una realtà concreta anche sotto l’Etna.









