Malumori a Potenza per l’addio di Caturano che suona come un tradimento
28-08-2025 14:41 - Calciomercato
Autore: Redazione
Il futuro di Salvatore Caturano è ormai lontano da Potenza. L’attaccante napoletano, capitano e simbolo rossoblù nelle ultime stagioni, è sempre più vicino all’addio e le voci che lo accostano al Catania hanno acceso un acceso dibattito nella piazza lucana.
Il portale tuttopotenza.com ha raccolto il sentimento dei tifosi attraverso due editoriali che restituiscono con chiarezza il clima che si respira sotto il Vulture. Nel primo, si evidenzia come la tifoseria chieda “rispetto e trasparenza” da parte del capitano, affinché sia lui stesso a chiarire la propria posizione: “Se davvero l’attaccante napoletano vuole lasciare Potenza, lo dica pubblicamente. La piazza merita rispetto e trasparenza, soprattutto dopo anni in cui Caturano è stato indicato come uomo simbolo e punto di riferimento per società, squadra e tifosi”.
Nel secondo articolo, invece, prevale la malinconia e il senso di fine di un’epoca: “Non è mai facile raccontare un addio, soprattutto quando riguarda il capitano. (…) La città lo ha amato, rispettato e sostenuto, oggi lo saluta con un misto di amaro in bocca e malinconia”. Un addio che, inevitabilmente, lascia segni profondi in una comunità calcistica che aveva trovato in Caturano non soltanto un goleador, ma soprattutto un leader dentro e fuori dal campo.
La prospettiva di vederlo approdare a Catania aggiunge ulteriore peso emotivo alla vicenda. Da un lato, per i tifosi rossazzurri sarebbe un colpo di grande spessore, capace di arricchire l’organico con esperienza, personalità e senso del gol. Dall’altro, per Potenza, significherebbe consegnare a una piazza rivale un giocatore simbolo, trasformando l’addio in una ferita sportiva ancora più dolorosa.
Il caso Caturano, dunque, va oltre il semplice mercato: rappresenta lo scontro tra i sentimenti di una città e le logiche del calcio moderno, dove bandiere e capitani spesso cedono il passo alle dinamiche contrattuali.
A Potenza resta l’amaro in bocca, a Catania cresce l’attesa.