Social in coro: intitolate il centro sportivo Torre del Grifo ad Orazio Russo
16-02-2026 19:37 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo
La notizia della scomparsa di Orazio Russo, a soli 52 anni dopo una lunga battaglia contro la leucemia, ha lasciato un’impronta profonda e duratura nel cuore della città di Catania e nel mondo del calcio siciliano e non solo. Ex calciatore e figura storica del Catania, Russo non era semplicemente uno dei tanti professionisti dello sport: era un simbolo di appartenenza, una bandiera rossazzurra vissuta con dedizione, passione e lealtà. La sua carriera, iniziata nelle giovanili catanesi e proseguita tra diversi club italiani, è strettamente intrecciata alle storie collettive e personali di chi ama quei colori.
In questa ennesima triste giornata, lo stadio Massimino è diventato un luogo di raccoglimento e dolore condiviso: una camera ardente allestita nella tribuna centrale ha consentito a tifosi, amici e semplici cittadini di dare l’ultimo saluto a un uomo che ha incarnato nel profondo il valore della maglia rossazzurra. Il senso di vuoto e di commozione è palpabile tra le i supporters delle curve ma per le strade della città, dove rimbalzano messaggi di cordoglio, ricordi di imprese sportive e testimonianze di affetto da ogni angolo d’Italia.
In un momento già così delicato, sui social network e tra i tifosi è nato un tam-tam particolare, che sta guadagnando sempre più consenso: la richiesta di intitolare il nuovo Centro Sportivo di Torre del Grifo alla memoria di Russo. La struttura, recentemente rientrata nella piena disponibilità societaria dopo l’acquisizione all’asta e il pagamento dell’importo previsto, rappresenta per il Catania un simbolo di rinascita e futuro. Associarla al nome di Russo significherebbe fondere insieme passato, presente e futuro del club con la memoria di chi ha dedicato una vita intera ai colori rossazzurri, non diversamente da quanto accadde anni fa con lo stadio intitolato a Angelo Massimino o la tribuna stampa dedicata alla storica speaker Stefania Sberna.
Per molti tifosi catanesi questo gesto non sarebbe solo un atto simbolico, ma un riconoscimento tangibile e duraturo di ciò che Russo ha rappresentato: non solo un giocatore capace di calcare il campo in tutte le categorie professionistiche con la stessa maglia, ma anche un uomo che ha saputo trasmettere valori profondi ai giovani e alla comunità. La proposta di intitolazione ha raccolto adesioni, condivisioni e commenti su decine di post, condivisa da tifosi comuni così come da vecchie glorie e appassionati di calcio che hanno sempre visto in Russo qualcosa di più di un semplice calciatore.
La città, in questi giorni di lutto, ha mostrato un volto di grande unità: non solo nei momenti ufficiali di omaggio, come il minuto di silenzio imposto sui campi della Lega Nazionale Dilettanti in Sicilia, ma anche nel confronto quotidiano tra tifosi, amici e sportivi. Il ricordo delle gesta di Russo, il suo legame viscerale con Catania e la sua capacità di essere punto di riferimento per generazioni diverse di appassionati hanno alimentato la convinzione che questo gesto istituzionale – l’intitolazione del Centro Sportivo – possa rappresentare non solo un tributo personale, ma un punto di riferimento permanente per chi guarda al futuro del club e del vivaio rossazzurro.
Nel frattempo, tra il dolore e la commozione, Catania vive giorni di riflessione profonda: sul valore dello sport come elemento di identità collettiva, sulla memoria che resta più forte di ogni risultato sul campo, e su come trasformare un lutto così sentito in un momento di crescita e di rinnovata appartenenza. Russo, con la sua storia, ha lasciato un’eredità che va ben oltre i numeri e le statistiche: ha costruito un legame indissolubile con una città intera che ora chiede di vederne preservato il ricordo in modo permanente.
Il nome di Orazio Russo, nelle discussioni, nei cori, nelle condivisioni social e forse – un giorno – inciso su una struttura fondamentale come Torre del Grifo, resta un filo rosso che unisce generazioni di appassionati rossazzurri.
La notizia della scomparsa di Orazio Russo, a soli 52 anni dopo una lunga battaglia contro la leucemia, ha lasciato un’impronta profonda e duratura nel cuore della città di Catania e nel mondo del calcio siciliano e non solo. Ex calciatore e figura storica del Catania, Russo non era semplicemente uno dei tanti professionisti dello sport: era un simbolo di appartenenza, una bandiera rossazzurra vissuta con dedizione, passione e lealtà. La sua carriera, iniziata nelle giovanili catanesi e proseguita tra diversi club italiani, è strettamente intrecciata alle storie collettive e personali di chi ama quei colori.
In questa ennesima triste giornata, lo stadio Massimino è diventato un luogo di raccoglimento e dolore condiviso: una camera ardente allestita nella tribuna centrale ha consentito a tifosi, amici e semplici cittadini di dare l’ultimo saluto a un uomo che ha incarnato nel profondo il valore della maglia rossazzurra. Il senso di vuoto e di commozione è palpabile tra le i supporters delle curve ma per le strade della città, dove rimbalzano messaggi di cordoglio, ricordi di imprese sportive e testimonianze di affetto da ogni angolo d’Italia.
In un momento già così delicato, sui social network e tra i tifosi è nato un tam-tam particolare, che sta guadagnando sempre più consenso: la richiesta di intitolare il nuovo Centro Sportivo di Torre del Grifo alla memoria di Russo. La struttura, recentemente rientrata nella piena disponibilità societaria dopo l’acquisizione all’asta e il pagamento dell’importo previsto, rappresenta per il Catania un simbolo di rinascita e futuro. Associarla al nome di Russo significherebbe fondere insieme passato, presente e futuro del club con la memoria di chi ha dedicato una vita intera ai colori rossazzurri, non diversamente da quanto accadde anni fa con lo stadio intitolato a Angelo Massimino o la tribuna stampa dedicata alla storica speaker Stefania Sberna.
Per molti tifosi catanesi questo gesto non sarebbe solo un atto simbolico, ma un riconoscimento tangibile e duraturo di ciò che Russo ha rappresentato: non solo un giocatore capace di calcare il campo in tutte le categorie professionistiche con la stessa maglia, ma anche un uomo che ha saputo trasmettere valori profondi ai giovani e alla comunità. La proposta di intitolazione ha raccolto adesioni, condivisioni e commenti su decine di post, condivisa da tifosi comuni così come da vecchie glorie e appassionati di calcio che hanno sempre visto in Russo qualcosa di più di un semplice calciatore.
La città, in questi giorni di lutto, ha mostrato un volto di grande unità: non solo nei momenti ufficiali di omaggio, come il minuto di silenzio imposto sui campi della Lega Nazionale Dilettanti in Sicilia, ma anche nel confronto quotidiano tra tifosi, amici e sportivi. Il ricordo delle gesta di Russo, il suo legame viscerale con Catania e la sua capacità di essere punto di riferimento per generazioni diverse di appassionati hanno alimentato la convinzione che questo gesto istituzionale – l’intitolazione del Centro Sportivo – possa rappresentare non solo un tributo personale, ma un punto di riferimento permanente per chi guarda al futuro del club e del vivaio rossazzurro.
Nel frattempo, tra il dolore e la commozione, Catania vive giorni di riflessione profonda: sul valore dello sport come elemento di identità collettiva, sulla memoria che resta più forte di ogni risultato sul campo, e su come trasformare un lutto così sentito in un momento di crescita e di rinnovata appartenenza. Russo, con la sua storia, ha lasciato un’eredità che va ben oltre i numeri e le statistiche: ha costruito un legame indissolubile con una città intera che ora chiede di vederne preservato il ricordo in modo permanente.
Il nome di Orazio Russo, nelle discussioni, nei cori, nelle condivisioni social e forse – un giorno – inciso su una struttura fondamentale come Torre del Grifo, resta un filo rosso che unisce generazioni di appassionati rossazzurri.









