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Meta Catania, pari col Napoli: vetta più vicina nel turno che cambia tutto

03-04-2026 22:58 - Futsal
Autore: Redazione

Una serata speciale, intensa, piena di significati dentro e fuori dal campo. Al PalaCatania, la Covei Meta Catania Bricocity impatta 3-3 contro il Napoli Futsal al termine di una gara vibrante, giocata con orgoglio, emergenza e personalità. Un pareggio che lascia sensazioni contrastanti ai rossazzurri: da un lato il rammarico per una vittoria sfumata nel finale, dall'altro la consapevolezza di aver risposto da grande squadra in una notte resa complicatissima da assenze pesanti e da un avversario arrivato in Sicilia con tutte le sue armi migliori.

L'atmosfera, prima ancora del pallone, era già da grande evento. Al centro del PalaCatania brillava la Coppa Italia appena conquistata, simbolo di una stagione fin qui straordinaria, mentre i circa 2500 palloncini rossazzurri e la presenza dei cimeli del Museo Maradona hanno trasformato il match in una vera festa dello sport. Una cornice suggestiva, impreziosita anche dal valore sociale dell'iniziativa, resa possibile grazie alla famiglia Vignati e al responsabile marketing etneo Sergio Muratore, capace di regalare emozioni anche ai bambini meno fortunati.

Poi, però, è toccato al campo. E lì la Meta Catania ha dovuto fare i conti con una situazione quasi estrema. Juanra si è ritrovato a gestire una formazione falcidiata: fuori i portieri Timm e Siqueira, indisponibile anche Dian Luka per un problema muscolare, oltre agli squalificati Bocão e Silvestri. Una lista di assenze pesantissima, che ha costretto i rossazzurri a reinventarsi contro un Napoli al completo e pronto a sfruttare ogni minimo dettaglio.

Ne è uscita una partita vera, dura, equilibrata, nella quale la Meta ha saputo andare oltre le difficoltà. Il quintetto iniziale scelto da Juanra — con Manservigi, Sacon, Podda, Albertico e Mario Musumeci — ha subito dato il senso della serata: spirito di adattamento, sacrificio e disponibilità totale. Napoli ha cercato da subito di prendere in mano il possesso e il ritmo, ma ha trovato un Manservigi attentissimo sulle prime conclusioni di Pelezinho e Guilhermão. Dall'altra parte, la Meta ha risposto con ordine e fiammate improvvise, sfiorando il vantaggio con Turmena e Podda.

La partita si è accesa progressivamente, restando però inchiodata su un equilibrio sottile per lunghi tratti. Turmena ha inventato una giocata delle sue servendo Giulio Musumeci, fermato solo da un salvataggio sulla linea, mentre in transizione il Napoli ha mostrato tutta la propria pericolosità, trovando ancora la risposta del portiere rossazzurro. Nel finale di primo tempo i campani hanno alzato ulteriormente i giri, ma Bellobuono è stato decisivo anche sulle iniziative di Turmena e Sacon. Quando sembrava che la prima frazione dovesse chiudersi a reti bianche, è arrivato invece il colpo ospite: a novanta secondi dall'intervallo, una ripartenza chirurgica ha permesso a Bolo di firmare lo 0-1.

La Meta, però, non si è scomposta. E nella ripresa ha mostrato il lato più forte della sua identità: quello della squadra che sa soffrire, ma che non rinuncia mai a giocare e a colpire. Il Napoli ha trovato anche il raddoppio con Pelezinho, bravo a sfruttare una situazione sporca per lo 0-2, ma lì la partita ha cambiato volto. Perché i rossazzurri, invece di crollare, hanno reagito con rabbia, intensità e qualità.

A riaprire il match ci ha pensato Albertico, lucido e rapido nel trovare la deviazione giusta in mezzo all'area. Il gol ha acceso definitivamente il PalaCatania e ha ridato energia a una Meta che, da quel momento in poi, ha iniziato a spingere con continuità. Napoli ha iniziato a soffrire soprattutto le ripartenze rossazzurre, e proprio da una di queste è nato il 2-2: Mario Musumeci, lanciato a rete, ha battuto Bellobuono facendo esplodere il palazzetto.

L'inerzia era tutta dalla parte della squadra di Juanra, che in quel momento sembrava avere più gamba, più entusiasmo e più fame. La rimonta si è completata poco dopo con Giovanni Pulvirenti, bravo a trovare la zampata del 3-2 in area piccola, facendo sognare un PalaCatania già pronto a celebrare un'altra notte da ricordare. In quel momento la Meta aveva davvero il sapore dell'impresa, perché stava riuscendo a ribaltare una gara difficilissima con una formazione rattoppata e con tanti uomini costretti agli straordinari.

Il Napoli, però, ha avuto il merito di non uscire mai dalla partita. Nel finale i partenopei hanno scelto la carta del power play, schiacciando la Meta nella propria metà campo e aumentando la pressione su ogni possesso. Proprio in una di quelle situazioni è arrivato il definitivo 3-3, maturato su un episodio sfortunato per Manservigi, beffato da un rimbalzo che ha impedito ai rossazzurri di conservare fino in fondo un successo che sarebbe stato pesantissimo.

Alla fine, il pari può essere letto in due modi. Sul piano emotivo resta il rimpianto per aver accarezzato una vittoria di enorme valore, soprattutto per come si era messa la partita e per le condizioni in cui la Meta ci è arrivata. Sul piano sostanziale, però, il risultato conferma ancora una volta la tenuta, il carattere e la profondità mentale di una squadra che, anche nelle serate più complicate, riesce sempre a restare dentro le partite.

Il 3-3 del PalaCatania si inserisce peraltro in una giornata di Serie A KINTO che ha confermato quanto il turno successivo alla Coppa Italia sia sempre carico di sorprese e scossoni. Il risultato più pesante in ottica alta classifica arriva da Cosenza, dove la L84 Torino supera 4-3 il Pirossigeno e approfitta proprio del pari tra Meta e Napoli per rosicchiare terreno e salire al secondo posto. È un segnale forte dei piemontesi, che si rilanciano con decisione nella corsa alle zone nobili della classifica.

A perdere terreno è invece la Feldi Eboli, che paga a caro prezzo le fatiche della Final Eight e l'assenza pesantissima di Venancio, cadendo 3-1 in casa contro un Came Treviso in grande crescita. Per i veneti si tratta di un successo pesantissimo, il secondo consecutivo, che vale tantissimo in chiave classifica e conferma il momento positivo della squadra di Sylvio Rocha.

Spettacolo puro anche negli altri campi. A Rieti, la Roma 1927 riesce a strappare un clamoroso 5-5 allo Sporting Sala Consilina dopo essere stata sotto addirittura 0-4, grazie a una rimonta furiosa culminata con il pari firmato da Fortino a tre secondi dalla sirena. Ad Avellino, invece, il Sandro Abate piega 5-4 l'Active Network in una sfida ricca di sorpassi e contro-sorpassi, conquistando un successo prezioso per la corsa playoff.

Nella zona bassa, vittoria pesantissima per la Fortitudo Pomezia, che passa 4-3 sul campo del Mantova e si prende punti fondamentali nella lotta per restare in categoria. Un risultato che rende inutile il 3-2 del CDM contro il Global Work Capurso: la formazione ligure, infatti, retrocede aritmeticamente, non avendo più margine per rientrare in corsa.

Dentro questo quadro, il pareggio della Meta Catania assume ancora più peso. Non è soltanto un punto conquistato in una partita difficile: è anche la conferma che la squadra etnea continua a stare stabilmente dentro il gruppo delle grandi, reggendo l'urto di un campionato sempre più competitivo e logorante. In un turno che ha rimescolato parecchio gli equilibri, i rossazzurri hanno mostrato ancora una volta di avere struttura, personalità e spirito.

Adesso servirà recuperare energie e uomini, perché la fase decisiva della stagione è ormai alle porte. Ma la risposta data contro il Napoli, al netto del pizzico di amarezza finale, racconta una verità precisa: questa Meta Catania, anche quando è costretta a rincorrere, anche quando si presenta in piena emergenza, ha ancora tutto per continuare a recitare un ruolo da protagonista.