Catania, fideiussione: La Sicilia insiste sulla “vergogna” rossazzurra
11-08-2026 08:46 - Campionato
Autore: Redazione
Il mancato deposito della fideiussione entro la scadenza del 10 agosto apre un’altra pagina pesantissima per il Catania. La penalizzazione sarà di almeno tre punti e, rispetto a quanto accaduto due anni fa, stavolta pesa anche la recidiva. Ma il danno non riguarda soltanto la classifica: investe soprattutto l’immagine e la credibilità di una società che è ricaduta in una situazione già vissuta e che avrebbe dovuto evitare.
Nel suo commento, La Sicilia utilizza più volte un termine molto netto per descrivere quanto accaduto: “vergogna”. Una parola che torna come filo conduttore del pezzo e che sintetizza il giudizio durissimo sulla gestione della vicenda, considerata ancora più grave proprio perché arriva dopo un precedente analogo. Il quotidiano sottolinea come il nuovo caso rappresenti uno schiaffo soprattutto per i circa novemila tifosi che hanno già sottoscritto l’abbonamento, continuando a dare fiducia al progetto rossazzurro.
Il nodo principale riguarda l’organizzazione societaria. Negli ultimi anni la proprietà ha sostenuto investimenti molto importanti, spesso senza ottenere risultati sportivi proporzionati. Adesso, dopo una politica di contenimento dei costi molto più marcata, emerge il paradosso di non essere riusciti a completare nei tempi un adempimento federale fondamentale e conosciuto da tempo. Un errore che, ripetuto a distanza di due stagioni, non può più essere letto come una semplice disattenzione.
Il Catania ha ammesso il problema attraverso un comunicato ufficiale, spiegando di non essere riuscito a risolvere in tempo le questioni tecniche e burocratiche e assicurando che proprietà e board stanno lavorando per regolarizzare la situazione. Il club ha inoltre dichiarato di voler accettare le conseguenze e di continuare a perseguire gli obiettivi sportivi. Parole che, però, arrivano dopo la scadenza e che difficilmente possono cancellare l’effetto prodotto da un’altra inadempienza.
Nel pezzo viene inoltre evidenziato come la vicenda rischi di ripercuotersi anche sul mercato e sulla gestione dei tesseramenti, mentre sul campo la squadra di Emilio Longo aveva appena dato segnali incoraggianti. È questo uno dei contrasti più evidenti: il gruppo prova a costruire credibilità attraverso i risultati, mentre la società finisce nuovamente per metterla in discussione fuori dal terreno di gioco.
Il punto più delicato rimane quindi quello della fiducia. Due anni fa si parlò di errori tecnici e responsabilità operative; oggi, davanti alla ripetizione dello stesso tipo di problema, quelle spiegazioni risultano inevitabilmente più deboli. Ed è per questo che il termine “vergogna”, ripetuto più volte da La Sicilia, assume il valore di una vera e propria condanna nei confronti di una gestione che continua a esporsi a errori pesanti e difficili da giustificare.
Il mancato deposito della fideiussione entro la scadenza del 10 agosto apre un’altra pagina pesantissima per il Catania. La penalizzazione sarà di almeno tre punti e, rispetto a quanto accaduto due anni fa, stavolta pesa anche la recidiva. Ma il danno non riguarda soltanto la classifica: investe soprattutto l’immagine e la credibilità di una società che è ricaduta in una situazione già vissuta e che avrebbe dovuto evitare.
Nel suo commento, La Sicilia utilizza più volte un termine molto netto per descrivere quanto accaduto: “vergogna”. Una parola che torna come filo conduttore del pezzo e che sintetizza il giudizio durissimo sulla gestione della vicenda, considerata ancora più grave proprio perché arriva dopo un precedente analogo. Il quotidiano sottolinea come il nuovo caso rappresenti uno schiaffo soprattutto per i circa novemila tifosi che hanno già sottoscritto l’abbonamento, continuando a dare fiducia al progetto rossazzurro.
Il nodo principale riguarda l’organizzazione societaria. Negli ultimi anni la proprietà ha sostenuto investimenti molto importanti, spesso senza ottenere risultati sportivi proporzionati. Adesso, dopo una politica di contenimento dei costi molto più marcata, emerge il paradosso di non essere riusciti a completare nei tempi un adempimento federale fondamentale e conosciuto da tempo. Un errore che, ripetuto a distanza di due stagioni, non può più essere letto come una semplice disattenzione.
Il Catania ha ammesso il problema attraverso un comunicato ufficiale, spiegando di non essere riuscito a risolvere in tempo le questioni tecniche e burocratiche e assicurando che proprietà e board stanno lavorando per regolarizzare la situazione. Il club ha inoltre dichiarato di voler accettare le conseguenze e di continuare a perseguire gli obiettivi sportivi. Parole che, però, arrivano dopo la scadenza e che difficilmente possono cancellare l’effetto prodotto da un’altra inadempienza.
Nel pezzo viene inoltre evidenziato come la vicenda rischi di ripercuotersi anche sul mercato e sulla gestione dei tesseramenti, mentre sul campo la squadra di Emilio Longo aveva appena dato segnali incoraggianti. È questo uno dei contrasti più evidenti: il gruppo prova a costruire credibilità attraverso i risultati, mentre la società finisce nuovamente per metterla in discussione fuori dal terreno di gioco.
Il punto più delicato rimane quindi quello della fiducia. Due anni fa si parlò di errori tecnici e responsabilità operative; oggi, davanti alla ripetizione dello stesso tipo di problema, quelle spiegazioni risultano inevitabilmente più deboli. Ed è per questo che il termine “vergogna”, ripetuto più volte da La Sicilia, assume il valore di una vera e propria condanna nei confronti di una gestione che continua a esporsi a errori pesanti e difficili da giustificare.









