Catania, logo storico ritrovato: le reazioni di Trantino, Pagliara e Revolution
22-10-2026 20:13 - Campionato
Autore: Redazione
Il ritorno dello storico marchio del Calcio Catania 1946 nella disponibilità del Catania FC chiude una delle vicende più sentite dalla tifoseria rossazzurra, ma lascia spazio a riflessioni che vanno oltre la soddisfazione per l'aggiudicazione. La società del presidente Rosario Pelligra ha conquistato il simbolo con l'elefante e il pallone al termine di una lunga battaglia di rilanci contro Revolution Group Srl, conclusasi a quota 250.000 euro. Un investimento considerevole, quasi cinque volte la base d'asta di 55.000 euro, che ha restituito al club un elemento fondamentale della propria identità. All'entusiasmo della società si sono aggiunti il plauso del sindaco Enrico Trantino, le considerazioni critiche di Fabio Pagliara e il messaggio distensivo della stessa Revolution Group.
L'importanza attribuita all'operazione dalla proprietà rossazzurra è testimoniata dalla partecipazione diretta dei vertici societari alle fasi decisive della procedura. Il presidente Rosario Pelligra e i consiglieri di amministrazione Mark Bresciano e David Tucker hanno seguito l'andamento dell'asta in collegamento dall'Australia, mentre il vicepresidente e amministratore delegato Vincenzo Grella era presente nella sede del club. Una mobilitazione che conferma la volontà della proprietà di assicurarsi il marchio appartenuto alla società fallita, evitando che un simbolo così rappresentativo della tradizione calcistica catanese finisse nella disponibilità di altri soggetti.
La soddisfazione del Catania FC è stata affidata anche a un messaggio pubblicato sui canali social ufficiali, accompagnato da un video celebrativo che ripercorre il valore dello stemma per generazioni di sostenitori. “Non è soltanto un logo. È la storia di generazioni, l'orgoglio di una città, la passione che attraversa il tempo. Un simbolo che non abbiamo mai smesso di sentire nostro. Oggi, grazie al Presidente Rosario Pelligra, torna a casa. La nostra storia. La nostra identità. I nostri colori”. Parole che sintetizzano il significato attribuito dal club all'acquisizione, vissuta come un ricongiungimento con la memoria sportiva cittadina dopo la dolorosa interruzione della storia societaria del vecchio Calcio Catania.
Sul risultato dell'asta è intervenuto anche il sindaco Enrico Trantino, che ha rivendicato la scelta dell'amministrazione comunale di partecipare inizialmente alla procedura per tutelare il valore storico del marchio, senza però alimentare una competizione economica giudicata incompatibile con una gestione responsabile delle risorse pubbliche. Il primo cittadino ha espresso forti perplessità sull'escalation delle offerte, sostenendo che il Comune avesse presentato una proposta trasparente, finalizzata esclusivamente alla salvaguardia della tradizione rossazzurra. “Dopo un rilancio apparso speculativo e finalizzato a sabotare fin da subito un'iniziativa istituzionale, abbiamo scelto di evitare una corsa ai rialzi che non può rientrare nella sfera d'azione di una buona e corretta amministrazione pubblica”, ha dichiarato Trantino, attribuendo dunque un preciso significato alla scelta di interrompere la partecipazione attiva.
Il sindaco ha comunque riconosciuto l'impegno economico della proprietà rossazzurra, rivolgendo le proprie congratulazioni a Pelligra, Grella e all'intero gruppo dirigente. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il precedente investimento per il recupero del centro sportivo di Torre del Grifo, inserendo l'acquisizione dello stemma in un percorso più ampio di ricostruzione delle strutture e dell'identità del club. Un riconoscimento accompagnato dall'augurio che la società possa raggiungere risultati sportivi all'altezza della tradizione rappresentata dal marchio.
Accanto alle manifestazioni di entusiasmo non sono mancate valutazioni critiche, espresse in particolare da Fabio Pagliara, tifoso rossazzurro ed ex collaboratore del Catania. Attraverso un intervento sui social, Pagliara ha riconosciuto il valore dell'epilogo, contestando però i tempi e i costi dell'operazione. “Finisce bene una storia brutta. Che non fa onore a Catania. Godiamoci la felicità vera per il ritorno a casa del marchio. Unico epilogo logico e possibile”, ha scritto, invitando tuttavia a non definire un capolavoro un risultato raggiunto, a suo giudizio, con anni di ritardo e una spesa sproporzionata rispetto al valore iniziale.
La sua riflessione tocca uno degli aspetti più discussi dell'intera vicenda: la competizione tra soggetti entrambi legati al territorio catanese per acquisire un simbolo il cui significato storico e sentimentale appare strettamente connesso alla squadra di calcio. Pagliara ha definito “inqualificabile”, pur riconoscendone la piena legittimità, la sfida economica tra Catania FC e Revolution Group. Una valutazione personale che riapre il dibattito sull'opportunità di aver lasciato arrivare l'acquisizione a una gara competitiva tanto onerosa. La soddisfazione per il ritorno dello stemma non esclude infatti una riflessione sulle possibilità di raggiungere lo stesso obiettivo attraverso un percorso differente, fermo restando che la procedura di vendita e le sue modalità erano disciplinate dagli organi competenti.
Di tono differente il comunicato diffuso dalla Revolution Group Srl, che ha riconosciuto l'esito dell'asta e rivolto le proprie congratulazioni al Catania FC. La società concorrente ha spiegato di aver partecipato con un interesse concreto all'acquisizione, motivato dalla volontà di valorizzare la storia rossazzurra e il significato culturale e sociale del marchio. “A muoverci è stato il legame con Catania e con un simbolo che accompagna i ricordi di generazioni di tifosi, compresi i nostri”, si legge nella nota. Revolution Group ha quindi riconosciuto la determinazione dimostrata dal club, ribadendo la propria passione per gli stessi colori e formulando un augurio per il futuro della squadra e della città. Una presa di posizione che contribuisce a stemperare le tensioni seguite alla competizione economica.
Il quadro che emerge dalle diverse reazioni restituisce dunque una vicenda dal duplice significato. Da un lato, il Catania FC ha ottenuto un risultato di grande valore identitario, riportando nella propria disponibilità uno stemma che attraversa decenni di storia calcistica e rappresenta un patrimonio emotivo per migliaia di sostenitori. Dall'altro, l'esborso di 250.000 euro e la lunga successione di rilanci impongono una riflessione sulla gestione complessiva dell'acquisizione, senza che questo possa diminuire la soddisfazione per il risultato raggiunto.
Archiviata l'asta, però, l'attenzione è destinata inevitabilmente a tornare sul terreno di gioco. Lo stesso Pagliara ha concluso il proprio intervento invitando a sostenere squadra e società nella corsa verso la Serie B, obiettivo che accomuna le ambizioni dell'ambiente rossazzurro. Il recupero dello storico marchio restituisce al Catania un simbolo del proprio passato, ma sarà il rendimento della formazione di Emilio Longo a determinare il valore sportivo del presente. Domenica, contro il Giugliano al “Massimino”, i rossazzurri avranno già l'occasione di accompagnare questa importante pagina societaria con una risposta concreta sul campo.
Il ritorno dello storico marchio del Calcio Catania 1946 nella disponibilità del Catania FC chiude una delle vicende più sentite dalla tifoseria rossazzurra, ma lascia spazio a riflessioni che vanno oltre la soddisfazione per l'aggiudicazione. La società del presidente Rosario Pelligra ha conquistato il simbolo con l'elefante e il pallone al termine di una lunga battaglia di rilanci contro Revolution Group Srl, conclusasi a quota 250.000 euro. Un investimento considerevole, quasi cinque volte la base d'asta di 55.000 euro, che ha restituito al club un elemento fondamentale della propria identità. All'entusiasmo della società si sono aggiunti il plauso del sindaco Enrico Trantino, le considerazioni critiche di Fabio Pagliara e il messaggio distensivo della stessa Revolution Group.
L'importanza attribuita all'operazione dalla proprietà rossazzurra è testimoniata dalla partecipazione diretta dei vertici societari alle fasi decisive della procedura. Il presidente Rosario Pelligra e i consiglieri di amministrazione Mark Bresciano e David Tucker hanno seguito l'andamento dell'asta in collegamento dall'Australia, mentre il vicepresidente e amministratore delegato Vincenzo Grella era presente nella sede del club. Una mobilitazione che conferma la volontà della proprietà di assicurarsi il marchio appartenuto alla società fallita, evitando che un simbolo così rappresentativo della tradizione calcistica catanese finisse nella disponibilità di altri soggetti.
La soddisfazione del Catania FC è stata affidata anche a un messaggio pubblicato sui canali social ufficiali, accompagnato da un video celebrativo che ripercorre il valore dello stemma per generazioni di sostenitori. “Non è soltanto un logo. È la storia di generazioni, l'orgoglio di una città, la passione che attraversa il tempo. Un simbolo che non abbiamo mai smesso di sentire nostro. Oggi, grazie al Presidente Rosario Pelligra, torna a casa. La nostra storia. La nostra identità. I nostri colori”. Parole che sintetizzano il significato attribuito dal club all'acquisizione, vissuta come un ricongiungimento con la memoria sportiva cittadina dopo la dolorosa interruzione della storia societaria del vecchio Calcio Catania.
Sul risultato dell'asta è intervenuto anche il sindaco Enrico Trantino, che ha rivendicato la scelta dell'amministrazione comunale di partecipare inizialmente alla procedura per tutelare il valore storico del marchio, senza però alimentare una competizione economica giudicata incompatibile con una gestione responsabile delle risorse pubbliche. Il primo cittadino ha espresso forti perplessità sull'escalation delle offerte, sostenendo che il Comune avesse presentato una proposta trasparente, finalizzata esclusivamente alla salvaguardia della tradizione rossazzurra. “Dopo un rilancio apparso speculativo e finalizzato a sabotare fin da subito un'iniziativa istituzionale, abbiamo scelto di evitare una corsa ai rialzi che non può rientrare nella sfera d'azione di una buona e corretta amministrazione pubblica”, ha dichiarato Trantino, attribuendo dunque un preciso significato alla scelta di interrompere la partecipazione attiva.
Il sindaco ha comunque riconosciuto l'impegno economico della proprietà rossazzurra, rivolgendo le proprie congratulazioni a Pelligra, Grella e all'intero gruppo dirigente. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il precedente investimento per il recupero del centro sportivo di Torre del Grifo, inserendo l'acquisizione dello stemma in un percorso più ampio di ricostruzione delle strutture e dell'identità del club. Un riconoscimento accompagnato dall'augurio che la società possa raggiungere risultati sportivi all'altezza della tradizione rappresentata dal marchio.
Accanto alle manifestazioni di entusiasmo non sono mancate valutazioni critiche, espresse in particolare da Fabio Pagliara, tifoso rossazzurro ed ex collaboratore del Catania. Attraverso un intervento sui social, Pagliara ha riconosciuto il valore dell'epilogo, contestando però i tempi e i costi dell'operazione. “Finisce bene una storia brutta. Che non fa onore a Catania. Godiamoci la felicità vera per il ritorno a casa del marchio. Unico epilogo logico e possibile”, ha scritto, invitando tuttavia a non definire un capolavoro un risultato raggiunto, a suo giudizio, con anni di ritardo e una spesa sproporzionata rispetto al valore iniziale.
La sua riflessione tocca uno degli aspetti più discussi dell'intera vicenda: la competizione tra soggetti entrambi legati al territorio catanese per acquisire un simbolo il cui significato storico e sentimentale appare strettamente connesso alla squadra di calcio. Pagliara ha definito “inqualificabile”, pur riconoscendone la piena legittimità, la sfida economica tra Catania FC e Revolution Group. Una valutazione personale che riapre il dibattito sull'opportunità di aver lasciato arrivare l'acquisizione a una gara competitiva tanto onerosa. La soddisfazione per il ritorno dello stemma non esclude infatti una riflessione sulle possibilità di raggiungere lo stesso obiettivo attraverso un percorso differente, fermo restando che la procedura di vendita e le sue modalità erano disciplinate dagli organi competenti.
Di tono differente il comunicato diffuso dalla Revolution Group Srl, che ha riconosciuto l'esito dell'asta e rivolto le proprie congratulazioni al Catania FC. La società concorrente ha spiegato di aver partecipato con un interesse concreto all'acquisizione, motivato dalla volontà di valorizzare la storia rossazzurra e il significato culturale e sociale del marchio. “A muoverci è stato il legame con Catania e con un simbolo che accompagna i ricordi di generazioni di tifosi, compresi i nostri”, si legge nella nota. Revolution Group ha quindi riconosciuto la determinazione dimostrata dal club, ribadendo la propria passione per gli stessi colori e formulando un augurio per il futuro della squadra e della città. Una presa di posizione che contribuisce a stemperare le tensioni seguite alla competizione economica.
Il quadro che emerge dalle diverse reazioni restituisce dunque una vicenda dal duplice significato. Da un lato, il Catania FC ha ottenuto un risultato di grande valore identitario, riportando nella propria disponibilità uno stemma che attraversa decenni di storia calcistica e rappresenta un patrimonio emotivo per migliaia di sostenitori. Dall'altro, l'esborso di 250.000 euro e la lunga successione di rilanci impongono una riflessione sulla gestione complessiva dell'acquisizione, senza che questo possa diminuire la soddisfazione per il risultato raggiunto.
Archiviata l'asta, però, l'attenzione è destinata inevitabilmente a tornare sul terreno di gioco. Lo stesso Pagliara ha concluso il proprio intervento invitando a sostenere squadra e società nella corsa verso la Serie B, obiettivo che accomuna le ambizioni dell'ambiente rossazzurro. Il recupero dello storico marchio restituisce al Catania un simbolo del proprio passato, ma sarà il rendimento della formazione di Emilio Longo a determinare il valore sportivo del presente. Domenica, contro il Giugliano al “Massimino”, i rossazzurri avranno già l'occasione di accompagnare questa importante pagina societaria con una risposta concreta sul campo.









