NEWS
percorso: Home > NEWS > News Generiche

Takahashi e il Catania: “Ai rossazzurri darei il Drive Shot”

31-05-2026 16:20 - News Generiche
Autore: Andrea Mazzeo

Un viaggio nella memoria collettiva di intere generazioni, tra campi interminabili, sfide leggendarie e sogni diventati realtà. La XIV edizione di Etna Comics ha accolto uno degli ospiti più attesi dell’intera manifestazione: Yōichi Takahashi, il celebre mangaka giapponese creatore di “Captain Tsubasa”, conosciuto in Italia come “Holly e Benji”.

L’autore, accolto con entusiasmo da centinaia di appassionati arrivati alle Ciminiere, ha ripercorso le origini di un’opera che ha cambiato per sempre il rapporto tra il Giappone e il calcio, influenzando generazioni di tifosi e persino campioni diventati protagonisti del panorama internazionale.

Durante la conferenza stampa, Takahashi ha spiegato come nacque l’idea di dedicare un manga al pallone in un periodo storico in cui il baseball dominava la scena sportiva nipponica:“Nel 1980 era famoso il baseball nella mia patria. Mi sono appassionato al Mondiale in Argentina nel 1978 e, nonostante avessi già iniziato a disegnare un manga sul baseball, le azioni di gioco emozionanti mi hanno indotto a decidere di creare un manga sul calcio”.

Una scelta che si sarebbe rivelata rivoluzionaria. Pubblicato per la prima volta nel 1981, “Captain Tsubasa” è diventato infatti uno dei manga sportivi più popolari di sempre, contribuendo in maniera significativa alla diffusione del calcio in Giappone e conquistando lettori e telespettatori in tutto il mondo. In Italia l’anime è entrato nell’immaginario collettivo con il nome di “Holly e Benji”, trasformandosi in un autentico fenomeno culturale capace di attraversare oltre quattro decenni.

L’influenza dell’opera è stata riconosciuta anche da numerosi calciatori professionisti. Campioni come Alessandro Del Piero, Andrés Iniesta, Fernando Torres e Zinedine Zidane hanno più volte raccontato di essere cresciuti guardando le avventure di Oliver Hutton e compagni.

Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla crescita del movimento calcistico giapponese e all’approdo di numerosi giocatori nipponici nei principali campionati europei, Serie A compresa: “È stato molto emozionante anche perché è stata dimostrazione della crescita del calcio giapponese. Conosco Nakata e so che ha preso ispirazione dai miei fumetti. Sono stato felice che sia arrivato in Italia”.

Parole che testimoniano il legame diretto tra la sua opera e l’evoluzione del calcio giapponese, oggi presenza stabile nelle competizioni internazionali e nei maggiori campionati europei.

Non potevano mancare le domande sulle leggendarie tecniche speciali che hanno reso immortale il manga. Dalle acrobazie impossibili ai tiri capaci di sfidare le leggi della fisica, Takahashi ha svelato la sua preferenza personale: “Sicuramente la rovesciata” ha risposto in perfetto italiano, aggiungendo poi anche il tiro al volo tra le sue giocate preferite.

Quando invece gli è stato chiesto quale fosse la tecnica più estrema mai ideata, il maestro non ha avuto dubbi: “Il colpo dove ho esagerato di più è la famosa “catapulta infernale” dei gemelli Derrick”.

Un sorriso e gli applausi della sala hanno accompagnato una risposta che ha immediatamente riportato i fan agli anni dell’infanzia, quando le sfide tra la New Team e i suoi rivali sembravano trasformarsi in vere e proprie battaglie epiche.

Alla domanda su quale tecnica speciale potrebbe immaginare per i giocatori del Catania, magari in una versione tutta rossazzurra di “Captain Tsubasa”, si potrebbe vedere bene il celebre “Drive Shot” di Tsubasa, uno dei colpi più iconici della serie.

La presenza di Takahashi rappresenta uno degli eventi simbolo della quattordicesima edizione di Etna Comics, manifestazione che dal 30 maggio al 2 giugno trasforma Catania nella capitale italiana della cultura pop, richiamando migliaia di visitatori da tutta la penisola. Per l’occasione il festival ha dedicato al maestro giapponese incontri esclusivi, sessioni con i fan e una mostra celebrativa dedicata a “Captain Tsubasa”.

Tra nostalgia e attualità, la visita del padre di “Holly e Benji” ha confermato ancora una volta la straordinaria forza di un’opera capace di superare confini geografici e generazionali, continuando a far sognare milioni di appassionati di calcio e fumetti in tutto il mondo.