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Catania-Cosenza, Longo al bivio: serve una vittoria per cambiare rotta

06-09-2026 17:37 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo

Domani sera il “Massimino” non ospiterà semplicemente la terza giornata di campionato. Per il Catania la sfida contro il Cosenza rappresenta già un passaggio delicatissimo, forse il primo vero crocevia della stagione. Alle 20.30 si troveranno di fronte due squadre ancora ferme a zero punti, entrambe reduci da un avvio molto al di sotto delle aspettative e con la necessità urgente di dare una risposta.

Il dato del Catania è eloquente: due sconfitte nelle prime due giornate, appena un gol segnato e quattro subiti. Prima il ko interno per 1-2 contro l’Inter U23, poi il 2-0 subito dal Monopoli al “San Nicola”. In mezzo e attorno al campionato, anche le coppe hanno restituito un quadro tutt’altro che incoraggiante: il passaggio del turno contro il Vicenza in Coppa Italia Frecciarossa è arrivato soltanto ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari; quindi il 2-0 subito a Parma e, infine, il pesantissimo 0-3 interno contro il Savoia che ha eliminato i rossazzurri dalla Coppa Italia Serie C.

Il bilancio ufficiale di Emilio Longo, dunque, non contiene ancora una vittoria nei novanta minuti. Ed è soprattutto il modo in cui sono maturati alcuni risultati a destare perplessità. Le partite hanno spesso mostrato caratteristiche simili: possesso palla prolungato, difficoltà nel trasformarlo in occasioni realmente pericolose, poca incisività negli ultimi metri e cali di concentrazione difensiva pagati a caro prezzo. Contro il Savoia, per esempio, il Catania ha chiuso con nove calci d’angolo contro due, ma il risultato finale è stato un netto 0-3.

Longo ha certamente delle attenuanti. Il tecnico ha iniziato il lavoro estivo con una rosa poi profondamente modificata durante il mercato e ha dovuto gestire un precampionato nel quale il gruppo definitivo ha preso forma soltanto strada facendo. Diversi calciatori determinanti sono arrivati tardi e alcuni non hanno ancora una condizione sufficiente per incidere dall’inizio. È un elemento che non può essere ignorato quando si giudica il lavoro svolto fin qui.

Ma da domani gli alibi iniziano inevitabilmente a ridursi. Dopo l’eliminazione da entrambe le coppe, il campionato è rimasto l’unico fronte sul quale concentrare energie e ambizioni. E contro il Cosenza il Catania ha soprattutto bisogno di cancellare quella casella zero che comincia già a pesare.

Anche perché la società ha scelto di intervenire pubblicamente dopo la debacle con il Savoia. Il club ha ribadito che “Emilio Longo gode di massima fiducia”, ma nello stesso comunicato ha precisato che il momento tecnico richiede una “decisa e immediata sterzata”. Una formula che formalmente conferma l’allenatore, ma che al tempo stesso chiarisce quanto sia diventato urgente invertire il trend.

Non è un ultimatum dichiarato, ma poco ci manca. Un’altra sconfitta interna, soprattutto contro una diretta concorrente anch’essa ancora senza punti, renderebbe inevitabilmente più difficile difendere l’attuale progetto tecnico. Nessuno può attribuire a Longo tutte le responsabilità di una situazione costruita anche attraverso un mercato completato progressivamente e una preparazione non lineare, ma l’allenatore resta il primo riferimento quando i risultati non arrivano.

Il parallelo con la tormentata stagione 2023/24 viene quasi naturale. Allora il Catania partì con Luca Tabbiani, passò poi attraverso l’interregno di Michele Zeoli e affidò successivamente la squadra a Cristiano Lucarelli. Tabbiani venne esonerato dopo dodici giornate, con un bilancio di quattro vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte. Il contesto attuale è diverso e siamo appena alla terza giornata, ma proprio quell’esperienza dovrebbe suggerire prudenza: cambiare allenatore non significa automaticamente risolvere problemi strutturali o accelerare la costruzione di una squadra.

Per questo la soluzione migliore per tutti sarebbe che il Catania trovasse immediatamente una risposta sul campo.

Dall’altra parte arriva un Cosenza che vive una situazione per certi versi speculare. Anche la formazione di Federico Coppitelli è ancora senza punti in campionato e ha già salutato la Coppa Italia Serie C. La rosa è stata profondamente rinnovata, puntando molto sui giovani, e lo stesso direttore sportivo Fabio Lucioni ha indicato apertamente la salvezza come obiettivo stagionale. Coppitelli non sembra essere in discussione nei piani societari, ma la piazza rossoblù pretende comunque segnali dopo le prime sconfitte.

Catania e Cosenza arrivano dunque allo scontro diretto con pressioni differenti ma con la stessa necessità di muovere la classifica. I rossazzurri, però, partono con aspettative decisamente superiori. La società ha costruito una squadra destinata almeno sulla carta a frequentare le zone alte e il tempo per attendere una crescita graduale rischia di essere molto più breve di quanto Longo avrebbe probabilmente desiderato.

Nel frattempo il girone sta già mostrando squadre capaci di partire a ritmi elevatissimi. Alcune formazioni hanno infilato successi consecutivi e hanno immediatamente costruito entusiasmo e punti, mentre il Catania è ancora fermo sulla linea di partenza. A settembre le distanze non possono essere considerate definitive, ma lasciare altro terreno significherebbe complicare ulteriormente un percorso già partito in salita.

Domani sera, dunque, il bel gioco può anche aspettare. Il Catania ha bisogno innanzitutto di vincere, anche attraverso una partita sporca, sofferta, magari decisa da un solo episodio. Servono tre punti per respirare, recuperare fiducia, ricompattare l’ambiente e concedere a Longo il tempo necessario per sviluppare davvero le proprie idee.

Perché il gioco può essere costruito. La classifica, invece, non aspetta. E contro il Cosenza il Catania deve finalmente partire.