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Catania, Longo dopo il Savoia: “Non ho trovato ancora la soluzione”

03-09-2026 01:09 - Conferenze Stampa
Autore: Redazione

La quarta sconfitta consecutiva del Catania, maturata al Massimino contro il Savoia e costata l’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C, lascia inevitabilmente strascichi pesanti. In sala stampa Emilio Longo non si sottrae alle responsabilità e prova a leggere il momento rossazzurro andando oltre il risultato, pur riconoscendo la gravità di una serie negativa che sta alimentando tensione e contestazione.

Mi rendo conto del percorso negativo. I risultati macchiano le prestazioni in una maniera assoluta”, ha esordito il tecnico, sottolineando come il Catania continui comunque a produrre occasioni senza riuscire a trasformarle in gol. “Questa sera abbiamo tirato tantissimo in porta però non riusciamo a fare goal. Tendenzialmente ho sempre fatto segnare tanto le mie squadre. È vero che stiamo perdendo però stiamo tirando sempre più degli avversari. Stiamo avendo difficoltà nel riprendere la partita dopo lo svantaggio”.

Longo prova quindi a individuare alcuni aspetti dai quali ripartire, a cominciare dalla gestione del pallone. “Il risultato certamente va analizzato. Il possesso è una parte da cui possiamo ripartire. Abbiamo avuto noi il 70%. Stessa cosa a Monopoli. Qualcosa all’interno del percorso si comincia a vedere. Un percorso che è attualmente negativo ma in cui vedo degli spunti interessanti”. Un’analisi che inevitabilmente si scontra con il dato dei risultati, ma che per l’allenatore rappresenta comunque un elemento sul quale continuare a costruire.

I nuovi innesti, secondo Longo, non possono essere considerati una soluzione immediata a tutti i problemi. Il riferimento va anche a Massimo Coda, entrato nella ripresa contro il Savoia: “Va analizzata la condizione. Coda non è ancora al top della forma”. Un concetto che il tecnico estende più in generale agli ultimi arrivati, chiamati ad inserirsi progressivamente all’interno di una squadra che sta ancora cercando equilibri e automatismi.

Il passaggio più significativo riguarda però le responsabilità personali. Longo ammette di non essere ancora riuscito a trovare la chiave giusta per far rendere il gruppo secondo le aspettative: “Credo che con quello che ho a disposizione avrei dovuto fare meglio. Non ho ancora trovato la soluzione giusta. Non ci sto dormendo la notte. So che ci sono delle difficoltà ma so dove stiamo andando”.

Nonostante la pressione sempre più forte, il tecnico continua dunque a difendere con convinzione la propria idea di calcio. “Vi chiedo di fidarvi perché so che faremo delle cose egregie. Sono consapevole che dichiarazioni del genere pesano a Catania ma serve un pizzico di follia. Il nostro campionato dovrà basarsi sul dominio del gioco. È uno di quei principi su cui non transigerò”.

Una linea chiara, almeno nelle intenzioni: Longo non sembra intenzionato a rinunciare alla volontà di controllare le partite attraverso il possesso e l’iniziativa. Allo stesso tempo, però, riconosce la necessità di intervenire su aspetti che stanno penalizzando fortemente il Catania. “Ovviamente delle cose devono essere corrette. Sappiamo che dobbiamo migliorare nelle scelte finali e nella qualità di corsa di alcuni giocatori”.

Il tecnico chiude richiamando il concetto di compattezza e di responsabilità collettiva in un momento che definisce implicitamente come estremamente delicato: “I ragazzi nuovi non possono risolvere i problemi da un giorno all’altro. Si esce da queste sabbie mobili insieme”.

Il messaggio è quindi doppio. Da una parte Longo ammette che quanto prodotto finora non è sufficiente e che il Catania avrebbe dovuto raccogliere molto di più; dall’altra continua a mostrare fiducia nel percorso e nei principi su cui sta lavorando. Dopo quattro sconfitte consecutive, però, il tempo delle sole indicazioni incoraggianti si è inevitabilmente ristretto. Lunedì contro il Cosenza serviranno soprattutto segnali concreti, perché la crisi rossazzurra ha ormai assunto dimensioni che non possono più essere ignorate.