Amarezza e analisi, trasformare la delusione in determinazione per i playoff
06-03-2026 10:59 - Campionato
Autore: Pier Andrea Aidala
All’indomani della bruciante sconfitta di Benevento, una spessa coltre di amarezza sovrasta il territorio etneo. Il doppio appuntamento campano doveva servire per fornire risposte in merito alle chance di vittoria del campionato da parte del Catania, ma la fredda ragione dei dati recita: due partite, un punto, un gol fatto e due subiti.
Al di là di facili ma inutili considerazioni su un inizio di 2026 sotto le aspettative soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento e della cattiveria agonistica, i rossazzurri hanno perseverato nel mal di trasferta anche nel girone di ritorno. Dalla gara esterna di Foggia al rientro dalle vacanze natalizie a quella di Benevento di ieri, gli uomini di Toscano hanno ottenuto appena 6 punti su 18 disponibili, un bottino assai misero per chi aveva concluso il 2025 in testa e mirava alla vittoria finale del torneo.
All’indomani della bruciante sconfitta di Benevento, una spessa coltre di amarezza sovrasta il territorio etneo. Il doppio appuntamento campano doveva servire per fornire risposte in merito alle chance di vittoria del campionato da parte del Catania, ma la fredda ragione dei dati recita: due partite, un punto, un gol fatto e due subiti.
Al di là di facili ma inutili considerazioni su un inizio di 2026 sotto le aspettative soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento e della cattiveria agonistica, i rossazzurri hanno perseverato nel mal di trasferta anche nel girone di ritorno. Dalla gara esterna di Foggia al rientro dalle vacanze natalizie a quella di Benevento di ieri, gli uomini di Toscano hanno ottenuto appena 6 punti su 18 disponibili, un bottino assai misero per chi aveva concluso il 2025 in testa e mirava alla vittoria finale del torneo.
Giungere alle due partite decisive con il fiato sul collo e un distacco crescente non ha consegnato all’elefante la dovuta tranquillità e spensieratezza per gettarsi a capofitto nel doppio impegno campano. Fatto ancor più grave, tre delle sei trasferte vedevano come avversarie Foggia, Sorrento e Siracusa, non di certo le prime della classe.
Non è tempo di processi o condanne definitive, sia chiaro, ma risulta altresì innegabile come anche lontano dal campo alcune scelte siano risultate quantomeno discutibili. Se su un piatto della bilancia pesa enormemente l’incredibile serie di infortuni muscolari che affligge da almeno due anni i calciatori etnei, sull’altro non si può non notare come le scelte effettuate nel mercato di gennaio non abbiano colmato le lacune maggiormente evidenti della rosa. Dei neo-rossazzurri soltanto Miceli è entrato di diritto nell’undici titolare. Di Noia è stato gettato in mischia anche per l’assenza di Di Tacchio e le prestazioni altalenanti di Corbari, mentre Ponsi combatte con una condizione fisica non eccelsa e Cargnelutti non è quasi mai stato preso in considerazione. Bruzzaniti, il colpo sulla carta migliore di tutta la Serie C, ha avuto pochissime chance dall’inizio e gioca ormai solo spezzoni finali delle gare senza riuscire a lasciare un’impronta. Possibile che l’aria di Catania abbia trasformato il capocannoniere del Girone B in un impalpabile trequartista da “zona Cesarini”?
A dire il vero, lo stesso male parrebbe affliggere Rolfini, Caturano e prima dell’infortunio a fasi alterne anche Cicerelli, tutti elementi che nelle precedenti annate hanno realizzato fior di gol. Vanno trovate soluzioni differenti o l’assenza di Forte, l’unico attaccante in grado di fare reparto da solo, peserà come un macigno ogni qual volta l’ex Ascoli avrà degli acciacchi. Per vincere i playoff, data per certa la promozione diretta del Benevento, serviranno tutte le frecce a disposizione di Toscano. Lo stesso allenatore calabrese dovrà riflettere a lungo sulle scelte effettuate in questi mesi e sullo stesso impianto tattico imbastito, poiché evidentemente occorre qualche correttivo.
Non è tempo di processi o condanne definitive, sia chiaro, ma risulta altresì innegabile come anche lontano dal campo alcune scelte siano risultate quantomeno discutibili. Se su un piatto della bilancia pesa enormemente l’incredibile serie di infortuni muscolari che affligge da almeno due anni i calciatori etnei, sull’altro non si può non notare come le scelte effettuate nel mercato di gennaio non abbiano colmato le lacune maggiormente evidenti della rosa. Dei neo-rossazzurri soltanto Miceli è entrato di diritto nell’undici titolare. Di Noia è stato gettato in mischia anche per l’assenza di Di Tacchio e le prestazioni altalenanti di Corbari, mentre Ponsi combatte con una condizione fisica non eccelsa e Cargnelutti non è quasi mai stato preso in considerazione. Bruzzaniti, il colpo sulla carta migliore di tutta la Serie C, ha avuto pochissime chance dall’inizio e gioca ormai solo spezzoni finali delle gare senza riuscire a lasciare un’impronta. Possibile che l’aria di Catania abbia trasformato il capocannoniere del Girone B in un impalpabile trequartista da “zona Cesarini”?
A dire il vero, lo stesso male parrebbe affliggere Rolfini, Caturano e prima dell’infortunio a fasi alterne anche Cicerelli, tutti elementi che nelle precedenti annate hanno realizzato fior di gol. Vanno trovate soluzioni differenti o l’assenza di Forte, l’unico attaccante in grado di fare reparto da solo, peserà come un macigno ogni qual volta l’ex Ascoli avrà degli acciacchi. Per vincere i playoff, data per certa la promozione diretta del Benevento, serviranno tutte le frecce a disposizione di Toscano. Lo stesso allenatore calabrese dovrà riflettere a lungo sulle scelte effettuate in questi mesi e sullo stesso impianto tattico imbastito, poiché evidentemente occorre qualche correttivo.
Al contempo è altrettanto chiaro come spesso, già dalla gara di Playoff della passata stagione contro il Pescara, nella partita a scacchi con il tecnico avversario, di rado le contromosse del mister etneo abbiano sortito gli effetti desiderati.
Sia a Salerno sia a Benevento, al cambio tattico di Cosmi e Floro Flores, Toscano non ha saputo rispondere con altrettanta efficacia. La stessa sostituzione di Jimenez è apparsa in entrambi i casi controproducente e ha definitivamente privato la squadra di un collante tra centrocampo e attacco. Leggere con maggiore incisività le gare sarà l’imperativo categorico da qui in avanti, sia per difendere la seconda posizione sia per affrontare la lotteria dei playoff e l’infernale sistema per guadagnare l’ultimo posto in paradiso.
Occorre dunque guardare oltre la coltre scura e ragionare nell’ottica del recupero forze, fisiche e mentali, per presentarsi all’appuntamento degli spareggi promozione nella miglior condizione possibile. Serviranno rabbia, cattiveria agonistica e fame, ma soprattutto tanta lucidità nelle scelte, dentro il rettangolo verde e in panchina.
Alla luce degli ingenti investimenti del Presidente Pelligra sarebbe delittuoso mancare la promozione, seppure passando dai playoff. La qualità della rosa lo permetterebbe, l’ambiente e il Massimino diventeranno un girone dantesco in occasione dei match chiave, non si può dunque correre il rischio di deprimersi per non aver tagliato il traguardo per primi.
Testa ai playoff, trasformando la rabbia e la delusione in determinazione e fame di risultato. Se il Catania inteso come staff tecnico e calciatori imparerà dagli errori compiuti il sogno sarà ancora raggiungibile. Rialziamo la testa e crediamoci, ne abbiamo il dovere.









