Toscano saldo in panchina, il Catania sceglie la continuità
16-02-2026 07:24 - Campionato
Autore: Redazione
La posizione di Domenico Toscano non è in discussione. La società ha scelto la linea della continuità e, al di là degli umori di una parte della tifoseria, non sono previste inversioni di rotta. A confermare l’assenza di dubbi in merito al tecnici calabrese è l’edizione odierna de La Sicilia che, comunque, evidenzia come il momento sia delicato, segnato anche dal dolore per la scomparsa di Orazio Russo, ma dalle stanze dirigenziali filtra un messaggio chiaro: la guida tecnica resta salda.
Il pareggio contro il Siracusa ha lasciato scorie evidenti. In una fase della stagione in cui ogni dettaglio pesa, l’episodio del gol annullato a Pieraccini ha inciso sull’inerzia della gara. Tuttavia, al netto delle decisioni arbitrali, resta un dato oggettivo: una squadra che ambisce al vertice deve saper assorbire gli imprevisti della Serie C, trasformando le difficoltà in reazione concreta. Ed è proprio qui che si concentra l’analisi.
Il Catania continua a mostrare una struttura difensiva complessivamente affidabile, ma non impermeabile, come dimostra la rete subita da Di Paolo. Il problema maggiore, però, si manifesta in fase offensiva: manovra prevedibile, sviluppo lento, corsie esterne spesso neutralizzate e poca incisività negli ultimi sedici metri. Quando manca un riferimento centrale capace di dettare i tempi e verticalizzare con continuità, l’azione tende ad allargarsi senza produrre reali vantaggi.
L’attaccante centrale, Caturano o chi ne fa le veci, finisce spesso isolato, circondato da marcature strette e con pochi rifornimenti puliti. I trequartisti arretrano fino alla linea mediana per cucire il gioco, ma così facendo si allontanano dalla zona decisiva. Il risultato è una squadra che mantiene ordine e compattezza, ma fatica a riempire l’area e ad aggredire con continuità.
Le domande che circolano nell’ambiente sono legittime: il gruppo ha sufficiente solidità mentale per uscire da questa fase? Assimila e applica fino in fondo le indicazioni dell’allenatore? Esistono margini tattici per cambiare spartito? L’organico è stato costruito con ambizioni di primato, ma i sette punti lasciati per strada contro Sorrento, Cerignola e Siracusa pesano oggi in maniera evidente sulla classifica e sulla percezione esterna.
Il pubblico, fin qui, ha mostrato maturità, sostenendo la squadra anche nei passaggi più complicati. Il prossimo snodo sarà il recupero contro il Trapani, occasione per accorciare le distanze dalla vetta occupata dai sanniti. Sarà fondamentale alzare il livello di aggressività offensiva, occupare con più uomini l’area avversaria e rendere la manovra meno leggibile.
Sul piano delle individualità, manca un regista puro. Jimenez possiede qualità tecniche interessanti ma non nasce in quella posizione; Di Tacchio è rientrato da poco e necessita di minutaggio; l’assenza di Aloi ha tolto dinamismo e inserimenti, elementi che avrebbero potuto dare maggiore profondità. A questo si aggiungono indisponibilità pesanti come quelle di Cicerelli e Di Gennaro, anche se l’analisi non può ridursi all’elenco degli assenti: chi scende in campo sta lavorando per colmare i vuoti.
Le notizie positive riguardano i rientri imminenti di Corbari e Lunetta e la crescita di condizione di Di Tacchio. Da valutare invece Bruzzaniti, uscito acciaccato nell’ultima gara: lo staff medico confida si tratti soltanto di un affaticamento.
Il quadro è chiaro: la società conferma Toscano, la squadra deve ritrovare incisività e continuità. Non servono proclami, ma risposte concrete sul campo. La stagione è ancora aperta, ma il margine di errore si è assottigliato.
La posizione di Domenico Toscano non è in discussione. La società ha scelto la linea della continuità e, al di là degli umori di una parte della tifoseria, non sono previste inversioni di rotta. A confermare l’assenza di dubbi in merito al tecnici calabrese è l’edizione odierna de La Sicilia che, comunque, evidenzia come il momento sia delicato, segnato anche dal dolore per la scomparsa di Orazio Russo, ma dalle stanze dirigenziali filtra un messaggio chiaro: la guida tecnica resta salda.
Il pareggio contro il Siracusa ha lasciato scorie evidenti. In una fase della stagione in cui ogni dettaglio pesa, l’episodio del gol annullato a Pieraccini ha inciso sull’inerzia della gara. Tuttavia, al netto delle decisioni arbitrali, resta un dato oggettivo: una squadra che ambisce al vertice deve saper assorbire gli imprevisti della Serie C, trasformando le difficoltà in reazione concreta. Ed è proprio qui che si concentra l’analisi.
Il Catania continua a mostrare una struttura difensiva complessivamente affidabile, ma non impermeabile, come dimostra la rete subita da Di Paolo. Il problema maggiore, però, si manifesta in fase offensiva: manovra prevedibile, sviluppo lento, corsie esterne spesso neutralizzate e poca incisività negli ultimi sedici metri. Quando manca un riferimento centrale capace di dettare i tempi e verticalizzare con continuità, l’azione tende ad allargarsi senza produrre reali vantaggi.
L’attaccante centrale, Caturano o chi ne fa le veci, finisce spesso isolato, circondato da marcature strette e con pochi rifornimenti puliti. I trequartisti arretrano fino alla linea mediana per cucire il gioco, ma così facendo si allontanano dalla zona decisiva. Il risultato è una squadra che mantiene ordine e compattezza, ma fatica a riempire l’area e ad aggredire con continuità.
Le domande che circolano nell’ambiente sono legittime: il gruppo ha sufficiente solidità mentale per uscire da questa fase? Assimila e applica fino in fondo le indicazioni dell’allenatore? Esistono margini tattici per cambiare spartito? L’organico è stato costruito con ambizioni di primato, ma i sette punti lasciati per strada contro Sorrento, Cerignola e Siracusa pesano oggi in maniera evidente sulla classifica e sulla percezione esterna.
Il pubblico, fin qui, ha mostrato maturità, sostenendo la squadra anche nei passaggi più complicati. Il prossimo snodo sarà il recupero contro il Trapani, occasione per accorciare le distanze dalla vetta occupata dai sanniti. Sarà fondamentale alzare il livello di aggressività offensiva, occupare con più uomini l’area avversaria e rendere la manovra meno leggibile.
Sul piano delle individualità, manca un regista puro. Jimenez possiede qualità tecniche interessanti ma non nasce in quella posizione; Di Tacchio è rientrato da poco e necessita di minutaggio; l’assenza di Aloi ha tolto dinamismo e inserimenti, elementi che avrebbero potuto dare maggiore profondità. A questo si aggiungono indisponibilità pesanti come quelle di Cicerelli e Di Gennaro, anche se l’analisi non può ridursi all’elenco degli assenti: chi scende in campo sta lavorando per colmare i vuoti.
Le notizie positive riguardano i rientri imminenti di Corbari e Lunetta e la crescita di condizione di Di Tacchio. Da valutare invece Bruzzaniti, uscito acciaccato nell’ultima gara: lo staff medico confida si tratti soltanto di un affaticamento.
Il quadro è chiaro: la società conferma Toscano, la squadra deve ritrovare incisività e continuità. Non servono proclami, ma risposte concrete sul campo. La stagione è ancora aperta, ma il margine di errore si è assottigliato.









