Serie C, stipendi e premi: il girone C guida con 35 milioni
19-02-2026 19:21 - News Generiche
Autore: Redazione
Quanto costa inseguire la Serie B? La fotografia scattata dalla Lega Pro sui contratti depositati al 2 febbraio 2026, subito dopo la chiusura del mercato invernale, restituisce un dato netto: la Serie C muove complessivamente circa 200 milioni di euro, al netto delle tre Under 23, i cui costi gravano sui bilanci delle rispettive prime squadre.
Un sistema eterogeneo, dove l’ambizione si misura anche – e soprattutto – nella struttura dei contratti: stipendi fissi, premi variabili e, in alcuni casi, diritti d’immagine. Ed è nel girone C che la “potenza di fuoco” appare senza paragoni.
L’aggregato lordo delle prime tre classificate di ciascun girone evidenzia uno squilibrio marcato. Nel girone C, il Catania (14,2 milioni), il Benevento (10,8) e la Salernitana (10,6) arrivano a una soglia complessiva di 35 milioni di euro. Una cifra che doppia, di fatto, quanto investito dalle prime tre degli altri due raggruppamenti.
Nel girone B, l’Arezzo tocca quota 8,1 milioni, il Ravenna 4,6, l’Ascoli 5,5: totale 18,3 milioni. Nel girone A, il Vicenza, ormai con un piede e mezzo in Serie B, deposita contratti per 6,5 milioni, stessa cifra del Brescia, mentre il Lecco si ferma a 3,8: totale 16,8 milioni.
Il dato va però interpretato: la cifra complessiva include emolumenti fissi (stipendi), premi inseriti nei contratti e diritti di immagine. Sono soprattutto i bonus a fare la differenza, perché rappresentano una componente variabile legata a obiettivi o a parametri individuali come le presenze.
Quanto costa inseguire la Serie B? La fotografia scattata dalla Lega Pro sui contratti depositati al 2 febbraio 2026, subito dopo la chiusura del mercato invernale, restituisce un dato netto: la Serie C muove complessivamente circa 200 milioni di euro, al netto delle tre Under 23, i cui costi gravano sui bilanci delle rispettive prime squadre.
Un sistema eterogeneo, dove l’ambizione si misura anche – e soprattutto – nella struttura dei contratti: stipendi fissi, premi variabili e, in alcuni casi, diritti d’immagine. Ed è nel girone C che la “potenza di fuoco” appare senza paragoni.
L’aggregato lordo delle prime tre classificate di ciascun girone evidenzia uno squilibrio marcato. Nel girone C, il Catania (14,2 milioni), il Benevento (10,8) e la Salernitana (10,6) arrivano a una soglia complessiva di 35 milioni di euro. Una cifra che doppia, di fatto, quanto investito dalle prime tre degli altri due raggruppamenti.
Nel girone B, l’Arezzo tocca quota 8,1 milioni, il Ravenna 4,6, l’Ascoli 5,5: totale 18,3 milioni. Nel girone A, il Vicenza, ormai con un piede e mezzo in Serie B, deposita contratti per 6,5 milioni, stessa cifra del Brescia, mentre il Lecco si ferma a 3,8: totale 16,8 milioni.
Il dato va però interpretato: la cifra complessiva include emolumenti fissi (stipendi), premi inseriti nei contratti e diritti di immagine. Sono soprattutto i bonus a fare la differenza, perché rappresentano una componente variabile legata a obiettivi o a parametri individuali come le presenze.
Prendendo ad esempio il Catania, gli stipendi puri arrivano a 8 milioni (meno degli 8,4 del Benevento capolista), ma il club può arrivare a versare ulteriori 6,1 milioni in premi, cifra che incide in modo sostanziale sul totale potenziale.
I diritti di immagine restano una voce marginale e riguardano soltanto cinque club: il Brescia (968mila euro, oltre a 1,7 milioni di premi), l’Arezzo (579mila euro, più 3,2 di premi), oltre a Livorno, Vis Pesaro e Pontedera.
Sul versante opposto, il club che spende meno è l’Ospitaletto con 664mila euro complessivi, senza costi variabili aggiuntivi: è infatti uno dei cinque che non hanno previsto premi, insieme ad Arzignano, Carpi, Giana e Virtus Verona. In totale, soltanto quattro società su 56 restano sotto il milione di euro di spesa. Nel girone C, la meno onerosa è il Picerno, che comunque arriva a 1,3 milioni.
Il capitolo più delicato riguarda le situazioni di crisi. La Triestina, già gravata da 23 punti di penalizzazione, ha un monte ingaggi di 3,3 milioni più 1,8 di premi. Ancora più significativa la posizione del Trapani: 4,4 milioni di stipendi – nonostante la rivoluzione di gennaio – con 2,3 milioni di premi potenziali. Il club ha già subito 15 punti di penalizzazione e rischia l’esclusione nella prossima udienza del Tribunale federale nazionale fissata per il 9 marzo.
Prossimo a essere sanzionato è il Siracusa, con 1,8 milioni di stipendi e 500mila euro di premi: è atteso un -6 il 26 febbraio per irregolarità amministrative relative al bimestre settembre-ottobre, con la possibilità di ulteriori punti di penalizzazione qualora non fossero state rispettate tutte le scadenze del 16 febbraio.
Il dato economico, dunque, racconta ambizioni e fragilità. Ma la sostenibilità reale, come sempre, si misura soltanto a posteriori: perché in Serie C investire molto può aumentare le probabilità di promozione, ma non garantisce automaticamente né il salto di categoria né la stabilità dei conti.
CLASSIFICA MONTE INGAGGI GIRONE C
Catania 14.210.854€
Benevento 10.867.445€
Salernitana 10.692.159€
Trapani 6.825.799€
Crotone 5.167.245€
Cosenza 4.994.207€
Potenza 4.036.554€
Cerignola 3.686.510€
Casarano 3.345.197€
Sorrento 3.144.740€
Casertana 3.068.781€
Monopoli 3.048.770€
Foggia 2.744.472€
Siracusa 2.328.194€
Giugliano 2.251.858€
Latina 2.005.635€
Cavese 1.957.083€
Altamura 1.773.406€
Picerno 1.299.032€
Atalanta U23 /////









