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PGS Sales, protesta per il Palazurria chiuso: “Atleti senza casa da un mese”

02-12-2025 11:39 - Altri Sport
Autore: Redazione

Il basket catanese alza la voce, e lo fa con una denuncia che non può lasciare indifferenti. Il comunicato diffuso questa mattina dall’ufficio stampa del PGS Sales Basket è una fotografia dura, precisa e dolorosa di una situazione divenuta ormai insostenibile. Dal 10 novembre, infatti, le luci del Palazurria – cuore pulsante dell’attività cestistica catanese – sono spente. Un silenzio assordante che ha paralizzato il lavoro di un centinaio di atleti: dalla prima squadra che milita con orgoglio in Serie C nazionale, al settore giovanile che rappresenta il futuro della pallacanestro etnea.

La causa è nota: un incidente ha reso inagibile la struttura, un impianto comunale affidato a un consorzio sportivo che, da quel momento, è rimasto chiuso. Ma ciò che più sconcerta non è l’evento in sé, ma ciò che è accaduto (o meglio, ciò che non è accaduto) dopo. Nonostante promesse, strette di mano, dichiarazioni di solidarietà e parole di incoraggiamento, né a Catania né nei comuni limitrofi è stato individuato un palazzetto che potesse ospitare – con continuità, dignità e regolarità – allenamenti e gare federali della società rossazzurra.

I pochi spazi trovati sono stati concessi da impianti privati, che però comportano costi insostenibili per una realtà che si regge sulla passione delle famiglie, sul lavoro dei volontari, sull’impegno dei ragazzi che scelgono lo sport come forma di crescita e sul contributo degli sponsor che credono nel progetto Sales. Non si può chiedere a un club che vive di sacrifici quotidiani di affrontare spese straordinarie per un periodo indefinito, soprattutto quando esistono strutture pubbliche che – in teoria – dovrebbero essere messe al servizio della comunità.

In mezzo a questa emergenza, la società ha tentato ogni strada. Tra le iniziative portate avanti figura anche una richiesta formale agli uffici comunali competenti per ottenere, in assegnazione provvisoria e urgente, una palestra scolastica qualsiasi dove almeno gli under potessero allenarsi. Una richiesta trasparente, corredata dalla disponibilità a pagare quanto dovuto. Ma ad oggi, la risposta è stata il silenzio. Un silenzio che pesa come una sentenza.

Dopo tante promesse e tante pacche sulle spalle, il PGS Sales si ritrova solo. Con un’intera attività – giovanile e senior – messa seriamente a rischio. Con atleti che non possono allenarsi con regolarità. Con una prima squadra che, senza una struttura adeguata, vede compromesso il percorso in Serie C, categoria conquistata con sacrifici enormi solo un anno fa. E con giovani costretti a vagabondare da un campo all’altro, come se la loro passione fosse un accessorio e non un diritto educativo e sportivo.

La domanda che emerge dal comunicato è semplice ma devastante: come si può competere dignitosamente senza potersi allenare? E cosa si può dire alle famiglie che hanno scelto questa società per i loro figli, pagando una quota, fidandosi di un progetto che ora viene minato da cause esterne?

La chiusura del Palazurria ha messo a nudo un problema più grande: a Catania il basket, oggi, si può giocare quasi esclusivamente in strutture private. I pochi impianti comunali rimasti, alcuni dei quali un tempo fiore all’occhiello della città, sono diventati territori esclusivi di altre discipline. Una città che ignora questo squilibrio rischia di perdere una parte fondamentale del proprio tessuto sociale e sportivo.

Il consorzio che gestisce l’impianto ha avviato i lavori di ripristino, in collaborazione con le società che lo utilizzano. Ma a oggi, nessuno è in grado di fornire tempi certi. E mentre la burocrazia dorme e le istituzioni osservano da lontano, gli atleti restano senza casa.

E qui sta il cuore del messaggio: “Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto ciò che serve per continuare a fare sport, a garantire un luogo sicuro in cui far crescere i nostri ragazzi e rappresentare la città nei campionati ufficiali”. È una richiesta semplice, lineare, legittima. Una richiesta che una città come Catania non può permettersi di ignorare.

Il PGS Sales, realtà che da anni educa ragazzi secondo lo stile di Don Bosco, che investe risorse, che rappresenta un punto di riferimento per il territorio, lancia un appello che è molto più di una richiesta operativa: è un atto d’accusa verso un sistema che non tutela lo sport di base, che lascia soli coloro che fanno crescere i giovani e li allontanano dalla strada.

“I nostri atleti meritano un campo. La nostra città merita che ogni realtà sportiva venga tutelata, ascoltata e sostenuta”. Parole che dovrebbero risuonare nelle stanze del Comune, negli uffici che da settimane non rispondono, nelle agende di chi ha la responsabilità di garantire spazi e diritti.

Catania non può permettersi di perdere un’altra realtà sportiva. E adesso, la speranza è che questo grido d’allarme non venga ignorato. Perché un palazzetto può chiudere; una comunità sportiva, se non sostenuta, può spegnersi. E sarebbe un fallimento per tutti.